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venerdì 18 dicembre 2009

Il Capodanno islamico


Oggi per i musulmani è Capodanno, perchè è il primo giorno di Muhàrram, cioè il primo mese del calendario islamico, che, diversamente dal nostro, è legato alle fasi lunari. In questo giorno i musulmani sono invitati a meditare e a raccogliersi nella preghiera, perchè il nuovo anno cominci nella gioia e nella pace. Questo è il giorno in cui si commemora l'Egira, cioè la fuga di Maometto dalla Mecca, da cui il mondo musulmano comincia a contare gli anni, per cui questo per loro è l'anno 1431 dall'Egira.
Il 10 di questo mese, che nel nostro calendario corrisponde al 27 dicembre si ricorda l'Ashura. La Ashura deriva da ashara che vuol dire dieci, proprio perchè è un evento religioso che si celebra il dieci del mese islamico di Muharram. Richiama lo Yom Kippur ebraico (celebrato nel decimo giorno del primo mese ebraico di Tishri), dal quale si dice che derivi. Il profeta Maometto avrebbe istituito la Ashura prima dell’avvento del Ramadan e, per differenziarla dalla celebrazione ebraica, l’avrebbe fatta iniziare un giorno prima (gli Ebrei ricordavano, con un solo giorno di digiuno, l’uscita dall’Egitto sotto la guida del profeta Mosé; Maometto avrebbe decretato di avere, come e più dei profeti biblici, diritto al digiuno e, perciò, ne avrebbe decretato due giorni). Questa celebrazione può avere quattro ‘motivi ispiratori’: l’approdo dell’arca di Noè, la nascita del profeta Ibrahim, l’abbandono di Adamo del paradiso terrestre, la costruzione de La Mecca, e altrettante ‘interpretazioni’ celebrative. L’avvento del Ramadan ha reso il digiuno dell’Ashura facoltativo (cioè ‘consigliato’) e la sua celebrazione meno ‘severa’, ma solo tra i Sunniti, perché tra gli Sciiti, invece, essa dura per 40 giorni e commemora il martirio dell’imam Hussein (Al Husayn ibn ‘Alī), nipote di Maometto, insieme a quello di 72 suoi fedelissimi, avvenuto a Karbalā, in Iraq, per mano del califfo Omayyade Yazid I. Questo episodio viene vissuto come un vero e proprio evento luttuoso, con tanto di autoflagellazioni sanguinose ed episodi collettivi autolesivi alquanto impressionanti. La tomba dell’Imam e dei suoi partigiani ha trasformato la città di Karbala, in Iraq, nel principale centro delle celebrazioni sciite: in ricordo della data della strage centinaia di migliaia di pellegrini  vi si recano ogni anno, a commemorare il lutto e a piangere l’Imam.
Al di fuori del mondo sciita , invece, la festa ha un carattere gioioso, come il nostro capodanno, e vede i bambini molto coinvolti, con la preparazione, apposta per loro, delle speciali "frittelle dell'‘Āshūrā’" e altre ghiottonerie, che essi vanno raccogliendo di casa in casa in modo non dissimile da quanto fanno i bambini nelle festa anglosassone di Halloween.

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