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martedì 3 giugno 2014

Meriam

Meriam è una giovane donna sudanese, di religione cristiana ortodossa, condannata all’impiccagione da un tribunale del suo Paese il 15 maggio perché sposata a un cristiano. Meriam ha 27 anni, un figlio di 20 mesi, che si trova con lei in carcere dallo scorso febbraio, e un'altra, la piccola Maya, nata in prigione il 27 maggio.
Figlia di un padre islamico che abbandonò la famiglia quando lei aveva sei anni, Meriam è stata cresciuta dalla madre come cristiano ortodossa.
La condanna è stata pronunciata, secondo un sistema giudiziario basato sulla legge coranica, perché Meriam non ha accettato di abiurare la sua fede.
La storia di Meriam e di altri, come della tuttora prigioniera Asia Bibi, ci riporta indietro di secoli, anzi di millenni.
Questo non mi piace e spero siano moltissimi quelli che sentono profondamente ingiusto colpire le persone per il proprio credo, come in questo caso, o per il colore della pelle, il sesso, la nazionalità. Meriam deve vivere, deve ritornare ad essere libera, come Asia Bibi e i tanti perseguitati per la propria fede. Se così non fosse il mondo sarebbe ancora più ingiusto. Vorrei tanto  che non accadesse anche per la nostra indifferenza.


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