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giovedì 29 aprile 2010

Fidati di me

Lo scorso sabato, con i ragazzi del catechismo, ci siamo recati dalle Clarisse di Camerino per prepararci all'evento della canonizzazione della Beata Camilla Battista, che avverrà il prossimo 17 ottobre.
Una sorella clarissa ci ha illustrato la vita della santa, di cui ho avuto modo di parlarvi un po' di tempo fa.
Nulla di eccezionale nella fanciulla Camilla, se non la fortuna di essere accolta,  anche se figlia illegittima, dal padre, il duca Cesaro Varano, nella vita di corte. La decisione di farsi suora andrà maturando in questa giovane tra feste e balli, tra resistenze alla volontà di Dio fino alla "capitolazione". Solo nel sì a Gesù, Camilla troverà il senso della sua vita, la gioia vera. Questo arrendersi al progetto di Dio ci è stato descritto, data l'età dell'uditorio,  con l'immagine di Aladin che cerca di convincere la principessa Jasmine a lasciare la sua reggia, per un viaggio sul suo tappeto volante. "Fidati di me" è quanto dice Aladin.
"Fidati di me" è quello che Dio chiese a Camilla; è quello che Dio chiede ad ognuno di noi.

mercoledì 28 aprile 2010

Creare esercizi con Educaplay

Ho scoperto Educaplay. Si tratta di un portale per la creazione di attività educative.Le attività create vengono essere inserite nello spazio che Educaplay mette a disposizione, ma possono anche essere inserite nel proprio blog, o pagina web. Le attività che si possono creare sono diverse, vanno dai cruciverba alle corrispondenze, oppure la ricerca di parole, con molto altro ancora. Peccato che la lingua italiana non sia contemplata.
Ah, dimenticavo. E' necessaria la registrazione, che è gratuita.Vi faccio vedere cosa ho realizzato. Bisogna riconoscere gli elementi che appartengono alla diverse confessioni cristiane in modo da inserirli nel gruppo giusto.

lunedì 26 aprile 2010

I cristiani vivono con gioia

« Il cristianesimo è l’esperienza di donne e di uomini che amano la vita, che vivono con gioia la loro esperienza familiare e sociale; le relazioni con gli amici e con i vicini di casa; la politica e la professione; che sanno apprezzare l’umanità in tutte le sue dimensioni: affetti, responsabilità, fatica, amore; che sanno dare un senso alle esperienze difficili che segnano l’esistenza di tutti: la malattia, il dolore, il limite, la solitudine, la morte » . 
Paola Bignardi, pedagogista

sabato 24 aprile 2010

Non ci credo

Il piano di Dio è misterioso, ma la sua volontà di salvare tutti è certa. Per lo meno per chi ci crede.
Una vignetta per sorridere.


giovedì 22 aprile 2010

Tagxedo

Segnalato da maestro Alberto, vi presentoTagxedo, una applicazione web che permette di creare tag cloud artistiche completamente personalizzate. Si può caricare un file di testo, inserire un’URL di un sito web oppure digitare o incollare una scritta per procedere alla creazione attraverso un comodo editor visuale.
Si può cambiare il tema, i colori del testo, il tipo di font, la direzione delle etichette, il layout con un semplice click del mouse e in tempo reale. Maggiori saranno le occorrenze delle parole più grandi saranno le etichette.
Allo stesso modo si può cambiare la forma della tag claud, aggiungere un colore di background, modificare le dimensioni, eliminare le parole indesiderate.
Concluso il semplice processo di creazione la nuvola di parole calde può essere salvata come immagine JPEG o PNG ad alta risoluzione.
Tagxedo offre la possibilità di caricare un’immagine da usare come forma per le proprie tag cloud.

Tagxedo è uno strumento gratuito che non richiede registrazione.
Vi faccio vedere la tagcloud che ho preparato con i numeri del Catechismo della Chiesa Cattolica che parlano della risurrezione di Gesù.

mercoledì 21 aprile 2010

I racconti della creazione

Tradizioni Jahvista e Sacerdotale, Che saranno mai? Ci si riferisce ai racconti della creazione in Genesi. Per approfondire il discorso, vi rimando a quanto ha riportato l'amico Loris, anche lui insegnante di religione nella scuola media, nel suo blog.
Cliccate sull'immagine.

Chagall - Creazione

martedì 20 aprile 2010

Il seder pasquale

Ecco la seconda parte dell'articolo pubblicato su Popotus allegato ad Avvenire del 1° aprile. Troverete la descrizione del seder pasquale, cioè del rito che accompagna la pasqua celebrata dagli ebrei.

Ben 14 portate, anzi per la precisione si tratta di 14 riti. Così si compone il "seder", che significa "ordine", ovvero la cena tradizionale della Pasqua ebraica: una cerimonia complessa e ricca di simbologie che ancora oggi  milioni di ebrei celebrano in tutto il mondo ogni primo sabato di primavera ricordando l'Esodo. Si comincia con la benedizione di una coppa di vino, che poi si beve appoggiando il gomito sinistro su un cuscino di seta. Segue la prima lavanda delle mani. Poi si mangia una foglia di sedano intinta nell'aceto (segno amaro della schiavitù in Egitto) e si spezza il primo pane azzimo, metà del quale viene però nascosto sotto la tovaglia o in altro luogo.
Il quinto gesto consiste nella lettura del lungo racconto pasquale, l'"haggadah", fatta come un dialogo tra un padre e il figlio che gli domanda informazioni su che cosa avvenne davvero nella notte del passaggio del Mar Rosso. Quindi si procede con la benedizione di un altro calice di vino, una nuona lavanda delle mani e la divisione del secondo pane azzimo; dopo di che si mangia insalata amara condita con il "charoset" un composto denso di mele, frutta secca e vino che, avederlo, sembra la malta dei mattoni: anche questo indica i lavori forzati cui gli ebrei furono costretti dal faraone. Ancora si spezza poi un pane azzimo, il terzo, e lo si mangia. Ma finalmente siamo arrivati al momento più noto della cena ebraica: quello dell'agnello arrostito, che si gusta preceduto da un antipasto composto di uova e altri cibi.

lunedì 19 aprile 2010

L'ultima cena che fu la prima

Propongo agli alunni delle classi prime alcuni approfondimenti per il loro lavoro di ricostruzione degli eventi relativi alla passione, morte e risurrezione di Gesù.
Durante il periodo pasquale su Popotus ho trovato un articolo interessante sulla Cena Pasquale. Ve lo propongo in due parti: questa è la prima.

E' la Cena più famosa della storia, possibile che non se ne possa conoscerne il menu? Decine di esperti hanno indagato sull’Ultima Cena, per cercare di capire che cosa sia successo in quell’occasione festosa (si commemorava la Pasqua ebraica) e drammatica insieme, vista la vicinanza con la Passione. Di sicuro Gesù non compì solo un rito simbolico ma un pranzo vero e proprio con i suoi apostoli, lo dicono i Vangeli stessi: «Mentre mangiavano, prese il pane...»; e poi ancora: «Dopo aver cenato, prese il calice...». Lo conferma indirettamente anche il fatto che il Messia indicò Giuda il traditore come «colui che ha intinto il boccone nel piatto con me»: segno che sul tavolo c’erano (del resto secondo l’uso dell’epoca) vassoi comuni nei quali si trovava una pietanza, forse le erbe amare della cena di Pasqua. Però Gesù usa gli stessi gesti e i cibi tradizionali della sua religione d’origine (il pane, il vino...) cambiando il loro significato in un modo straordinario e non concepibile per un ebreo: «Questo pane, questo vino – dice appunto – sono il mio corpo e il mio sangue...». Egli collega così il rito che ricordava l’uscita del suo popolo dall’Egitto con l’esperienza tragica che lui stesso subirà di lì a poco: si tratta di due «liberazioni» storiche e divine insieme, simili ma nel medesimo tempo diversissime.
L’Ultima Cena è diventata anche la Prima.
FONTE: Popotus

domenica 18 aprile 2010

Alla scoperta di alcuni luoghi della fede

A partire da domani sera, in seconda serata, Canale 5 trasmetterà una serie di reportage su alcuni importanti luoghi della fede. Si parte con L'Arca perduta, per raccontare la storia della più leggendaria e controversia reliquia, l'Arca dell'Alleanza, che la Bibbia descrive come una cassa di legno rivestita d'oro e riccamente decorata. Dio ordinò a Mosè di costruirla perchè fosse un segno della sua presenza in mezzo al popolo. Scomparsa più di tremila anni fa, è forse custodita nella Chiesa di Santa Maria di Sion, ad Axum, in Etiopia.
Ho avuto già modo di parlarne e per questo, cliccando qui, potete leggere cosa avevo scritto.
Il secondo reportage sarà dedicato all'apostolo Giacomo e a Santiago de Campostela. Ho già scritto del lungo percorso che i pellegrini, fin dal Medioevo, intraprendono attraverso la Francia e la Spagna per giungere al santuario di Santoago, presso cui il discepolo sarebbe sepolto.
A chiudere il ciclo sarà Le case di Maria, lo speciale dedicato alla figura della Vergine, a partire dallo straordinario ritrovamento della sua casa terrena ad Efeso.
Vi ricordate? abbiamo detto che il pellegrinaggio è la ricerca di una risposta alla domanda di senso che accompagna ogni creatura umana. Attraverso questi speciali televisivi, comodamente seduti a casa, potremo "assaggiare" questo viaggio dell'uomo alla ricerca del volto di Dio.
Peccato che, come al solito, le trasmissioni più belle siano relegate alla seconda serata. Non ci resta che il videoregistratore!

sabato 17 aprile 2010

Il naufragio di Paolo, 1950 anni fa

In occasione del 1950.mo anniversario del naufragio di San Paolo, il Papa sarà a Malta, oggi e domani. Dopo l’incontro con le autorità civili, il Pontefice visiterà la Grotta di San Paolo a Rabat. Nell'isola, San Paolo restò per tre mesi (Atti, capp. 27-28) e  in questa grotta, sopra la quale oggi c'è la chiesa di san Publio, l'Apostolo delle Genti pregava, predicava la parola di Dio, celebrava l’eucaristia, e fondava e formava la prima comunità cristiana dell’isola.
Vi lascio un cartone animato che ricostruisce la vicenda del naufragio.


venerdì 16 aprile 2010

Ripassiamo i sacramenti

Per il ripasso, propongo agli alunni delle seconde questo quiz sui sacramenti.
Come al solito vi invito a cliccare sull'immagine.

giovedì 15 aprile 2010

San Nativo Digitale

Non so se ci avete fatto caso, ma tra i link consigliati compare questa simpatica immagine.

 Di che si tratta?
Vi riporto cosa ha scritto l'amicoweb e collega Luca che spesso cito nel mio blog:

"L’idea mi è venuta dalla considerazione che gli adolescenti passano molto del loro tempo su Facebook ma condividono spesso notizie e argomenti di poco valore educativo; loro stessi sentono però il bisogno di leggere ogni tanto qualcosa di edificante. Allora prendendo spunto da San Scolaro che don Milani fece realizzare a Barbiana, con alcuni colleghi ho pensato di realizzare una pagina dedicata ad un Santo molto attuale, ovviamente inventato e scherzosamente chiamato “San Nativo Digitale”, proprio su Facebook, la piazza dove i giovani oggi “abitano”. Lo scopo per adesso è semplice, raccogliere in un unico luogo video, notizie, riflessioni, da far circolare nel mondo degli adolescenti. (...)
San Nativo come potrete vedere nell’immagine è un bambino con in mano un ipod e un netbook. Per chi di voi avesse un account su Facebook l’invito è a diventare un fan di “San Nativo Digitale” e al tempo stesso condividere la notizia con gli amici e conoscenti e magari anche su qualche sito o blog, parrocchiale e non… La pagina di San Nativo si trova a questo indirizzo."

Che aspettate? Diventate fan!!!

mercoledì 14 aprile 2010

Creare animazioni con pochi clik

Xtranormal è un'applicazione che vi permette di creare semplici animazioni.
Vi faccio vedere cosa ho realizzato. Ogni tanto c'è bisogno di farsi un po' di pubblicità!

martedì 13 aprile 2010

Gli eventi della passione, morte e risurrezione di Gesù

Propongo ancora agli alunni delle classi prime esercizi sugli eventi relativi alla passione, morte e risurrezione di Gesù. Bisogna cliccare sulle immagini per avviarli.
  

lunedì 12 aprile 2010

La passione di Gesù

Per ripassare gli eventi relativi alla passione di Gesù, vi propongo questo gioco.
Ricordatevi i luoghi, i protagonisti e i momenti in cui si svolgono i fatti narrati nei Vangeli. In particolare, andate a rileggere i brani relativi all'ultima cena e agli eventi successivi.
.

domenica 11 aprile 2010

L'Ostensione della Sindone, il mistero di un sudario

Dal pomeriggio di ieri è possibile accedere all' Ostensione della Sindone. E' un evento eccezionale che va al di là della semplice curiosità del vedere un telo su cui si è tanto scritto e discusso.
Ovviamente la fede non ha bisogno di questo lenzuolo per credere nella risurrezione di Gesù, ma l'immagine che vi è impressa interroga credenti e non credenti.
Come ha detto il cardinale Poletto, durante la Messa con cui si è aperta l'Ostensione, "Vogliamo vivere questo momento con tanta fede e tanto amore verso Cristo" , aggiungendo che il Sacro Lino è "un dono straordinario fatto alla Chiesa di Torino, perché si trova qui, ma anche a tutta la Chiesa e a tutto il mondo".
Questa immagine della sofferenza di Cristo ci invita a pensare "alle grandi tribolazioni di molte famiglie povere, dei senza lavoro, alle croci quotidiane dei malati e dei moribondi, di quanti faticano a vivere dignitosamente e alle tante sofferenze nascoste vissute nel silenzio tra lacrime e disperazione".
Certo che è curioso come questo telo interroghi più gli uomini e le donne di oggi che non quelli dei secoli passati. La tecnologia ci permette infatti di notare particolari che sfuggono all'occhio umano, ma nello stesso tempo ci mette di fronte ai nostri limiti, alla nostra incapacità di dare risposte a tutto.
Vi lascio questa scena, l'ultima del film "La Passione", in cui la cinepresa si sofferma sul lenzuolo che si "svuota" del corpo di Gesù. Dai racconti evangelici fu proprio questa "stranezza", quella cioè del lenzuolo rimasto esattamente dove era stato deposto il corpo di Gesù, a convincere Giovanni, l'unico ad assistere alla sepoltura, della risurrezione.
"Uscì allora Simon Pietro insieme all'altro discepolo, e si recarono al sepolcro. Correvano insieme tutti e due, ma l'altro discepolo corse più veloce di Pietro e giunse per primo al sepolcro. Chinatosi, vide le bende per terra, ma non entrò. Giunse intanto anche Simon Pietro che lo seguiva ed entrò nel sepolcro e vide le bende per terra, e il sudario, che gli era stato posto sul capo, non per terra con le bende, ma piegato in un luogo a parte. Allora entrò anche l'altro discepolo, che era giunto per primo al sepolcro, e vide e credette". (Gv 20,3-8)

sabato 10 aprile 2010

Oggi ho deciso di perdonare

Ogni anno, per la precisione il 21 marzo, l'associazione "Libera" organizza eventi per ricordare le vittime della mafia. Quest'anno la giornata è stata celebrata a Milano, con un corteo a cui hanno partecipato tantissime persone, tra le quali i familiari delle vittime di mafia.
Leggendo dell'iniziativa sul quotidiano Avvenire, mi ha particolarmente colpito la testimonianza di Debora Cantisano, che desidero condividere con voi.
"Lollò Cantisano era un bravo fotografo e una persona per­bene. Aveva una bella fami­glia e aveva coronato il sogno di u­na vita, comperarsi una casetta in riva al mare per l’estate a Bovali­no Marina. La ’ndrangheta lo rapì nel 1993, la famiglia pagò il ri­scatto, ma lui non fece mai più ri­torno.E per dieci, terribili anni di lui non si è saputo più nulla.
«Poi – racconta Debora, sua figlia, 38 anni – nel 2003 ricevo una let­tera anonima. Un uomo indicava il punto dove è stato sepolto e rac­conta a che i sequestratori l’ave­vano ucciso per errore. Volevano tramortirlo, ma lui era morto per un colpo ricevuto in testa. Aveva 56 anni. Il medico legale ha con­fermato che lo hanno ammazza­to sfondandogli il cranio. La let­tera si concludeva con una di­chiarazione di pentimento e la ri­chiesta di perdono».
Debora non si è mai arresa, ha sempre reagito al dolore impe­gnandosi.
 
«Dopo il sequestro organizzam­mo un comitato di giovani, fu u­na cosa che fece rumore a Bova­lino. Volevamo tenere viva l’at­tenzione. Sono stati anni alluci­nanti, la speranza che mio padre fosse vivo non mi ha mai abban­donato. Almeno abbiamo potuto seppellirlo, rispetto ad altri siamo stati fortunati». Questa donna pic­cola e forte si è avvicinata a Libe­ra, si è impegnata negli incontri con i giovani. Oggi la casa sul ma­re di Lollò ospita campi estivi. So­prattutto, in lei è maturato il de­siderio di perdonare l’assassino del papà.
  «Quella lettera mi ha colpito. So­no credente e se uno decide di pentirsi, significa che ha compiu­to un cammino. Credo che un as­sassino possa cambiare e possa sinceramente diventare un’altra persona. Questo me lo diceva an­che mio padre». Così oggi Debo­ra ha deciso di incontrare i dete­nuti del carcere di Reggio Cala­bria.
 
«Non sono boss, sono la manova­lanza delle ’ndrine. Ma mi siedo di fronte a loro e racconto la storia di mio padre. Tutto qui. In genere da questo nasce un confronto. Cre­do che questo possa essere di sprone per chi ha sbagliato». Per prevenire altro male e riparare quello che è stato fatto".

venerdì 9 aprile 2010

Diventare sacerdote

La vita ci chiama a delle scelte, e scegliere non è sempre facile. Avete visto quanti dubbi o incertezze per la scelta della scuola superiore? Pensarsi, alla vostra età, come voler essere tra dieci anni, è un esercizio difficile.
Qualche giorno fa, in alcune classi, si parlava proprio di questo: di come non fosse facile immaginarsi nel futuro e di come, molte volte, i progetti che si hanno in mente dipendano troppo dai modelli che ci propone la televisione e la società in generale.
L'ho buttata là - vi ricordate? - la domanda se qualcuno di voi avesse mai pensato ad una scelta religiosa, se qualche ragazzo avesse mai sentito il desiderio di diventare prete. Commenti divertiti, scongiuri...queste le reazioni.
Per "provocarvi" ancora un po', vi propongo questo video, segnalato da Cesar su Aula de Reli, che racconta una vocazione al sacerdozio. Il titolo è "Sacerdote, testimone di misericordia". E' in spagnolo, ma anche se non sapete decifrare i titoletti che ogni tanto compaiono, vi sarà chiaro che essere sacerdote vuol dire essere a fianco dell'umanità, come ha fatto Gesù, portando speranza, conforto, testimoniando l'amore di Dio per ogni essere umano.



Andate anche a rivedere questo video realizzato da un gruppo di seminaristi, cliccando qui.

giovedì 8 aprile 2010

Un No al razzismo

Non so se avete mai sentito parlare di Rosa Parks. Vale la pena ricordare questa donna minuta morta nel 2005.
Il primo dicembre 1955 Rosa Louise McCauly sposata Parks, dopo una giornata di lavoro particolarmente pesante (era lavorante sarta in un grande magazzino di Montgomery, la capitale dell'Alabama), e dopo una lunga attesa alla fermata dell'autobus e al freddo, salì sull'autobus ed essendo esausta si mise a sedere in una delle file di mezzo, contravvendo a quelle che erano le disposizioni del tempo, che "riservavano" ai neri solo i posti in fondo. Infatti, negli stati del Sud degli USA, come l'Alabama, vigevano le leggi di “Jim Crow” che imponevano una violenta segregazione alla popolazione “di colore”. I negroes, come venivano chiamati con disprezzo gli afroamericani, non potevano accedere ai luoghi frequentati dai bianchi. “White only” era il cartello che appariva dappertutto, fuori dai ristoranti, dalle scuole, sui treni… I negroes avevano il loro bagni pubblici, i loro ospedali, scuole, negozi, i loro posti nei mezzi pubblici.
L'autobus continuò a caricare passeggeri finchè non fu pieno. Il conduttore del mezzo, vedendo un bianco   in piedi, pretese che Rosa si alzasse e gli cedesse il posto.
Rosa Parks si rifiutò e pronunciò un chiaro "No". Da questa semplice parola scoppia un caso, e Rosa venne arrestata. La comunità nera locale guidata da un giovane pastore di nome Martin Luther King organizzò un boicottaggio alla società dei trasporti, e portò la vicenda di Rosa fino alla Corte Suprema degli Stati Uniti. Alla fine, la segregazione sugli autobus venne dichiarata incostituzionale, e cominciò così una pagina nuova della storia americana.
Il libro "No. Il rifiuto che sconfisse il razzismo"  di Paola Capriolo, racconta la storia di questa pacifica battaglia che segnò la sconfitta di un sistema razzista e violento

mercoledì 7 aprile 2010

Proteggi il sogno

Quel che fatto, è fatto. La data ultima per iscriversi alle scuole superiori è passata. Come Funzione Strumentale per l'Orientamento, incontrando le classi ho visto ragazzi abbastanza convinti, altri pieni di dubbi e timori. E' sicuramente la prima scelta importante che vi viene chiesta, e alcuni  di voi non si sentono ancora preparati, per quanto la scuola faccia e vi proponga per l'orientamento.
"Abbiamo fatto la scelta giusta?" Chi lo sa!
Ma ricordatevi, come ho avuto più volte modo di dirvi, che una scelta che nasca solo dalla paura non è una buona scelta. Bisogna senz'altro essere realisti, tenere conto della propria preparazione, delle materie in cui si riesce meglio e di quelle in cui si è carenti, ma...non rinunciate subito ai nostri sogni e, soprattutto, non prendetevi il lusso di non impegnarvi per ciò che sentite essere giusto e buono!
Vi lascio le parole di un bel film, che, sono sicura, vi rimarranno nella mente (e nel cuore) più delle mie.

lunedì 5 aprile 2010

Come leggere la Bibbia

Arrivati a questo punto, dopo aver cercato di capire i confini della scienza e quelli della fede, cerchiamo di togliere ogni dubbio anche alla questione relativa alla Bibbia e alla scienza.
Sull'origine del mondo, ha ragione la Bibbia o la scienza?
Guardate cosa diceva Galileo:
Galileo e la Bibbia
Aveva proprio ragione, perchè la Bibbia non è un libro di scienza, ma di fede. 
Ma allora, la Bibbia va interpretata? Direi proprio di sì, perchè se la leggiamo alla "lettera" finiamo per prendere dei grossi abbagli.
Vi riporto cosa dice in proposito il Catechismo della Chiesa Cattolica:
109. Nella Sacra Scrittura, Dio parla all'uomo alla maniera umana. Per una retta interpretazione della Scrittura, bisogna dunque ricercare con attenzione che cosa gli agiografi hanno veramente voluto affermare e che cosa è piaciuto a Dio manifestare con le loro parole [Conc. Ecum. Vat. II, Dei Verbum, 12].
110. Per comprendere l'intenzione degli autori sacri, si deve tener conto delle condizioni del loro tempo e della loro cultura, dei “generi letterari” allora in uso, dei modi di intendere, di esprimersi, di raccontare, consueti nella loro epoca. [...].  
Vi propongo una scheda per analizzare il racconto della Creazione.

domenica 4 aprile 2010

La Pasqua Ortodossa

I ragazzi, a scuola, mi hanno chiesto se anche la Pasqua ortodossa aveva una data diversa da qualla cattolica, così come accade per il Natale.
Effettivamente le due date non coincidono, dato che la chiesa ortodossa segue il calendario giuliano e non quello gregoriano. Ma quest'anno cattolici e ortodossi la festeggeranno lo stesso giorno, cioè  il 4 aprile. Quest'anno  allora avremo un motivo in più di grande gioia! Auguri a TUTTI.

sabato 3 aprile 2010

Dio, un amore appeso ad una croce per tutti

Da un' intervista a don Domenico Sigalini, vescovo di Palestrina e assistente generale dell'Azione cattolica italiana:
"Mi ha sempre meravigliato come tante persone credano che Dio sia vendicativo, lontano dai nostri veri bisogni, uno da cui difendersi. E sì che è da un bel po' di tempo che la gente non sente tuonare dai pulpiti i castighi di Dio! Significa forse che ancora non c'è fede in Dio, non si ha il coraggio di affidarsi, si crede di tenere in mano la vita e di essere autosufficienti e di avere Dio come concorrente della nostra libertà e autonomia. Invece ha due braccia che sono la fine del mondo, al di fuori di esse non puoi mai cadere. E' il perdono fatto persona, un amore appeso ad una croce per tutti".
FONTE: Segno, marzo 2010

venerdì 2 aprile 2010

Dio e il male

Si può considerare il male una punizione divina?
E' una tentazione che ci coglie frequentemente, quella cioè di addebitare a Dio la responsabilità delle cose che non vanno bene; ma è proprio così?
Il male sicuramente ci interroga e ci lascia dubbiosi, ma il  Vange­lo proclama l’innocenza di Dio, che è buono e non può volere il male, mettendo ciascuno in guardia dal pensare che le sventure siano l’ef­fetto immediato delle colpe personali di chi le su­bisce. Dobbiamo imparare, così ha detto  Benedetto XVI in una delle sue riflessioni in questo periodo di Quaresima «a leggere i fat­ti della vita nella prospettiva della fede, animati cioè dal santo timore di Dio». «In presenza di sofferenze e lutti – ha sottolineato ancora papa Ratzinger – vera saggezza è lasciarsi inter­pellare dalla precarietà dell’esistenza e leggere la storia umana con gli occhi di Dio, il quale, vo­lendo sempre e solo il bene dei suoi figli, per un disegno imperscrutabile del suo amore, talora permette che siano provati dal dolore per con­durli a un bene più grande». E così, ha insistito Benedetto XVI, «le sventure, gli eventi luttuosi, non devono suscitare in noi curiosità o ricerca di presunti colpevoli, ma de­vono rappresentare occasioni per riflettere, per vincere l’illusione di poter vivere senza Dio, e per rafforzare, con l’aiuto del Signore, l’impegno di cambiare vita». Inoltre «di fronte al peccato, Dio si rivela pieno di misericordia e non manca di ri­chiamare i peccatori ad evitare il male, a cresce­re nel suo amore e ad aiutare concretamente il prossimo in necessità, per vivere la gioia della grazia e non andare incontro alla morte eterna».



giovedì 1 aprile 2010

Il digiuno

Da Avvenire del 31 marzo 2010, l'intervista ad un esperto di cibo e religioni.

« I nostri antenati? Digiunavano o si astenevano dalle carni fi­no a centocinquanta giorni al­l’anno: in Avvento e in Quaresima, pri­ma della Pentecoste e di ogni festa ma­riana. Oggi è persino raro trovare chi os­serva il digiuno almeno il Mercoledì del­le ceneri ed il Venerdì Santo». Scuote la testa Massimo Salani, 51 anni, sposato e padre di una figlia, mantovano di ori­gine e pisano di adozione, docente di patrologia e storia delle religioni all’I­stituto teologico interdiocesano Mon­signor Enrico Bartoletti a Camaiore e in­segnante di religione e vicepreside all’i­stituto alberghiero Matteotti a Pisa. Sa­lani ha studiato e scritto molto del rap­porto tra credenti e cibo. Portano la sua firma A tavola con le religioni (Edb), con il quale ha vinto il premio nazionale di storia e saggistica nel 2001 a Novara; Il maestro di tavola (sempre Edb), molto utilizzato in tutti gli istituti alberghieri e turistici d’Italia, e diverse altre pubbli­cazioni. E numerosi contributi ad altre pubblicazioni a tema: l’ultimo, Invitati al banchetto di Dio( Edizioni Plus), in u­scita nelle prossime settimane.
 Professor Salani, quale significato at­tribuiscono i cattolici al digiuno eccle­siastico?

 «Il digiuno prepara il nostro corpo al­l’incontro con il Signore. Chi ha inten­zione di ricevere l’Eucarestia è sempre tenuto a un digiuno da cibi e bevande per almeno un’ora».

 Il digiuno è una prassi consolidata an­che
in altre religioni...
 «I musulmani si astengono dal cibo e dalle bevande dal sole al tramonto nel mese lunare di Ramadan; molti indui­sti digiunano nei giorni di festa, al con­trario dei cristiani che santificano la do­menica anche a tavola: è stato lo stesso Gesù a ricordarci di non digiunare quan­do c’era lui (Mt 9,15). Gli ebrei digiuna­no per il giorno del Yom Kippur (è il no­no giorno del mese di Av), anche se quel­li ortodossi osservano il digiuno tutti i lu­nedì ed i giovedì. Tra i cristiani, i più at­tenti alla prassi del digiuno sono gli or­todossi. I cattolici hanno perso, nei se­coli, il senso del digiuno: nel Medioevo lo osservavano per prepararsi a tutte le maggiori festività, oggi faticano a ri­spettarlo
due gior­ni l’anno».
 Quale rapporto hanno i credenti con la carne?

 «Induisti e buddi­sti non mangiano nessun tipo di car­ne: a loro è impe­dito di uccidere o­gni essere 'sen­ziente'. Infatti so­no vegetariani. Ai cattolici è raccomandata l’astinenza dal­le carni tutti i venerdì dell’anno – ecce­zion fatta per quelli che coincidono con
una solennità».
 Da quali carni astenersi?

 «Le carni degli animali terrestri. È inve­ce possibile consumare del pesce, pur­ché non sia grasso, come nel caso del­l’anguilla o della capitona. Bene invece il pesce azzurro, molto conosciuto in Toscana: come ha 'certificato' il pa­leontologo pisano Francesco Mallegni, anche Santa Bona ne faceva uso».

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