Isacco che amava il suo papà

Era un ragazzo sveglio, il giovane Isacco, ma si fidava completamente di suo padre, Abramo, e quindi lo seguì senza esitare in quello strano viaggio durato tre giorni.
Forse non capiva perché con loro c’erano due servi e una piccola catasta di legna caricata sull'asino, ma sentiva dentro il cuore che nulla di male poteva succedergli finché seguiva Abramo. D’altra parte l’anziano padre amava con tutto se stesso quel figlio che era stato un vero dono di Dio: non pensava che Sara, sua moglie, potesse avere figli, perché ormai era avanti con gli anni e invece era nato Isacco. Ma qualcosa, durante quel viaggio, era strano e il giovanetto lo aveva capito: suo padre gli aveva parlato di un “sacrificio”, cioè di un’offerta da fare a Dio, ma non capiva cosa Abramo avrebbe sacrificato.
Poco dopo, come racconta il libro della Genesi, Isacco si ritrovò a salire lungo il pendio del monte Moriah, da solo con il padre, portando lui stesso la legna. Poi Abramo preparò un altare e Isacco capì che sarebbe toccato a lui essere sacrificato, eppure non si oppose. La tensione sparì all'improvviso, però, quando un angelo fermò l’anziano: Dio, che all'inizio aveva chiesto di compiere quel gesto, non voleva il sacrificio di Isacco. La gioia, possiamo immaginare, inondò il cuore di Abramo e anche quello del suo giovane figlio. Era stata una prova per capire quanto Abramo si fidava del Signore, che fino a quel giorno gli aveva fatto molti doni. Ma era stata una prova anche per Isacco e per la sua fiducia nei confronti del papà.
Questo antico testo, che oggi potrebbe apparire incomprensibile perché appartenente a una cultura antica, in realtà ci affida un messaggio importante e rivoluzionario per quel tempo: Dio non vuole che nessun uomo muoia nel suo nome. Ci invita, invece, a mettere nelle sue mani tutto quello che per noi è più prezioso, come Abramo ha fatto portando Isacco sul mondo Moriah, perché il suo amore lo farà vivere per sempre. Quel giovane ragazzo diventò il padre di un popolo intero al quale trasmise l’eredità lasciatagli da suo padre Abramo.
La difficile prova sul monte Moriah era diventata il suo tesoro più prezioso: fidarci di chi ci ama e affidarci a chi ci ama è il primo modo per diventare davvero grandi.
Matteo Liut in Popotus del 28 novembre 2017

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