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Visualizzazione dei post con l'etichetta ricerca religiosa

La fede vissuta come un cammino

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Alcuni spunti suggeriti da Papa Francesco.  Camminare fa bene : ci mette in relazione con quanto accade intorno a noi, ci fa scoprire suoni, odori, rumori della realtà che ci circonda, in poche parole, ci avvicina alla vita degli altri.  Camminare significa non stare fermi : credere vuol dire aver dentro un’inquietudine che ci porta verso un “più”, verso un passo in più in avanti, verso un’altezza da raggiungere oggi, sapendo che domani la strada ci porterà più in alto – o più in profondità, nel nostro rapporto con Dio, che è esattamente come il rapporto con l’amato o amata della nostra vita, o tra amici: mai finito, mai scontato, mai appagato, sempre in ricerca, non ancora soddisfacente. Impossibile dire con Dio: «Fatto, tutto a posto, è abbastanza». Per questo motivo il Giubileo del 2025, insieme alla dimensione essenziale della speranza, ci deve spingere ad una sempre maggior consapevolezza del fatto che la fede è un pellegrinare e che noi su questa terra siamo pellegrini....

Serve credere in Dio oggi?

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Non so se avete saputo del Congresso dei leader delle religioni mondiali e tradizionali in Kazakistan. In effetti non è che se ne sia parlato granché. Di religione non se ne parla poi tanto (a meno che la religione non faccia scandalo) e in fondo sono sempre più le persone che la ritengono irrilevante per la vita.  Credere serve a qualcosa? Verrebbe da dire di no.  Di per sé non a fare carriera o ad avere successo, neanche ad apparire interessanti o usufruire di un’esistenza comoda. Tantomeno a diventare più belli o più intelligenti. Insomma, credere in apparenza non serve a niente.  Tranne che a sentirsi piccoli di fronte all’amore infinito di un Padre per cui siamo tutti figli unici. Tranne che a voler imparare l’arte 'disumana' del perdono.  Tranne che a cercare bellezza anche negli angoli più sporchi del nostro cuore.  Tranne che a riconoscersi tutti parte di una stessa famiglia di uomini e donne capaci di vivere come fratelli e sorelle.  Tranne che a ...

Ho bisogno di credere

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Fabrizio Moro commenta così il suo nuovo singolo: «Credo nelle buche dove sono inciampato, e credo nei giorni in cui ho sbagliato perché ogni mio errore, nel bene e nel male, mi ha reso quello che sono oggi… un essere umano con tanti limiti ma, consapevole che nella vita, oltre alla libertà, va ricercata la fede… qualsiasi essa sia, la fede ti dà la forza di continuare a camminare anche se le tue ginocchia sono ormai rotte. “Ho bisogno di credere” racconta questo, racconta ogni passo fatto con la speranza che le scarpe di “ferro pesante” che portiamo, un giorno possano diventare più leggere in un percorso di totale scetticismo.»

Alla ricerca del Sacro (prima parte)

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In questa presentazione ho raccolto le immagini scelte da alcuni alunni di prima per esprimere la ricerca del Sacro nelle religioni.

Il vero volto di Dio

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Ancora un video che affronta, dal punto di vista cristiano, un'altra delle questioni che rientrano nella nostra ricerca di senso.

Scienza e fede: due linguaggi diversi ma non inconciliabili

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Esiste Dio? Un video che a partire da questa domanda ci aiuta anche a capire il rapporto tra fede e scienza.  

La viva e calda pienezza del cuore

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Ancora alcuni pensieri che potranno fare bene al nostro cuore. «Personalmente, da quando ho memoria di me, i conti non sono mai riuscita a farli tornare. L’idea di un Dio onnipotente - che può fare o non fare ogni cosa, secondo un suo imperscrutabile desiderio - mi è sempre stata piuttosto ostile. Non amo l’autorità e, dove c’è il potere, fuggo a mille miglia in direzione opposta. E allora? Non sarebbe più facile, più rasserenante dire il Cielo è vuoto o, se Qualcuno c’è, si disinteressa del nostro destino? Sì, se il mio pensiero fosse solo frutto della mente, ma ho sempre avuto la nitida percezione che la centralità dell’essere non stia nelle elucubrazioni cerebrali, bensì nella viva e calda pienezza del cuore. È il cuore ad indicarci sempre la strada giusta da percorrere. È il cuore, con la sua vulnerabilità, che ci fa capire - se accettiamo il rischio di entrare nelle sua parte profonda - che il nostro cuore e quello di Dio si compenetrano e si rigenerano costantemente a vicend...

Le religioni sono una risposta

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Il sentimento religioso nasce dalle domande che riguardano il senso ultimo, definitivo della propria vita, della storia di tutti gli uomini, dell'intero universo. Le religioni, anche se in modo diverso, aiutano l'uomo nella ricerca di un significato per la propria vita, formulando ipotesi di risposta ai grandi interrogativi esistenziali: sulla natura dell'uomo; sul senso e il fine della vita; sul bene e sul male; sul peccato; sull'origine e lo scopo del dolore; sulla via per raggiungere la felicità; sulla morte; sull'aldilà. Vi lascio alcuni link per introdurci al percorso di ricerca di alcuni personaggi. Si tratta di uomini che si sono lasciati interrogare dalla loro vita, che non si sono accontentati di risposte preconfezionate. A questi link aggiungo alcune parti di un documento del Concilio Vaticano II, la Nostra Aetate , in cui la Chiesa ci dice qualcosa proprio sulla ricerca di senso che accompagna gli esseri umani e sulle religioni. Abramo  ...

I Magi: cercatori di senso, cercatori di verità

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I magi, questi personaggi misteriosi, si mettono in movimento, si allontanano dalla loro terra e camminano alla ricerca di un re, del Re. Il Vangelo di Matteo ( 2,1-12 ) mette in risalto questa realtà attraverso alcuni verbi, che accompagnano lo svolgersi della vicenda: giunsero, siamo venuti, li inviò, andate, partirono, li precedeva, entrati, non tornare, fecero ritorno . Il percorso fisico dei magi nasconde in sé un viaggio ben più importante e significativo, che è quello della fede; è il movimento dell'anima, che nasce dal desiderio di incontrare e conoscere il Signore. Ma allo stesso tempo è anche l'invito di Dio, che chiama e attira con forza a sé; è Lui che fa alzare in piedi e pone in movimento, che offre indicazioni e non smette mai di accompagnare. La Scrittura ci offre molti esempi importanti. Ad Abramo Dio disse: "Vattene dal tuo paese e dalla casa di tuo padre verso il paese che io ti indicherò" (Gen 12, 1). Anche Giacobbe fu pellegrino di fede e ...

"Dio": cosa suscita in noi questa parola?

Cari ragazzi di terza, incomincio subito con una provocazione: Cosa suscita in voi la parola Dio? Quali certezze, dubbi, emozioni? Leggiamo insieme da Sri Ramakrishna , Il libro degli esempi , Gribaudi Editore: "Quante discussioni si sono fatte e si fanno ancora su Dio. Tu che ne pensi?", chiese un giorno un discepolo al grande maestro. "Vedi quell'ape?", rispose il maestro. "Senti il suo ronzio? Esso cessa quando l'ape ha trovato il fiore e ne succhia il nettare. Vedi quest'anfora? Ora vi verso dell'acqua. Ne senti il glu-glu? Cesserà quando l'anfora sarà colma. Ed ora osserva questo biscotto che pongo crudo nell'olio bollente. Senti come frigge e che rumore fa? Quando sarà ben cotto tacerà. Così è degli uomini. Fino a quando discutono e fanno del gran rumore su Dio, è perché non l'hanno ancora trovato. Chi invece l'ha trovato tace e, nel silenzio, adora ed agisce". Vi propongo la testimonianza di  Fabrice Hadjadj ,...

Credere

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Pensate alla vita come un viaggio. Pensate al suo inizio e alla sua fine. La morte è la fine di questo viaggio? O questo viaggio, iniziato con la nascita, ha "un fine"? I cristiani, come molti fedeli di altre religioni, credono che la morte non sia la fine di tutto, e quello che accade dopo sia legato a quanto compiuto in vita. Non approfondisco l'argomento, ma voglio proporvi un dialogo immaginario, attraverso questa storia di Guru PV Zen . Nel ventre di una donna incinta si trovavano due bebè. Uno di loro chiese all’altro: - Tu credi nella vita dopo il parto? - Certo. Qualcosa deve esserci dopo il parto. Forse siamo qui per prepararci per quello che saremo più tardi. - Sciocchezze! Non c’è una vita dopo il parto. Come sarebbe quella vita?  - Non lo so, ma sicuramente... ci sarà più luce che qua. Magari cammineremo con le nostre gambe e ci ciberemo dalla bocca. - Ma è assurdo! Camminare è impossibile. E mangiare dalla bocca? Ridicolo! Il cordone ombelical...

Lo sguardo sulle fedi

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Il mondo moderno, l’Europa come il Giappone, sembra avere dimenti­cato la dimensione spirituale, tra fi­nanza e sfrenato consumismo. Ka­zuyoshi Nomachi , fotografo documentarista, testimonia in una mostra a Roma, dal titolo " Le vie del sacro ", come per mi­liardi di persone la religione sia anco­ra fondamentale. «L’intensità della fede si sta diluendo. Ma la millenaria storia delle religioni contiene l’essenza dei saperi. E di fron­te ai problemi, l’uomo torna inevitabil­mente a confrontarsi con la dimensio­ne spirituale. Il mondo sta seguendo sempre più la legge della natura, inte­sa come legge della sopravvivenza. Ma come ha detto questo Papa, la miseri­cordia, la solidarietà, l’aiuto alle perso­ne non possono essere messe da parte. Oggi la popolazione mondiale sta au­mentando di giorno in giorno, il pro­blema delle materie prime e dell’ener­gia ci sta portando a un giorno non lon­tano in cui tutta l’umanità vorrà realiz­zare i suoi desideri materiali. La reli­gione può ...

Unità di lavoro sulla religione - classi prime

Gli alunni delle classi prime stanno consegnando il lavoro proposto per questa prima parte dell'anno: si tratta di un volantino sulla scelta dell'IRC. In attesa che vengano pubblicati i lavori più carini, vi lascio il racconto di quanto trattato. Spero possa offrire spunti ai miei colleghi di religione, dai quali aspetto suggerimenti e critiche costruttive. Classe prima_unitàdilavoro1

La Bibbia e il Corano

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Il Corano è il testo sacro della religione islamica: il termine arabo significa lettura o recitazione di un testo a fini liturgici. Alla base c'è una rivelazione di Allah al suo profeta  Maometto, attarverso l'angelo Gabriele, di un messaggio destinato a tutti gli uomini. Esso è diviso in 114 Sure o capitoli, per un totale di 6219 versetti. Per i cristiani ed ebrei la Bibbia è stata ispirata da Dio; per i musulmani il Corano è stato rivelato, parola per parola, da Dio al profeta Maometto. Proprio per questo la recitazione liturgica del Corano deve avvenire sempre e comunque in arabo. Questo testo, lungo quasi quanto il Nuovo Testamento della Bibbia cristiana, non è strutturato nel modo in cui sarebbe stato rivelato a Maometto, ma secondo la lunghezza dei capitoli, che sono generalmente più brevi verso la fine del libro. Diversi sono gli argomenti trattati: prescrizioni etiche e morali; moniti sulla venuta dell'ultimo giorno e del giudizio finale, narrazioni che rig...

La fede e il sapere autentico su Dio

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« La fede permette un sapere au­tentico su Dio che coinvolge tut­ta la persona umana: è un "sàpe­re", cioè un conoscere che dona sapore alla vita, un gusto nuovo d’esi­stere, un modo gioioso di stare al mondo. La fede si e­sprime nel dono di sé per gli altri, nella fraternità che rende solidali, capaci di a­mare, vincendo la solitudine che ren­de tristi. Questa co­noscenza di Dio at­traverso la fede non è perciò solo intel­lettuale, ma vitale. È la conoscenza di Dio-Amore, gra­zie al suo stesso amore. L’amore di Dio poi fa vedere, apre gli occhi, permette di conoscere tutta la realtà, oltre le prospettive angu­ste dell’individualismo e del sog­gettivismo che disorientano le co­scienze. La conoscenza di Dio è perciò esperienza di fede e impli­ca, nel contempo, un cammino in­tellettuale e morale: toccati nel profondo dalla presenza dello Spi­rito di Gesù in noi, superiamo gli orizzonti dei nostri egoismi e ci a­priamo ai veri valori dell’esisten­za ». (Benedetto XVI, nell...

Perché non trascurare l'educazione spirituale

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Da Avvenire del 20 maggio 2012: Il teologo e psicologo americano John Bradshaw sostiene che i bambini sono spirituali di per sé, seguono l’atteggiamento naturale «io sono quello che sono», che si può tradurre anche con «io sono io». Un bambino l’avverte chiaramente. È spontaneo, è se stesso. Perciò Bradshaw scrive: «Credo che l’adesione al nostro io sia il nucleo essenziale di ciò che ci rende simili a Dio. Se una persona ha il senso di questa qualità, è in armonia con se stessa e può accettarsi. I bambini ne sono capaci per natura. Se osservate un qualsiasi bambino, riconoscerete in lui quell’espressione che dice: 'Io sono chi sono' .  La ferita più profonda che i genitori possono infliggere ai figli è quella spirituale. Il bambino è deriso nella sua unicità. È costretto nell’immagine che ci si fa di lui. Se si fida dei propri sentimenti ed esprime i giudizi che ha nella sua anima genuina, si ride di lui. Così è costretto ad adattarsi e a negare la consapevolezza origina...