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venerdì 26 dicembre 2014

Il male: sfida per il futuro?

Una riflessione che forse può aiutare noi adulti a dare una risposta ai nostri ragazzi, colpiti, come tutti noi, dalla tragedia che si è consumata nella nostra comunità.

«Perché esiste il male?
Facciamo fatica a trovare una risposta a questa domanda.
La cerchiamo, la desideriamo, a volte la pretendiamo.
La cercano, la desiderano, la pretendono i giovani, che ci guardano e sembrano rimproverarci per la nostra incapacità di lasciare loro un mondo migliore.
Qualche tempo fa una persona mi disse che senza il male non saremmo in grado di apprezzare in tutta la sua pienezza il bene. In queste parole – che sulle prime mi sembrarono vuote e prive di senso – forse sta la risposta alla nostra domanda.
Dacché l’uomo ha iniziato a condurre la sua millenaria esistenza su questa benedetta terra, sempre si è data la lotta tra il bene e il male. E probabilmente sarà così fino all'ultimo giorno in cui ci saranno uomini in questo mondo: la lotta del bene contro il male non finirà mai.
Sempre il germe del male crescerà assieme al desiderio di bene. E ciò non solo attorno a noi ma anche dentro di noi: nessuno infatti può ritenersi libero dagli artigli del male, neanche coloro che fanno del bene la loro ragione di vita. Ne erano convinti i santi, che si ritenevano capaci dei peggiori crimini eppure erano – sono – le persone più felici e più gioiose del mondo. Anzi, il loro esempio di luce risalta ancora di più se messo accanto alle miserie di cui è capace ogni essere umano.
Forse è proprio vero: senza il male, senza la consapevolezza del male che vediamo tutti i giorni, non saremmo in grado di apprezzare la grandezza e la bellezza del bene. Così come in un quadro non apprezzeremmo le luci se non ci fossero le ombre. Ma c’è di più: il desiderio di fuggire le tenebre della vita ci spinge quasi istintivamente a cercare con più forza la luce.
Prendere coscienza di questa lotta eterna, che ci accompagnerà fino alla fine dei nostri giorni, non è allora fatalismo cinico e senza speranza. Non è l’eterno ritorno nietzschiano, che finisce inevitabilmente per lasciare l’amaro in bocca tipico di chi non sa dare un senso ultimo alle proprie azioni. Non siamo il granello di polvere che viene capovolto assieme all'eterna clessidra dell’esistenza, per dirla con parole del filosofo tedesco.
 “Il mondo è davvero pieno di pericoli, e vi sono molti posti oscuri; ma si trovano ancora delle cose belle, e nonostante che l’amore sia ovunque mescolato al dolore, esso cresce forse più forte”. Di frasi come queste è piena la letteratura di tutti i tempi, che dell’uomo descrive le aspirazioni più profonde. Come quella di desiderare sempre che il bene trionfi sul male.
Perché, in fondo, che esso cresce più forte, è una convinzione che nessuno potrà mai cancellare dal nostro cuore.
Sforziamoci di mostrarlo con la nostra esistenza e i ragazzi, che ci guardano come custodi del loro futuro, non solo ce ne saranno grati per tutta la vita, ma torneranno a credere e a sperare che un mondo migliore è ancora possibile». 
Fonte: http://www.lasfidaeducativa.it/se-il-male-diventa-una-luce-per-il-futuro/

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