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Un appello di pace

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Dal 12 al 14 settembre a Bologna si è tenuto il G20 Interfaith Forum.  Per tre giorni autorità religiose, intellettuali, accademici e politici si sono confrontati, in vista del G20 di ottobre, il vertice che vedrà riuniti a Roma i leader mondiali.  Cosa hanno da dire le religioni al mondo?  Eccovi alcuni punti che sono emersi da questo incontro: - nessuna religione può mai accettare di essere utilizzata per la violenza e per la guerra - l’attenzione all’altro è il vero modo per servire Dio - bisogna inaugurare il tempo del prendersi cura gli uni degli altri, altrimenti la pace e la tolleranza, che sono valori universali, non potranno realizzarsi - i Grandi della Terra si impegnino per «guarire il mondo» da guerra e ingiustizia. Il cardinale Zuppi, arcivescovo di Bologna, ha sottolineato che in gesti piccoli ma concreti dobbiamo affermare quanto «la sofferenza di ciascuno ci riguardi». Ha continuato dicendo che «Non possiamo perdere la consapevolezza che tragicamente ci ha dato la pand

Per cominciare

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Ispirata dal libro di S. Rossi , Menti critiche, cuori intelligenti. Educare alla cittadinanza con 40 card dell'empatia , Pearson 2020, ho pensato di introdurre il nuovo anno scolastico proponendo, attraverso un'immagine ed una storia, alcune parole su cui riflettere. Queste parole faranno da cornice ai percorsi che verranno costruiti per le diverse classi. "Fare scuola" non è, parafrasando Plutarco, riempire le teste, ma accendere fuochi. Impresa ardua, che non riguarda solo il docente, ma anche l'alunno, perché per appassionarsi non basta un bravo trascinatore, ma è necessaria anche la disponibilità ad aprirsi alla passione. La noia, di cui a volte siamo vittime, è frutto di una rinuncia a ricercare dentro (soprattutto) e fuori di noi quel qualcosa che può "accenderci". La rinuncia molte volte, se non sempre, è conseguenza della paura di rimanere delusi, di soffrire, di "faticare". E invece c'è bisogno di scuotersi, di accettare le pro-vo

Durante l'ora di religione ho sempre, orgogliosamente, fatto altro

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Alcuni spunti interessanti dalle pagine di questo libro  E. Fuksas ,  Ama e fai quello che vuoi , Marsilio 2020, pp. 41- 43. Offriranno un'occasione di confronto, una volta ritornati a scuola. «Amazon mi recapita la Bibbia di Gerusalemme, e i quattro Vangeli commentati dai migliori filologi in circolazione. [...]  Scopro con profonda vergogna che i Vangeli sono la Bibbia. Come lo sono le Lettere degli Apostoli, la Genesi.... Mi sconvolgo definitivamente quando capisco che anche il Cantico dei Cantici è la Bibbia. Cioè quel libricino beige Adelphi che avevo letto al liceo e dedicato ai grandi amori dell'epoca! Cose dell'altro mondo. La mia ignoranza è una cosa dell'altro mondo. [...]  E' vero, ammetto: a scuola, in qualunque classe, a qualunque età, durante l'ora di religione ho sempre fatto, orgogliosamente, altro.  Alle elementari al posto del "catechismo" seguivo "materia alternativa" con una bambina musulmana e un albanese, musulmano pure

Autostoppisti sfiduciati o esploratori coraggiosi?

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Mentre sto sistemando le relazione di fine anno, mi ritorna alla mente una riflessione proposta ai ragazzi più grandi, frutto delle suggestioni raccolte dal libro di S. Rossi, Didattica cooperativa e classi difficili, Pearson 2020. Data la mia proverbiale capacità di perdermi tutto o quasi (nel senso che il più volte non mi ritrovo quello che metto da parte 😊), inserisco nel post la presentazione preparata appositamente. Così sono sicura che la ritrovo 😂.

Il mio saluto ai ragazzi del Liceo

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Vi offro, come mia abitudine alla fine di ogni anno scolastico, un frase che vuole essere una raccomandazione, ma anche un augurio per i vostri giorni di spensieratezza estiva.     Vi lascio anche queste frasi:  Ci vorrebbe più rispetto Ci vorrebbe più attenzione Se si parla della vita  Se parliamo di persone  Siamo il silenzio che resta dopo le parole  Siamo la voce che può arrivare dove vuole  Siamo il confine della nostra libertà  Siamo noi l'umanità  Siamo il diritto di cambiare tutto e di ricominciare.  Ricominciare.  E anche se a volte vi sembra che la vita vi deluda, sappiate che potete essere capaci di sopportare il peso del coraggio. Ma questo richiede che non pensiate in maniera disattenta. PS: come vedete, la prof sempre quello ha in testa 🤣.

Il saluto ai ragazzi di prima

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  Sarà che giochiamo in casa (l'interprete è delle nostre zone), ma questa canzone è proprio carina.  Guarda caso poi, richiama alcuni argomenti affrontati in questo anno scolastico. Riuscite a ritrovarli? Buona estate ragazzi!!!  

Il saluto ai ragazzi di seconda

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 In tema con quanto trattato in questo anno scolastico, vi auguro che impariate ad essere così forti da non permettere che le parole abbiano a ferirvi e che neanche voi abbiate a ferire gli altri con le vostre. Siate testimoni di umanità, sempre. Non dimenticatelo!!!  

Una canzone che dedico ai miei alunni di terza, a conclusione di questo anno scolastico difficile

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Qualunque sogno, qualunque progetto abbiate, sarà vero se avrete sempre a mente che la vita è un valore, che l'amore non va "disperato" e che la vita deve cambiarci in meglio. Mai rinunciare a crescere in umanità!!!   PS in bocca al lupo per l'esame!  

Curare è il primo segno della civiltà

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“Uno studente chiese all’antropologa Margaret Mead quale riteneva fosse il primo segno di civiltà in una cultura. Lo studente si aspettava che Mead parlasse di ami, pentole di terracotta o macine di pietra. Ma non fu così. Mead disse che il primo segno di civiltà in una cultura antica era un femore rotto e poi guarito. Spiegò che nel regno animale, se ti rompi una gamba, muori. Non puoi scappare dal pericolo, andare al fiume a bere qualcosa o cercare cibo. Sei carne per bestie predatrici che si aggirano intorno a te. Nessun animale sopravvive a una gamba rotta abbastanza a lungo perché l’osso guarisca. Un femore rotto che è guarito è la prova che qualcuno si è preso il tempo di stare con colui che è caduto, ne ha bendato la ferita, lo ha portato in un luogo sicuro e lo ha aiutato a riprendersi. Mead disse che aiutare qualcun altro nelle difficoltà è il punto preciso in cui la civiltà inizia. Noi siamo al nostro meglio quando serviamo gli altri. Essere civili è questo”. Questa storia

Giuseppe Flavio e la storicità di Gesù

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Uno dei più importanti documenti non cristiani che sostiene l'esistenza storica di Gesù è il “Testimonium Flavianum”, ovvero la pagina dedicata a Gesù di Nazaret dallo storico ebreo Giuseppe Flavio nell’opera “Antichità giudaiche”, scritta in lingua greca attorno al 93 d.C.  Luciano Canfora , antichista, docente di filologia greca e latina, ha analizzato questo testo ed è arrivato alla conclusione che il Testimonium (e l’attribuzione a Giuseppe Flavio) sia autentico. Il fatto che tale affermazione venga da un intellettuale marxista molto impegnato la rende ancora più interessante.  Prendo in prestito le parole di Antonio Socci che nel suo blog Lo straniero ha riportato questa notizia. Perché è importante il Testimonium?   Perché conferma l’assoluta attendibilità storica degli eventi di Gesù narrati nei Vangeli.  Il suo autore, Giuseppe Flavio, è una personalità molto rilevante. Nasce attorno al 37 d.C., appartiene a una delle principali famiglie sacerdotali di Gerusalemme ed è im