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venerdì 21 maggio 2010

Da Pisa un gioco da tavolo per conoscere la vita di Gesù

Da Betlemme a Gerusalemme, passando per il deserto e la Galilea, in un viaggio nell'antica Palestina attraverso la vita di Gesù. E' il nuovo gioco da tavolo ideato a Pisa da 'Rebus Project' e intitolato 'Vita di Gesu''.
Gli autori del gioco sono Antonio Aiazzi (tastierista dei tempi d'oro dei Liftiba) e la moglie Nathalie Chaineux.
Sentite cosa racconta Antonio: «Una sera di due anni fa eravamo davanti alla tv con Nathalie: passava un programma («non ricordo il nome, ma mi fece proprio arrabbiare»). Un attacco diretto, duro, implacabile non solo contro la Chiesa ma anche contro il cattolicesimo e la sua cultura». Aiazzi ci tiene a dirlo: non è praticante. «So che la fede è qualcosa di forte che devi sentire dentro e che ti cambia la vita. Io tutto questo, dentro, non ce l’ho».
Come milioni di altri bambini, fece il chierichetto e il suo primo strumento, lui che poi sarebbe diventato un mago delle tastiere, fu l’organo nella sua chiesa. «Abbastanza agnostico», quella sera qualcosa comunque scattò. «Con Nathalie ci siamo sentiti feriti. E pure incavolati perché nessuno, tranne Massimo Cacciari, ritenne di infuriarsi e di protestare davanti a quel tipo di attacchi che colpivano una identità precisa, la nostra». E fu allora che nacque l’idea del gioco sulla vita di Gesù. «Anche perché – prosegue l’abbastanza agnostico Aiazzi ed è facile riscontrarlo – a giro c’è poca conoscenza sulle Scritture. Basta ricordare le figure, nei quiz, quando arrivano domande su fede e religione».
Il gioco si basa su domande: 6 tipi di argomenti differenti. Si sceglie un argomento tirando il dado blu e per avanzare si getta il dado rosso. Durante il percorso viene gestito un piccolo budget (per le spese di viaggio, le escursioni, la locanda…) e si incontrano «tanti piccoli dispetti» capaci di movimentare il gioco. I più piccoli – fra i 4 e i 9 anni – possono giocare con il solo dado rosso e, allora, tutto si riduce a un semplice gioco dell’Oca. I più grandi (e non esistono limiti di età, in alto) fanno il gioco completo.
Ecco alcune tra le 600 domande (Antico Testamento, Geo&Natura, Gesù nel suo tempo, Parabole&Miracoli, Storia di Cristo. Più un Pappa Ciccia&Vino con quesiti su aspetti legati al cibo nelle Scritture): Fino a che età visse Matusalemme? Cosa chiese Dio ad Abramo come prova massima di fede? Quale albero annunciava la primavera in Palestina? Quale era la lingua parlata ai tempi di Gesù? Quale apostolo lo ha tradito? Di cosa si nutriva Giovanni Battista nel deserto? Quale bevanda veniva offerta per dare il benvenuto agli ospiti? Come Gesù guarisce il lebbroso? Chi era Erode il Grande? Cosa è il Campo di Sangue? Che successe al velo del Tempio alla morte di Cristo?
Per preparare le 600 domande, gli autori si sono avvalsi della collaborazione dell'Arcidiocesi di Pisa e del Servizio nazionale per il progetto culturale della Cei.
Il gioco sta per essere distribuito, in tutta Italia, nelle librerie San Paolo e da Giochi Uniti che ne cura anche l’edizione.
Alla domanda che rivolgono ad Antonio, se è affascinato dalla figura di Gesù, la risposta è: «Bella domanda. A me non sono le domande a mancare: casomai mi mancano le risposte. Posso però dire di sentirmi diverso e forse è anche merito di questa avventura che, con un gioco, mi ha fatto scoprire cose che ignoravo, aspetti che mi hanno meravigliato. Io – ripete – la fede non ce l’ho, ma non accetto ciò che vedo: praticanti che quasi si vergognano di dirlo e non reagiscono a offese verso una identità comunque importante».
Adattato da Toscana oggi on line

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