Pagine

venerdì 23 ottobre 2009

Chiamati ad essere felici


Ritorno ancora sulla felicità per puntualizzare alcuni concetti.
La felicità è un bisogno naturale dell'uomo, e dalle società moderne è stata riconosciuta come uno dei diritti fondamentali dell'essere umano. Andate a vedervi la Dichiarazione d'Indipendenza degli Stati Uniti d'America (1776) oppure la Convezione Internazionale sui Diritti dell'infanzia (1989), tanto per citare alcuni documenti.
Nel Catechismo della Chiesa Cattolica si dice che "il desiderio di Dio è inscritto nel cuore dell'uomo, poichè l'uomo è stato creato da Dio e per Dio; e Dio non cessa di attirare a sè l'uomo e soltanto in Dio l'uomo troverà la verità e la felicità che cerca senza posa". Questo è il destino dell'uomo: trovare in Dio il fine di tutte le sue ricerche. Come diceva Sant'Agostino, "Ci hai fatti per te e il nostro cuore è inquiesto finchè non riposa in te" e come proclamano il Salmo 103 ("La mia gioia viene da te") e il Salmo 15 ("Mi mostrerai la vita che porta alla vita: davanti a te pienezza di gioa, vicino a te felicità senza fine").

Il Cielo, cioè la vita perfetta di comunione con la Trinità, la Vergine Maria, gli angeli e i beati, è - come dice sempre il Catechismo della Chiesa Cattolica - "il fine ultimo dell'uomo e la realizzazione delle sue aspirazioni più profonde, lo stato di felicità suprema e definitiva".
La Chiesa indirizza l'uomo verso la sua ricerca di felicità, insegnando che questa non la si trova nel benessere, nelle ricchezze, nella gloria, nel potere, ma che solo in Dio, sorgente di ogni bene e di ogni gioa, la felicità è completa.
Per il cristiano, comunque, le ricchezze della Terra e le risorse umane non sono qualcosa da rifuggire, ma un mezzo di cui la Provvidenza del Creatore si serve. La Gaudium et Spes (n. 37) dice infatti che "il progresso umano può servire alla vera felicità degli uomini", ma occorre vigilare contro "lo spirito di vanità e di malizia, che stravolge in peccato l'operosità umana, ordinata al servizio di Dio e dell'uomo".

Il Vangelo ci presenta Gesù che trionfa sulla tristezza e sulla paura e che conserva, nonostante le sofferenze fisiche e morali, pace e serenità.
Annunciare il Regno di Dio, la buona novella della liberazione dei poveri, dei ciechi, degli zoppi, dei prigionieri, fu la gioia della sua vita, una gioia che volle lasciare ai suoi amici. Nelle Beatititudini Gesù annuncia il segreto della vera felicità che è dolcezza, misericordia, purezza di cuore, distacco, tenerezza, fame e sete di giustizia.

Nessun commento:

Posta un commento