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Il lavoro con le classi prime al tempo del covid

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In questo tempo che mai avremmo immaginato di dover vivere, come ben sapete la scuola sta andando avanti. Gli insegnanti le stanno provando un po' tutte per mantenere il dialogo educativo e formativo. Certo, piattaforme ed altro non possono sostituire l'incontro con gli studenti che è fatto di prossimità, di sguardi (anche sbadigli), alzate di mano, interventi che si sovrappongo....... Ma questo è il momento che ci tocca e cerchiamo di viverlo con responsabilità ma anche passione.
Allego a questo post una modalità che sto usando per incontrare le classi. Con Wakelet (strumento per la content curation) sto cercando di "riagganciare" gli studenti di prima media nel percorso didattico iniziato prima della "quarantena" e di continuare il nostro viaggio nella conoscenza. Ecco il link per accedere
https://wke.lt/w/s/gSdON7


Coronart: un concorso per essere più forti del virus

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L'iniziativa promossa dal nostro Vescovo Francesco Massara della Diocesi di Camerino - San Severino Marche


La locandina dell'iniziativa.

Cari studenti, mi piacerebbe se foste in tanti ad aderire. 💁‍♀

App4teachers

Sto raccogliendo, e quindi è un work in progress, le applicazioni che utilizzo maggiormente e che penso siano utili in questo tempo di forzata lontananza da scuola.
Lo condivido.

Uno sguardo può cambiarti la vita

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C’era una volta un ragazzo cattivo, che si chiamava Daniel. Pensava di non dover studiare, o lavorare, per poter vivere, e che contasse solo esser ricchi. Così – aveva sì e no 15 anni – cominciò a minacciare e a picchiare i suoi coetanei, a rubare le borsette per strada e la merce nei negozi, finché divenne uno dei bulli più temuti del suo quartiere, alla periferia di Milano.Violento e spietato. Nemmeno quando fu arrestato, Daniel capì che doveva cambiare: anzi, continuava a comportarsi male e a prendere punizioni. Finché per la prima volta nella sua vita incontrò qualcuno – don Claudio, il cappellano del carcere minorile Beccaria – che non lo guardò come un ragazzo cattivo: «Sei migliore di così» disse don Claudio, e si prese Daniel nella sua comunità di recupero. Era il 2015.
Già dopo un anno il ragazzo cattivo non esisteva più: Daniel capì che aveva sbagliato e che la vita doveva avere tutto un altro senso. Cominciò a studiare, dall'Inferno di Dante Alighieri, un librone che gl…

Le ultime novità dallo Spazio di Profrel

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Ho aggiornato alcune pagine dell'altro mio blog inserendo nuove attività.
Inserisco i link e una breve descrizione. Vi invito a dare un'occhiata al materiale che è inserito.

Il monachesimo: videolezione con quiz

Cruciverba sull'ebraismo

Cruciverba sull'evangelista Luca

Personaggi della Bibbia (Antico Testamento)

Il coraggio della verità. Proposta per il V Liceo

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La proposta per il V Liceo. Cliccare sull'immagine per accedere ai materiali. 

Spiegazione del Padre nostro

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Possiamo definire il Padre nostro la preghiera delle preghiere. In un post di molti anni fa lo definivo una sorta di vademecum per vivere da cristiani. Vediamo di entrare nel significato più profondo per coglierne maggiormente il senso. A Dio non interessa certo che recitiamo parole a memoria!

L’apertura si questa preghiera definisce già la natura del rapporto con Dio: siamo figli che si rivolgono al Padre con totale fiducia e amore, con la certezza di poter trovare sempre ascolto, perdono, accoglienza. Non solo. Nel dire nostro, si sottolinea che Dio è Padre di tutti gli uomini e le donne, senza distinzione. Non importa da dove uno venga, quale sia la sua storia, cosa abbiamo fatto di buono o di cattivo. Dio c’è, per lui o lei, ed è pronto ad accoglierlo nel proprio abbraccio in ogni istante.
La preghiera prosegue con altre frasi che identificano Dio come Signore di ogni cosa. Diciamo infatti "che sei nei Cieli", non per indicare che Lui è lontano da noi, ma per ricordare ch…

Non ci si salva da soli. Proposta per il secondo liceo

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La proposta per il secondo liceo. Cliccare sull'immagine.

L'ebraismo. Proposta per il Primo Liceo.

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La proposta per i ragazzi del Primo Liceo.
Come sempre cliccare sull'immagine per accedere ai materiali proposti.

Il sonno della ragione e del cuore

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Ho letto che il 15,6% degli italiani nega la Shoa. Per carità - dirà qualcuno - ognuno è libero di pensarla come vuole. Mica tanto - aggiungo io. Negare, in questo caso, è permettere il ripetersi del male.
Pensate che nel 2004 la percentuale dei negazionisti era del 2,7%. Se nel giro di quindici anni circa i dati hanno avuto un progresso cosi esponenziale (siamo sul 2,7 alla terza), che cosa potrà mai accadere tra 20 anni? Certo, è più semplice negare che prendere atto di cosa l'uomo può essere in grado di fare quando rinuncia a pensare con la mente e il cuore. Sì, non mi sono sbagliata a scrivere.... C'è un rapporto tra mente e cuore, tra pensiero razionale e sentimento, che non va scisso. Se lo facciamo, finiamo per giustificare ciò che umanamente è ingiustificabile.
In un certo senso, il sonno della ragione e - aggiungo io - del cuore genera mostri.
Quando parlo di cuore intendo qualcosa che va al di là della semplice emozione. Perché mentre le emozioni arrivano e non rius…