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lunedì 27 aprile 2015

Web App Per Creare Esercizi Interattivi: LearningApps.org

Ho appena scoperto le possibilità che LearningApps.org offre per creare esercizi interattivi condivisi. Per consultare il tutorial, in cui sono spiegate le principali funzioni di LearningApps.org, cliccate sull'immagine.


Vi lascio i link ad alcuni esercizi che ho creato con questa applicazione.

http://ircprof.altervista.org/?p=1499

http://ircprof.altervista.org/?p=1502

http://ircprof.altervista.org/?m=201504

domenica 26 aprile 2015

Musulmano ha scelto di morire con i cristiani

tratto da Giorgio Bernardelli (Avvenire del 24 aprile 2015)

C’era anche un musulmano insieme ai 28 cristiani etiopi uccisi in Libia dallo Stato Islamico e mostrati nell'ultimo orrendo video diffuso domenica scorsa dai jihadisti. E sarebbe morto per non aver voluto abbandonare l’amico cristiano insieme al quale stava compiendo il viaggio verso le coste della Libia, con l’intenzione di raggiungere l’Europa.
La notizia arriva direttamente dall'Etiopia ed è stata rilanciata in Italia dal sito del Pime MissiOnLine. Da domenica ad Addis Abeba si sta cercando di dare un’identità alle vittime mostrate nel video; così – ad esempio – si è scoperto che alcuni dei cristiani uccisi in realtà sono di nazionalità eritrea.
Ma la vera sorpresa è stata la scoperta all'interno del gruppo di un musulmano chiamato Jamal Rahman. A confermare la sua presenza è stata una fonte legata agli shabaab, i fondamentalisti islamici che combattono in Somalia, che a un giornale on line del Somaliland ha spiegato che si sarebbe «convertito» durante il viaggio.
 Un’altra fonte sempre legata all'universo jihadista sostiene invece un’altra tesi, più verosimile: con una scelta che questo testimone definisce «folle», Jamal si sarebbe offerto volontariamente come ostaggio per non abbandonare da solo nelle mani dei miliziani dello Stato islamico un suo compagno di viaggio cristiano. Forse sperava che la sua presenza avrebbe cambiato la sorte degli altri ostaggi. La notizia, in qualche modo, è filtrata. Con il risultato che proprio lo strumento della propaganda jihadista è divenuto il veicolo per raccontare la storia di un musulmano coraggioso che non ha accettato di abbandonare gli amici cristiani al loro destino. Così adesso sui social network tanti musulmani etiopi condividono il fotogramma che lo ritrae, additandolo come il vero volto dell’islam, da contrapporre alla follia dello Stato Islamico.

venerdì 10 aprile 2015

martedì 7 aprile 2015

Fondere file audio con audio-joiner

Se volessimo creare un sottofondo ai nostri filmati e alle nostre presentazioni multimediali, suggerisco di dare un'occhiata a  audio-joiner . Si tratta di un tool gratuito che funziona online e che è progettato per fondere più canzoni anche di diversi formati (mp3, m4a, wav, ecc) in una singola traccia.
Una volta aperto il browser e aggiunte le tracce, si può avviare la fusione. Attivando la "Dissolvenza di transizione", una traccia si dissolverà gradualmente nell'altra.
Per ogni traccia utilizzata nella composizione, si può aggiustare uno specifico intervallo di riproduzione, semplicemente spostando le barre blu con cui scegliere il punto di inizio e di fine del brano audio scelto. Terminato il lavoro si salva la nuova composizione nel proprio computer.
A completamento del post vi propongo alcuni link dove poter prelevare gratuitamente le tracce audio.

http://www.bensound.com/royalty-free-music

http://www.freesfx.co.uk/

http://www.soundjay.com/free-music.html


Buon mix!!!




lunedì 6 aprile 2015

No alla violenza nel nome di Dio!

[...] Quanti “Ecce homo” nel mondo! Mio Dio, quanti “Ecce homo”! Quanti prigionieri che si trovano nelle stesse condizioni di Gesù nel pretorio di Pilato: soli, ammanettati, torturati, in balia di militari rozzi e pieni di odio, che si abbandonano a ogni sorta di crudeltà fisica e psicologica, divertendosi a veder soffrire. “Non bisogna dormire, non bisogna lasciarli soli!”
L’esclamazione “Ecce homo!” non si applica solo alle vittime, ma anche ai carnefici. Vuole dire: ecco di che cosa è capace l’uomo! Con timore e tremore, diciamo pure: ecco di che cosa siamo capaci noi uomini! Altro che la marcia inarrestabile dell’homo sapiens sapiens, l’uomo che, secondo qualcuno, doveva nascere dalla morte di Dio e prenderne il posto .
I cristiani non sono certamente le sole vittime della violenza omicida che c’è nel mondo, ma non si può ignorare che in molti paesi essi sono le vittime designate e più frequenti. [...]
Chi ha a cuore le sorti della propria religione, non può rimanere indifferente di fronte a tutto ciò. Gesù disse un giorno ai suoi discepoli: “Viene l’ora in cui chiunque vi ucciderà crederà di rendere onore a Dio” (Gv 16, 2). Mai forse queste parole hanno trovato, nella storia, un compimento così puntuale come oggi.
[...] C’è stato qualcuno che ha avuto il coraggio di denunciare, da laico, la inquietante indifferenza delle istituzioni mondiali e dell’opinione pubblica di fronte a tutto ciò, ricordando a che cosa una tale indifferenza ha portato nel passato . Rischiamo di essere tutti, istituzioni e persone del mondo occidentale, dei Pilati che si lavano le mani. [...]
Il problema della violenza ci assilla, ci scandalizza, oggi che essa ha inventato forme nuove e spaventose di crudeltà e di barbarie. Noi cristiani reagiamo inorriditi all'idea che si possa uccidere in nome di Dio. Qualcuno però obietta: ma la Bibbia non è anch'essa piena di storie di violenza? Non è, Dio, chiamato “il Signore degli eserciti”? Non è attribuito a lui l’ordine di votare allo sterminio intere città? Non è lui che prescrive, nella Legge mosaica, numerosi casi di pena di morte?
Se avessero rivolto a Gesù, durante la sua vita, la stessa obiezione, egli avrebbe sicuramente risposto ciò che rispose a proposito del divorzio: “Per la durezza del vostro cuore Mosè vi ha permesso di ripudiare le vostre mogli, ma da principio non fu così” (Mt 19, 8). Anche a proposito della violenza, “al principio non era così”. Il primo capitolo della Genesi ci presenta un mondo dove non è neppure pensabile la violenza, né degli esseri umani tra di loro, né tra gli uomini e gli animali. Neppure per vendicare la morte di Abele, dunque per punire un assassino, è lecito uccidere (cf Gn 4, 15).
Il genuino pensiero di Dio è espresso dal comandamento “Non uccidere”, più che dalle eccezioni fatte ad esso nella Legge, che sono concessioni alla “durezza del cuore” e dei costumi degli uomini. La violenza, dopo il peccato, fa parte purtroppo della vita, e l’Antico Testamento, che riflette la vita e deve servire per la vita, cerca almeno, con la sua legislazione e con la stessa pena di morte, di incanalare e arginare la violenza perché non degeneri in arbitrio personale e non ci si sbrani a vicenda.
Paolo parla di un tempo caratterizzato dalla “tolleranza” di Dio (Rm 3, 25). Dio tollera la violenza, come tollera la poligamia, il divorzio e altre cose, ma viene educando il popolo verso un tempo in cui il suo piano originario verrà “ricapitolato” e rimesso in onore, come per una nuova creazione. Questo tempo è arrivato con Gesù che, sul monte, proclama: “Avete inteso che fu detto: ‘Occhio per occhio e dente per dente’; ma io vi dico di non opporvi al malvagio; anzi se uno ti percuote la guancia destra, tu porgigli anche l’altra… Avete inteso che fu detto: ‘Amerai il tuo prossimo e odierai il tuo nemico’; ma io vi dico: amate i vostri nemici e pregate per i vostri persecutori” (Mt 5, 38-39; 43-44).
Il vero “discorso della montagna” che ha cambiato il mondo non è però quello che Gesù pronunciò un giorno su una collina della Galilea, ma quello che proclama ora, silenziosamente, dalla croce. Sul Calvario egli pronuncia un definitivo “No!” alla violenza, opponendo ad essa, non semplicemente la non-violenza, ma, di più, il perdono, la mitezza e l’amore. Se ci sarà ancora violenza, essa non potrà più, neppure remotamente, richiamarsi a Dio e ammantarsi della sua autorità. Farlo significa far regredire l’idea di Dio a stadi primitivi e grossolani, superati dalla coscienza religiosa e civile dell’umanità.
I veri martiri di Cristo non muoiono con i pugni chiusi, ma con le mani giunte. [...]

Tratto dall'omelia di Padre Raniero Cantalamessa del 3 aprile 2015

venerdì 3 aprile 2015

Non c'è Pasqua senza conversione


Guardo gli occhi di questa bambina e mi si stringe il cuore.
L'autore della foto, il fotografo turco Osman Sagirli racconta: «Avevo una macchina fotografica con un teleobiettivo ingombrante e la piccola, scambiandolo per un’arma, ha alzato le mani in segno di resa».
In quegli occhi vedo il dramma dell'umanità ferita, violata, annientata.
Hudea ha quattro anni e profuga siriana conosce già e molto bene gli orrori della guerra.
Povera bimba, schiacciata dalla follia umana.
Papa Francesco a Natale, pensando ai tanti bambini uccisi e maltrattati diceva: "Ancora oggi  il loro silenzio impotente grida sotto la spada di tanti Erode, sopra il loro sangue campeggia oggi l'ombra degli attuali Erode". Quanti Erode nel mondo!
Guardo gli occhi di questa bimba e penso agli occhi di Gesù sulla croce. Occhi disarmati i suoi, come quelli di Hudea. Ma anche occhi pieni di uno sguardo di amore. Amore che a questa povera bimba viene invece negato, amore che può cogliere solo a pezzettini in una carezza della mamma o in uno sguardo tenero e forte del papà. Se ancora ce li ha, un papà e una mamma, e se ancora hanno la forza di non soccombere alla disperazione.
Quelle lacrime trattenute ci raccontano tutto il dolore e lo smarrimento di fronte al male.
Non posso dimenticarmi dei tuoi occhi, Hudea. Non posso e non voglio.
Ti vedrò sulla croce. Te e le tante vittime della ferocia di chi ha dimenticato Dio e il prossimo (da qualunque parte egli venga e di qualunque "parte" egli sia). Pregherò per te e per tutti i "condannati" dall'arroganza e dalla prepotenza. Ma pregherò anche per me. Chiederò al Signore che mi aiuti a stare sulla croce con lui, che mi aiuti a liberarmi dall'orgoglio, dall'indifferenza, dalla "tiepidezza". Solo così potrà esserci Pasqua: abbandonando l'uomo vecchio per aprirsi alla gioia della conversione.
Senza conversione non può esserci Pasqua. Senza Pasqua non c'è vittoria sul male.
Che sia vera Pasqua per me e per tutti noi.
Solo così gli occhi di Hudea potrebbero tornare a sorridere.

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