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Visualizzazione dei post con l'etichetta aforismi

Torniamo ad educare

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« I ragazzi si demoralizzano quando non sono allenati a scegliere, perché non li abbiamo messi in condizione di farsi carico della realtà, di risponderle. Rispondere e responsabilità hanno la stessa radice: irresponsabile è infatti chi non sente la realtà e ciò accade se la cultura dominante la nasconde. Torniamo a educare il carattere, cioè l’esercizio della libertà: le scelte. Quali responsabilità diamo ai ragazzi? Chi o cosa dipende da loro? Quali incarichi hanno a casa o fuori? Spesso sembrano apatici, ma semplicemente non abbiamo mostrato loro cosa è bene e cosa male, cosa è reale e cosa no, per cosa vale la pena vivere ».  Alessandro D'Avenia  [tratto da https://www.corriere.it/alessandro-d-avenia-ultimo-banco/20_ottobre_26/51-demoralizzati-4e34b4a2-16e1-11eb-b530-8ca6e758b252.shtml ]

Credo in una trascendenza

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L'armonia dei tre linguaggi

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  Papa Francesco a un gruppo di esperti che collaborano con la Conferenza dei vescovi di Francia sul tema della Laudato si'

Giocatevela bene, la vita

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«Ragazzi, ragazze, questo io vorrei dirvi: la vita giocatevela bene, non perché la si vive una volta soltanto, ma vi dico giocatevela bene perché spesso correte il rischio che in questa smania di libertà, di grandezza, di orizzonti larghi, invece che raggiungere gli orizzonti larghi vi incastriate in una “strada senza uscita”». (don Antonio Bello)

Perché il destino diventi destinazione

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Il destino è dato, la destinazione la scegli. Due parole apparentemente simili ma distanti. Un conto è vivere pensando che più di tanto non si può fare (perché tutto è già scritto, è destinato); altra cosa è pensare che devo dare un senso, un verso alla mia vita, come quando si parte per una meta, una destinazione, appunto. Non posso accontentarmi di una vita scialba, insignificante, né posso rincorrere come un matto le occasioni che mi facciamo provare emozioni forti. Se non ho una direzione rischio di bruciarmi e non trovare mai quello che cerco: in primo luogo, perché non mi do il tempo per capire cosa effettivamente vado cercando; in secondo luogo, perché non so dove cercarlo. Dal libro di D'Avenia " L'arte di essere fragili " trovo alcuni suggerimenti per far sì che il destino diventi destinazione.

Temiano il domani se non sappiamo costruire il presente

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« Io ho capito molto presto che la vita passa in un baleno guardando gli adulti attorno a me, sempre di fretta, stressati dalle scadenze, così avidi dell'oggi per non pensare al domani... In realtà temiano il domani solo perchè non sappiano costruire il presente, e quando non sappiamo costruire il presente ci illudiamo che saremo capaci di farlo domani, e rimaniamo fregati perché domani finisce sempre per diventare oggi, non so se ho reso l'idea ». tratto da Muriel Barbery , L'eleganza del riccio , edizioni E/o

La felicità nelle religioni

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Tutti gli uomini, appartenenti a una religione o a un'altra, inseguono la felicità. Il pensiero occidentale però differisce dagli altri: è fondato su una forte tendenza al razionalismo e sulla convinzione che tutto si possa spiegare nel contesto di una singola vita. Nelle religioni orientali è ben diverso. BUDDHISMO Ciò che incatena l'individuo all'esistenza, alle rinascite, è il desiderio: i desideri della mente servono l'IO, che in verità si rivela una casa vuota, un'illusione. Colmando i desideri dell'IO l'individuo si illude e crea sofferenza. Rinunciare ai desideri è avviarsi alla condizione suprema della felicità, cioè il Nirvana, in cui l'uomo è felice pur non desiderando. Identificando i fattori che conducono alla felicità e quelli che inducono alla sofferenza si arriva al proprio equilibrio e alla felicità personale che poi si traduce nella volontà di andare incontro agli altri. INDUISMO La visione dell'Induismo si puù riassumere ...