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lunedì 3 ottobre 2011

Rallenta il ritmo

Ho letto su Avvenire che SpongeBob, un cartone animato molto diffuso negli Usa (e apprezzato anche in Italia), che ha per protagonista una sorta di spugna, è sotto accusa. Da un esperimento condotto in Virginia su 60 bambini di 4 anni, divisi a sorte in tre gruppi, è emerso che chi aveva guardato questo cartone animato per 9 minuti, di fronte ad alcune attività, come contare all'indietro, raggiungeva punteggi più bassi di chi aveva impiegato quei minuti in altro, come disegnare o vedere un altro genere di cartoni. Secondo i ricercatori, ciò dipende dalla velocità con cui nel cartone animato si svolgono le azioni e si alternano le scene.
Sembrerebbe quindi che pochi minuti di un cartone animato "ad alta frequenza" (e sono moltissimi i cartoni veloci come SpongeBob) fanno peggiorare, almeno nell’immediato, le capacità cognitive ed esecutive dei bambini di 4 anni, che subiscono un rallentamento non solo nell’eseguire i compiti, ma anche nell’adottare le decisioni, e hanno difficoltà nel mantenere concentrata l’attenzione.
E' stato condotto anche un altro test per misurare l’autocontrollo e l’impulsività, ripetendo un test psicologico divenuto celebre in passato: lasciando la stanza, lo sperimentatore dava ai bambini dei dolcetti e diceva loro di aspettare quanto più potevano prima di mangiarli. Il gruppo SpongeBob resisteva circa due minuti, gli altri due gruppi circa quattro.
Povero SpongeBob! Gli tocca subire quest'accusa. Ma grazie a SpongeBob si conferma anche la "teoria" di cui parlavo qualche giorno fa con una classe particolarmente "accellerata". Non possiamo sempre vivere come su un treno in corsa. Abbiamo bisogno di rallentare, perchè la vita merita più rispetto. Riprendiamoci il tempo di osservare, di godere delle bellezze del mondo, riflettere e meditare. Rallentiamo il ritmo! Ce lo dice anche SpongeBob.
Meditate gente, meditate.

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