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venerdì 23 novembre 2012

Il Credo: semplice commento al Simbolo apostolico

Nell'Anno della Fede stiamo approfondendo la riflessione su cosa significhi essere cristiani e quali sono i fondamenti del loro credo.
Fin dai primi tempi della Chiesa la fede cristiana è stata sintetizzata in brevi formule che vanno sotto il nome di «professione di fede›› o «Credo››. La più antica e anche la più semplice formulazione della fede cristiana è il Credo o Simbolo degli apostoli; ma altre sintesi sono state fatte nei primi concili, come il Credo niceno-costantinopolitano (381 d.C.), uno dei testi più importanti del cristianesimo.
La fede in un Dio unico ma in tre persone - Padre, Figlio, Spirito Santo(Trinità)- è al centro della fede di tutte le Chiese cristiane (cattolica, protestante, ortodossa): chi non crede che Gesù è pienamente uomo e Dio e nel mistero della Trinità non può essere considerato cristiano.
Vi riporto un breve commento agli articoli del Credo (tratto dal libro di testo Religione 2.0) che segue il  Simbolo degli Apostoli, che trovate cliccando qui.
1. Come gli ebrei e i musulmani, anche i cristiani sono monoteisti, credono cioè in un solo Dio, che è Padre onnipotente (può tutto) ed è anche il Creatore del mondo. Il primo libro della Bibbia (Genesi) ci racconta in modo simbolico e secondo le espres- sioni del tempo com'è avvenuta la creazione.
2. Per i cristiani, Gesù è la seconda persona della Trinità, il Figlio di Dio fatto uomo, vero uomo e vero Dio insieme.
3. Sulla base del Vangelo di Luca (1,26-38),i cristiani venerano Maria come la madre di Gesù che ha concepito il figlio in modo miracoloso.
4. La citazione di Ponzio Pilato, procuratore di Roma, dà valore storico alla crocifissione e morte di Gesù. Ancora oggi la tomba vuota, nella Basilica del Santo Sepolcro a Gerusalemme, è meta di numerosi pellegrinaggi.
5. Dopo la sua morte, Gesù discese agli inferi, per annunciare la liberazione dei giusti defunti e dare loro la vita eterna in cielo.
6. La fede in Gesù, risorto dai morti e vivo per l'eternita, è il centro del cri- stianesimo.
7. L'erede dell'imperatore romano sedeva alla sua destra e il Credo usa la stessa immagine per indicare che Gesù condivide l'autorità di Dio. Dalla sua gloria tornerà sulla terra per giudicare i vivi e i morti. Secondo il Catechismo della Chiesa cattolica, al momento della morte ci sarà per ogni persona un giudizio particolare e un altro universale alla fine dei tempi.
8. Lo Spirito Santo è la terza persona della Trinità, presente fin dalla creazione del mondo. Inviato a noi dal Padre insieme al Figlio, egli continua la sua opera nel mondo e nella Chiesa attraverso sette doni (sapienza, intelletto, consiglio, fortezza, scienza, pietà, timor di Dio).
9. La Chiesa è «cattolica» (termine di origine greca che significa «universale››), nel senso che è aperta a tutti. I credenti in Cristo formano una sola comunità in lui. Infatti, come afferma san Paolo, in lui «non c'è giudeo né greco; non c'è schiavo né libero; non c'è maschio e femmina, perché tutti voi siete uno in Cristo Gesù» (Gal 3,28). Quindi la parola «cattolica››, nel Credo, non sta a indicare la Chiesa cattolica romana, ma la natura della Chiesa; per questo le varie Chiese s'incontrano e pregano per ritrovare l'unità.
10. «Comunione dei santi» indica la comune partecipazione di tutti i membri della Chiesa alle cose sante (la fede,i sacramenti, i doni spirituali) e anche un legame particolare che unisce tutti i fedeli, sia vivi che defunti, alla Chiesa univer- sale, formando cosi in Cristo una sola famiglia (corpo mistico). «Santi» in questo senso sono tutti quelli che credono in Cristo e partecipano alla Chiesa, da non confondere con le persone eccellenti che vengono proclamate «sante» dalla Chiesa per essere di esempio agli altri cristiani.
11. Anche se con interpretazioni differenti tra le varie Chiese sul modo della «remissione››, tutti i cristiani credono che Gesù abbia salvato l'umanità dal peccato, assumendo su di sé ogni colpa. Spetta all'uomo accettare o meno questa grazia (o favore gratuito) che Dio ha fatto agli uomini attraverso Gesù; nella sua libertà l'uomo può anche rifiutare questo dono. Ma Dio perdona sempre coloro che si pentono e cambiano vita.
12. L'ultimo articolo del Credo afferma la fede nella vita che continua dopo la morte, anche dopo che il nostro corpo sarà ridotto in polvere. La vita eterna, stare con Dio per sempre, è il fine e la speranza a cui tende il cristiano. Come l'amen finale, termine ebraico che significa «sia cosi››, il credente sottoscrive - pur senza sapere come tutto ciò si realizzerà concretamente - quello che ha proclamato nel Credo, scommettendo su Dio e affidandosi completamente a lui.

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