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lunedì 11 giugno 2012

Cantare Dio

Un frate sorridente che at­traversa come i Beatles Abbey Roads. La foto in queste ore sta facendo il giro del mondo. Lui è fra Alessandro Brustenghi, giovane francesca­no del protoconvento della Por­ziuncola. Che negli studi londi­nesi resi celebri dai Fab Four ha appena finito di incidere con la Decca il suo primo disco. Fra A­lessandro è infatti il primo fra­te al mondo a firmare un con­tratto mondiale con una major discografica, la Universal. Lo ha voluto Mike Hedges, storico produttore di U2, Cure, Manic Street Preachers (nonché sco­pritore del trio di sacerdoti ir­landesi The Priests) che da tem­po sondava il nostro paese in cerca del «nuovo tenore italia­no ». «Il mio insegnante di can­to di Perugia – racconta fra A­lessandro, raggiunto telefoni­camente a Londra dove negli scorsi giorni dirigenti della major di oltre 25 nazioni lo han­no ascoltato per la prima volta – a dicembre scorso mi ha pro­posto di fare un’audizione. Piac­cio e vengo confermato. Lì per lì avevo pensato però a una col­laborazione corale. Solo dopo ho capito che ero stato scelto come solista. È stato un auten­tico choc». Il disco sarà lancia­to in tutto il mondo a ottobre. Brustenghi non ha voluto com­pensi: i ricavati saranno desti­nati alle attività caritative del­l’Ordine dei Frati Minori. Fra Alessandro, ora nella sua vita cambieranno molte cose...
Prima qualche concerto in Um­bria e l’impegno quotidiano al­la Porziuncola dove canto e suo­no l’organo. Il disco verrà lan­ciato a livello internazionale: capisco che tutto cambierà. E pensare che io sono piuttosto emotivo e timido. A me piace la vita tranquilla. Ho letto però la cosa come una missione man­data da Dio. Un’occasione di e­vangelizzazione enorme. Spero di esserne all’altezza. Conosco i miei limiti. So perfettamente che c’è più gente meritevole di me di incidere un disco con la Decca. Ma se serve al Vangelo, corro.
Cosa canterà nel disco?
Solo musica sacra, dal Panis An­gelicus di Franck a l’Ave Verum di Mozart fino alla Santa Maria sull'intermezzo di Cavalleria Rusticana di Mascagni. Canti francescani come Make me a channel of your peace molto a­mati nel mondo anglosassone. E le parole di Francesco delle Lodi all’Altissimo, musicate per l’occasione da Paul Mealor, il compositore dell’ultimo matri­monio reale. Abbiamo scelto il repertorio assieme. Sono di for­mazione classica, canto abi­tualmente musica di alta qua­lità. Ma nel disco c’è anche mu­sica pensata per un pubblico popolare.
La cosa, ovviamente, è stata discussa con i suoi superiori.
Prima di tutto abbiamo cercato di capire se contrastava con la vocazione. Ma ci siamo resi conto invece che tutto era per­fettamente francescano. Fran­cesco predicava danzando e cantando. Poi il talento del can­to me l’ha dato Dio. Abbiamo cercato il giusto equilibrio con la preghiera e vita comune, con la raccomandazione che la quo­tidianità non venisse meno. Io continuo felicemente i miei tur­ni in Porziuncola. Insegno can­to, lavoro in falegnameria, dove coltivo la passione del legno. E anche la Decca ha accettato il fatto che non sarò disponibile a tempo pieno.
L’amore per la musica e la vocazione sono cresciuti di pari passo?
Studio musica da quando ave­vo nove anni. Sono diplomato in canto lirico al conservatorio di Perugia. La vocazione è arri­vata a 16, in convento sono en­trato a 21. Quando canto è co­me se entrassi in un altro mon­do dove attingo alla bellezza di Dio. Amo Bach e Michael Jack­son. Mi piace Björk e il grego­riano. Quanto succede penso completi la mia vocazione: ogni concerto è un’occasione di pro­vare un momento di Paradiso per tutti, uno scambio di amo­re attraverso la bellezza.
Fra Alessandro, ha considerato anche il rischio di essere ridotto a un prodotto del mercato musicale? 
Sì, ne sono consapevole. Ma mi fido di Dio, mi sosterrà. I frati e gli amici sono con me. Mi ritro­vo catapultato in un mondo che non sento mio. Non ho mai de­siderato diventare famoso, tan­to meno ora. Ma se serve ren­dere famoso l’amore di Dio…
Alessandro Beltrami in Avvenire del 24 maggio 2012

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