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Visualizzazione dei post con l'etichetta testimonianza di vita

Che dono la vita!!!

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Mi si sono inumiditi gli occhi nel leggere la lettera scritta da Sammy Basso per il suo funerale. Che grande persona!!! Si era preparato al giorno della sua morte, perché la progenia, la malattia rara di cui era affetto, ti ruba gli anni, ti rende vecchio da giovane e consuma il corpo di chi ne soffre.  Sammy Basso era diventato famoso oltre che per il suo impegno internazionale in campo scientifico nello studio della sua patologia, per averne parlato pubblicamente sempre col sorriso e con ironia. Già di per sé, affrontare in questo modo una malattia del genere, ti rende grande, ma ancora di più ti rendi conto di che bella persona fosse, leggendo le parole che aveva scritto.  Vi riporto nella sua integrità la sua lettera che è stata letta durante l'omelia dal vescovo di Vicenza.  Se state leggendo questo scritto allora non sono più tra il mondo dei vivi. Per lo meno non nel mondo dei vivi per come lo conosciamo. Scrivo questa Iettera perché se c'è una cosa che mi ha sempr...

Dall'odio al perdono

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Perdono, parola difficile da pronunciare e vivere. Basta vedere quello che sta accadendo in questo tempo così complicato, dove si parla di vendetta come se fosse un dovere morale.  Lei prof, sarebbe capace di perdonare? Spesso me lo hanno chiesto gli studenti e rispondo in modo onesto: "Non so, ma so che non c'è alternativa, perché l'odio consuma". Aggiungo sempre alla mia riflessione che ci sono stati uomini e donne che hanno saputo perdonare. La loro testimonianza è la riprova che si può perdonare. Come ha saputo fare Gemma Calabresi.  I miei alunni, al contrario di me, non possono avere memoria del marito, il commissario Luigi Calabresi, che fu ucciso il 17 maggio 1972 a colpi di arma da fuoco dinanzi alla sua abitazione, per mano di un commando di due terroristi di Lotta Continua. Gemma si trovò vedova ad appena 26 anni con due bambini piccoli e un terzo in arrivo. Ho letto nella sua biografia che insegnando religione in una scuola elementare è arrivata a maturare...

Quando tutto crolla

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Ho seguito con commozione il monologo di Allevi all'Ariston di Sanremo. In questo momento sono molto sensibile a certi argomenti 😄. La fragilità, che Allevi non ha avuto alcuna remora a nascondere, diventa la vera forza dell'essere umano, quando non si chiude in se stesso ma si apre al Tutto. Bellissime parole, le sue, che vi consegno integralmente.   "All'improvviso mi è crollato tutto. Non suono più il pianoforte davanti ad un pubblico da quasi due anni. Nel mio ultimo concerto, alla Konzerthaus di Vienna, il dolore alla schiena era talmente forte che sull'applauso finale non riuscivo ad alzarmi dallo sgabello. E non sapevo ancora di essere malato. Poi è arrivata la diagnosi, pesantissima. Ho guardato il soffitto con la sensazione di avere la febbre a 39 per un anno consecutivo.Ho perso molto, il mio lavoro, ho perso i miei capelli, le mie certezze, ma non la speranza e la voglia di immaginare. Era come se la malattia mi porgesse, assieme al dolore, degli inas...

Carlo e Alberto: storia di un'amicizia stra-ordinaria

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Alberto Michelotti e Carlo Grisolia sono due ragazzi genovesi che hanno vissuto, fra di loro e con i loro coetanei, una storia di amicizia, aperta ed alimentata da un obiettivo comune: portare a tutti il dono dell'ideale evangelico del mondo unito, della fraternità universale.  Per una veloce conoscenza:     Il trailer del documentario che è stato realizzato:       Per chi volesse vederlo per intero, cliccare qui .

Non bisogna guardare dall’altra parte se hai di fronte l’ingiustizia

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Lascio questo editoriale di Michele Brambilla , pubblicato sul Resto del Carlino di mercoledì 16/03/2022, perché si collega con la tematica che stiamo affrontando a scuola. Perché la giornalista russa Marina Ovsyannikova ha interrotto il tg di Stato esibendo un cartello con scritto "No war, non credete alla propaganda, qui vi stanno ingannando"? Forse pensava che nel giro di poche ore una rivolta popolare o una congiura di palazzo avrebbe rovesciato Putin e fermato la guerra? O più semplicemente s’illudeva di cavarsela con una lettera di richiamo del direttore del personale? No, sapeva benissimo che il despota non sarebbe caduto. E sapeva benissimo a quali rischi (al di là della multa di trentamila rubli, che è fumo negli occhi) va ora incontro. Eppure, quel che ha fatto, l’ha fatto ugualmente, contro ogni speranza. Perché? Forse per lo stesso motivo per cui don Giovanni Fornasini , il parroco di Marzabotto ucciso dai nazisti a 29 anni il 13 ottobre del 1944, pedalò per c...

BILANCIARE IL MALE CON IL DONO DI SE'

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A scuola, in questi giorni, non si riesce ad ignorare quello che sta accadendo. I ragazzi fanno domande, esprimono dubbi e paure, prendono posizione. Su una cosa sono un po' tutti d'accordo, che rispondere al male con il male è una strada che può rivelarsi pericolosa. Ma cosa si può fare? Le catene del male sono sconfitte dai segni di pace che ognuno di noi può realizzare.  Riporto un servizio pubblicato su Avvenire di ieri che traduce in fatti concreti quanto vado dicendo da giorni agli studenti.  È primo pomeriggio: nell’atrio dell’Arsenale della Pace del Sermig di Torino è un continuo arrivare di aiuti che partiranno per l’Ucraina: c’è chi raccoglie, chi divide, chi inscatola...  Centinaia di giovani proseguiranno fino a sera, senza sosta, ed è così da giorni. Tra loro Vanessa, 16 anni, frequenta la terza liceo classico. «Vengo qui al Sermig a fare servizio ogni sabato, ma vista la situazione di emergenza, ora sono qui quasi tutti i giorni». La pace? «Per me è questo:...

Un esempio che ci risveglia dalla superficialità

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Un uomo che prendeva sul serio il suo lavoro, ma soprattutto la sua vita. Questa vicenda si inserisce perfettamente nella riflessione sulla superficialità che sto proponendo ai miei studenti.  Arricchisco la proposta con l'articolo di Davive Rondoni , pubblicato su Quotidiano.net del 24 febbraio.  Molti giovani ora guardino a Luca. Ora che un evento micidiale lo ha fatto conoscere a tutta Italia.  Un ambasciatore, un uomo delle Istituzioni, una carriera molto ambita, considerata carica di onori.  Ma un uomo che stava vivendo il suo ruolo come una missione, come narra da chi gli era a fianco.  Era stato a messa da Padre Bordignon in quella missione che sentiva come “casa”, animato da una simile volontà di bene. In questo momento in cui molti giovani pensano con preoccupazione al loro futuro, la figura di Luca Attanasio, padre di tre bambini piccoli che aveva portato con sé in Africa, arde di forza speciale.  Perché certo è importante avere un mestiere, il p...

Da allergica a innamorata - storia di una conversione

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Uno sguardo può cambiarti la vita

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C’era una volta un ragazzo cattivo, che si chiamava Daniel. Pensava di non dover studiare, o lavorare, per poter vivere, e che contasse solo esser ricchi. Così – aveva sì e no 15 anni – cominciò a minacciare e a picchiare i suoi coetanei, a rubare le borsette per strada e la merce nei negozi, finché divenne uno dei bulli più temuti del suo quartiere, alla periferia di Milano.Violento e spietato. Nemmeno quando fu arrestato, Daniel capì che doveva cambiare: anzi, continuava a comportarsi male e a prendere punizioni. Finché per la prima volta nella sua vita incontrò qualcuno – don Claudio, il cappellano del carcere minorile Beccaria – che non lo guardò come un ragazzo cattivo: «Sei migliore di così» disse don Claudio, e si prese Daniel nella sua comunità di recupero. Era il 2015. Già dopo un anno il ragazzo cattivo non esisteva più: Daniel capì che aveva sbagliato e che la vita doveva avere tutto un altro senso. Cominciò a studiare, dall'Inferno di Dante Alighieri, un librone che gl...

Metti Dio al primo posto

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Un famoso attore invita a guardare alla propria vita in una prospettiva diversa.     Discorso di Denzel Washington tenuto in occasione della consegna dei diplomi di laurea a 247 studenti della Dillard University di New Orleans (Louisiana, Stati Uniti). Alcuni punti chiave. “Numero uno: mettete Dio al primo posto”, ha detto loro. “Mettete Dio al primo posto in tutto ciò che che fate”.   “Tutto ciò che ho è per grazia di Dio. È un dono”, ha riconosciuto l'attore. “Ho tenuto Dio nella mia vita e questo mi ha mantenuto umile. Non sono rimasto sempre accanto a lui, ma lui è rimasto sempre accanto a me. State vicini a Dio, in tutto ciò che fate. Se pensate di voler fare quello che pensate abbia fatto io, allora fate quello che ho fatto: state vicini a Dio”.  Washington ha offerto ai laureati altri due consigli.  “Numero due”: “vivete una sola volta, e allora fate ciò che vi appassiona, cogliete le opportunità a livello professionale, non abb...

il cristianesimo è verità, così percepisco l’amore di Dio

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Dall'intervista di Famiglia Cristiana a Eugenio Campagna rivelazione del talent show X Factor. Dalla selezione delle canzoni scelte per X Factor, sembra che lei non disdegni i temi delicati, come la depressione, la dipendenza da farmaci, i disturbi alimentari…  «In una recente canzone, Luca Carboni diceva che non si può parlare della morte in una canzone pop. Ha ragione: anche se suona assurdo, è difficile affrontare certi temi quando ci si rivolge a un pubblico mainstream… Al massimo si canta la sofferenza per essere stati lasciati. Ecco, personalmente mi piacerebbe andare un po’ più a fondo, esplorare meglio la vita in tutte le sue emozioni. Lo farei con leggerezza, di certo senza propormi come guida spirituale o mental coach!» Si terrà dunque alla larga da testi espliciti sulla fede?  «Il cristianesimo non è nient’ altro che la verità. Non a caso ci sono delle canzoni, scritte da atei, che sono profondamente cristiane. In famiglia sono sempre stato visto come quello...

Giada e la vita

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Giada Mulazzani ha 33 anni ed è da 15 anni che è paralizzata dal collo in giù. «Questi sono i regali che ci fa il sabato sera in discoteca», disse il primario dell’ospedale di Treviglio, in provincia di Bergamo, la notte del 16 gennaio 2005, quando l’automobile guidata dal suo amico Charlie sfrecciò fuori strada uccidendolo sul colpo e sbalzando fuori Giada, allora 19 anni. «Passo le giornate intere a chiedere. Apro gli occhi la mattina e aspetto di essere girata, quindi mi lavano, mi coprono di crema, mi vestono... successivamente mi ridanno la voce che, per motivi sanitari, mi viene tolta poco prima di addormentarmi. Ci sono una cinquantina di operatori che ormai conoscono il mio corpo meglio di me. Vivo in questo centro con altre 39 persone disabili gravi come me che, a differenza di chiunque di voi, io non ho scelto...». Ha scritto un libro, Ricomincio dal mio sorriso , che è stato presentato al Teatro Nuovo di Treviglio, «la città dove ho vissuto gli anni veri della mia vita, d...

Che bella testimonianza d'amore!

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Abbiamo spesso parlato di Liliana Segre durante le nostre ore di lezione. Ci siamo fatti accompagnare dalla sua testimonianza, attraverso video o frasi tratte dalle sue interviste, per riflettere sulla grande tragedia della Shoa. Probabilmente conosciamo meno gli aspetti della sua vita dopo il ritorno dal'inferno del campo di concentramento. In questa intervista che condivido con voi, la signora Segre ci racconta il ritorno alla vita "normale" e ci apre il suo cuore, parlandoci del marito. La signora Segre ci riconsegna l’immagine di un  uomo che, per amore, diventa capace di ingoiare il proprio dolore, di mettersi da parte quasi morendo a sé stesso per offrirsi a lei, per custodirla e amarla. Lui è un uomo di fede, vi è stato condotto soprattutto dalla madre. La sua fede e devozione si intensificano ancora di più alla morte della mamma; Liliana non crede, invece, ma anche a questo penserà lui. Se non è un vero sposo costui… Le dirà spesso negli ultimi tempi, ...

Imparare a vivere per saper morire

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Vi riporto la riflessione di don Maurizio Patriciello su Nadia Toffa ( Avvenire del 20 agosto 2019). In questi giorni ci siamo commossi per la scomparsa di questa conduttrice televisiva e giornalista italiana che non ha fatto mistero della sua malattia, ma che anzi, con il suo coraggio e la sua determinazione ha cercato di dare forza e coraggio a chi come lei doveva lottare per la guarigione. Don Patriciello, che ha officiato i suoi funerali, con le parole che seguono ci aiuta ad andare più in profondità e a scoprire la testimonianza lasciata da questa giovane donna. «Voglio imparare. Il tempo stringe e io debbo imparare. Imparare a vivere per saper poi morire». Nella vita non sempre ci rendiamo conto dell’importanza del dover imparare a vivere. Si vive e basta. Un fatto scontato, istintivo, naturale. E questo è grande errore. Sono passati pochi giorni dalla morte di Nadia Toffa, la giornalista e conduttrice tv bresciana, che ha scosso l’Italia. In tanti ci siamo chiesti il perché...

Se vogliamo che un altro mondo sia possibile, l’unica cosa da fare è vivere come se già esistesse

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Leggo su Avvenire del 24 marzo la storia di una donna in carriera che, dopo 40 passati a ricoprire alte cariche nelle maggiori banche, un giorno ha dato le dimissioni per continuare a fare quello che sapeva fare bene (dirigere aziende) con un obiettivo diverso: cambiare il mondo in meglio. Vi propongo alcuni stralci dell'articolo che racconta la storia di questa donna, il cui nome è Tiziana Bernardi. «Ho lasciato il mondo dei miliardi ma non il mestiere: ora l’impresa che gestisco è ancora più grande e richiede la stessa managerialità, solo che è sperduta nella savana e ha un obiettivo altissimo, cambiare il mondo». Almeno quello intorno al monastero benedettino di Mvimwa, incontrato durante un viaggio avventuroso in Tanzania e diventato la sua sfida imprenditoriale più ambiziosa. Ci accoglie nel salone della sua villa storica, a Cornaredo, dove ha convocato i collaboratori più stretti, com'era solita fare nella sua vita precedente: «Ho scritto un enorme progetto affinché...

Io non ero come il mio assassino

In questi giorni abbiamo ricordato, anche a scuola, la promulgazione delle leggi razziali in Italia e il rastrellamento del Ghetto di Roma. Che pagine tristi della nostra storia! Abbiamo il dovere di ricordare, perché quelle tragedie non si ripetano. Abbiamo il dovere di ascoltare perché nessuno abbia mai più da soffrire per la barbarie degli uomini. Liliana Segre è stata testimone della crudeltà che si è abbattuta su uomini, donne e bambini senza colpa. Perché non può essere una colpa l'appartenenza ad una religione o ad una tradizione diversa. Gli esseri umani sono capaci di grandi cose, ma anche di coltivare il seme dell'odio e del disprezzo della vita di altri. Liliana Segre, che l'odio e il disprezzo l'aveva vissuto sulla sua pelle, ha avuto la forza e il coraggio di rimanere fedele a quell'umanità che le era stata negata ma che le appartiene. Ascoltate con attenzione le sue parole.  

Quando lo sport vince il razzismo

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Su Avvenire del 18 aprile ho letto la storia molto bella, che non conoscevo, di un giocatore di baseball. Vi riporto l'articolo di Mauro Berruto , che ce la racconta. «Non sono interessato alla vostra simpatia o antipatia, tutto quello che chiedo è che mi rispettiate come essere umano». Queste parole sono di Jackie Robinson, uno dei tanti giocatori di baseball passati per la Major League, ma uno dei pochissimi a lasciare un segno indelebile del suo passaggio. Robinson è il detentore di un record imbattibile: fu il primo giocatore afroamericano ad arrivare nella Lega professionistica Usa. Jackie era stato introdotto allo sport dal suo fratello maggiore, Mack. Uno che, per capirci, aveva vinto la medaglia d’argento ai Giochi Olimpici di Berlino nei 200 metri, dietro a un certo Jesse Owens. Jackie aveva un talento sportivo davvero eclettico e, dopo aver vagabondato fra le discipline principali della cultura nordamericana (basket, football americano, atletica leggera addirittura ...

Sandra, la fidanzata santa

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Una ragazza di 23 anni che si spendeva per gli altri con gli amici della Comunità Papa Giovanni XXIII. E che proprio don Oreste Benzi - dopo il tragico incidente stradale che la portò via nel 1984 propose per la causa di beatificazione dicendo: abbiamo sposi santi, genitori santi; non sarebbe bello avere un giorno anche una fidanzata santa? È il profilo di Sandra Sabattini, laica romagnola per la quale papa Francesco ha autorizzato la promulgazione del decreto sulle virtù eroiche. Era nata a Riccione nel 1961 Sandra e aveva conosciuto molto giovane don Oreste e la Comunità Giovanni XXIII. Già a quattordici anni - di ritorno da un campo con un gruppo di disabili annotava sul suo diario: «Ci siamo spezzati le ossa, ma quella è gente che io non abbandonerò mai». Così è stato: per anni le sue giornate sono state scandite tra la scuola, il servizio a chi aveva bisogno e la vita spirituale, nello stile della papa Giovanni XXIII. All'università aveva scelto medicina, sognando di partire...

I Magi, testimoni di un cammino di ricerca

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L'omelia di Papa Francesco in occasione dell'Epifania, offre spunti di riflessione che vorrei condividere con voi, ragazzi di terza media in procinto di scegliere la scuola superiore. Il cammino dei Magi è un cammino alla ricerca di un senso da dare alla vita, come lo è il vostro, proprio in questo momento. La loro testimonianza ci aiuta a capire che possiamo e dobbiamo aspirare a qualcosa di grande, che non è il solo successo scolastico o lavorativo. Ben accetti anche questi, e ben venga l'impegno che possiamo e dobbiamo mettere per arrivarci. La vita è però qualcosa di più. A ognuno di voi il proprio percorso di crescita, ma attenzione: che abbiamo deciso di metterci o non metterci Gesù in questo cammino, i tre verbi che il Papa ha utilizzato per descriverci il percorso dei Magi, li possiamo applicare anche alla nostra vita. Ecco questi verbi su cui sollecito la vostra riflessione. Vedere la stella. È il punto di partenza. Ma perché, potremmo chiederci, solo i Magi ...

Ci sono persone che hanno bisogno e che aspettano me

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Mi sembra, a volte, di notare un certa rassegnazione, se non cinismo, nei ragazzi di oggi. Alla loro età io sognavo e desideravo fare qualcosa per migliorare il mondo; invece i miei alunni mi dicono: «Prof, è tutto inutile, tanto il mondo non cambia e non cambierà». Un detto dice che "una foresta che cresce non fa rumore", come a significare che "il bene non fa rumore". In effetti fa più clamore il fatto di sangue o il mal costume. Del bene non si parla, eppure è proprio il bene che può cambiare il mondo. «I peccati di omissione? Che razza di roba sono, prof?»  Pensate, proprio su quelli saremo giudicati. Ricordate? ho avuto fame e non mi avete dato da mangiare, ho avuto sete e non mi avete dato da bere, ero straniero e non mi avete accolto, nudo e non mi avete vestito, malato e in carcere e non mi avete visitato... (Mt 25,42-43). Non dobbiamo rinunciare al bene che possiamo fare, anche se servirà a poco e non cambierà il mondo. Diceva madre Teresa di Calcutta:...