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lunedì 13 luglio 2009

Ma è proprio vero che le regole non servono?

Che disastro! Ho letto in questi giorni che ancora una volta noi italiani ci distinguiamo per la cattiva educazione. Un sondaggio di Expedia, un'agenzia che si occupa di viaggi on line, che ha coinvolto più di 4.500 albergatori di tutto il mondo, non ci fa fare bella figura. Gli albergatori ci accusano di cattiva educazione, di poca disponibilità ad imparare la lingua del posto, di taccagneria e di parlare sempre a voce troppo alta. In compenso ci giudicano i meglio vestiti. Magra consolazione!
Questa notizia, che non fa che confermare i dati dell'anno scorso, mi ha fatto venire in mente che, qualche tempo fa, si scriveva dei bambini italiani come i più maleducati d'Europa. A quanto pare la colpa va attribuita a noi genitori: più di sette italiani su dieci non insegnano ai figli a cedere il posto; il 38 per cento dei papà e il 32 per cento delle mamme dicono parolacce; quasi quattro genitori su dieci non sono civili con un extracomunitario; il 12 per cento tratta male gli animali; il 15 per cento non rispetta i luoghi di culto altrui.
Poveri noi! Così facendo si allevano dei piccoli "mostri".

Le regole servono ed è importante che i bambini siano abituati a rispettarle. Non darle è una furbata che si paga cara, perchè il messaggio che poi rimane è quello dell'indifferenza che porterà il nostro pargoletto a non aver rispetto per la persona propria e altrui.
Mi direte: che cosa c'entriamo noi ragazzi se i nostri genitori sono poco attenti?
Non trinceratevi dietro le responsabilità degli altri, anche se ce ne fossero! Ormai avete un'età in cui riuscite a capire cosa è giusto e cosa è sbagliato, cosa vi fa bene e cosa no. Certo che è più semplice andare a ruota libera, lasciare che sia l'istinto a guidarvi e non la riflessione e il rispetto per se stessi e gli altri, ma la posta in gioco è alta: una vita piena, vera, bella o ... la noia, la superficialità, la "sopravvivenza".
Come ha detto Roul Follerau "la più grande disgrazia che possa capitarvi è di non essere utili a nessuno, e che la vostra vita non serva a nulla".