La nuova proposta didattica è un viaggio alla ricerca del significato da dare alla parola amore.
Si può ricostruire il percorso cliccando sull'immagine.
L'immagine, che potete vedere ingrandita cliccandoci sopra con il tasto destro, è tratta dal libro: Religione Perchè? , EDB Dopo la distruzione del Tempio di Gerusalemme, avvenuta nel 70 D.C., la sinagoga divenne il centro della vita comunitaria degli ebrei. Sinagoga è termine ebraico per "assemblea, luogo di riunione", col tempo passato a definire il luogo di culto della religione ebraica, essendo la parola stessa la traduzione in greco del termine ebraico בית כנסת ( Beit Kenneset , appunto casa di riunione). In yiddish il termine è šul (שול), il quale corrisponde all'usanza ebraico-italiana di riferire alla sinagoga come "scola", dal quale, ad esempio, la Piazza delle Cinque Scole nel vecchio ghetto di Roma. Nella sinagoga, come potete vedere nell'immagine che apre questo post, troviamo l' arca-armadio ( aròn hakkodeš — אָרוֹן הַקֹּדֶשׁ) contenente i rotoli delle Sacre Scritture ( Torah ), che è incastrata nella parete orientale, che gu...
Immagine tratta dal libro: Religione Perchè? , EDB La moschea è il luogo di preghiera per i fedeli dell'Islam. La parola italiana deriva direttamente dallo spagnolo "mezquita", a sua volta originata dalla parola araba "masjid" arabo: مسجد che indica il luogo in cui si compiono le sujūd , le prosternazioni che fanno parte dei movimenti obbligatori che deve compiere il fedele orante. Un tipo di masjid particolare è la masjid jāmi‘ , la moschea "congregazionale", dove si auspica per l'Islam che si radunino collettivamente i fedeli al fine di adempiere all'obbligo della preghiera obbligatoria ( ṣalāt ) del mezzogiorno ( zuhr ) del venerdì.In quanto luogo di preghiera la moschea non ha elementi indispensabili ma solo utili allo scopo. È infatti possibile pregare anche all'aperto, o dentro una casa qualsiasi, purché il terreno riservato alla ṣalāt sia delimitato da qualche oggetto (tappeto, stuoia, mantello, sassi) e sia il più possibile...
Viviamo in un mondo di immagini. Anche la nostra comunicazione è spesso associata a immagini, come facciamo con gli emoticon di whatsup. Non sempre però siamo in rado di comprendere le immagini. Pensate per esempio all'iconografia dei santi: se sapete tutti riconoscere l'immagine di san Pietro dalla presenza delle chiavi, perché san Paolo viene raffigurato con la spada? oppure ancora, perché i martiri sono riconoscibili dalla palma? Insomma, ammirando le pitture o le statue presenti in una qualsiasi chiesa, sapreste individuare quale santo è raffigurato e perché nella composizione appaiono degli oggetti o vengono utilizzati particolari colori e non altri. Il mondo delle immagini parla più delle parole, particolarmente nell'ambito religioso. Ecco perché, da uno stemmo papale possiamo capire molto del papa che l'ha scelto. Non è passato molto tempo tempo dall'elezione di Leone XIV e vorrei proporvi un confronto tra gli stemmi degli ultimi papi. Li osservermo con atten...
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