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domenica 14 marzo 2010

Come la trama di un tappeto. Riflessioni sulla discriminazione dei cristiani nel mondo.

I cristiani ancora oggi sono oggetto di persecuzione. Non se ne parla molto, ma purtroppo è così. La libertà religiosa, d'altra parte, è negata in diversi paesi del mondo.
Non voglio però soffermarmi su dati che evidenziano questo triste fenomeno, seguito con una certa indifferenza e poca sensibilità da parte dell'opinione pubblica.
Voglio invece citarvi l'intervento al Convegno organizzato dalla Comunità di Sant'Egidio di Mohammad Sammak, consigliere politico del Gran Muftì del Libano, che ha utilizzato una metafora tutta araba per sostenere l'importanza della presenza cristiana in un Medio Oriente. «Il Medio Oriente è come un tappeto intessuto di culture e religioni. Se dalla trama si tolgono i fili cristiani, si danneggia tutta la tessitura. Bisogna perciò affrontare l’esodo di questi cristiani che sono venuti prima dell’islam e sono parte integrante delle società».
Questa immagine della trama di tappeto mi è piaciuta: fili di colore diverso, che pur rimanendo distinti, nell'intreccio con gli altri creano il disegno. Il tappeto si sfilaccia se cede anche un solo filo. 
La convivenza tra religioni e culture diverse è il tessuto che rende possibile il benessere collettivo. E' l'ignoranza che spinge alla caccia del diverso, a volere un mondo monocorde. A questa si aggiunge troppe volte l'arroganza, figlia anch'essa dell'ignoranza, che porta qualcuno a farsi arbitrariamente giudice delle altrui credenze.
Concludo con una poesia di David Maria Turoldo, sacerdote e poeta, che invita alla collaborazione tra uomini e donne di fede diversa per costruire un mondo migliore. La speranza si nutre nel camminare insieme, nell'essere fili dello stesso tappeto.

"Anima mia, canta e cammina.
E anche tu, o fedele di chi sa
quale fede; o pure tu, uomo
di nessuna fede; camminiamo
insieme! E l'arida valle si
metterà a fiorire. Qualcuno -
Colui che tutti cerchiamo -
ci camminerà accanto".

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