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sabato 25 febbraio 2017

"Leggiamo" l'icona dell'amicizia

Ripresento un'icona di cui ho scritto in un post di diverso tempo fa. Per facilitare la lettura dell'immagine ho utilizzato Thinklink.

venerdì 24 febbraio 2017

Dona un neurone a un hater

Ho scoperto una parola nuova: hater. Così è chiamato chi esprime odio nei confronti di un determinato soggetto in spazi di discussione pubblica, in particolare in quelli presenti nel World Wide Web, come i forum e siti come YouTube.
Purtroppo, se questo è il significato, devo dire di essermi imbattuta in qualche hater: a volte persone insospettabili che scatenano i loro istinti più biechi proprio nei social diffamando, o sputando veleno, a destra e a manca.
Quella che una volta era la pessima abitudine al pettegolezzo, alla maldicenza o all'insulto, è dal web elevata all'ennesima potenza, con effetti collaterali deprecabilissimi, come la traccia che rimane nella rete praticamente per sempre e la vastità del pubblico raggiunto. E' chiaro che quando il web diventa un luogo dove seminare odio verso qualcuno, ci può stare qualche - perdonate l'espressione - altro imbecille (perché il primo è l'hater), che potrebbe sentirsi chiamato a compiere chissà quali azioni ai danni del soggetto preso di mira.
La scoperta di questa nuova parola è legata ad una notizia di qualche giorno fa: Bebe Vio è stata insultata e minacciata su Facebook. Vi rendete conto? Una campionessa paralimpica, testimone di coraggio e di tenacia, viene presa di mira e minacciata in una pagina creata appositamente per questo!
Ma cosa c'è nel cervello di queste persone? O meglio, cosa non c'è?!!!
In modo spiritoso e intelligente, ce lo dice proprio Bebe con Alessandro Cattelan.

 

giovedì 23 febbraio 2017

Il mio sito per ripassare giocando

Nel numero di febbraio di una rivista per insegnanti di religione è stato citato il sito dove inserisco giochi e quiz. IRCProf è stato considerato come risorsa per ripassare giocando con il computer o il tablet.
Sono proprio contenta!

lunedì 13 febbraio 2017

Cos'è la Chiesa?

La parola “Chiesa” [“ekklesìa”, dal greco “ek-kalein”, chiamare fuori] significa “convocazione”. Designa assemblee del popolo [At 19,39], generalmente di carattere religioso. È il termine frequentemente usato nell'Antico Testamento greco per indicare l'assemblea del popolo eletto riunita davanti a Dio, soprattutto l'assemblea del Sinai, dove Israele ricevette la Legge e fu costituito da Dio come suo popolo santo [Es 19].
Definendosi “Chiesa”, la prima comunità di coloro che credevano in Cristo si riconosce erede di quell'assemblea. In essa, Dio “convoca” il suo Popolo da tutti i confini della terra. Il termine “Kyriaké”, da cui sono derivati “Church”, “Kirche”, significa “colei che appartiene al Signore” (CCC 751).
In senso ampio il termine Chiesa include tutta l’umanità di tutti i tempi: tutti, infatti, siamo chiamati a far parte di questa comunità (Lumen Gentium, 9: In ogni tempo e in ogni nazione è accetto a Dio chiunque lo teme e opera la giustizia (cfr. At 10,35). Tuttavia Dio volle santificare e salvare gli uomini non individualmente e senza alcun legame tra loro, ma volle costituire di loro un popolo, che lo riconoscesse secondo la verità e lo servisse nella santità).
Non dobbiamo quindi pensare alla Chiesa come a una semplice istituzione, o a qualcosa che non ci riguardi.
La Chiesa è una iniziativa di Dio che si rivela nella storia, cominciando da Abramo per arrivare a Gesù, per rivelare e spiegarci il Suo amore per l'umanità.
A tal proposito vi propongo le parole di Papa Francesco nell'udienza del 18 giugno del 2014:



Ma allora, perché Dio vuole la Chiesa? Perché non desidera redimerci singolarmente, ma tutti insieme, e vuole fare di tutta l’umanità il proprio popolo. L'essere umano, nel progetto di Dio, non è fatto per l'individualismo. Dio stesso non è a-sociale, ma Trinità, ovvero una comunione inserita in un eterno scambio di amore. In base al modello divino anche l'uomo è orientato alla relazione, allo scambio, alla partecipazione e all'amore (vedere Youcat, nn 121-122) e in questa relazione (con Dio e con gli altri), realizza la propria umanità.

venerdì 3 febbraio 2017

Percorso di apprendimento per i miei alunni del liceo sportivo

Inserisco le slide che illustrano il nuovo percorso di apprendimento per le mie prime tre classi del
liceo scientifico sportivo.

1LSS
 
2LSS
 
3LSS

lunedì 30 gennaio 2017

Il mondo appartiene a chi lo rende migliore

Ieri ho letto un commento di Ermes Ronchi al Vangelo delle Beatitudini e vorrei condividere con voi, cari alunni di terza, impegnati a riflettere sull'idea di felicità, alcuni pensieri.
Gandhi, che non nascondeva la sua ammirazione per Gesù e il suo Vangelo, diceva che le Beatitudini sono “le parole più alte del pensiero umano”. Se ci pensate bene sono parole che riaccendono la nostalgia per un mondo più bello, buono, dove la violenza e la menzogna sono sostituite dalla misericordia, dagli atteggiamenti di pace, dall'amore per la verità, dal perdono. Le beatitudini non sono nuovi comandamenti, ma ci propongono la buona notizia che Dio regala vita a chi produce amore, che se uno si fa carico della felicità di qualcuno il Padre si fa carico della sua felicità.
Se Dio mi parla di beatitudine vuol dire che Lui ha a cuore la mia ricerca di felicità. Il mio sogno di felicità è anche il suo, ed è per questo che a Lui interessa farmi capire dove posso trovare una risposta a questa mia ricerca. Gesù è venuto a portare una risposta. Una proposta che, come al solito, è inattesa, controcorrente, che scardina le nostre certezze: felici non sono i ricchi, ma i poveri, non i prepotenti e gli ingannatori, ma gli ostinati a proporsi giustizia, i costruttori di pace, quelli che hanno il cuore dolce e occhi bambini, i non violenti, quelli che sono coraggiosi perché inermi. Sono loro la sola forza invincibile.
Le beatitudini sono il più grande atto di speranza del cristiano, perché ci dicono che il mondo non è e non sarà, né oggi né domani, sotto la legge del più ricco e del più forte. Il mondo appartiene a chi lo rende migliore. Il mondo non sarà reso migliore da coloro che accumulano più denaro. I potenti sono come vasi pieni, non hanno spazio per altro. A loro basta prolungare il presente, non hanno sentieri nel cuore. Se accogli le Beatitudini la loro logica ti cambia il cuore, sulla misura di quello di Dio; te lo guariscono perché tu possa così prenderti cura bene del mondo.
E il mondo ha tanto bisogno di bene.

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