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Visualizzazione dei post da Settembre, 2017

L'adolescenza come tempo di sfide: proposta per il terzo liceo sportivo

Ricordo la mia adolescenza come un tempo di grandi domande e interrogativi. E' stato anche un tempo di grandi sogni e ideali, pur nell'incertezza di quello che ero e che sarei voluta diventare. Io non so se per gli adolescenti di oggi sia la stessa cosa ma, credo, come dice anche il prof D'Avenia, che l'adolescenza è un tendere a qualcosa: «movimento di ascesa da sé a se stessi, per un impeto scritto nella carne e nello spirito, di cui non si è padroni e per questo paralizza» (da La Stampa, 18 giugno 2015). L'adolescenza è quindi un tempo di sfide. Lascio la mia proposta per i ragazzi del terzo sportivo.

Il problema del male: la proposta per il secondo liceo sportivo

Per costruire un'identità libera e responsabile dobbiamo avere il coraggio di affrontare questioni scomode che ci interrogano e provocano. E' facile addossare la colpa del male sugli altri, ma noi, come ci poniamo di fronte alle scelte? Il bene comune è qualcosa di cui teniamo conto o prevale solo il proprio interesse e appagamento? Facciamo i conti con la nostra coscienza o preferiamo soffocarla sotto facili pretesti? Possiamo pensare a dei valori e principi assoluti o è bene tutto quello che ci fa comodo o che la maggioranza decide come tale? Abbiamo mai pensato che la libertà, quella vera, richiede fatica e coraggio e, soprattutto l'impegno per costruire il bene? Queste sono le domande che fanno da cornice al percorso di apprendimento proposto.

La prima proposta per la classe terza: Credenti in dialogo

Come sviluppare un'identità capace di accoglienza, confronto, dialogo?
Credo che senza conoscenza non ci possa essere né accoglienza né dialogo. L'ignoranza crea muri e i preconcetti ostacolano l'incontro.
Questa proposta didattica vuole sollecitare negli studenti delle classi terze un atteggiamento di curiosità verso le diverse religioni in un'ottica di accogliente confronto e dialogo. I documenti con cui i ragazzi si confronteranno offriranno l'occasione per scoprire che ci si può accogliere nonostante le differenze. La via della pace è possibile anche tra i credenti delle diverse religioni.

La prima proposta per la classe seconda: Tempi e luoghi dell'incontro con Dio

Nei nostri paesi sono ancora vive diverse tradizioni religiose: la festa del patrono, la processione del Venerdì Santo, Presepi viventi e altro ancora. La religiosità della gente della nostra terra è anche espressa dalle tante chiese presenti nel territorio e che oggi, purtroppo, per la maggior parte sono chiuse, quando non crollate, a causa del terremoto dell'anno scorso.
Le persone, anche quando sono lontane dalla pratica religiosa, provano attaccamento per questi luoghi e per queste tradizioni. Fanno parte della cultura in cui sono cresciuti.
Luoghi di culto e tradizioni religiose si trovano in ogni parte del mondo e in ogni epoca storica. Gli esseri umani hanno espresso ed esprimono così il loro legame con il divino.
Questa proposta didattica vuole offrire un contributo alla conoscenza del luoghi di culto e dei riti, in particolar modo delle religioni monoteiste, in un'ottica di rispetto e dialogo. L'ignoranza è la radice di ogni incomprensione e chiusura.

La prima proposta didattica per la classe prima: il nome di Dio

Con questa proposta didattica vorrei aiutare gli alunni a riflettere sulla necessità del rispetto dell'altro per una convivenza civile, pacifica e solidale. Non si può utilizzare il nome di Dio per giustificare alcun tipo di violenza o imposizione. Il primo comandamento dà il divieto di strumentalizzare, manipolare il nome di Dio per ragioni che vanno contro Dio e contro l'uomo: ecco perché la violenza nel nome di Dio è una bestemmia.
Tanto nel Cristianesimo, come nell'Islam Dio è presentato come misericordioso, clemente, pietoso. Compito dei credenti è allora presentare questo volto di misericordia nel loro impegno per la pace, il dialogo, la fraternità. Generando misericordia nei comportamenti di ogni giorno ogni uomo o donna di buona volontà realizza la propria umanità e come credente testimonia di essere veramente vicino a Dio.

Togliere l'opaco dagli occhi dei nostri alunni

Bella sfida per noi insegnanti riuscire a infondere passione negli studenti! Bella sfida interessarli, suscitare in loro il desiderio di imparare.
 A volte (anche molte volte) mi sento del tutto inadeguata, ma se non fosse per questa speranza (risvegliare anche in uno solo di loro questo desiderio) non potrei fare questo "mestiere".
L'ottimismo dovrebbe essere esercizio quotidiano per un insegnante. Altrimenti l'opaco rimane nei nostri occhi e in quelli degli alunni.
Che il Signore mi doni oggi, ed ogni giorno, uno sguardo luminoso e pieno di calore per sciogliere le nebbie dagli occhi degli alunni che mi sono stati affidati. Amen.

La proposta 2017/2018 per le classi del Liceo Sportivo

La proposta di questo anno scolastico per le tre classi del Liceo Sportivo.

Secondo Liceo


Terzo Liceo

Quarto Liceo

Non fate cose "terra terra"

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Per me è sempre motivo di gioia incontrarmi con i giovani. In questo giorno vi dico: per favore, tenete viva la gioia, perché è segno del cuore giovane, del cuore che ha incontrato il Signore. E se voi mantenete viva questa gioia con Gesù, nessuno ve la può togliere, nessuno (cfr Gv 16,22)!
Ma, nel dubbio, vi consiglio: non lasciatevela rubare, abbiate cura di tale gioia che tutto unifica nel sapersi amati dal Signore. Perché, come abbiamo detto all'inizio, Dio ci ama… com'era? (rispondono: «Dio ci ama con cuore di Padre»). Di nuovo! («Dio ci ama con cuore di Padre”). E questo è il principio della gioia. Il fuoco dell’amore di Cristo rende traboccante questa gioia ed è sufficiente per incendiare il mondo intero.
Che cosa dunque potrebbe impedirvi di cambiare questa società, come volete fare? Non temete il futuro! Osate sognare grandi cose! A questo grande sogno, oggi vi voglio invitare. Per favore, non fate cose “terra terra”, no: volate in alto e sognate grandi cose! Voi gio…

Una canzone per cominciare: Io credo

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Ci sono canzoni che mi fanno nascere il desiderio di condividerle con gli alunni perché offrono spunti di riflessione su cui potersi confrontare. "Credo", cantata da Giorgia, è una di queste.
Il testo parla del coraggio della fede, della possibilità di far sì che i dolori non ti annientino ma ti aiutino a crescere (rivelando a te stesso chi sei veramente), dell'amore verso cui tutti tendiamo e che dà senso alla vita.
L'uomo è per sua natura credente perché, indipendentemente che si riconosca in una religione o meno, vive la sua vita all'insegna della fede: nelle relazioni con gli altri, nell'amicizia, nell'amore, nella possibilità di farcela.... La fede, in un certo senso, è una delle modalità di conoscenza che caratterizza noi umani e che ci dà la forza di andare avanti.
Penso che questa canzone possa essere di buon auspicio per l'anno che ci attende. La fiducia che nutriremo gli uni negli altri sarà l'ingrediente indispensabile per un buon rap…

L'augurio ai miei studenti per questo nuova anno scolastico

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Se non trovate bellezza a scuola siete per metà spacciati, perché passerete la metà delle vostre ore di veglia dietro a banchi e libri, e saranno ore sprecate, buttate via, nell'età vostra fatta per sperare oltre ogni speranza, con un eccesso che è tipico dell’adolescenza.
Un ragazzo, stufo della noia a cui lo costringeva l’ambiente in cui era cresciuto, sentendosi chiamato a grandi cose, decise di scappare di casa e scrisse una lettera a suo padre in cui diceva: “Preferisco essere infelice che piccolo, e soffrire piuttosto che annoiarmi”. La fuga fallì, ma rimase la sostanza di quella ribellione che lo portò a diventare il nostro più grande poeta moderno: Giacomo Leopardi. Questo vi auguro per quest’anno, essere disposti a rispondere a quella chiamata al compimento piuttosto che annoiarvi, affrontando anche difficoltà e fatiche pur di non accontentarvi di una vita piccola, piena di alibi e vittimismo.
Quando sentirete il vostro nome all'appello del primo giorno di scuola, ri…

Il cono dell'apprendimento

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Quando chiedo agli alunni come studiano, la risposta è sempre questa: "Leggo e ripeto". Alcuni aggiungono altri particolari, tipo: "Leggo e ripeto tre volte". Se chiedo, "perché tre e non due o otto", mi rispondono che è la mamma o la maestra o il professore ad averlo suggerito. Qualcun altro inserisce, tra il leggere e il ripetere, "sottolineo" e qualcun altro ancora "cerco di capire".
A farla breve, la risposta può anche essere personalizzata ma si basa, purtroppo, su una strategia poco efficace, come, riprendendo la metafora del libro che sto leggendo (M. Salvo, Studiare è un gioco da ragazzi, Gribaudo), pensare di dipingere una stanza utilizzando dei pennarelli invece di strumenti ben più adatti, come rulli per imbiancare o grossi pennelli.
E' chiaro che la voglia di studiare non può reggere ad una fatica importante (leggere e ripetere tre e più volte) non seguita da risultati appaganti. Per molti alunni è così, perché il legg…

Donne dottori della Chiesa

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La qualifica di Dottore della Chiesa  è attribuita fin dall'antichità ad alcuni santi della Chiesa tanto orientale che occidentale ed è quindi un importante elemento di comunione con i fratelli ortodossi. Per l’Oriente ricordiamo i santi dottori Basilio Magno, Giovanni Crisostomo, Atanasio di Alessandria e Gregorio di Nazianzo, per l’occidente Ambrogio di Milano, Agostino di Ippona, Gregorio Magno, Tommaso d’Aquino.
In età relativamente recente si è giunti a riconoscere tale qualifica anche ad alcune donne che, con il loro 'genio femminile', sono state testimoni di un amore tenero per la persona di Gesù.
La prima donna a ricevere questo riconoscimento è stata santa Teresa di Gesù. Nata ad Avila in Spagna nel 1515, Teresa fu una delle protagoniste della riforma del Carmelo e più in generale della vita della Chiesa nel tempo segnato dalla riforma protestante. Scrisse Paolo VI nella lettera apostolica La multiforme sapienza divina del 27 settembre 1970: «Noi non dubitiamo dove…

Il più grande servizio da rendere all'umanità

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"Dobbiamo iniziare con l'essere felici perché è il più grande servizio che si possa rendere all'umanità. 
Se siamo felici, c'è almeno un luogo di felicità. La felicità deve però continuamente accrescersi, e si accresce man mano che altre persone diventano un po' più felici. Se nella vostra vita avete reso felice anche una sola persona, non avete perduto il vostro tempo; se avete fatto felice un cane, oppure una pianta fiorita in un giorno di primavera che vi ha dato l'impressione di rispondervi, ne valeva la pena. Credo che la nostra vita sia perduta se questo dono, che è dentro di noi, non riesce ad essere comunicato. Se nessuno vuole il dono che è in voi, offritelo a tutti gli esseri, alla vita, al vento! Il vento lo porterà a quelli che ne hanno più bisogno... 
E' il momento di dare! Io dono e accolgo coloro che possono avere bisogno".
(Jean-Yves Leloup, La montagna nell'oceano)

A che mi serve l'irc?

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In attesa dell'inizio, un video che ci ricorda perché ci ri-troveremo a scuola.