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giovedì 14 agosto 2014

Nessuna guerra è santa, soltanto la pa­ce lo è

La Chiesa cattolica ha aperto una strada con il Concilio e con lo "spirito di Assisi", l’incontro voluto da Giovanni Paolo II nell’ottobre 1986 nella città di san Francesco.
Allora il Papa convocò i leader religiosi mondiali per pregare per la pa­ce. Voleva togliere ogni giustificazione al­la violenza religiosa. La pace doveva tor­nare al cuore dell’impegno delle religio­ni. Nessuna guerra è santa, soltanto la pa­ce lo è. La Chiesa e i cristiani continuano a cercare interlocutori in questo cammi­no. Lo fanno a partire dalla vicenda del se­colo XX, in cui hanno sperimentato la vio­lenza dei totalitarismi.
Nel grande Giubi­leo del 2000 Giovanni Paolo II volle ri­cordare i «nuovi martiri». Uno degli a­spetti più significativi di quell’Anno San­to fu proprio la memoria dei 'nuovi mar­tiri' al Colosseo, il 7 maggio 2000. Una commissione vaticana lavorò per far e­mergere le storie, i luoghi, i nomi dei mi­lioni di cristiani che hanno dato la loro vi­ta per ilVangelo in epoca contemporanea.
Il Papa volle che fosse dedicata a Roma una basilica ai "nuovi martiri", San Bar­tolomeo all’Isola Tiberina. I risultati di quella ricerca furono impressionanti: per il numero dei martiri e per la forza della loro testimonianza. La fede di milioni di persone ha fatto sì che il nostro mondo non fosse travolto dal male.
(tratto da Marco Impagliazzo, I cristiani sanno che santa è soltanto la pace, in Avvenire del 12 agosto 2014)






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