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Visualizzazione dei post con l'etichetta bibbia
Ho sperimentato la funzione Canvas di Google Gemini 2.0 per la creazione di un semplice gioco. Ecco quello che è venuto fuori 😁. PS Si tratta di un gioco drag and drop e la casella a sinistra va spostata in quella corrispondente a destra. Gioco di Abbinamento Biblico Abbina il Personaggio Biblico Caratteristiche Personaggi Ricomincia

L'intelligenza richiede coraggio e fatica

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È una tematica ricorrente nel libro dei Proverbi: bisogna fuggire la follia e preferirle l’intelligenza. L’autore lega esplicitamente quest’ultima alla felicità: «Chi acquista senno ama sé stesso, e chi ha intelligenza trova la felicità» (Pr 19,8). Non sono sicuro che sia molto utile dirlo: intelligenti vogliono esserlo tutti, e non c’è nessuno che scelga volontariamente la stupidità! Purtroppo non a tutti è dato di avere il QI di Einstein, e se bisogna attendere di poterlo raggiungere per essere felici, ben pochi potranno mai aspirare alla felicità. L’intelligenza, tuttavia, di cui parla il proverbio non ha molto a che vedere con le lauree o con l’abilità a maneggiare concetti sofisticati. Si tratta piuttosto di un’intelligenza pratica: la capacità di trovare i mezzi appropriati per i nostri obiettivi. Non è tanto una questione di dimensioni del cervello quanto, anzitutto, di coraggio. Voglio correre una maratona, ma sono pronto ad alzarmi presto per allenarmi sotto la pioggia per ...

La vera sapienza

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“I soldi non fanno la felicità” è una sentenza arcinota.  Ma allora, che cos’è che fa la felicità? A questa domanda, antica e continuamente dibattuta, dà una risposta chiara e netta il libro della Sapienza, uno dei più tardivi dell’Antico Testamento, tanto che a essa deve il suo titolo: la felicità viene dalla sapienza. O, più precisamente, l’infelicità viene dall’ignorarla, come il libro spiega con quella che suona come una beatitudine all’incontrario:  «È infelice chi disprezza la sapienza e l’educazione. Vana è la loro speranza e le loro fatiche inutili, le loro opere sono senza frutto. Le loro mogli sono insensate, cattivi i loro figli, maledetta la loro progenie» (Sap 3,11-12).  La sapienza non è solo un concetto teorico e un tantino aereo: nella Bibbia, questa è innanzitutto una qualità pratica, la capacità di trovare i mezzi adeguati per i propri obiettivi, un’abilità nel portare a termine un’impresa. Mancare di tale competenza significa rischiare il fallimento su ...

La colpa di Adamo ed Eva

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La frutta fa bene alla salute. Non smettono mai di ricordarci di mangiare cinque porzioni di frutta e verdura al giorno. Ormai è un imperativo morale tra i meno negoziabili.  Eppure, non ci dice la Bibbia che tutto partì da un frutto che non si doveva mangiare?  Perché, se la frutta è buona, può essere anche velenosa.  Il comando divino di non toccare il frutto proibito non sarà forse una messa in guardia? Dio avverte Adamo: questo frutto è pericoloso, ti può fare male. Morirai – non perché io ti punisca, ma perché avrai mangiato quello che non puoi digerire.  Qual è dunque la colpa di Adamo ed Eva?  Non tanto di avere disobbedito, quanto di avere confuso il proibito con l’impossibile.  Dio diceva: è impossibile mangiare quel frutto e vivere.  Loro hanno capito: io ti proibisco di mangiare quel frutto e di continuare a vivere. Facendo di Dio un tiranno arbitrario, dimenticano che i suoi comandamenti indicano la via della vita e della felicità.  Il...

Qoelet sulla felicità

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Il nostro errore è cercare la felicità come una banconota di grosso taglio, mentre essa si presenta a noi sotto forma di monetine: le trascuriamo con disprezzo, mentre conterrebbero una fortuna, se uno si mettesse a raccoglierle. Questo, almeno, è quanto sembra indicare l’autore dell’Ecclesiaste, che giunge a fare l’elogio dei piaceri più semplici: « Non c’è niente di meglio per l’uomo che mangiare e bere e godersi il frutto delle sue fatiche» (Qo 2,24).  « Niente di meglio»: non la perfezione, certamente, ma nella nostra difficile condizione l’orgoglio di un lavoro ben fatto, il ristoro di un pasto in famiglia, è ancora ciò di meglio possiamo trovare. Rimane comunque molto prudente, visto che subito dopo aggiunge: « Mi sono accorto che anche questo viene dalle mani di Dio».  Non si tratta di rendere grazie al Signore che dona la felicità, ma di sottolineare quanto l’uomo non sia mai padrone della propria felicità. Vi si può avvicinare un po’ con il suo lavoro, ma raggiungerla...

Beatitudini, la Magna Charta di Gesù

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Primo giorno di scuola del maestro Gesù, all’aperto, sulla collina, il cielo come soffitto, l’erba per pavimento, l’abside del lago sullo sfondo. E il primo argomento che il giovane rabbi di Nazaret tratta nella sua prima lezione, è il tema della felicità: beati voi, ripete per otto volte. La prima rivelazione: Dio vuole figli felici.  La vita è e non può che essere una ricerca di felicità. La felicità sempre provvisoria dei viandanti. E invece di un discorso alla Robin Williams, nel film L’a ttimo fuggente, uno di quei discorsi accattivanti e piacioni, fa una lezione drammatica e impopolare. Parla di poveri, di perseguitati, di piangenti, di affamati. Sceglie le ferite delle persone: le Beatitudini sono ferite che diventano feritoie, in cui si affaccia una terra nuova e felice.  La genialità di Gesù: non imposta il suo progetto su di una morale umana, ma su di una lieta notizia: Dio regala gioia a chi produce amore, aggiunge vita a chi edifica pace.  Le Beatitudini non r...

NESSUNO SI SALVA DA SOLO

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Venerdì 20 marzo del 2020, in una piazza San Pietro incredibilmente vuota, papa Francesco pregava Dio perché ci aiutasse contro la pandemia. In quell'occasione, richiamando l'immagine degli apostoli nella tempesta, ci ricordava che non potevano andare ciascuno per conto proprio, ma che solo insieme potevano farcela, perché "Nessuno si salva da solo".  Non so che ne pensiate voi, ma a me sembra che invece di aprirci agli altri ci siamo chiusi in noi stessi, o meglio, il post covid ci ha reso affamati di vita e di relazioni che tendiamo a vivere, però, nella frenesia e nella superficialità. Fondamentalmente, pur cercando di stare con gli altri, siamo concentrati solo su noi stessi e sull'appagamento dei nostri bisogni. Ho l'impressione (condivisa con molti colleghi) che sempre di più siano gli alunni che fanno tanta difficoltà a comprendere gli stati d'animo degli altri, a regolare i propri comportamenti a seconda del contesto e dei momenti, a sostenere il ...

NO, LA MELA NO😒

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Il racconto del peccato originale non identifica il frutto proibito con la mela. Lo dico e ridico, ma tanto qualcuno ci casca sempre (anche la pubblicità🙄).  Leggete cosa ho travato nella pagina Facebbok della Comunità ebraica di Roma (ndr il testo è adattato) La Torà non rivela l'identità del frutto proibito nel Giardino dell'Eden - dicono i nostri Maestri - per timore che si potesse pensare: “Questa è la specie di frutta che portò la morte nel mondo”.  I commentatori hanno formulato diverse opinioni su questo tema basate su vari indizi che si trovano nella Torà. Forse era grano, oppure uva (secondo lo Zohar - “Il libro dello Splendore”, testo scritto in un fiorito aramaico classico nella Spagna del XIII secolo - Noè piantò dell'uva appena uscì dall'Arca come riparazione del peccato del frutto proibito), fichi (secondo alcuni commentatori c'è un legame perché il fico servì come vestiario perché usato da Adamo ed Eva per coprirsi: "Tramite ciò con cui sono ca...

Personaggi in ricerca

Rivisitazione di una tematica per le classi prime già affrontata la scorso anno.   Allego anche il materiale per l'approfondimento, per quanto sia raggiungibile anche dal padlet.

Come leggere la Bibbia

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Devo dire che tali e tanti sono gli impegni scolastici e di altro genere, che faccio sempre più fatica a tenere aggiornato il mio blog. Nel frattempo non è che non abbia fatto nulla 😁. Condivido una infografica che proporrò agli studenti di prima media, per un percorso di scoperta della Bibbia.

Durante l'ora di religione ho sempre, orgogliosamente, fatto altro

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Alcuni spunti interessanti dalle pagine di questo libro  E. Fuksas ,  Ama e fai quello che vuoi , Marsilio 2020, pp. 41- 43. Offriranno un'occasione di confronto, una volta ritornati a scuola. «Amazon mi recapita la Bibbia di Gerusalemme, e i quattro Vangeli commentati dai migliori filologi in circolazione. [...]  Scopro con profonda vergogna che i Vangeli sono la Bibbia. Come lo sono le Lettere degli Apostoli, la Genesi.... Mi sconvolgo definitivamente quando capisco che anche il Cantico dei Cantici è la Bibbia. Cioè quel libricino beige Adelphi che avevo letto al liceo e dedicato ai grandi amori dell'epoca! Cose dell'altro mondo. La mia ignoranza è una cosa dell'altro mondo. [...]  E' vero, ammetto: a scuola, in qualunque classe, a qualunque età, durante l'ora di religione ho sempre fatto, orgogliosamente, altro.  Alle elementari al posto del "catechismo" seguivo "materia alternativa" con una bambina musulmana e un albanese, musulmano pure...

La Bibbia e la voce delle donne: il Libro di Rut (e Noemi)

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Prof la Bibbia racconta la storia di Dio? Ni  Prof, conosciamo Abramo, Giacobbe, Mosè.......e le donne, a parte la mamma di Gesù?  Proprio per questo vi ho presentato, vero ragazzi?, la storia di Lia e Rachele. Oggi aggiungo un'altra storia ed una riflessione. Mi faccio aiutare da L. Bruni che su Avvenire del 28 marzo propone un percorso di conoscenza di un libro che racconta la storia di una donna, anzi deu, Rut e Noemi.  «Il piccolo libro di Rut è tra i libri più belli della Bibbia, se non il più bello dal punto di vista narrativo. Contiene molti messaggi etici, sociali, economici e religiosi, ma prima e soprattutto è una storia meravigliosa, una stupenda novella. È una storia familiare, nuziale, è un brano della storia di Israele; ma prima ancora è una storia di donne, la storia di due donne co-protagoniste, tanto che potremmo anche chiamarlo Libro di Rut e Noemi. Perché se Rut emerge come una donna semplicemente splendida, non meno grande e affascinante è la figura ...

Ragionando di fede, accompagnati dal Salmo 91

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Vorrei proporvi una riflessione sulla fede. In primo luogo mi rivolgo agli studenti più grandi ma, attraverso la mia mediazione, potrei provare a "punzecchiare" anche gli studenti delle medie. La fiducia e la fede sono parole sorelle. Senza l’una non c’è l’altra, e la fede è un rapporto segnato dalla vulnerabilità.  Mi faccio aiutare da Luigino Bruni che su Avvenire del 23 agosto ci accompagna in questa riflessione prendendo spunti preziosi dal Salmo 91.  La fiducia è una relazione radicalmente vulnerabile. Quando una persona si fida di un’altra, mette nelle sue mani qualcosa di proprio di cui l’altro può disporre e persino abusare. Sta in questa esposizione di colui che dà fiducia la radice di quella gioia speciale che proviamo quando qualcuno ripone in noi la sua fiducia, perché sentiamo che ci ha chiesto di custodire qualcosa di prezioso che riguarda la sua persona, la sua intimità, il suo mistero, anche quando passa attraverso semplici cose materiali. [...]  Se allo...

Abigail, l’accoglienza che costruisce la pace

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Se pensiamo ai personaggi della Bibbia possono venirci in mente alcuni nomi. Difficilmente saranno di donne. Peccato che la Storia in generale racconti tanto di uomini e poco di donne. Le donne sono sempre rimaste in ombra, oppure, nella storia scritta dagli uomini, hanno rivestito ruoli ambigui o poco edificanti. La Bibbia sembrerebbe in linea con questa posizione, ma solo per chi ne avesse una conoscenza scarsa o frammentaria. Leggiamo cosa ha scritto in proposito  Matteo Liut  in  Popotus  del 17 ottobre 2019. . Nelle Scritture le donne hanno un posto rilevante e molto spesso sono loro, attraverso le scelte che fanno, a permettere al progetto di Dio di realizzarsi. L’elenco dei personaggi femminili nei racconti biblici è molto lungo e contiene circa 150 nomi (senza contare le numerose donne che vengono citate solo nel loro ruolo, per esempio, di mogli) e tra di esse alcune sono protagoniste di storie affascinanti, che ancora oggi hanno molto da insegnare sul...

La Bibbia. Proposta per il I Liceo

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La nuova proposta per i ragazzi dello Sportivo. Cliccare sull'immagine.

Papa Francesco spiega il matrimonio ai giovani

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C’è una cosa nella Bibbia che a me colpisce tanto: alla fine della Creazione del mondo, dice che Dio ha creato l’uomo a sua immagine e somiglianza, e dice: “Li creò maschio e femmina, tutti e due a sua immagine e somiglianza”. Questo è l’amore. Quando tu vedi un matrimonio, una coppia di un uomo e una donna che vanno avanti nella vita dell’amore, lì c’è l’immagine e la somiglianza di Dio. Come è Dio? Come quel matrimonio. Questa è l’immagine e somiglianza di Dio. Non dice che l’uomo è immagine e somiglianza di Dio, la donna è immagine e somiglianza di Dio. No: tutti e due, insieme, sono immagine e somiglianza di Dio. E poi continua, nel Nuovo Testamento: “Per questo, l’uomo lascerà suo padre e sua madre, per diventare con sua moglie una sola carne”. Questo è l’amore. E qual è il compito, dell’uomo nell'amore? Rendere più donna la moglie, o la fidanzata. E qual è il compito della donna nel matrimonio? Rendere più uomo il marito, o il fidanzato. E’ un lavoro a due, che crescono insie...

Stare dalla parte di Dio

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Sono sempre stati molti i credenti che hanno usato Dio per dare un crisma sacrale alle proprie vittorie e ricchezze. La Bibbia ha avuto bisogno di geni teologici e di molto tempo per riuscire a comprendere che stare dalla parte di Dio non significa stare dalla parte dei vincitori, e che il Dio nostro, quello dei nostri amici e quello dei nemici, è lo stesso Dio – perché se non fosse lo stesso Dio, anche YHWH, il Dio vero e diversissimo, sarebbe un idolo. E se il Dio dei perdenti è lo stesso Dio dei vincenti, se il Dio dei poveri è lo stesso Dio dei ricchi, se il Dio dei sani è lo stesso Dio dei malati, se il Dio dei forti è lo stesso Dio dei deboli, allora un messaggio che ci arriva dalla Bibbia (e dalle religioni non idolatriche) è la laicità di Dio. Perché Dio va lasciato fuori dai nostri affari e dalle nostre guerre, dalla nostra salute e dalle malattie nostre e degli altri, dalle nostre Borse e dalle speculazioni finanziarie. Possiamo trovarlo ovunque, in tutto e in tutti, ma non ...

Gli idoli, rovina dell'uomo

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Pensiamo che l'idolatria abbia a che fare con gli uomini primitivi e che il primo comandamento "Non avrai altro Dio fuori di me" sia qualcosa di anacronistico. Niente di più falso! Ce lo ha ricordato papa Francesco durante l'udienza di mercoledì 2 agosto. Aiutandomi con le sue parole, proverò a spiegarvi perché l'idolatria riguarda anche noi e, soprattutto, perché ci faccia tanto male. Il papa sottolinea come tutto può diventare idolo, perché è una tendenza umana che non risparmia sia i credenti che gli atei. Dio, sul piano esistenziale, è ciò che sta al centro della propria vita e da cui dipende quello che si fa e si pensa, ma nell'uomo c'è la tentazione a mettere al centro qualcosa di più immediato, più terra terra, manipolabile, con l'idea che ci permetta di ottenere quello che vogliamo. Il mondo offre - come l'ha definito il papa - il “ supermarket” degli idoli, che possono essere oggetti, immagini, idee, ruoli. Come si sviluppa un’idolatr...

La Bibbia? È come una grande sala parto

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Dall'intervista alla rabbina francese Delphine Horvilleur (pubblicata su Avvenire del 14 marzo 2018) di cui ho già pubblicato qualche stralcio (vedi post del 16 marzo): Nella sua personalissima interpretazione l’Eden è una grande sala parto e il primo uomo come un neonato che nasce. E lo stesso vale per l’Esodo. Quali sono le conseguenze antropologiche di questa sua visione “generativa” delle vicende bibliche?  «I racconti più centrali della Torah e quelli che fondano precisamente l’identità ebraica sono racconti di "estrazione": si tratta sempre di uscire da una matrice, da un luogo che ci ha dato la nascita e dal quale ci si deve estrarre. È il caso del giardino dell’Eden da cui l’uomo è espulso; è, ancora di più, il caso delle narrazioni della vita di Abramo e dell’uscita dall'Egitto. Abramo lascia la casa di suo padre e la città della sua nascita, Ur, nel paese dei caldei. Si mette in cammino verso una terra promessa e verso se stesso. Essere un figlio di...

Caino e Abele: una questione di responsabilità, libertà e ingiustizia

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In Avvenire del 14 marzo 2018 ho letto l'intervista alla rabbina francese Delphine Horvilleur . Ne riporto alcuni stralci. Nel suo libro (NDR Come i rabbini fanno i bambini. Sessualità, trasmissione, identità nell'ebraismo , Giuntina) lei indaga la vicenda di Caino e Abele collegandola essenzialmente alla questione della responsabilità, della libertà e dell’ingiustizia. Quale è l’insegnamento principale che da questo racconto primordiale può giungere alla nostra società? «Il primo omicidio della storia è un fratricidio. E dall'inizio della Genesi, e dell’umanità, è sempre la stessa domanda a farsi largo: come riuscire a vivere con mio fratello, ovvero con l’altro? Quando Caino ammazza suo fratello, Dio gli domanda: Che hai fatto? E l’assassino risponde: Sono forse io il custode di mio fratello? È la stessa domanda che risuona nei conflitti odierni. Nessuno sa ciò che significa "essere il custode di mio fratello". Oggi esiste nella società un fenomeno ben ...