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domenica 25 dicembre 2011

La meraviglia del Natale

Auguri a tutti! Oggi è Natale.
Proviamo però a riscoprire il vero senso di questo giorno. Forse non ci rendiamo conto di quale grande meraviglia abbia compiuto Dio, che si è fatto come noi - così recita una canzone - per farci come lui.
Vi lascio l'editoriale di Luigi Ballerini pubblicato su Avvenire del 21 dicembre, che ci aiuterà a cogliere la meraviglia di questo giorno.
"Se in questi giorni di festa passeggiassimo per le strade di Tokio e varcassimo la soglia del Roppongi Hills Cafe, avremmo l’occasione di trovarci fra le braccia di Hug­ Chan che ci dà il benvenuto nel locale con un caloroso abbraccio. Davvero carino, se non fosse che Hug-Chan è un robot creato da Samsung come campagna pubblicitaria per il Natale. A metà strada fra il vecchio omino Michelin e il robottino del bel film Wall-E della Pixar, con i suoi cuscinetti di plastica gonfiata per non farci male, cerca di dispensare ai bambini un po’ di calore umano con il suo Christmas-hug (abbraccio­di- Natale). Gli occhioni che brillano sul Samsung Galaxy che fa da testa ispirano tenerezza e anche la postura delle braccia invita a contraccambiare il sentimento. Nello spot che lo accompagna, quando si stringono il robot e la bella bambina dai codini nerissimi e gli occhi a mandorla, viene infatti a tutti da dire «ohhh». In questi stessi giorni all’esposizione di robotica di Chongqing in Cina, un impressionante robot antropomorfo accoglie i visitatori con gesti gentili. È la risposta cinese al presunto primato nipponico sulle macchine. Le sue movenze sono flessuose e armoniche, proprio come le nostre; lontane anni luce dagli scatti meccanici cui siamo abituati nelle macchine. Ha la carnagione convincentemente naturale, i capelli veri sono ben pettinati, sembra quasi capace di abbozzare un sorriso sornione mentre invita a entrare nei padiglioni. Se prendo in mano il mio nuovo iPhone adesso posso anche parlare con Siri, una fedele amica che con la sua voce suadente e fluente risponde pazientemente a ogni mia domanda. Si tratta in realtà di un sorprendente programma di riconoscimento vocale e reperimento informazioni sul web, ma dai tratti molto umanizzati e in un certo senso convincenti. Posso chiederle di mandare un messaggio a mia moglie avvisandola che rientro a casa un po’ in ritardo e lei meticolosa esegue, ma posso anche porle quesiti più generali. Se ad esempio chiedo «cos’è il Natale», mi risponde con sicurezza «Natale è il 25 Dicembre 2011». Però non ho chiesto quand’è Natale, ho chiesto cos’è. E se provo a insistere chiedendo «cosa accade a Natale?», la povera Siri riesce solo a rispondermi «non hai fissato niente nel calendario per il giorno di Natale». In fin dei conti ha ragione, nessuno scrive Natale nell’agenda del 25 dicembre. Non lo si scrive perché accade, perché è un appuntamento che non fissiamo noi. È Qualcun altro che l’ha posto «in agenda», e non in modo esclusivo: è per ciascuno di noi come per tutti. Solo che Siri non può saperlo. Macchine e uomini, e la loro interazione; la questione si ripropone con sempre maggiore insistenza. Nuovi quesiti e nuove frontiere. Eppure tutto ciò accade a Natale, proprio nel momento in cui Dio si compromette con l’uomo. Gli sono piaciuti così tanto la natura umana e il nostro corpo da scegliersene uno, da decidere di incarnarsi, farsi come noi. È paradossale che cerchiamo consolazione e calore fra le braccia dei robot, che aneliamo un sorriso dalle loro facce di pixel e parliamo con i software proprio nell’istante del tempo in cui riceviamo il più grande abbraccio dopo il Big Bang, per parafrasare Jovanotti. L’unico Christmas-hug che conta non proviene da chi produce tecnologia, e nemmeno da microchip e bulloni. Arriva a noi da Dio. E dagli uomini, dalle donne, dai bambini, dai vecchi, dai ricchi e dai poveri, dai sani e dai malati, purché in carne e ossa. Quella carne e quelle ossa che nella notte che verrà hanno assunto una dignità impensabile, un valore incalcolabile; hanno toccato una vetta inimmaginabile al pensiero umano. Ci poteva pensare solo Dio a una mossa così.
Davvero".

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