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La moschea

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Immagine tratta dal libro: Religione Perchè? , EDB La moschea è il luogo di preghiera per i fedeli dell'Islam. La parola italiana deriva direttamente dallo spagnolo "mezquita", a sua volta originata dalla parola araba "masjid" arabo: مسجد che indica il luogo in cui si compiono le sujūd , le prosternazioni che fanno parte dei movimenti obbligatori che deve compiere il fedele orante. Un tipo di masjid particolare è la masjid jāmi‘ , la moschea "congregazionale", dove si auspica per l'Islam che si radunino collettivamente i fedeli al fine di adempiere all'obbligo della preghiera obbligatoria ( ṣalāt ) del mezzogiorno ( zuhr ) del venerdì.In quanto luogo di preghiera la moschea non ha elementi indispensabili ma solo utili allo scopo. È infatti possibile pregare anche all'aperto, o dentro una casa qualsiasi, purché il terreno riservato alla ṣalāt sia delimitato da qualche oggetto (tappeto, stuoia, mantello, sassi) e sia il più possibile...

Liliana Segre racconta la sua deportazione

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Il 30 gennaio 1944 dal binario 21 della Stazione Centrale di Milano partirono, ammassati sui vagoni, cittadini italiani di religione ebraica, per una destinazione che ormai ci è nota: i campi di sterminio da cui soltanto pochi sarebbero ritornati. Liliana Segre, che allora era una ragazzina della vostra età, racconta la sua esperienza. Vi propongo il video "Binario 21 - Memoriale della Shoa di Milano". La storia della signora Segre è stata raccolta in questo libro :

I volti della memoria

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Il Centro di documentazione ebraica contemporanea , ha messo in rete, proprio per la Giornata della Memoria, i volti  di 364 ebrei italiani finiti nei lager. Ciò che colpisce nelle immagini custodite nel sito, è la foto di uomini, donne, bambini, giovani, ritratti nella loro "normalità". Non vediamo i volti, tristementi noti, dei lager, con le stelle gialle al petto, sulla divisa da prigionieri, ma foto scattate per ricordare un piacevole evento (la gita al mare, la nascita di un fratellino), o foto da mandare ai parenti, o da conservare nell'album di famiglia. Foto scattate nella normalità di quello che era prima che si scatenasse la barbarie. Vi riporto quanto ha scritto Marina Corradi su Avvenire del 27 gennaio: " Proprio la normalità delle immagini ren­de ancora più lacerante la me­moria di ciò che è accaduto.  E poi, ci sono i bambini. Molti bambini. A nidiate, tre fratelli o quattro divisi da pochi anni. Come Fiorella, Anna, At­tilio, nati tra il ’37 e ...

Mi ricordo Anna Frank

Perchè è successo?

Giornata della Memoria 2010

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PREGHIERA DI GIOVANNI PAOLO II AL MURO OCCIDENTALE DI GERUSALEMME Dio dei nostri padri, tu hai scelto Abramo e la sua discendenza perché il tuo Nome fosse portato alle genti: noi siamo profondamente addolorati per il comportamento di quanti nel corso della storia hanno fatto soffrire questi tuoi figli, e chiedendoti perdono vogliamo impegnarci in un'autentica fraternità con il popolo dell'alleanza. R. Amen. Domenica, 26 marzo 2000

Il tempo del silenzio

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" Sono convinto che in questo momento, soprattutto in questa stagione, in cui ci sentiamo travolti dalla barbarie, da una spasmodica ricerca di apparenza e di esposizione, c'è assoluto bisogno di un tempo di silenzio per noi cristiani e per tutti gli uomini. Gli uomini dovrebbero imparare a fermarsi, ad avere un momento di interiorizzazione, meditazione, confronto, distacco. E noi cristiani siamo chiamati ad arrivare ad un ordinario discernimento. Se manca questa dimensione, tutta la nostra azione rischia di essere semplicemente una reazione alle diverse situazioni che ci feriscono o suggestionano. E' una necessità instaurare nella vita un tempo di distanza dalle cose che facciamo per rimetterci a pensare. Altrimenti dimentichiamo chi siamo e dove andiamo ".                                       ...

Ebrei e cristiani: le radici comuni

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Della visita del Papa alla sinagoga di Roma ho avuto modo di parlare. Sono passati ormai diversi giorni, ma vorrei condividere con voi la riflessione che lessi su Avvenire qualche giorno dopo. Si tratta dell'editoriale di Carlo Cardia, che vi riporto quasi per intero, per un approfondimento dei rapporti che ci legano e di quelli che , purtroppo, nel corso della storia ci hanno allontanato. Sappiamo che il popolo ebreo ha molto sofferto per l'atteggiamento dei cristiani, che nei loro confronti hanno oscillato tra il rispetto e, (quanto mi pesa scrivere questa parola!), il disprezzo. Giovanni Paolo II (ricordate?) chiese perdono per il comportamento di chi tanto male fece a questo popolo. Ma veniamo all'editoriale di cui vi parlavo: