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mercoledì 15 agosto 2012

L'autentica cura del corpo che l'Assunta ci insegna

di MIMMO MUOLO, da Avvenire del 14 agosto 2012

Body building, body guard, body care. Si moltiplicano nel linguaggio comune le espressioni tratte dalla lingua inglese che fanno riferimento al corpo e alle cure di bellezza. E, come sempre, le parole rimandano ad atteggiamenti culturali soggiacenti. In effetti, non c’è epoca che più della nostra abbia avuto per il corpo umano una simile attenzione. In molti casi addirittura una sorta di idolatria, come si può notare uscendo semplicemente per strada, guardando la pubblicità o sfogliando giornali e riviste. Il trionfo del corpo - nel recente passato soprattutto quello femminile, oggi anche quello maschile - è dappertutto, spesso amplificato nelle dimensioni extra large di certa cartellonistica pubblicitaria, fino a rasentare l’inquinamento visivo. Perciò appare ancora più stridente che una festa come l’Assunta, da secoli profondamente radicata in Italia nel sentire comune dei fedeli, rischi di cedere il passo al 'neutro' (imperiale e pre-cristiano) Ferragosto, oggi sinonimo più che di riposo, di svago spesso senza regole e talvolta di sballo e trasgressioni. Al contrario, infatti, questa festa dovrebbe essere tenuta in gran conto in un tempo come il nostro in cui il corpo umano è così al centro dell’interesse. L’Assunzione in cielo di Maria, in corpo (appunto) e anima, ci svela, infatti, qual è il destino eterno che ci attende. Ed è una gran bella notizia, la più bella, sicuramente, dopo la Risurrezione di Gesù. L’Assunzione, infatti, ci dice che anche noi risorgeremo in corpo e anima. E in questo senso è un meraviglioso corollario della Pasqua. Non solo Cristo è risorto ed è tornato in cielo con il suo corpo umano, ma anche noi siamo destinati alla stessa sorte. Lo ripetiamo del resto ogni volta che recitiamo il Credo. La caparra di questa certezza è proprio l’Assunzione di Maria, una prova messa a disposizione di noi poveri 'Tommaso', che ogni tanto abbiamo bisogno di toccare con mano le verità della fede. Soprattutto, però, l’Assunta ci insegna qual è la vera cura di bellezza del nostro corpo. Il clima culturale oggi imperante conduce, infatti, a molti esiti negativi. Sotto la spinta di un eros pervasivo il corpo diventa strumento di piacere nella pornografia, merce di scambio (quando non addirittura mezzo di schiavitù) nella prostituzione, o puro contenitore ornamentale nella ricerca di una bellezza a tutti i costi, che passa per pratiche costose e qualche volta anche pericolose come la chirurgia estetica e l’abbronzatura artificiale. Un corpo in taluni casi anche 'violentato' (come dimostra il doping nello sport: di drammatica attualità in questi giorni di Olimpiadi). Un corpo, infine, addirittura negato ad alcuni (feti abortiti, embrioni congelati) o dato in 'prestito' per ospitare gravidanze altrui (il cosiddetto 'utero in affitto', pratica - meno male - oggi vietata per legge in Italia). In realtà tutto questo ha come denominatore comune una bugia antropologica, che una festa come l’Assunta smaschera. L’idolatria del corpo nasce infatti dal materialismo ateo, dall’aver separato il corpo dall’anima, dall’aver cioè trasformato l’uomo in una sorta di «visconte dimezzato». In Maria, invece, quella frattura non è mai avvenuta. E quindi è guardando al suo esempio che si può ritrovare la strada per riportare il corpo lì dove il Creatore lo aveva destinato fin dall’inizio e il Redentore lo ha riportato, sanando la ferita del nostro peccato. Altro che body building e body care. È possibile immaginare una cura di bellezza più efficace di questa?

2 commenti:

  1. E' alquanto strano che in questo articolo si affermi che la festa dell'assunta sia "da secoli profondamente radicata in Italia nel sentire comune dei fedeli ", quando è noto a tutti che questo dogma è stato proclamato da papa Pio XII il 1º novembre 1950, quindi appena 62 anni fa.
    Strano no? Non vi sembra che siete poco informati in merito ?

    Tutto il dogma a quanto pare, si basa su astruse affermazioni di uomini (Giovanni Damasceno, Efrem il Siro, Epifanio di Salamina, Timoteo di Gerusalemme), che sono vissuti tra i 300 e i 600 anni dopo la morte di Cristo e di Maria, appunto.

    Resta però da chiarire come mai, tale dogma affermi che Maria sia stata assunta in cielo con il suo corpo, quando Dio, tramite la sua parola ha fatto scrivere all'apostolo Paolo che "carne e sangue non possono ereditare il regno di Dio, né ciò che è corruttibile può ereditare l'incorruttibilità".

    Detto ciò, non si vuole certo mancare di rispetto a Maria.
    Maria è stata senza dubbio una donna esemplare, la cui fede merita di essere imitata. Fu pronta ad accettare il privilegio e la responsabilità di diventare madre di Gesù, con tutte le prove e i sacrifici che la sua scelta avrebbe comportato.

    Una visione distorta del ruolo di Maria non rende onore né al Creatore né a Maria stessa.
    Il dogma dell’Assunzione serve a rafforzare l’infondata opinione che Maria possa intercedere presso Dio.
    Ma Gesù Cristo sostenne mai un insegnamento del genere?
    Al contrario, Gesù disse: “Io sono la via e la verità e la vita. Nessuno viene al Padre se non per mezzo di me. Se voi chiederete qualche cosa nel mio nome, io la farò”. (Giovanni 14:6, 14; confronta Atti 4:12).
    Soltanto Gesù Cristo, non Maria, intercede presso il Creatore.

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    1. Perché il dogma dell’immacolata concezione?
      E’ vero che i primi segni di questa “credenza” appaiono alcuni secoli dopo la morte di Cristo e Maria, ma non c’è da meravigliarsi, perché nei primi tre secoli le priorità dei cristiani erano altre. La riflessione si concentrava soprattutto sulla figura di Cristo, di cui era importante esplicitarne la natura sia divina che umana. Finita l’emergenza, dovuta anche alle persecuzioni, la Chiesa ebbe modo di interrogarsi su altre questioni della fede.
      Sacra Scrittura, sacra Tradizione e Magistero della Chiesa costituiscono per i cattolici un’unità, per cui essi ritengono che non si può seguire la sola Scriptura, lasciandone l’interpretazione ai singoli fedeli, né si può separare la Scrittura dalla Tradizione e dal Magistero. Questo non trova concordi tutti i cristiani, ma, dal punto di vista dei cattolici il fatto che la Scrittura non sia esplicita su alcuni punti non esclude la possibilità che lo studio e il tempo permettano una migliore comprensione della Verità rivelata. Ed ecco allora il ruolo della Tradizione e del Magistero.
      Nelle prime comunità giudaico-cristiane era già presente la convinzione che il corpo di Maria fosse stato assunto in cielo in anima e corpo. Tale convinzione era viva a Gerusalemme dove si indicava nel Getsemani il luogo della sua temporanea deposizione, detta poi dormizione, perchè dal sonno passò alla gloria dell'Assunzione.
      Quanto la Chiesa afferma sulla figura di Maria presenta una sua logicità dal punto di vista teologico.
      Se cerchiamo una base teologica per il mistero dell'Assunzione di Maria, possiamo trovarla nel privilegio supremo di tutti gli altri privilegi mariani: la maternità divina. E’ in virtù di questa maternità che esiste una sorprendente analogia fra la Madre ed il Figlio, fra i misteri della vita di Cristo e i misteri della vita di Maria. Due vite, due destini mirabilmente congiunti in tutto il loro corso. La Madre di Dio viene inserita a tal punto nel Mistero di Cristo da essere partecipe della Risurrezione del suo Figlio con tutta se stessa già al termine della vita terrena; vive quello che noi attendiamo alla fine dei tempi quando sarà annientato «l’ultimo nemico», la morte (cfr 1Cor 15, 26); vive già quello che diciamo nel Credo «Aspetto la risurrezione dei morti e la vita del mondo che verrà».
      Per concludere, posso ricordare che il cap.12 dell'Apocalisse, per molti e seri esegeti, non è estraneo all'Assunzione di Maria. La donna ed il drago sono figure tipiche per questa visione (due segni nel cielo) inaugurale. L’antica profezia di Gen 3,15 diviene realtà: una lotta senza tregua oppone la discendenza del popolo eletto e le forze del male. Mentre la visione apocalittica mostra il Figlio della donna "rapito verso Dio e verso il suo trono" - allusione all'Ascensione di Cristo al cielo, presenta la donna stessa in fuga verso il 'luogo preparato da Dio" (Ap 12,5-6), figura dell'Assunzione di Maria nella gloria dell'Eterno.

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