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Visualizzazione dei post da Novembre, 2011

La forza di rialzarsi

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Chi di noi non ha fatto mai l'esperienza di un fallimento. O perlomeno di qualcosa che ci andava vicino: un brutto voto, un rimprovero, una sconfitta....
A scuola, di fronte alle difficoltà i ragazzi reagiscono in maniera diversa: c'è chi si immusonisce, chi ti rende impossibile fare lezione, chi sta lì, più o meno scomposto sulla sedia, ma abbastanza in silenzio, ad aspettare che suoni l'ora. E' ovvio, a nessuno piace ammettere di non essere capace, per cui è preferibile giocare sul fatto che, se solo avessi voluto, avrei fatto tutto bene. Eppure non c'è nulla di male nel non riuscire. Nessuno nasce imparato, ma è purtroppo non facendo che non si impara mai.
Vi lascio questo video in cui trovate la testimonianza di una persona a cui la vita non ha risparmiato nulla. Vi troverete forza d'animo, entusiasmo, capacità di mettersi in gioco, ogni giorno.

Fare il male non è segno di potenza

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Gli essere umani sono proprio strani! Riflettevamo su questo qualche giorno fa a scuola, dopo che un ragazzo aveva dato della secchiona ad una compagna che era stata in grado di rispondere alle domande che rivolgevo alla classe. E' proprio strano, facevo notare ai ragazzi, come riusciamo a rivoltare il mondo con le nostre parole. A pensarci bene, infatti, a scuola si dovrebbe venire per imparare, e il "secchione", che non fa altro che fare il suo lavoro, dovrebbe essere lodato, ma invece viene preso in giro. Chi batte la fiacca, e quindi non fa il suo dovere, al contrario, è preso d'esempio dai compagni o comunque ammirato, perchè non è un secchione. Stiamo costruendo un mondo alla rovescia, dove il male diventa bene, e il bene è qualcosa di cui vergognarsi. A questo proposito vi offro una storia che riguarda il Buddha. Leggete:
Buddha s’era imbattuto in un criminale che voleva ucciderlo. Gli chiese solo di esaudire un suo ultimo desiderio: «Taglia un ramo da quest’al…

Cecilia si rispecchiò nel cielo

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Cari alunni di seconda, all'inizio del cammino che vi ho proposto alla scoperta di alcuni santi, vi lascio queste due riflessioni. Una è di un poeta che ci presenta santa Cecilia, l'altra è di una donna di straordinaria intelligenza e spiritualità.

«Cecilia parlava spesso col cielo / e il cielo non le rispondeva, non poteva / e nel cielo Cecilia / continuò a rispecchiarsi / fino al giorno in cui la sua immagine / coincise con il celeste specchio». (Antonio Porta, 1935-1989)

«Per quanto cerchiamo di saltare o di volare in alto, noi non riusciremo mai a raggiungere il cielo. Se, invece, ci mettiamo a contemplarlo e a fissarvi il nostro sguardo, il cielo scenderà, ci avvolgerà e ci abbraccerà...».
(Simone Weil, scrittrice ebrea).

Gianfranco Ravasi, su Avvenire del 22 novembre, ha commentato così queste riflessioni:
«Purtroppo noi ci siamo curvati sulla terra, ci dedichiamo esclusivamente alle cose, non possiamo perdere tempo fermandoci — nel silenzio di una notte — a guardare q…

Il tesoro dell'amicizia

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Vi rimando allo "Spazio di Profrel" per un questionario su quanto conoscete, a livello biblico e non, sull'amicizia.
Cliccate sull'immagine.

Indovina chi

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Ricomponi l'immagine e indovina a chi si riferisce.

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L'amore non morirà mai

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Alla faccia di Halloween, sono molti di più i "miei" alunni che hanno ricordato la festa dei Santi come Dio comanda. Da un veloce sondaggio fatto nelle classi, la maggioranza dei ragazzi si è recata con le famiglie a visitare i propri cari defunti al Cimitero. Novembre è il mese in cui la pietà popolare si esprime nel ricordare chi non c'è più, nella speranza di ritrovarci un giorno, tutti insieme, nella Gloria di Dio. Vi ricordo che la parola "cimitero" deriva dal greco κοιμητήριον (koimetérion, "luogo di riposo": il verbo κοιμᾶν ("koimân") significa "fare addormentare"), attraverso il tardo latino coemeterium. Il termine ha quindi una risonanza culturale decisamente diversa dal termine necropoli, che significa invece "città dei morti". Per i cristiani il luogo in cui seppellire i defunti non poteva più chiamarsi città dei morti, perchè per fede essi credevano e credono che dopo la morte ci aspetta una nuova vita, quella…

Cosa abbiamo imparato sulla religione?

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Una proposta di ripasso e verifica per le classi prime.
Cliccate sull'immagine.

Ripassiamo l'argomento sull'adolescenza

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Come ripasso e per verificare quanto avete imparato, vi propongo un esercizio. Cliccate sull'immagine, che vi porterà a "Lo spazio di Profrel" da cui potete accedere al quiz.
Buon lavoro!

La genialità e la pazienza

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«La genialità come la santità non si eredita. Il genio non è altro che una grande attitudine alla pazienza».(Georges-Louis Buffon, naturalista francese del Settecento)
Nel nostro immaginario difficilmente associamo la pazienza alla genialità: il genio è un intuitivo, quindi, è un vulcano di idee, ma non uno paziente. Quanto ci sbagliamo! Se la genialità non viene pazientemente coltivata, si perde. L'esercizio è indispensabile. Tutti i grandi artisti, irruenti nella fase creativa, lo erano di meno nella fase operativa, dove, con pazienza e costanza, affinavano la tecnica, curavano l'esecuzione. Ho letto, per esempio, che Vivaldi fosse capace di comporre una partitura in meno tempo di quello che impiegava il segretario a ricopiarla; però su quella stessa partitura, il compositore lavorava instancabilmente a rifinire e rielaborare. Da questo un insegnamento per tutti: la fatica, l'addestramento sono necessari a ciascuno e in ogni attività.
Meditiamo, gente. Meditiamo!

Le otto regole dell'amicizia

In conclusione del nostro viaggio alla scoperta dell'amicizia, vi invito a completare questo testo che parla delle Otto regole dell'amicizia.


Testo tratto da Genisio M., Il tesoro che c'è. Corso di religione cattolica per la scuola secondaria di 1° grado, Marietti scuola 2006

Conoscere la meta

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"Si deve conoscere la meta prima del percorso. Chi non ha uno scopo non prova quasi mai diletto in nessuna operazione". (Jean Paul, scrittore tedesco nato nel 1763) Avere chiara la finalità del nostro agire sembra scontato, ma non lo è.
Nella realtà siamo così poco ponderati nelle nostre scelte, che il più delle volte "partiamo" senza sapere dove esattamente ci condurrà l'azione intrapresa. La riflessione e la pacatezza non sappiamo cosa siano. Eppure avremmo bisogno di recuperare queste virtù, per ridare senso, il vero senso, al nostro agire quotidiano e, perchè no, anche alla nostra vita. Solo così potremmo ritrovare il gusto nelle cose che facciamo, senza che siano soltanto le emozioni a governarci la vita. Perchè, sappiatelo, le emozioni passano, si dileguano, a volte lasciandoci devastati e vuoti.
Pensare bene a dove si vuole arrivare, darsi ragione delle proprie scelte....non credete che valga la pena incominciare a provarci?
Meditate, ragazzi, meditate!

Le classi e l'amicizia

Ecco le frasi delle classi sull'amicizia. Provate a costruire le vostre, mettendo insieme le parole utilizzate dai ragazzi.
classe 2A

classe2B

classe2B di Castelraimondo

classe 2C

classe2D

classe 2E

L'icona dell'amicizia

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Quanto contava per Gesù l'amicizia? Andate a leggere i seguenti passi:

Lc 10,38-42; Gv 11,33-36; Gv 13,23.

Vi propongo un’icona copta del VII secolo che raffigura Cristo che abbraccia san Mena, abate del monastero di Alessandria. Questa immagine è comunemente denominataIcona dell’amicizia.
L’icona rappresenta Gesù che accompagna un discepolo. Gesù è ben riconoscibile dal nimbo (aureola) che attornia il capo con all’interno la croce luminosa. Questa aureola è segno della grazia divina che è comunicata al discepolo che cammina al fianco del suo Signore e dal contatto della mano destra che Gesù posa sulla spalla destra del discepolo. È la trasmissione della vita divina a chi segue Gesù via, verità e vita. Gesù è il maestro e Signore come indica il libro chiuso che regge nella mano sinistra, che è  il Vangelo, la lieta notizia, il dono prezioso (la copertina è ricca di pietre preziose) ed è il messaggio misterioso, il libro sigillato.
Il discepolo è guidato da Gesù che lo accompagna co…

Ma il mondo non esploderà

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Così ha intitolato il suo commento Cesare De Carlo sul Quotidiano Nazionale del 31 ottobre 2011. A cosa si riferiva? Alla notizia, di cui vi parlavo anch'io qualche giorno fa, della nascita del 7 miliardesimo abitante della Terra.
Sette miliardi di esseri umani abitano questo pianeta e c'è chi vede nero: scarsità di spazi, cibo, acqua, petrolio, carbone e altre fonti energetiche. Ma vediamo cosa dice l'autore del commento di cui vi parlavo:
"Insomma una catastrofe, anche perché la popolazione secondo le più pessimistiche proiezioni potrebbe più che raddoppiare da qui alla fine del ventunesimo secolo: dagli attuale 7 a 15 miliardi.
Andrà così? Non necessariamente. Perché se è vero che negli ultimi sessant'anni gli abitanti della Terra sono passati da 2,5 a 7 miliardi, è altrettanto vero che in Europa, nelle Americhe, in Asia cala il tasso di natalità. E di molto. In Cina, la politica di un figlio per famiglia sta determinando due fenomeni: mancano all'appello 1…

L'amicizia nella Bibbia

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Nella Bibbia si narrano storie di amicizia, come quella tra Gionata e David o tra Rut e Noemi. Quest’ultima ci ha donato versetti colmi di commozione: «Perché dove andrai tu andrò anch’io; dove ti fermerai mi fermerò; il tuo popolo sarà il mio popolo e il tuo Dio sarà il mio Dio; dove morirai tu, morirò anch’io e vi sarò sepolta. Il Signore mi punisca come vuole, se altra cosa che la morte mi separerà da te» (Rt 1,16-18). Grazie a tale insistenza Noemi comprese quale dono fosse Rut per la sua vita, così partirono insieme per il loro viaggio.
L'amicizia lega Davide a Gionata, figlio di Saul, primo re d'Israele. Tale amicizia, pura e disinteressata, non si arresta neanche quando Saul inizia a perseguitare Davide, perchè comprende che il giovane gli succederà come re. Alla morte suicida di Saul, sconfitto dai Filistei sui monti di Gelboe, e alla notizia della fine di suo figlio Gionata, Davide si straccia le vesti dal dolore ed esclama questo lamento:
«Perchè son caduti gli eroi

Cosa sono le icone

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La parola "icona" significa "immagine" ed è un particolare tipo di arte figurativa sacra del cristianesimo orientale. L'icona si scrive perché i fedeli possano leggerla, Infatti, i cristiani, devono poter leggere nell'icona la verità della loro fede per stabilire l'incontro con la divinità, con Maria, con i santi... L'icona deve essere contemplata in silenzio e in preghiera. Nelle chiese ortodosse, le icone vengono collocate sulle pareti, ma soprattutto sull'iconostasi che è una specie di parete in legno che divide il presbiterio dalla navata.
L'icona, lavorata su una tavoletta di legno, è caratterizzata dal colore. I colori fondamentali sono il verde (la natura, la creazione), l'azzurro (il cielo, la trascendenza), il giallo (lo splendore, la luce divina), il rosso (l'umanità), il bianco (la divinità). Ma è fondamentale anche l'oro che, oltre a dare maggior pregio all'opera, garantisce all'icona una luce tutta sua, non u…

La festa delle zucche

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Ieri sera, vigilia di Ognissanti, sembrava di essere a Capodanno o a Carnevale. In ogni angolo del paese frotte di ragazzini andavano sparando diavolerie varie, con botti più o meno rumorosi (minimo 10 euro a ragazzino andati in fumo; alla faccia della crisi!). Passino i gruppetti che girano per le case per il "dolcetto scherzetto", ma cosa c'entrano i botti? Halloween vuol dire Tutti i Santi, come ho avuto già modo di raccontare, e i santi non vanno certo cacciati a suon di botti!!!
E' proprio vero. Halloween sta sempre più diventando la Festa delle Zucche. Vuote!