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Unici e per questo diversi, ma....

Camilla ha sintetizzato molto bene l' unità di apprendimento che abbiamo affrontato nella prima parte dell'anno. Vi lascio il suo lavoro e approfitto per ringraziarla per l'impegno e la disponibilità mostrate.  

Non si può normalizzare l'Olocausto. La riflessione di un ebreo sopravvissuto alla Shoah.

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L’argomento che più frequentemente si ripete è ancora valido: il popolo ebreo era ed è l’unico popolo destinato all’estinzione completa. Questo significa che un ebreo nell’Estremo Oriente o un ebreo a New York o in Norvegia era condannato a morte. Nessun altro popolo condivide questo destino tranne un popolo dell’antichità, gli Etruschi. Furono estinti e nessuno sa il perché. Un bel giorno i Romani decisero di ammazzare tutti gli Etruschi e questa decisione si trasformò in un fatto. Questa decisione fu tale che i Romani giunsero a distruggere completamente la cultura e la lingua etrusche. Un ulteriore motivo della singolarità di Auschwitz è che nessun popolo fu mai tanto solo quanto quello ebreo. Durante la guerra anche altri uomini furono eliminati dai tedeschi, non solo gli ebrei. Per tutti esistevano comitati di soccorso che sostenevano questa gente. I comunisti furono sostenuti da Mosca, altri da Washington o Londra, gli ebrei non ebbero alcun aiuto. Non ebbero nessu...

Quando vennero a prendere gli ebrei...

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Gira nel web una poesia attribuita erroneamente a Bertold Brecht. In realtà il testo, leggermente differente da quello diffuso, è da attribuirsi ad alcuni discorsi di Martin Niemöller, teologo e pastore protestante tedesco. Non sono in grado di potervi dire di più sull'origine di questo brano, che comunque vi lascio, perchè in questi giorni, in cui ricordiamo la tragedia dell'Olocausto, dobbiamo riflettere sui pericoli legati ad atteggiamenti di indifferenza o tacita complicità. Prima di tutto vennero a prendere gli zingari e fui contento, perché rubacchiavano. Poi vennero a prendere gli ebrei e stetti zitto, perché mi stavano antipatici. Poi vennero a prendere gli omosessuali, e fui sollevato, perché mi erano fastidiosi. Poi vennero a prendere i comunisti, ed io non dissi niente, perché non ero comunista. Un giorno vennero a prendere me, e non c’era rimasto nessuno a protestare.

Una mostra online sulla Shoah in Italia

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Questa mostra on-line racconta, attraverso i documenti dell'epoca, la persecuzione degli ebrei avvenuta in Italia dal 1848 al 1938. Cliccate sull'immagine per accedervi.

Pietre d'inciampo per non dimenticare

Passano gli anni, ma non è possibile dimenticare la tragedia della Shoah. Per non tacitare la nostra coscienza, cadendo nell'errore che la barbarie ebbe altri carnefici, non dobbiamo neanche dimenticare che la persecuzione antiebraica investì cittadini italiani, con la complicità di altri italiani. L'inferno, insomma, non si è compiuto solo oltre le Alpi, perchè anche quartieri e strade d'Italia ne furono il palcoscenico. L'operazione '' Stolpersteine' ', che si è ripetuta a Roma su iniziativa dello scultore tedesco Gunter Demnig, ha come obiettivo quello di non dimenticare i tanti cittadini italiani deportati nei campi di sterminio nazisti perchè di "razza ebraica" (quanto faccio fatica a scrivere un'assurdità del genere!), attraverso l'installazione di nuovi e lucenti sanpietrini nei luoghi da cui furono strappati per sempre. Pietre d'inciampo per non dimenticare. Pietre d'inciampo per ricordare che la follia razzista, xenof...

Video spot per la scelta dell'ora di religione

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L'Ufficio Scuola della Diocesi di Padova ha fatto realizzare questo video per promuovere la scelta dell'Ora di Religione a scuola. Prodotto da don Marco Sanavio e don Andrea Segato, con la collaborazione di alcuni insegnanti di religione, vede come protagonisti  alunni delle scuole superiori della città di Padova.

Perchè non si può fare a meno della comunità

" Nessun uomo è un'isola, intero per se stesso. Ogni uomo è un pezzo del continente, una parte della terra. Se una zolla viene portata dall'onda del mare, l'Europa ne è diminuita, come se un promontorio fosse stato al suo posto, o una magione amica, o la tua stessa casa. Ogni morte di uomo mi diminuisce perché io partecipo dell'umanità. E così non mandare mai a chiedere per chi suona la campana: essa suona per te ". Questa frase di John Donne, poeta inglese che visse tra il XVI e XVII secolo, sta a ricordarci che siamo "interconnessi" gli uni con gli altri. Se ci pensate bene tutta la nostra vita, sin da prima di venire al mondo, è sempre collegata a qualcun altro. Di qualche collegamento, forse avremmo  preferito farne a meno, ma, volenti o nolenti, abbiamo bisogno della comunità. Vediamo cosa possiamo ricevere e imparare da un buon gruppo. Attenzione però. Evitiamo di confondere la comunità o il gruppo con la "banda bassotti" o le ...