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Il dono vero del Natale

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Dall'Omelia di Papa Francesco nella notte di questo Natale 2019. Ecco il dono che troviamo a Natale: scopriamo con stupore che il Signore è tutta la gratuità possibile, tutta la tenerezza possibile. La sua gloria non ci abbaglia, la sua presenza non ci spaventa. Nasce povero di tutto, per conquistarci con la ricchezza del suo amore. E' apparsa la grazia di Dio. Grazia è sinonimo di bellezza. Stanotte, nella bellezza dell'amore di Dio, riscopriamo pure la nostra bellezza, perché siamo gli amati da Dio. Nel bene e nel male, nella salute e nella malattia, felici o tristi, ai suoi occhi appariamo belli: non per quel che facciamo, ma per quello che siamo. c'è in noi una bellezza indelebile, intangibile, una bellezza insopprimibile che è il nucleo del nostro essere. Oggi Dio ce lo ricorda, prendendo con amore la nostra umanità e facendola sua, "sposandola" per sempre.

Il 25 dicembre e il suo significato

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Condivido il lavoro sul Natale della bravissima collega Astrid. Avrete così la possibilità di conoscere origine e significato di questa data. Cliccate sull'immagine.

Collocazione provvisoria

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«Collocazione provvisoria! Penso che non ci sia formula migliore per definire la croce: la mia, la tua, non solo quella di Cristo». Dalle parole di don Tonino Bello al video di un gruppo musicale "Diolovuole band". La Pasqua è la risposta ad ogni angoscia.  

Per una quaresima ecologica

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Per i 40 giorni che precedono la Pasqua, il Papa propone quest’anno di «entrare nel deserto del creato» perché torni ad essere «quel giardino della comunione con Dio» per portare «la speranza di Cristo anche alla creazione» e liberarla dalla schiavitù della corruzione. Come ci si può riuscire? Nel suo Messaggio per la Quaresima 2019 Francesco torna a proporre i 3 strumenti dei periodi di crescita spirituale: il digiuno, la preghiera e l’elemosina. - Digiunare, cioè imparare a cambiare il nostro atteggiamento verso gli altri e le creature: dalla tentazione di ‘divorare’ tutto per saziare la nostra ingordigia, alla capacità di soffrire per amore, che può colmare il vuoto del nostro cuore; - Pregare per saper rinunciare all'idolatria e all'autosufficienza del nostro io, e dichiararci bisognosi del Signore e della sua misericordia; - Fare elemosina per uscire dalla stoltezza di vivere e accumulare tutto per noi stessi, nell'illusione di assicurarci un futuro che non ci app...

Favola di Natale 2018

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In quel tempo l’Angelo di Dio portò l’annuncio ai pastori di andare a Betlemme: avrebbero trovato un bambino deposto in una mangiatoia. Come i pastori giunsero davanti alla capanna, la trovarono chiusa. C’era un cartello con su scritto: «Comune di Betlemme. A seguito di verifiche strutturali e della relativa documentazione edilizia, questa abitazione viene dichiarata inagibile, per violazione delle norme urbanistiche». I pastori allora chiesero in giro e venne detto loro che erano venuti anche gli ispettori del Dipartimento di Igiene ed avevano fatto uscire tutti, perché partorendo in una stalla avevano violato le norme igieniche. Poi la Protezione Animali aveva portato via l’asino ed il bue perché: l’asino non risultava vaccinato nel registro degli animali da trasporto, mentre il bue andava abbattuto avendo superato l’età prevista per gli animali da macello. Quando chiesero dove fosse san Giuseppe, risposero che era in carcerazione preventiva in attesa di giudizio, dopo aver perso...

Il presepe: mai per separare

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Da Popotus del 13 dicembre 2018 Piccolo o grandissimo, artistico o casalingo, il presepe riassume lo spirito del Natale. Ed è bellissimo prepararlo insieme, lavorare la carta stagnola per il cielo e il laghetto, decidere in che ordine mettere le pecore, trovare il posto giusto, magari un po’ nascosto, per il pastore addormentato. Di fronte alla grotta di Gesù Bambino anche chi non è lo più torna piccolo. Riscopre l’importanza della famiglia, prepara il cuore alla festa, sente il desiderio di dividere quel che possiede con chi ha meno. Perché il presepe ci dice proprio questo: che abbassarsi rende grandi, che tutti sono invitati alla festa del Signore, che gli ultimi, i più soli, sono i primi agli occhi del Padre. La Natività ci rivela l’amore folle di un Dio che si fa bambino, che pur di starci accanto accetta il freddo e la povertà, che agli applausi dei vip, degli uomini importanti, preferisce l’allegria semplice, un po’ grossolana, di chi ha le mani sporche di fatica. Per questo...

L'anno liturgico

L'Anno Liturgico è l'articolazione del calendario annuale della liturgia della Chiesa cattolica. Nel Rito Romano inizia con la prima domenica di Avvento, a fine novembre - inizio dicembre (nel Rito Ambrosiano è anticipato di due settimane a causa della diversa durata dell'Avvento) e termina con l'ultima settimana del Tempo ordinario (con l'ultima settimana del Tempo Dopo Pentecoste nel Rito Ambrosiano). Esso è costituito da: un calendario di celebrazioni articolate attorno al mistero pasquale di Cristo, con il ciclo maggiore della Pasqua e il ciclo minore del Natale; un ciclo di letture bibliche per la celebrazione dell'Eucarestia di tutti i giorni dell'anno; un ciclo di letture bibliche e patristiche, nonché di altri testi, per la Liturgia delle Ore. [Fonte: Cathopedia] Per capire come funziona l'anno liturgico vi lascio una presentazione che ho trovato nel sito www.qumran2.net il cui autore è  don Boguslaw Kadela.

La prima proposta per la classe seconda: Tempi e luoghi dell'incontro con Dio

Nei nostri paesi sono ancora vive diverse tradizioni religiose: la festa del patrono, la processione del Venerdì Santo, Presepi viventi e altro ancora. La religiosità della gente della nostra terra è anche espressa dalle tante chiese presenti nel territorio e che oggi, purtroppo, per la maggior parte sono chiuse, quando non crollate, a causa del terremoto dell'anno scorso. Le persone, anche quando sono lontane dalla pratica religiosa, provano attaccamento per questi luoghi e per queste tradizioni. Fanno parte della cultura in cui sono cresciuti. Luoghi di culto e tradizioni religiose si trovano in ogni parte del mondo e in ogni epoca storica. Gli esseri umani hanno espresso ed esprimono così il loro legame con il divino. Questa proposta didattica vuole offrire un contributo alla conoscenza del luoghi di culto e dei riti, in particolar modo delle religioni monoteiste, in un'ottica di rispetto e dialogo. L'ignoranza è la radice di ogni incomprensione e chiusura.

E' risorto ed è vivo!!!

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Natale testardo

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Da Avvenire del 20 dicembre 2015. Auguri!!!

Costruiamo il presepe

Presepe sì, presepe no. Io dico sì e lo propongo anche sul web. Costruiamo il nostro presepe.

I re Magi e il "mistero" della stella

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Chi sono i magi e quanti sono? Di loro ci parla il vangelo di Matteo. Sono “sapienti”, “esperti” in astrologia; persone che sanno vedere e riconoscere in Gesù il “re dei Giudei”. Il termine magi e il loro numero, da sempre, costituisce un grande enigma. Riguardo alla loro identità, nella Bibbia la parola “mago” oscilla tra un significato positivo, come nel vangelo di Matteo e un significato negativo, come “Simone il mago” di cui si parla negli Atti degli Apostoli (cf. Atti 8,9ss.). I magi del vangelo di Matteo indicano persone esperte d’astronomia o, comunque, dei sapienti. Nella mentalità comune si afferma che essi sono tre, ma Matteo non specifica il loro numero. Li ricorda semplicemente al plurale. Il numero tre s’impose in base ai tre doni: oro, incenso e mirra che i magi offrono a Gesù. Essi sono stati indicati come “re” per la ricchezza di questi doni e il richiamo ad alcuni testi dell’Antico Testamento (Salmo 72,10-11; Isaia 60,6.10).L’evangelista Matteo vuole indicare che i...

Alla ricerca del Natale vero

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Alcune frasi per ritrovare il senso del Natale. « La festa della nascita del Salvatore è nella sua vera essenza tutt'altro che un evento sereno. Pensate. Dio assume la forma umana e per lui c’è spazio e calore solo in un’umile mangiatoia. Poi, quando la notizia in qualche modo trapela, la prima reazione del potente di turno è la strage degli innocenti, che innesca la fuga in Egitto. Dio si presenta bambino, debole e povero, perseguitato e profugo, in pratica incamminato fin dall'inizio su quella via della croce che avrà il suo culmine sul Golgota. E non è un caso che il giorno dopo Natale la Chiesa ponga la memoria liturgica del primo martire, Santo Stefano, quasi a mettere subito le cose in chiaro: il martirio - cioè la testimonianza estrema fino al dono disarmato della vita - è l’altra faccia della medaglia rispetto alla professione di fede nel 'Dio con noi' » ( Mimmo Muolo , nell'editoriale di  Avvenire  del 27 dicembre 2014). Il Natale, quello vero, non ha nul...

In questa Notte Santa

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A volte, come i pastori, ci troviamo nella notte (un lutto, una malattia, una separazione,...). Ma come per loro, anche per noi, nella notte, irrompe la luce divina a rischiarare il buio. Non ci sono più tenebre, non c'è più solitudine: nella notte il bambino ha incontrato il mondo, perché nelle nostre notti non ci sentissimo più soli e perché le notti non fossero per sempre. A riconoscerle le notti! Che il Signore Gesù ci aiuti a essere vigili (a vegliare, come i pastori) per accoglierlo nella nostra vita. Allora sì che la notte non farà paura. Auguri di Buon Natale!

Le piante di Natale

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Le origini dell’ albero di Natale sono incerte; una tradizione sostiene che durante il Medioevo nelle piazze davanti alle cattedrali tedesche si innalzava l’albero del bene e del male, cioè quello del Paradiso terrestre con appese le mele del peccato originale. Infatti Gesù Bambino veniva a cancellare la colpa di Adamo ed Eva e dunque era giusto ricordarlo a tutti i fedeli. Col tempo, poi, le mele rosse e lucide sono diventate palle luccicanti e multicolori, mentre all'albero sono state aggiunte candele e più tardi luci elettriche, a indicare la luminosità spirituale della notte di Betlemme. È dunque un errore sostenere che l’albero sarebbe un simbolo «meno cristiano» del presepe, solo perché è molto usato nei Paesi nordici: invece, se viene spiegato secondo la sua origine e il suo significato, è anch'esso un segno importante di Cristo, albero luminoso che offre al mondo i frutti del bene. La Stella di Natale è una delle piante ornamentali più utilizzate durante il peri...

Mary, Did You Know?

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Bellissimo canto per prepararci al Natale.   Testo  Mary, did you know That your baby boy will one day walk on water? Mary, did you know That your baby boy will save our sons and daughters? Did you know That your baby boy has come to make you new? This child that you've delivered Will soon deliver you Mary, did you know That your baby boy will give sight to a blind man? Mary, did you know That your baby boy will calm a storm with His hand? Did you know That your baby boy has walked where angels trod? And when you kiss your little baby You've kissed the face of God Mary, did you know? The blind will see The deaf will hear And the dead will live again The lame will leap The dumb will speak The praises of the Lamb Mary, did you know That your baby boy is Lord of all creation? Mary, did you know That your baby boy will one day rule the nations? Did you know That your baby boy is heaven's perfect Lamb? This sleeping child you're h...

Non abbiamo bisogno di Halloween

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Non c'è nulla da fare. "Zucche" sempre più vuote che si lasciano coinvolgere in un rito sempre più superficiale e commerciale. Ieri ho chiesto ai miei alunni che cosa avrebbero festeggiato con Halloween. A parte le affermazioni "è divertente, ci mascheriamo, facciamo un po' di casino, spariamo i minicciccioli (petardi)" non ho avuto altre motivazioni (ma già queste basterebbero per il trionfo del "vuoto"). Non credo che sapendo che il 31 ottobre è il capodanno dei satanisti prenderebbero le distanze da questa festa, anzi, forse ne rimarrebbero ancor più affascinati. Mi disturba però, più che l'atteggiamento degli alunni, quello di alcuni insegnanti, che fin dalla scuola dell'infanzia bombardano i bambini di zucche, ragnatele, streghe, scheletri, ecc. Ma come? Noi che siamo così attenti ai crocifissi, ai presepi e a tutte le tradizioni di cristiana memoria (che non abbiano a "contaminare" la laicità della scuola), ci pieghiamo in...

Il digiuno nell'era del web

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Siamo in Quaresima. Vi propongo una riflessione tratta da Popotus del 6 marzo. Mangiare con moderazione, scegliere cibi semplici, rinunciare alla carne nei venerdì di Quaresima, dimenticare i piatti molto costosi, preparati con materie ricercate, utilizzate per cucinare quelli che un tempo si chiamavano «cibi da ricchi». Erano le indicazioni che la Chiesa forniva all’inizio del tempo quaresimale e che, in larga parte, sono tuttora scelte di saggezza e consigli per rimanere in buona salute. Oggi però, soprattutto per noi che viviamo nella parte ricca del mondo, il cibo ha perso gran parte del suo valore simbolico. Quello cioè a cui le nonne facevano riferimento raccomandando ai nipotini: «In Quaresima bisogna fare almeno un fioretto al giorno. Via cioccolatini, caramelle e lecca lecca». Indicazioni sempre valide, naturalmente, insieme però ad altre forme di digiuno che oggi, per tanti ragazzi ma anche per non pochi adulti, costano ben di più. Diciamo la verità. È più facile dire no ...

Il significato cristiano dell'albero di Natale

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E' opinione diffusa che, diversamente dal presepe, l'albero di natale sia un "segno" più laico del Natale. Ma è proprio così? Riprendo l'articolo di Maria Gloria Riva pubblicato su Avvenire del 2 gennaio 2014. Un celebre canto natalizio di matrice tedesca s’intitola Oh Tannembaum! Ovvero: Oh Albero! L’albero di Natale si è diffuso fra i cristiani d’oltralpe soprattutto in epoca romantica, grazie anche al celebre Wolfgang Goethe (1749 -1832) il quale, benché non fosse particolarmente religioso, aveva una predilezione per le tradizioni antiche, soprattutto per quella dell’albero. La fortuna dell’albero di Natale tuttavia ha radici che precedono la divisione fra cattolici e protestanti e lo testimoniano diverse opere d’arte. In epoca medioevale, il 24 dicembre, si celebrava il gioco di Adamo ed Eva ( Adam und Eva Spiele) durante il quale, adornando alberi con frutta e dolci, si rendeva omaggio alla vita eterna perduta dai progenitori, ma riacquistataci da C...

Quando è "nato" il Natale?

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Quando è nata la festa di Natale? Qualcuno penserà che stia vaneggiando, ma la domanda non è assurda. Non conosciamo, infatti, la data della nascita di Gesù. Ma... Vi propongo l'articolo di Raymond Winlig pubblicato su Avvenire del 24 dicembre 2013. La data esatta del giorno della nascita di Ge­sù non è conosciuta. Su questo punto, i Vangeli dell’infanzia non danno alcuna informazione precisa. Clemente d’Ales­sandria menziona i calcoli approssimativi di gruppi di cristiani a proposito di questa data: per gli uni sarebbe il 19 o 20 aprile, per altri il 20 maggio. Egli riferisce inoltre che i discepoli di Basilide consideravano il 6 gennaio come data del battesimo di Gesù, nonché della sua nascita, costi­tuendo il battesimo, secondo loro, l’adozione di Ge­sù a Figlio di Dio. Giuliano l’Africano (prima del 221) designa il 25 marzo giorno dell’annunciazione e del­la morte di Cristo, per cui conclude che la nascita di Gesù dovette avvenire verso la fine del mese di di­cembre. Il com...