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lunedì 26 settembre 2011

Come si riconosce ciò che è giusto?

Come si riconosce ciò che è giusto?
Bella domanda.
Leggete cosa ha detto Benedetto XVI al Parlamento federale del Reichstag di Berlino, nel primo giorno del viaggio apostolico in Germania.
"Nella storia, gli or­dinamenti giuridici sono stati quasi sempre motiva­ti in modo religioso: sulla base di un riferimento alla Divinità si decide ciò che tra gli uomini è giusto. Contraria­mente ad altre grandi religioni, il cristianesimo non ha mai imposto allo Stato e alla società un diritto rivelato, un ordi­namento giuridico derivante da una rivelazione. Ha invece rimandato alla natura e alla ragione quali vere fonti del di­ritto – ha rimandato all’armonia tra ragione oggettiva e sog­gettiva, un’armonia che però presuppone l’essere ambedue le sfere fondate nella Ragione creatrice di Dio. Con ciò i teo­logi cristiani si sono associati ad un movimento filosofico e giuridico che si era formato sin dal secolo II a.C.. Nella pri­ma metà del secondo secolo precristiano si ebbe un incon­tro tra il diritto naturale sociale sviluppato dai filosofi stoici e autorevoli maestri del diritto romano [Cfr W. Waldstein, Ins Herz geschrieben. Das Naturrecht als Fundament einer men­schlichen Gesellschaft (Augsburg 2010) 11ss; 31-61].
In questo contatto è nata la cultura giuridica occidentale, che è stata ed è tuttora di un’importanza determinante per la cul­tura giuridica dell’umanità. Da questo legame precristiano tra diritto e filosofia parte la via che porta, attraverso il Me­dioevo cristiano, allo sviluppo giuridico dell’Illuminismo fi­no alla Dichiarazione dei Diritti umani e fino alla nostra Leg­ge Fondamentale tedesca, con cui il nostro popolo, nel 1949, ha riconosciuto «gli inviolabili e inalienabili diritti dell’uomo come fondamento di ogni comunità umana, della pace e del­la giustizia nel mondo».
Le vere fonti del diritto sono quindi la Natura e la Ragione fondate nella Ragione creatrice di Dio.
In classe cercheremo di capire meglio questo concetto.

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