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Dal Cantico delle creature al Cantico della classe: Unità di apprendimento con la Didattica Ermemeutica Esistenziale

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  All’inizio dell’anno scolastico, nel tempo delicato dell’accoglienza delle classi prime della scuola secondaria di primo grado, mi sono trovata a condividere una scelta progettuale che, almeno inizialmente, mi aveva lasciata perplessa: assumere il Cantico delle creature di san Francesco d’Assisi come sfondo integratore del percorso di accoglienza.  Non erano forse altri i bisogni degli studenti in questa fase dell’anno? Non avevano più urgenza di sentirsi accolti, rassicurati, riconosciuti nella loro individualità e nelle loro fragilità, piuttosto che confrontarsi con un testo antico, per quanto affascinante? Il rischio, almeno in apparenza, era quello di forzare un contenuto “alto” su un tempo che chiede semplicità, ascolto e prossimità.  Col passare dei giorni e con l’avvio concreto della progettazione secondo il modello della didattica ermeneutica esistenziale, questa perplessità ha iniziato lentamente a sciogliersi, lasciando spazio a una scoperta: proprio il Cantic...

Studia. Fallo per diventare libero.

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“ Se vuoi fregare il sistema, studia.  Ti racconto questa. E voglio dirlo a te, sì proprio a te, che magari hai 15 anni oppure 20, e pensi che studiare non serva a niente. Perché? Perché io ero esattamente come te.  Io sono figlio di due venditori ambulanti. Insomma: una famiglia molto umile.  Allora, di tutta la mia prima infanzia io ricordo una sola parola: debiti, debiti, debiti. E tu dirai: ma a me che me ne importa? Aspetta. Non ti voglio fare il classico discorso, ‘ah che infanzia difficile che ho avuto io!’ No, è proprio una sensazione che ti voglio descrivere, che dipendeva anche dai soldi, certo, ma non solo.  Non so come spiegarlo: era come se fosse tutto già scritto, ecco.  L'idea era che il mondo fosse diviso in due categorie: da una parte quelli che la loro vita se la scrivono, quelli che proprio la prendono in mano, che hanno il potere di decidere, di scegliere, e poi tutti gli altri. Tutti gli altri dovevano seguire un copione già scritto, ...

Il Cantico delle Creature

Dopo quasi due anni in cui mi sono dovuta dedicare ad altro, riprendo l'insegnamento. In questi giorni, nella scuola media (mi piace chiamarla ancora così) si sta parlando di accoglienza e l'idea era quella di avere come sfondo integratore il Cantico delle Creature, visto che in quest'anno 2025 stiamo celebrando l'ottavo Centenario della composizione.  Prima di progettare delle attività da svolgere durante le mie ore, credo sia opportuno avere alcuni punti di riferimento, per cogliere la portata di questo testo.  Si tratta di una poesia scritta (anzi, dettata) nel 1224, quando Francesco era molto malato e viveva a San Damiano, la piccola chiesa che lui stesso aveva ricostruito anni prima e dove ormai vivevano Chiara e le sue compagne. In quella situazione di dolore e debolezza, tra i rumori della notte e con gli occhi quasi ciechi per una malattia presa durante la crociata in Egitto, Francesco trova la forza di lodare Dio con parole semplici e potenti. Non scrive con la...

Progettare ispirandosi alla Didattica Ermeneutica Esistenziale. Proposta di UDA (Dove andiamo a mangiare la pizza?)

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  Tempo fa ho letto in un gruppo Facebook di insegnanti di religione alcuni commenti sulla Didattica Ermeneutica Esistenziale. Alcune considerazioni mi hanno fatto riflettere. Conosco questa visione pedagogica e didattica solo da alcuni anni e mi dispiace non aver potuto condividere le riflessioni che ne hanno accompagnato la genesi. Sono però profondamente convinta che sia una delle possibili risposte ad una didattica che a volte mi sembra abbia smarrito il senso del proprio agire. Riprendo alcuni passaggi presenti nei commenti e provo a “confutarli”:  1. “ La DEE sposa un modello antropologico come se fosse universalmente valido ”  Non corretto: La DEE non impone un modello antropologico predefinito; al contrario, parte dall’esperienza concreta degli alunni, dal loro vissuto e dalle loro domande esistenziali, lasciando spazio a molteplici visioni e interpretazioni. Il suo scopo è far emergere le domande di senso, non imporre una risposta o un'antropologia specifica. ...

STEMMI PAPALI A CONFRONTO

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Viviamo in un mondo di immagini. Anche la nostra comunicazione è spesso associata a immagini, come facciamo con gli emoticon di whatsup. Non sempre però siamo in rado di comprendere le immagini. Pensate per esempio all'iconografia dei santi: se sapete tutti riconoscere l'immagine di san Pietro dalla presenza delle chiavi, perché san Paolo viene raffigurato con la spada? oppure ancora, perché i martiri sono riconoscibili dalla palma? Insomma, ammirando le pitture o le statue presenti in una qualsiasi chiesa, sapreste individuare quale santo è raffigurato e perché nella composizione appaiono degli oggetti o vengono utilizzati particolari colori e non altri. Il mondo delle immagini parla più delle parole, particolarmente nell'ambito religioso. Ecco perché, da uno stemmo papale possiamo capire molto del papa che l'ha scelto. Non è passato molto tempo tempo dall'elezione di Leone XIV e vorrei proporvi un confronto tra gli stemmi degli ultimi papi. Li osservermo con atten...

Felice chi arriva ad avere il proprio volto

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Chi ha più o meno la mia età, se pensa all'adolescenza dovrebbe ricordare quanto fosse conflittuale il rapporto con la propria faccia e il proprio corpo in generale: ossessionati dai brufoli (chi più, chi meno), da un naso che sembrava troppo piccolo o troppo grande, da un corpo che appariva sgraziato (troppo magro o troppo grasso). Per tutti gli adolescenti è così, anche per quelli di oggi che sono però, a differenza di noi "vecchietti", ancora di più vittime di modelli che, pur essendo frutto di "alchimie" artificiali (dal più "banale" Photoshop all'AI), risultano fortemente reali e per questo pericolosamente ingannatori. E' sempre più frequente sentire di ragazze che per i loro 18 anni chiedono di potersi rifare il seno o il naso, o di ragazzi che, alla ricerca di un corpo più muscolo, sottovalutano i rischi dell'uso di sostanze dopanti.  Quello che una volta era un passaggio doloroso ma normale che avrebbe portato l'adolescente a ...

Ecco il gioco con Sofia

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  Meglio di così non sono riuscita. Non ce l'ho fatta neanche ad ottenere un codice valido per incorporare il gioco nella piattaforma di questo blog. Per vedere il gioco cliccare sull'immagine di Sofia, senza equipaggiamento.