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domenica 11 ottobre 2009

Iqbal Masih

Voglio raccontarvi la storia di un ragazzino coraggioso. Perchè, vedete, si può essere grandi uomini a prescindere dall'età; così come il crescere fisicamente non sempre si accompagna alla crescita in umanità.

Iqbal Masih nacque nel 1983 a Muridke, in Pakistan.
Aveva appena quattro anni quando iniziò a lavorare in una fornace di mattoni; a cinque anni suo padre lo affidò a un fabbricante di tappeti in cambio di 16 dollari, che gli servivano per pagare un debito contratto per finanziare il matrimonio del figlio maggiore.
Il bambino Iqbal lavorò per più di dodici ore al giorno per più di sei anni, picchiato, sgridato e incatenato al suo telaio, guadagnando una rupia al giorno (circa tre centesimi di euro).
Nel 1992 il Pakistan promulgò una legge contro il lavoro schiavizzato, ma i proprietari delle fabbriche continuavano a praticarlo. Nello stesso anno Iqbal, con altri bambini, uscì di nascosto dalla fabbrica di tappeti per assistere a una manifestazione organizzata dal Fronte di Liberazione dal Lavoro Schiavizzato e, in quell’occasione, decise di raccontare la sua storia in pubblico. Il suo discorso spontaneo venne riportato dai giornali locali il giorno seguente.
Da allora la sua storia cambiò: con l’aiuto di un avvocato del Fronte di Liberazione dal Lavoro Schiavizzato scrisse una lettera di dimissioni al suo padrone. Conobbe il leader del Fronte, Eshan Ullah Khan, e cominciò a raccontare la sua storia sui teleschermi di tutto il mondo, diventando il simbolo e il portavoce del dramma dei bambini lavoratori.
Iqbal aveva 11 anni quando, a Stoccolma, raccontò la sua storia alla conferenza mondiale sull’infanzia.
A Boston ricevette una borsa di studio da un’università americana: con essa Iqbal voleva studiare da avvocato per poter aiutare i bambini costretti al lavoro.
Il 16 aprile 1995, domenica di Pasqua, a 12 anni, mentre correva in bicicletta nella sua città Muridke, dei sicari della mafia dei tappeti gli spararono, uccidendolo.

Vi propongo anche un video che racconta la sua storia. E' in spagnolo, ma non spaventatevi. Si capisce abbastanza.

1 commento:

  1. Lo sfruttamento minorile è una delle cose più brutte che succede nel mondo,
    dobbiamo bloccarla e far capire che ogni essere vivente deve avere rispetto e dignità.
    Cecilia, 1^A

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