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Visualizzazione dei post da Febbraio, 2015

Ricostruiamo il nostro percorso sulla pace

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Su richiesta degli alunni di prima, pubblico una pagina di padlet in cui ricostruisco il percorso sulla pace.
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Buon ripasso!

Musulmani digiunano con i cristiani

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Ho letto che è partita sui social network una campagna di solidarietà e di dialogo interreligioso che vede impegnate centinaia di musulmani di tutto il mondo a rispettare il digiuno durante la Quaresima.
La campagna, che mira a mostrare fratellanza e vicinanza con i cristiani, è stata lanciata su Twitter da un musulmano americano, Bassel Richie.
Con l'hashtag #Muslims4Lent (Musulmani per la Quaresima), Richie e tanti altri come lui hanno postato foto che li traggono con un cartello in cui annunciano che rispetteranno i 40 giorni di digiuno che precedono la Pasqua cristiana. "Lent" in inglese è la parola che identifica la quaresima cristiana, che comincia con il mercoledì delle ceneri e che prosegue fino a Pasqua. I fedeli cristiani in questi 40 giorni fanno opera di rinuncia di qualche cosa di abituale come segno di pentimento. Ognuno sceglie il modo più opportuno, rinunciando a cibi troppo elaborati, alla televisione, alle sigarette, come segno di contrizione e povertà.

Ragazzi terribili condannati a custodire il paese

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Una storia esemplare come tentativo di dare radici al senso civico, troppo spesso fragile e intermittente.
Sette ragazzini di Dorgali, tutti sotto i 14 anni, nei giorni scorsi hanno distrutto i lampioni della marina di Cala Gonone, nota località turistica della costa nuorese. Il sindaco, Angelo Carta, che ha ricevuto le madri presentatesi in Comune per autodenunciarsi, ha deciso di nominare i sette ragazzi terribili "amministratori" della località, affidando loro la cura ed il decoro della frazione balneare. Lo stesso primo cittadino ha parlato di una scelta in funzione pedagogica piuttosto che coercitiva, e non ha fissato la data finale per il compito assegnato ai ragazzi. Ecco le regole della "punizione". «Li ho nominati amministratori di Calagonone – scrive Carta – e in quanto tali devono guardare il loro paese con responsabilità e attenzione, per individuare le cose che non vanno e quelle che devono essere fatte per migliorarlo; entro ogni venerdì devono invia…

Morire pregando Gesù

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Un occidentale non esperto non avrebbe potuto accorgersene. Ma Antonios Aziz Mina, vescovo copto di Giza, cittadina egiziana, nel guardare il video della esecuzione dei ventuno lavoratori cristiani copti uccisi dall'Is ha osservato le labbra dei condannati negli ultimi istanti, e dal labiale ha letto che invocavano il nome di Gesù Cristo.
Il vescovo lo ha dichiarato ieri alla Agenzia Fides, ma forse, nell'incendio che si va allargando sulla Libia, e nell'angoscia che da quel Paese riverbera sul Mediterraneo e l’Europa, a qualcuno potrà apparire una notizia minore. Le “vere” notizie non sono forse i bombardamenti, le città conquistate e perdute, le cupe minacce lanciate dall’Is? E quel labiale invece, solo poche parole afone, subito travolte nel torrente di sangue che sale dal povero corpo di un uomo trucidato. Eppure a volte proprio nelle parole dette piano sta qualcosa di molto grande.
Non sarebbe stato umanamente più comprensibile, in quell'ultimo istante, supplic…

Convertiti alla carità

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La carità cristiana, tradotta nei termini concreti della solidarietà, dell’assistenza, dell’accoglienza, costituì un potente fattore di conversione e di diffusione della nuova fede. Per cogliere adeguatamente questo aspetto dello sviluppo storico del cristianesimo, bisogna tenere nel massimo conto il fatto che le Chiese cristiane si affermarono tutte e quasi esclusivamente, tra I e IV secolo, in ambiente urbano: anzi, soprattutto in quelli che nell'impero romano si potevano considerare i centri urbani più grandi – quella trentina circa che toccavano o superavano i 30.000 abitanti, quasi tutti ubicati nell'area orientale del Mediterraneo –, e prima degli altri i centri portuali quali Alessandria, Antiochia, Cesarea Marittima, Atene, Corinto, Efeso, Smirne, Tessalonica; e, in Africa occidentale – per gli antichi l’Egitto e la Cirenaica appartenevano piuttosto all'Asia –, Cartagine e Leptis Magna.
Si è spesso affermato e si continua ad affermare che il segreto della diffusion…

Custodi e non padroni della terra

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Dinanzi ai beni della terra siamo chiamati a «non perdere mai di vista né l’origine, né la finalità di tali beni, in modo da realizzare un mondo equo e solidale», così dice la dottrina sociale della Chiesa (Compendio della Dottrina Sociale della Chiesa, 174).
La terra ci è stata affidata perché possa essere per noi madre, capace di dare quanto necessario a ciascuno per vivere.
Una volta, ho sentito una cosa bella: la Terra non è un’eredità che noi abbiamo ricevuto dai nostri genitori, ma un prestito che fanno i nostri figli a noi, perché noi la custodiamo e la facciamo andare avanti e riportarla a loro. La terra è generosa e non fa mancare nulla a chi la custodisce. La terra, che è madre per tutti, chiede rispetto e non violenza o peggio ancora arroganza da padroni. Dobbiamo riportarla ai nostri figli migliorata, custodita, perché è stato un prestito che loro hanno fatto a noi. L’atteggiamento della custodia non è un impegno esclusivo dei cristiani, riguarda tutti.
Affido a voi quant…

Oscar Romero sarà beato

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Vorrei offrirvi, cari alunni di seconda, un ulteriore contributo alla nostra riflessione su cosa sia la fede. Vi propongo una figura dei nostri giorni, Oscar Romero, di cui è stato riconosciuto il martirio per fede.
Proprio a proposito della parola "martirio", vorrei farvi notare che non possono definirsi martiri coloro che in nome di un ideale o di una religione si lasciano esplodere o seminano morte e distruzione. Il martire è tutt'altra cosa.
Il martire è sempre disarmato. Ama, non odia. È incapace di qualsiasi violenza. Non cerca il martirio ma, se costretto, è disposto a subirlo. La sua testimonianza è mite e pacifica. Proprio come quella di Oscar Arnulfo Romero che sarà presto beato.
Lo ha deciso Papa Francesco, sulla base delle ricerche e delle testimonianze raccolte nel “processo” sulla sua vita, che ne hanno riconosciuto proprio il “martirio”. Significa che l'arcivescovo di San Salvador, in America Latina, fu assassinato per la sua fedeltà al Vangelo, per l…