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Visualizzazione dei post da Aprile, 2012

Attività di ripasso su Gesù

Vi propongo alcune attività per ripassare quanto abbiano scoperto fino ad ora sulla figura di Gesù. Ricostruite l'immagine della Terra di Gesù (per un ulteriore approfondimento vi invito a cliccare qui).<p><p><p>[Your web browser does not support frames or is currently configured not to display frames. However, you may visit <a href="http://www.jigsawplanet.com/?rc=play&pid=21ed6881bc7e" target="_top">the related page</a>.]</p></p></p>
Provate a vedere q…

La fede a colori

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Italia Votiva è un sito web dedicato alla pittura «per grazia ricevuta», cioè gli ex voto. Sapete di cosa si tratta?
Ex voto è una locuzione latina, ellissi di ex voto suscepto, che si potrebbe tradurre "secondo promessa fatta" o semplicemente "da promessa fatta". Gli ex voto, per la religione cristiana, sono oggetti offerti in dono a Dio, alla Vergine o ad un Santo, e rappresentano i voti che il Signore, nella Sua infinita Misericordia, ha esaudito in via diretta o per intercessione di un Santo; servono quindi a testimoniare la grazia ricevuta o ad adempiere una promessa. Le grazie richieste sono tra le più disparate: guarigioni, impiego, promozione scolastica, felice esito di una iniziativa, conversione, pacificazione, buon fidanzamento, matrimonio, conservazione della salute, maternità, ecc.
Le tavolette votive, che derivano il nome dal fatto che i pittori attivi nell’ambito dei santuari le realizzavano per ragioni di economia su scarti di legno recuperati press…

La gioia deve essere condivisa

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Non si può essere felici se gli al­tri non lo sono: la gioia quindi deve es­sere condivisa. Andate a raccontare agli altri giovani la vostra gioia di aver trovato quel tesoro prezioso che è Ge­sù stesso. Non possiamo tenere per noi la gioia della fede: perché essa pos­sa restare in noi, dobbiamo trasmet­terla. San Giovanni afferma: «Quello che abbiamo veduto e udito, noi lo annunciamo anche a voi, perché an­che voi siate in comunione con noi... Queste cose vi scriviamo, perché la nostra gioia sia piena» ( 1 Gv 1 ,3 -4 ).
A volte viene dipinta un’immagine del cristianesimo come di una proposta di vita che opprime la nostra libertà, che va contro il nostro desiderio di fe­licità e di gioia. Ma questo non ri­sponde a verità! I cristiani sono uo­mini e donne veramente felici perché sanno di non essere mai soli, ma di essere sorretti sempre dalle mani di Dio! Spetta soprattutto a voi, giovani discepoli di Cristo, mostrare al mon­do che la fede porta una felicità e una gioia vera, piena e …

La scelta del bene e la felicità

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La scelta del bene costa mentre i piaceri malati con il loro impasto sembrano meglio preparati ad un succoso pasto.
Ma felicità attende chi strada insieme al Giusto pratica, chi cerca giustizia e verità, chi ha compassione del povero e lotta per liberare l’oppresso. Chi ogni giorno, al sorgere del sole, rammenta che il Signore in ogni luogo, in ogni momento, assiste il suo popolo, sa che mai si dimentica di lui. Ogni giorno c’è tanto bene da fare e male da evitare; ogni giorno, buongiorno vita, per tutta la vita.
Da Buongiorno Vita di Gennaro Matino, Avvenire del 31 marzo 2012

L'uomo giusto e le tecniche sbagliate

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Ssssssst! Fate silenzio!

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Quante volte lo sentite dire al giorno? Di confusione ne fate veramente tanta; ricordo che mia figlia, quando andava alla medie, a casa non parlava, urlava. Non che fosse arrabbiata o che ce l'avesse con il mondo, ma era quello il tono normale di voce che si riportava da scuola.
Eppure il silenzio è importante, oserei dire salutare. Abbiamo bisogno di silenzio per pensare, pregare, ascoltare, decidere.
Leggete cosa ha scritto Benedetto XVI per la XLVI Giornata Mondiale delle Comunicazioni Sociali 2012:
«Il silenzio è parte integrante della comunicazione e senza di esso non esistono parole dense di contenuto. Nel silenzio ascoltiamo e conosciamo meglio noi stessi, nasce e si approfondisce il pensiero, comprendiamo con maggiore chiarezza ciò che desideriamo dire o ciò che ci attendiamo dall’altro, scegliamo come esprimerci. Tacendo si permette all’altra persona di parlare, di esprimere se stessa, e a noi di non rimanere legati, senza un opportuno confronto, soltanto alle nostre par…

La gioia nelle prove

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(...) Potrebbe rimanere nel nostro cuore la domanda se veramente è possibile vivere nella gioia anche in mezzo alle tante prove della vita, specialmente le più dolorose e misteriose, se veramente seguire il Signore, fidarci di Lui dona sempre felicità.
La risposta ci può venire da alcune esperienze di giovani come voi che hanno trovato proprio in Cristo la luce capace di dare forza e speranza, anche in mezzo alle situazioni più difficili. Il beato Pier Giorgio Frassati (1901-1925) ha sperimentato tante prove nella sua pur breve esistenza, tra cui una, riguardante la sua vita sentimentale, che lo aveva ferito in modo profondo. Proprio in questa situazione, scriveva alla sorella: «Tu mi domandi se sono allegro; e come non potrei esserlo? Finché la fede mi darà forza sempre allegro! Ogni cattolico non può non essere allegro... Lo scopo per cui noi siamo stati creati ci addita la via seminata sia pure di molte spine, ma non una triste via: essa è allegria anche attraverso i dolori» (Lett…

La speranza cambia l'esistenza

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Come pellegrino della speranza, vi dico con San Paolo: «Non siate tristi come gli altri che non hanno speranza» (1Ts 4,13). La fede in Dio offre la certezza di incontrarlo, di ricevere la sua Grazia, e su questo si basa la speranza di chi crede. Sapendo ciò, il credente si sforza di trasformare anche le strutture e gli avvenimenti presenti poco piacevoli, che sembrano immutabili e insuperabili, aiutando chi nella vita non trova né senso, né avvenire. Sì, la speranza cambia l’esistenza concreta di ogni uomo e di ogni donna in maniera reale (cf. Spe salvi, 2). La speranza addita «un cielo nuovo e una terra nuova» (Ap 21,11), cercando di rendere palpabili già ora alcuni dei loro riflessi. Inoltre, quando si radica in un popolo, quando viene condivisa, essa si diffonde come la luce che disperde le tenebre che offuscano e attanagliano.
Benedetto XVI durante il suo viaggio in Messico, 23 marzo 2012

Conosci le buone maniere?

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Ci sono momenti in cui vi guardo, carissimi alunni, e mi chiedo dove siano andate a finire le buone maniere. Vi siete mai visti durante il cambio dell'ora? oppure quando si va all'aula video o all'aula computer? per non parlare di alcuni momenti in classe?
Quanta poca attenzione agli altri nel vostro modo di comportarvi!!! Le buone maniere rendono meno pesante la convivenza, ingentiliscono i nostri modi di fare, rendono più civile l'ambiente in cui ci troviamo. A volte dicono anche chi siamo e da dove veniamo.Sembra che oggi siano fuori moda (le buone maniere, intendo), tanto che più cafone sei, tanto più  successo hai. Sarà.... ma io continuo a pensarla in modo diverso, e vorrei vedere alcuni di voi più gentili, più rispettosi, insomma, più educati, come penso i vostri genitori vi raccomandino in continuazione.Vi lascio un test per vedere quanto praticate le buone maniere.Cliccate sull'immagine per scaricare il test, tratto da MondoErre.

I jeans continuano ad uccidere

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« Il divieto che abbiamo a­dottato ci impone co­munque di monitorare le condizioni in cui viene svolta la sab­biatura nelle fabbriche dei nostri pro­duttori, pur non essendo più am­messo questo tipo di trattamento». Era il 2010 quando H&M, uno dei grandi marchi della moda, promet­teva solennemente di rinunciare al sand-blasting , l’uso di sabbia spara­ta ad aria compressa sui jeans per ot­tenere il look consumato e vissuto tanto di moda.
Una tecnica pericolosissima per la salute dei lavoratori, perché provoca silicosi fulminanti: la Turchia l’ha messa al bando nel 2009 dopo che u­no studio medico aveva attribuito al­la sabbiatura dei jeans 52 decessi e 1.200 casi di malattia conclamata. So­lenni impegni dello stesso tono di quello di H&M erano stati presi, tra le altre aziende, anche da Levi’s, C&A, Esprit, Lee, Zara e Diesel. Ma l’appa­rente successo della mobilitazione internazionale «Killer jeans», i jeans che uccidono, lanciata dal cartello di associazioni e sindacati …

Non c'è gioia senza amore

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Cari amici, la gioia è intimamente le­gata all’amore: sono due frutti inseparabili dello Spirito Santo (cfr Gal 5,23). L’amore produce gioia, e la gioia è una forma d’amore.(...) Pensando ai vari ambiti della vostra vi­ta, vorrei dirvi che amare significa co­stanza, fedeltà, tener fede agli impe­gni. E questo, in primo luogo, nelle a­micizie: i nostri amici si aspettano che siamo sinceri, leali, fedeli, perché il vero amore è perseverante anche e soprattutto nelle difficoltà. E lo stes­so vale per il lavoro, gli studi e i servizi che svolgete. La fedeltà e la perse­veranza nel bene conducono alla gioia, anche se non sempre questa è immediata. Per entrare nella gioia dell’amore, sia­mo chiamati anche ad essere generosi, a non accontentarci di dare il mi­nimo, ma ad impegnarci a fondo nel­la vita, con un’attenzione particolare per i più bisognosi. Il mondo ha necessità di uomini e donne competen­ti e generosi, che si mettano al servizio del bene comune. Impegnatevi a studiare con serietà;…

Vivo!!!

E' risorto!

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L'evento della risurrezione.
Cliccate sull'immagine.


E con un ramo di mandorlo in fiore, a le finestre batto e dico: «Aprite! Cristo è risorto e germinan le vite nuove e ritorna con l'april l'amore Amatevi tra voi pei dolci e belli sogni ch'oggi fioriscon sulla terra, uomini della penna e della guerra, uomini della vanga e dei martelli. Aprite i cuori. In essi irrompa intera di questo dì l'eterna giovinezza ». Io passo e canto che la vita è bellezza. Passa e canta con me la primavera. Felice Pasqua Ada Negri

i due catini

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Due catini attirano in questi santi giorni la mia attenzione e mi rendono pensoso. Il primo è nelle mani del figlio di Dio la sera della cena con i Dodici. Il secondo servì a Pilato per mettersi al riparo dalle sue responsabilità e dalla sua coscienza.
Gesù sta per essere tradito. Tra poco sarà arrestato e condannato a morte.
Lui lo sa. Il tempo stringe. Eccolo allora chiedere ai suoi amici di lasciarsi lavare i piedi. Qualcuno si ribella. Lui insiste. Si china e versa acqua sulle loro polverose estremità.
Poi prende il catino e glielo consegna: "Come ho fatto io dovete fare voi se volete essere felici e rendere più bello il mondo. Se volete che la terra somigli un poco al paradiso. Servire è il verbo che dovete coniugare in tutti i modi e in tutti i tempi. Non sono le parole a toccare i cuori, ma l’amore. Gridate agli uomini che Dio li ama. Amare sempre è faticoso, ma possibile. Si muore dentro, è vero, ma se il seme non marcisce non ci sarà pane da mangiare né da consacrare. L’…

Le prove della vita

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Le prove della vita non sono una punizione divina, è un errore ritenerle condanna, se il Padre permette il disagio è per garantire al giusto di superare il prossimo inciampo. Quanto si impara dalle dure esperienze e quanto peccato conserva il non saperle dirigere verso il futuro. Se nell’ora della prova riesco a gridare: «Padre nelle tue mani affido il mio spirito», se consegno quell’ora nelle braccia di Dio, allora ogni prova, anche l’estrema, diventa spazio per imparare a vivere, per organizzare futuro.
Gennaro Matino, Buongiorno vita, su Avvenire del 17/03/2012

Il tempo

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Essendo il tempo
il bene più prezioso che ci sia dato,
perché il meno recuperabile,
ogni volta che
ci voltiamo indietro a guardare
ci rende inquieti l'idea del tempo
eventualmente perduto.
Perduto sarebbe il tempo
in cui non avessimo vissuto da uomini,
non avessimo fatto esperienze,
imparato, operato, goduto e sofferto.
Tempo perduto è
il tempo non riempito, vuoto.
La Parola di Dio reclama il mio tempo.
Dio stesso è entrato nel tempo,
e vuole che io gli dia il mio tempo.
Essere cristiani
non è questione di un attimo
ma richiede tempo.

Dietrich Bonhoeffer

Il futuro appartiene ai curiosi

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Essere curiosi (non "impiccioni") vuol dire non dare per scontato nulla e mantenere la capacità di stupirsi. Una buona dose di curiosità è alla base di ogni apprendimento. E' difficile imparare ciò che è al di fuori del nostro interesse. Con questo non intendo certo offrirvi una scusa per non impegnarvi nello studio ("sa, proff, questa cosa non mi interessa..."), ma farvi riflettere su quanto sia deleterio un atteggiamento troppo disincantato e chiuso ad ogni tipo di "solletichio" alla vostra curiosità. Datevi il tempo di capire se l'argomento che vi viene proposto possa o meno interessarvi, non chiudete subito le porte alla curiosità.
Il futuro appartiene ai curiosi, dice il video che vi propongo. La curiosità è la prerogativa dei cacciatori di tesori!