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venerdì 30 settembre 2011

Il peso delle parole

Un vecchio ebreo, giunto a tarda età con la mente e la vista appannate, non riusciva più a leggere il suo libro di preghiere e la memoria, dopo aver iniziato anche l’orazione più comune, latitava e si confondeva. Allora decise di fare così: «Reciterò ogni giorno al mattino e alla sera l’alfabeto ebraico per cinque volte e tu, Signore, che conosci tutte le nostre preghiere, metterai insieme le lettere perché compongano le orazioni che non so più ricordare e dire».
Molte volte noi mettiamo insieme le parole senza dargli un senso, oppure, il senso glielo diamo, ma forse sarebbe stato meglio per noi non aver parlato. Quante volte, a scuola, c'è chi si lamenta per le battute dei compagni, oppure chi parla e straparla, senza rendersi conto (spero) di essere fastidioso, se non indisponente.
Vi dico sempre che le parole hanno un peso, che dovremmo pensare di più a quello che diciamo. Dio, nel racconto di Genesi, crea con la sua parola (vi ricordate: "E Dio disse..."?), e visto che noi siamo creati a sua immagine, con le nostre parole possiamo creare, ma, purtroppo, anche distruggere. Certo che, se facessimo come il vecchio ebreo della storia, affidando a Dio il compito di mettere insieme le parole, dalle nostre bocche non uscirebbero più cattiverie e fesserie di vario genere.
Mediate gente, meditate

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