Pagine

lunedì 28 febbraio 2011

Mio fratello che guardi il mondo

Nel percorso di riflessione sul razzismo e l'intolleranza, vi ho presentato la canzone "Mio fratello che guardi il mondo" di Ivano Fossati. Ne abbiamo parlato insieme, siamo anche andati a vedere nel sito di Ellis Island i nomi dei tanti italiani che nei primi anni del 900 emigrarono in America.
Vi lascio, perchè così avete modo di rifletterci ulteriormente, un video con la canzone nell'interpretazione di Fiorella Mannoia e di Giorgia. Inserisco nel post anche il bellissimo testo.



Mio fratello che guardi il mondo
e il mondo non somiglia a te
mio fratello che guardi il cielo
e il cielo non ti guarda.

Se c'è una strada sotto il mare
prima o poi ci troverà
se non c'è strada dentro al cuore degli altri
prima o poi si traccerà.

Sono nato e ho lavorato in ogni paese
e ho difeso con fatica la mia dignità
Sono nato e sono morto in ogni paese
e ho camminato in ogni strada del mondo che vedi.

Mio fratello che guardi il mondo
e il mondo non somiglia a te
mio fratello che guardi il cielo
e il cielo non ti guarda.

Se c'è una strada sotto il mare
prima o poi ci troverà
se non c'è strada dentro al cuore degli altri
prima o poi si traccerà.


domenica 27 febbraio 2011

Storie da sei differenti religioni

Cliccando sull'immagine potete accedere a libri animati che raccontano storie tratte dalle diverse religioni. La voce narrante è in inglese, ma potete seguire il testo cliccando su "Subtitels on". Vi suggerisco di cominciare con "Baby Isa speaks", così, visto che ne stiamo parlando in classe, conoscerete cosa dice il Corano su Gesù e Maria.

sabato 26 febbraio 2011

Sono un ragazzo

Nel sito di Maria Grazia ho letto questa bella poesia di Carol Ann Tomlinson.
Offre molti spunti di riflessione a chi come me ha scelto di fare l'insegnante.


SONO UN RAGAZZO
Sono un ragazzo.
Vengo a te, mio insegnante.
Ti porto un sussurro.
Riesci a udirne la poesia?
Sono un ragazzo.
Vengo a te, mio insegnante.
Mi dirai cosa pensare,
o mi mostrerai come farlo?
Mi insegnerai le risposte oppure la magia del porre buone domande?
Sono un ragazzo.
Vengo a te, o mio insegnante.
Apprendere sarà solo fare le cose in modo giusto o fare cose giuste?
Una questione di piacere o di dovere?
Sono un ragazzo.
Vengo a te, o mio insegnante.
Cosa conterà di più per te - la mia anima o i miei voti?
Sono un ragazzo.
Vengo a te, o mio insegnante.
Puoi insegnarmi a tracciare il mio cammino personale,
o mi indirizzerai su binari precostituiti?
Sono un ragazzo.
Vengo a te, o mio insegnante.
Ti lascerò cavalcando i miei punti di forza
o dopo aver inciampato nei miei punti deboli?
Sono un ragazzo.
Vengo a te, o mio insegnate.
Ti porto tutto ciò che sono,
tutto ciò che posso diventare.
Ti rendi conto di quanta fiducia ripongo in te?

giovedì 24 febbraio 2011

Superare le differenze

Spesso a scuola abbiamo parlato dell'importanza della condivisione. Non siamo fatti per vivere soli, ma è vero anche che non è facile vivere con gli altri.
Anche allo Sportello di Ascolto, i ragazzi e le ragazze che ricevo, il più delle volte si lamentano dell'atteggiamento di alcuni compagni, della difficoltà che incontrano nelle relazioni, delle amicizie tradite, delle incomprensioni. Le differenze pesano, perchè ci accorgiamo che non tutti la pensano come noi, che gli atteggiamenti degli altri spesso ci sono incomprensibili, come difficili da capire certe risposte o certe reazioni.
"Prof non sopporto più X"; "Prof, ma perchè Y reagisce così? in fondo, che gli ho fatto di male?"; "Prof, ma perchè Z ce l'ha sempre con me?"; "Prof, in classe sento di non essere accettato perchè sono straniero". Vi ci ritrovate? E' capitato anche a voi di sentire la fatica dello stare insieme?
Eppure non sono le differenze a rendere difficile la convivenza.
Vi lascio una frase di una scrittrice contemporanea, la francese Anna Gavalda:

"Ciò che impedisce alle persone di vivere insieme è la loro stupidità, non le loro differenze".

Non è che anche noi, a volte, ci facciamo prendere dalla stupidità e, per stupidità, finiamo per rendere difficile la vita agli altri?
Pensiamoci!

mercoledì 23 febbraio 2011

Creare attività educative

Mi piace creare attività per i miei alunnni. Nel blog, sotto le voci esercizi e giochi ne trovate diverse.
Ho avuto modo di incontrare nel web  Taller de juegos, che offre la possibilità di creare diversi giochi che, una volta realizzati, possono essere scaricati e anche inseriti nel proprio sito web. Taller de juegos è stato creato dai professori José C. Galán Pardo, José A. Garabatos Cuadrado e Jorge Pedrosa Rúa.
Cliccando nell'immagine potete accedere all'altro mio blog, dove ho inserito un gioco costruito con Taller de juegos.

martedì 22 febbraio 2011

I numeri e il loro significato: NOVE e DIECI



Il numero 9 è un numero mistico, perchè è costituito da 3x3, e il 3 è già considerato perfezione.
Nel testo greco del Nuovo Testamento, i frutti dello Spirito Santo sono 9: amore, gioia, pace, comprensione, cordialità, bontà, fedeltà, mansuetudine e dominio di sè (Gal 5,22).
Ci sono 9 cori di Angeli, 9 ordini della gerachia celesti: Angeli, Arcangeli, Virtù, Potenze, Principai, Dominazioni, Troni, Cherubini, Serafini.
Il numero 10 è il Decalogo.
10 sono le paighe d'Egitto (Es 9).
10 sono i giusti nell'intercessione di Abramo (Gn 18,22-32).

Adattato da "Tutto calcolato", Agenda dell'educatore ACR 2010/2011.
Continua......

domenica 20 febbraio 2011

L'Islam e i luoghi di Maria

Già sapevo che nel mondo musulmano la figura di Maria viene venerata e mi ha suscitato interesse un articolo di Avvenire di qualche giorno fa.
Ho letto che molti musul­mani, soprattutto donne, si soffermano davanti alle grotte innalzate nel mondo per onorare Maria oppure, passan­dovi accanto, volgono a lei il pen­siero e la invocano. E questo è un fatto comune ad esempio in Pakistan, dove la statua della Ver­gine Maria è completamente ve­lata secondo la cultura locale, mentre il grande pellegrinaggio nazionale di settembre a Marya­mabad («villaggio di Maria»), arriva a riunire centomila e talvolta oltre duecentomila pellegrini, tra cui moltissimi sono proprio i musulmani.
La devozione islamica verso la Ma­donna si riscontra in modo evi­dente a chi visiti il Santuario di Nostra Signora del Libano sopra Beirut, ed è proprio in Libano che cristiani e musulmani hanno proposto di proclamare il 25 marzo, festa dell’Annunciazione dell’arcangelo Gabriele a Maria, festa nazionale. L’idea è stata uf­ficialmente accolta dal primo mi­nistro Saad Hariri, sunnita mu­sulmano, e dichiarata, a partire dal 2010, ricorrenza festiva «na­zionale islamo-cristiana».
Altro luogo mariano visitato dai fedeli musulmani è il santuario di Sednay, a 30 km a sud di Damasco. Di tutto il Medio Oriente è la località più visitata da pellegrini, dopo Gerusalemme. Vi si ve­nera un’immagine della Madon­na, dipinta – si afferma – dallo stesso evangelista san Luca, at­torno alla quale nel 594 fu co­struito un santuario per volere dell’imperatore Giustiniano, do­po che ebbe una visione della Vergine mentre egli era a caccia.
Sempre in Siria, nel villaggio di Maaloula, dove la gente parla ancora ara­maico e tra le rocce di Kalamum sgorga un’acqua che si dice tau­maturgica, luogo di pellegrinag­gio di cristiani e musulmani. An­che al monastero di Deir-Mar-Musa giungono molti musulmani, soprattutto donne, che si rivolgo­no all’icona della Santa Vergine con profonda devozione.
Dal 18 al 25 maggio di ogni anno musulmani e cri­stiani celebrano in Egitto la na­scita di Maria e si recano a centi­naia di migliaia (raggiungendo anche i due milioni) al santuario mariano sul monte Al-Tir (Sa­mallut, provincia di Minya). Qui la «Sacra Famiglia» avrebbe sog­giornato per tre notti durante l’e­sodo in Egitto che, secondo la tradizione musulmana, sarebbe durato 12 anni.
Altro importante luogo di pellegrinaggio di ortodossi, cattolici e musulmani è, in Tur­chia, la casetta dove, secondo la tradizione, avrebbe passato gli ultimi anni di vita terrena la Ma­donna: nella montagna sopra E­feso, chiamata Meriem Ana. Là si recano continuamente anche musulmani (dicono che siano anche un milione in un anno), non tutti forse per pregare, ma certamente in ricordo e in omag­gio a Maria, madre di Gesù. 
Se volete leggere tutto l'articolo potete cliccare qui.

sabato 19 febbraio 2011

Per scoprire le ricchezze della quotidianità

Se la vostra quotidianità vi sembrerà povera, non date ad essa la colpa. Accusate invece voi stessi di non essere abbastanza poeti per scoprire tutte le sue ricchezze. Per il Creatore, infatti, niente è povero.
Rainer Maria Rilke, poeta austriaco

giovedì 17 febbraio 2011

Ma siamo sicuri che studiare fa male?

studio

Il nostro amico non ha certamente un buon rapporto con lo studio, eppure - questo vi stupirà - studiare fa bene alla salute.
Certo - direte voi - la prof non può dire diversamente. Eppure vi garantisco che non è un'invenzione dei professori, ma è quanto sostengono gli scienziati.
Ecco quanto ho letto in Popotus di giovedì 10 febbraio.
"Prima era solo un sospetto, oggi è una certezza: una mente allenata è una mente in salute. Le prove scientifiche arrivano da uno studio dell’IRCCS (una sigla che sta per Istituto di ricerca e di cura a carattere scientifico) Fondazione Santa Lucia, a Roma: l’ippocampo, l’area del cervello che svolge un ruolo fondamentale nei processi di memoria a lungo termine, è più compatta nelle persone che hanno un alto livello di studio. Già, perché la mente si allena studiando, migliorando le proprie conoscenze, facendo un lavoro che mette in moto il cervello, dedicandosi ad attività ricreative non banali: l’insieme di queste cose ha un effetto protettivo sulla nostra materia grigia. In pratica – questo dimostra la ricerca italiana – un individuo più impegnato mentalmente è in grado di creare una sorta di barriera che protegge il cervello dai danni legati al processo di invecchiamento, come accade – per esempio – con il morbo di Alzheimer. Lo studio e l’impegno permettono di accumulare un patrimonio mentale più consistente che poi viene eroso più lentamente. Studiare è un toccasana!".

mercoledì 16 febbraio 2011

Condividiamo il pane quotidiano


“Condividiamo il pane quotidiano”. Questo il titolo della nuova campagna di comunicazione proposta dal Sermig, il Servizio Missionario Giovanile fondato a Torino da Ernesto Olivero.
La campagna vuole lanciare un “messaggio semplice per dire no alla fame nel mondo e proporre la fraternità e la condivisione come nuovo stile di vita”.
«Ogni giorno, – ha spiegato Ernesto Olivero – la fame uccide direttamente o indirettamente 100mila persone. È un fatto terribile e inaccettabile! Il mondo però si può cambiare! Non è utopia, non è buonismo. Io ci credo veramente. Ho visto con i miei occhi che basta un pugno di giovani con un ideale per cambiare il corso della storia di una città, di un quartiere, di una famiglia, di un gruppo di amici».

martedì 15 febbraio 2011

Barak Obama, la fede e l'Unione Europea

Barack Obama dice che Gesù è il suo Sal­vatore. E che in due anni – da quando è in carica – la sua fede si è approfondita. Sa dirlo chiaro e tondo. E lo ha appena ripetuto in un incontro con i leader religiosi americani. La sua scoperta della fede non si deve alla impo­stazione familiare, ma alla amicizia e all’im­pegno preso con alcune persone, nella 'sua' Chicago. Il capo della Casa Bianca ha traccia­to la propria storia personale di credente, rac­contando anche di come e dove prega, e con chi. L’occasione è stata nei giorni scorsi la tra­dizionale breakfest prayer che alla Bible Society , da sessant’anni, dai tempi di Eisenhower, i pre­sidenti in carica trascorrono assieme ai capi religiosi di varie confessioni. E che di solito rap­presenta un momento per il presidente di trat­tare i temi legati a convivenza e fedi religiose. Non a caso, in questo appuntamento, Obama ha aperto il discorso con un riferimento ai fat­ti egiziani. Prima però ha rivolto saluti ad al­cune persone presenti tra i quali Mark Gifford, la cui moglie, la deputata democratica Ga­brielle Giffords è stata ferita in Arizona. Per queste persone Obama ha detto di aver pregato spesso, assieme alla sua famiglia. Ne è venuto fuori una specie di autoritratto religioso. Dal so­stanziale agnosticismo del padre, dallo scetti­cismo della madre, pur spiritualmente ricca, fi­no alla attuale vita di fede. Andava poco in chie­sa. il giovane Barack. Ma pochi anni dopo il college, nel rapporto con alcuni membri di co­munità cristiane di Chicago, Obama è cam­biato. «Ho conosciuto Gesù Cristo per me stes­so, e l’ho abbracciato come mio Signore e Sal­vatore », ha scandito. Da qui l’abitudine a pre­gare, assieme ad amici pastori evangelici, su­bito fuori dal presidenziale studio ovale. E quel­la di ricevere ogni mattina una riflessione sul­le Scritture e cominciare così la giornata. Ha raccontato di come i parenti pregano per lui. Ha avuto momenti simpatici, come quando ha ricordato preghiere 'particolari', ad esem­pio quella per sopportare i saggi di danza del­la figlia... E ha accennato di aver maturato la consapevolezza che Dio ha in mente per noi cose più grandi – e spesso diverse – dei nostri desideri. E ha spiegato quanto la fede lo aiuti a ritenere da un lato necessario ogni suo sfor­zo per onorare doveri e urgenze e a ritenersi sempre inadeguato e 'piccolo', come le Scrit­ture insegnano. Ha chiesto a Dio che ci aiuti nel rapporto con coloro che hanno idee differen­ti dalle nostre. Ha scolpito il proprio profilo di credente sen­za timidezze. Il profilo cristiano di un presi­dente che – come tutti noi del resto – può es­sere criticato per scelte e decisioni che ap­paiono in contrasto con la sua scelta e alcu­ne sue affermazioni. E, in effetti, i sondaggi Usa mostrano come la religiosità di Obama sia percepita da molti, come 'confusa'. In un anno, la percentuale di coloro che lo riten­gono musulmano è cresciuta dall’11 al 18%. Il 34% ha capito invece che è cristiano. Si trat­ta di una spiritualità di taglio protestante. Ma quel che più importa è notare ancora una volta l’evidenza che il volto religioso del pre­sidente e il valore della fede assumono nella vita pubblica degli Usa. E notarlo mentre l’U­nione Europea fatica a citare il termine 'cri­stiani' in un documento ministeriale che do­vrebbe stigmatizzare le violenze proprio con­tro i cristiani. Una grottesca vergogna di sé, che rivela debolezza. Una volta le agende con le feste di tutti ma non quelle cristiane, un’al­tra volta le bocche chiuse della diplomazia inglese e la tiepida ed evasiva condiscen­denza di altri: di fatto, l’Europa si allontana da una laica, serena affermazione del fatto religioso come rilevante nella vita pubblica. E così si mostra insicura di sé, e incapace di sicurezza per chiunque.
Editoriale di Davide Rondoni, da Avvenire del 10 febbraio 2011

lunedì 14 febbraio 2011

Vincere una Lim con il concorso "Eucarestia e vita"

La nostra regione ospiterà in Ancona, dal 3 all’11 settembre 2011, il XXV Congresso Eucaristico. Per l'occasione è stato indetto un concorso, aperto a tutti gli ordini di scuole nella forma di gruppo classe e non di singolo alunno. Il tema proposto è il seguente:
Eucarestia e Vita. La meraviglia del quotidiano
I prodotti elaborati dagli alunni dovranno rientrare nelle seguenti aree:
a. Area letteraria: composizioni, studi, ricerche, dossier, testi informativi, poetici, ecc., da inviare in formato digitale.
b. Area multimediale: filmati, prodotti musicali, powerpoint, giochi interattivi, ecc. da consegnare in formato digitale.
c. Area artistica: prodotti grafico-pittorici, musicali, plastici, lavori manuali di vario genere, da consegnare in digitale sotto forma di ripresa video o foto.
Chi volesse partecipare deve compilare una scheda di iscrizione e inviarla al suo responsabile regionale (qui la lista regione per regione). L’invio delle opere conclusive dovrà avvenire entro e non oltre il 30 aprile 2011. I premi saranno 12 e consisteranno in una Lavagna Multimediale Interattiva che sarà destinata a tutte le classi vincitrici. Trovate il bando del concorso a questo indirizzo. L'iscrizione deve essere effettuata entro il 28 febbraio.

domenica 13 febbraio 2011

La scuola laica e i valori morali

«La scuola laica è la scuola che, pur non sposando una prospettiva religiosa precisa, non è neutra rispetto alla dimensione valoriale.
È una scuola non confessionale, ma non bisogna cadere nell’equivoco secondo cui scuola laica e neutra sono la stessa cosa, la scuola deve dare valori morali, se no sarebbe come non dare una formazione umana agli alunni». 
(il Cardinale Bagnasco ai ragazzi del Liceo Martin Luther King di Genova, su Avvenire dell'8 febbraio 2011)

sabato 12 febbraio 2011

Esercizio su Fede e Scienza

Vi rimando a "Lo Spazio di Profrel" per un esercizio di classificazione sul tema della Fede e della Scienza.
Cliccate sull'immagine.

giovedì 10 febbraio 2011

mercoledì 9 febbraio 2011

Offesa o critica?

A volte scambiamo il diritto di critica con la pretesa di offendere l'altro rimanendo impuniti.
Tra critica e insulto c'è un abisso, cari ragazzi!
Leggete cosa dice Gandhi, e converrete con me che il più delle volte è meglio tacere.
 "Acquistiamo il diritto di criticare severamente una persona solo quando siamo riusciti a convincerla del nostro affetto e della lealtà del nostro giudizio, e quando siamo sicuri di non rimanere assolutamente irritati se il nostro giudizio non viene accettato o rispettato.
In altre parole, per poter criticare, si dovrebbe avere un'amorevole capacità, una chiara intuizione e un'assoluta tolleranza".
Meditiamo gente, meditiamo!

martedì 8 febbraio 2011

Vale più un elogio che...

Il "mestiere" dell'insegnante è affascinante e carico di responsabilità. Peccato che viviamo in una società che non riconosce più il ruolo dei "maestri", quelli veri, che va cercando invece nei luoghi meno appropriati, come nelle case del Grande Fratello, o tra i "tronisti" e le "veline".
La Scuola è il luogo in cui trovare persone capaci di affascinare alla conoscenza, di far emergere ciò che di buono c'è in ogni essere umano. A volte, vista la considerazione sociale ed economica, facciamo fatica anche noi insegnanti a riappropriarci del nostro ruolo.  Per stanchezza o per un senso di impotenza di fronte all'arroganza e maleducazione degli alunni e delle loro famiglie (non ve ne abbiate a male, genitori, ma è urgente, per il bene dei vostri figli, che si ritorni a collaborare, Famiglia e Scuola), qualche volta può capitare anche a noi di non essere poi così attenti alla sensibilità dei nostri studenti.
La riflessione dello scrittore Angelo Petrosino, da Avvenire del 29 gennaio 2011, vuole essere un contributo affinchè tutto il mondo degli adulti (Scuola e Famiglia) rifletta sul meraviglioso compito di cui è portatore.

domenica 6 febbraio 2011

La giornata per la vita

A partire dal 1979 la Chiesa italiana celebra ogni anno in Italia, nella prima domenica di febbraio, la Giornata per la Vita.
"Educare alla pienezza della vita" è il titolo del Messaggio che accompagna questa giornata, arrivata alla sua 33a edizione.
"L'educazione è la sfida e il compito urgente a cui tutti siamo chiamati, ciascuno secondo il ruolo proprio e la specifica vocazione" si legge nel Messaggio del Consiglio Episcopale Permanente.
"Auspichiamo e vogliamo impegnarci per educare alla pienezza della vita - prosegue il Messaggio -, sostenendo e facendo crescere, a partire dalle nuove generazioni, una cultura della vita che la accolga e la custodisca dal concepimento al suo termine naturale e che la favorisca sempre, anche quando è debole e bisognosa di aiuto".
Per farvi riflettere sul valore della vita nascente vi lascio un video sul miracolo della vita ed un pensiero di don Tonino Bello sullo stupore per la vita




La vita non spenga mai
dentro di voi
la poesia della tenerezza,
lo stupore delle cose grandi …
Possiate essere capaci di stupirvi di tutto:
di una tempesta,
del cielo,
della natura.
Che la vostra vita sia un’eucaristia,
un rendimento di grazie continuo.
Possiate essere capaci di dire grazie sempre,
grazie al Signore,
grazie alla vita,
grazie a tutto,
nonostante tutto.

sabato 5 febbraio 2011

Ripassiamo: la prima comunità cristiana

Vi invito nell'altro mio blog, lo Spazio di Profrel per cimentarvi in un quiz online sulla prima comunità cristiana.
Cliccate sull'immagine.

venerdì 4 febbraio 2011

Ripassiamo: la figura di Mosè e il percorso concluso

Mosè ha accompagnato il viaggio degli alunni di prima alla scoperta dell'importanza delle regole.
Vi lascio una mappa di sintesi di quanto abbiamo scoperto (i punti interrogativi li lascio completare a voi).
 


Aggiungo il link allo "Spazio di profrel" per un esercizio di ripasso su Mosè.
Cliccate sull'immagine.

giovedì 3 febbraio 2011

Ospitali o no?

Per il lavoro appena iniziato, di riflessione sul razzismo e l'intolleranza, propongo agli alunni di terza alcune attività:
  • un cruciverba sulle parole che indicano o negano atteggiamenti di accoglienza e ospitalità;

    una ricerca nell'Antico e nel Nuovo Testamento sull'ospitalità:

    Dt 10,19
    Lv 25,23
    Mt 25,35-36.40
    Eb 13,2

    mercoledì 2 febbraio 2011

    L'amore sopra ogni cosa

    Vi è mai capitato di sentirvi aggrediti ingiustamente dagli altri? Avete mai provato la sensazione di impotenza di fronte al male che gli altri vi procurano e che non meritate? Rabbia, delusione, e ancora rabbia. Rabbia verso il "persecutore" di turno, ma anche verso se stessi, così smarriti di fronte all'impossibilità di reagire con altrettanta arroganza e prepotenza. E meno male! Perchè non si può rispondere al male con il male. Non è sano, non fa bene.
    Ma nello stesso tempo come si fa a far finta di niente?
    Quanti ragazzi e ragazze ho dovuto consolare nel mio lavoro di insegnante e counselor per "vocazione". Ma quanta consolazione ho dovuto dare anche a me stessa, perchè, come dice Gesù "ogni giorno ha la sua pena".
    Noi esseri umani siamo molto strani. Il tempo che ci è dato è un soffio nell'orologio cosmico, eppure lo sprechiamo nel procurare male agli altri e tutto questo per gelosia, invidia, antipatia, orgoglio e tanto altro ancora (tra cui anche la stupidità che, a quanto pare, cresce rigogliosa in molte persone).
    A pensarci bene tutta la storia e la nostra stessa esperienza esistenziale ci dicono che vive veramente e realizza davvero se stesso solo chi ama, chi cioè è capace di dare scacco matto all'egoismo e all'orgoglio.
    Essere superiori al male ricevuto non è facile nè a dirsi nè a farsi, ma non c'è alternativa.
    Solo per questa strada eviteremo di inaridirci e morire spiritualmente.
    Chi crede sa che in questo arduo cammino verso il Bene non si è soli. Chi ha Cristo come punto di riferimento sa che la vittoria sul male passa attraverso la croce, che non vuol dire accettazione incondizionata e passiva dell'ingiustizia subita, ma disponibilità a desiderare il bene di chi ci fa del male, ad amare come ha amato Gesù.
    A conclusione di questa riflessione vi lascio un pensiero degli indiani Navajos che può aiutarci a capire di cosa sia capace l'uomo che si lascia "contagiare" dall'amore di Dio.

    "Ora con un Dio in cammino / a passi di gigante oltre le colline, io sono una preghiera in cammino / Sul sentiero della bellezza ho imparato ad amare con Dio, con Lui in cammino".

    Dio parla nel cuore di ogni uomo e indica la strada che, nel renderci più umani, ci avvicina alla bellezza dell'Amore vero.
    Meditate gente, meditate!

    martedì 1 febbraio 2011

    I numeri e il loro significato: OTTO

    Il numero 8 è la cifra del Nuovo Testamento.
    8 sono le beatitudini (Mt5,3).
    Cristo risorge l'8° giorno (cioè Domenica, il giorno dopo il Sabato, che per gli ebrei è il settimo giorno).
    Gesù appare a Tommaso 8 giorni dopo la Risurrezione (Gv 20,26-29).
    I campanili dell'epoca romanica sono spesso ottagonali e lo stesso accade per i battisteri.
    Il numero 8 (7+1) ci orienta verso una novità di vita; é perciò la cifra della Parusia, quando il Signore apparirà, nel suo ritorno glorioso.
    L'8 è l'annuncio dell'era futura, eterna; è la cifra dell'infinito. Permette il passaggio dal quadrato al cerchio.

    Adattato da "Tutto calcolato", Agenda dell'educatore ACR 2010/2011.
    Continua......