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venerdì 5 aprile 2013

Cristiani, le differenze di una stessa fede

Per i credenti, Pasqua, cioè la festa della Risurrezione del Signore è la festa più importante dell’anno. Non tutti i cristiani però la celebrano lo stesso giorno. Accade per un problema di calcoli matematici, e astronomici. I cattolici seguono infatti il calendario gregoriano, una parte del mondo ortodosso quello giuliano. Così quest’anno la Pasqua, fissata nella prima domenica che segue il plenilunio dopo l’equinozio di primavera, è stata festeggiata questa domenica dai cattolici e il 5 maggio lo sarà dagli ortodossi. La data delle festività non è tuttavia l’unica differenza che separa chi crede in Gesù. Come si sa infatti i cristiani sono divisi tra loro in tre grandi famiglie: cattolici, ortodossi e protestanti, cui va aggiunta la Comunione anglicana. La rottura più antica risale all’XI secolo, al 1054 per la precisione, quando si consumò la separazione tra il patriarcato di Roma e quello di Costantinopoli. Alla base rivalità, vicende politiche, ragioni culturali e teologiche, organizzazione e vita delle comunità (cioè motivazioni ecclesiologiche). Sta di fatto che a seguito della separazione del 1054, il cristianesimo si divise tra cattolici, prevalentemente occidentali e ortodossi, per lo più orientali. Oggi la Chiesa ortodossa, comprende sotto il primato “d’onore” del patriarca di Costantinopoli che si dice primus inter pares, primo tra i pari, una quindicina di chiese “autocefale”, che cioè non riconoscono altre autorità religiose al di sopra di sé. Accanto ai quattro patriarcati più antichi, Costantinopoli, Alessandria, Antiochia e Gerusalemme, un ruolo molto importante è svolto dal patriarcato di Mosca che vanta un gran numero di fedeli. Oggi a separare cattolici e ortodossi sono soprattutto ragioni storiche e culturali, oltreché teologiche con la vicenda legata a un aspetto del Credo e un diverso modo di intendere il ruolo del Papa.

Adattato da Potus del 28 marzo 2013

Papa Francesco incontra il patriarca ortodosso Bartolomeo I

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