Giorgio De Simone , si chiede, sulle colonne di Avvenire del 28 maggio se esiste ancora il timor di Dio. Anch'io, come lui, me lo chiedo ogni volta che sento o leggo di vite distrutte dalle azioni di qualcuno. Come l'editorialista citato, mi è stato insegnato che era male compiere qualcosa che dispiacesse a Dio. Oggi, che sono cresciuta, non penso che "altrimenti Dio piange", ma sento che a Lui dovrò rendere conto del mio Amore mancato o negato. Questo è per me il timor di Dio, il timore, cioè, di sprecare la vita che mi è stata donata. Ben pochi, oggi, sembrano temere Dio. Nessuno, prima di compiere un gesto sconsiderato, ma anche prima di ingannare, rubare o rubacchiare, falsare, mentire, tradire e fare il furbo si chiede se Dio, da qualche parte, lo sta vedendo. Il timor di Dio è stato eliminato dall'orizzonte dell’agire umano. Eppure il timor di Dio è scritto ovunque. Scritto da tutte le parti nella Bibbia - prosegue De Simone - a cominciare da Adamo che ha ...