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La ragazza sempre in ritardo e la sua battaglia domestica

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Una storia di scuola su cui riflettere.  Carolina arriva in ritardo a scuola. La rimprovero: «Sei al liceo, è ora di diventare responsabile!». Niente, il giorno dopo è lo stesso: la campanella suona alle 8:00, ma lei entra in classe alle 8:09, giusto qualche istante prima che l’ingresso della scuola venga chiuso. Io, da prof inflessibile, guardiano delle regole, parto in quarta con un’altra filippica: « Essere puntuali significa rispettare tutti, in primis te stessa. Le regole sono importanti, non sono vuote imposizioni. Servono a una positiva convivenza civile, al benessere di tutti, all’efficace organizzazione del nostro lavoro ». E via così: una lezione di educazione civica in miniatura. Una lezione evidentemente inutile, visto che la mattina dopo Carolina è di nuovo in ritardo. O meglio, è puntualissima nel suo ritardo, come un orologio svizzero: continua a entrare a scuola alle 8:09 per giorni, per settimane. Carolina frequenta la seconda superiore. Ha lo sguardo duro, carico ...

Riprendiamo la scuola. Con grazia.

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Il titolo non è sbagliato. Grazia non è una persona, quindi il minuscolo ci sta. Anche se, vista la sua importanza, questa parola richiederebbe la maiuscola. Di cosa parlo? Come è capitato altre volte, attingo da un professore e scrittore che mi offre sempre spunti di riflessione.   La «ripresa» è ben diversa dalla «ripetizione» : riprendere è continuare a compiere e non reiterare.  Il ripetere fa scivolare nelle sabbie mobili dell’inerzia, quando si va avanti con la sola energia che resta quando la creatività si esaurisce: il dovere, una prigione da cui si cerca poi di evadere in modi più o meno estrosi e disastrosi. Un lavoro, un matrimonio, uno sport... vissuti solo per dovere soffocano. E dove non c’è più creazione di novità ma solo ripetizione, non c’è gioia. Diverso è «riprendere»: si riprende un film che amiamo anche se lo abbiamo già visto, si riprende un tramonto anche se avevamo ammirato quello del giorno prima, si riprende un’amicizia quando si continua il discors...

Il gran lavoratore e il pozzo

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Si narra di un uomo conosciuto come un gran lavoratore. Il suo senso del dovere, la sua capacità di sopportare il pesante lavoro, la sua perseveranza nelle difficoltà, ne avevano fatto una leggenda, tanto che il governatore del paese in cui l'uomo abitava, lo additava a tutti come esempio di efficienza e produttività. L'uomo era proprietario di un grande campo, che grazie al suo zelo divenne molto fertile, nonostante in esso mancasse l'acqua per irrigare. Nel campo non vi era un pozzo e la sorgente più vicina si trovana piuttosto lontana, così la maggior parte del lavoro quotidiano consisteva nel procurarsi l'acqua.   Ogni mattino, al sorgere del sole, questo uomo infaticabile si incamminva verso la sorgente con le sue taniche e, andando avanti e indietro tutta la giornata, riusciva a portare nel suo campo l'acqua sufficiente soltanto al tramonto. Certamente egli riusciva a far fruttare il suo campo, ma si trattava di una situazione davvero pesante da sopportare, p...

Chi si prende cura di me?

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Quando Franco Battiato canta La cura [...] si rivolge innanzitutto alla propria anima, da anemos, vento, il soffio che rende «viventi» tutti gli esseri «animati» , ma che in noi uomini è qualcosa di più.  A noi non basta essere viventi, noi vogliamo essere vivi . Se i viventi hanno il fiato, noi abbiamo il respiro, che è quel di più : in italiano è lo spirito o spiro, da cui vengono parole come respiro, ispirazione, spirare... che racchiudono il senso della vita «animata» e non solo «animale» . Ma mentre negli animali accade, noi possiamo aumentare questo soffio, tanto da riuscire, come dice il cantautore siciliano, a non soccombere a: paure, turbamenti, ingiustizie, inganni, fallimenti, dolori, sbalzi d’umore, ossessioni, malattie.  Ma qual è il segreto di questa cura di sé?  Che cosa ci guarisce veramente dalla paura del nulla, dal vuoto di senso che cerchiamo di riempire senza riuscirci?  [...] Chi può farmi sentire e dire «Amato sulla Terra», quasi fosse il mio...

RIEPILOGO DI UN ANNO CON LE CLASSI TERZE

E' la volta delle classi terze.

RIEPILOGO DI UN ANNO CON LE CLASSI SECONDE

Ecco quanto è stato svolto con le classi seconde.

RIEPILOGO DI UN ANNO CON LE CLASSI PRIME

 Pian pianino recupererò quanto ho svolto con le classi della scuola media. Inizio con le classi prime 😉. Se ci dovessero essere problemi per visualizzare la pagina, cliccare qui .