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giovedì 19 dicembre 2013

Lo dicono anche gli alunni: l'ora di religione offre un contributo alla formazione della persona.

Ecco il Messaggio della Presidenza Cei per la scelta dell’Irc a scuola per l'anno scolastico 20014/2015.

«Cari studenti e cari genitori, anche quest’anno sarete chiamati a decidere se avva­lervi o non avvalervi dell’insegna­mento della religione cattolica. Si tratta di un servizio educativo che la Chiesa offre alla scuola italiana in conformità a quanto stabilito dal­l’Accordo del 18 febbraio 1984 che ha modificato il Concordato Late­ranense e dalle Intese attuative che negli anni si sono succedute.
Nel quadro delle finalità della scuola, cioè aderendo agli scopi educativi che motivano l’esistenza delle scuo­le di ogni ordine e grado in Italia, l’insegnamento della religione cattolica consente a tutti, a pre­scindere dal proprio credo reli­gioso, di comprendere la cultura in cui oggi viviamo in Italia, così profondamente intrisa di valori e di testimonianze cristiane. Parlando a un gruppo di studenti, papa Francesco ha ricordato che «la scuola è uno degli ambienti educa­tivi in cui si cresce per imparare a vi­vere, per diventare uomini e donne adulti e maturi, capaci di cammi­nare, di percorrere la strada della vi­ta. Come vi aiuta a crescere la scuo­la? Vi aiuta non solo nello sviluppa­re la vostra intelligenza, ma per u­na formazione integrale di tutte le componenti della vostra persona­lità » ( Discorso agli studenti delle scuole gestite dai gesuiti in Italia e Albania , 7 giugno 2013).
Sulla scia di queste parole, la Chie­sa in Italia vuole ribadire il proprio impegno e la propria passione per la scuola. Quest’anno e lo farà an­che in maniera pubblica con un grande pomeriggio di festa e di in­contro con il Papa in piazza San Pie­tro il prossimo 10 maggio, a cui so­no invitati gli studenti, gli inse­gnanti, le famiglie e tutti coloro che sono coinvolti nella grande av­ventura della scuola e dell’e­ducazione. Riprendendo le parole del Papa, riteniamo che sia necessaria una formazione completa della persona, che dun­que non trascuri la dimensione re­ligiosa. Non si potrebbero capire al­trimenti tanti fenomeni storici, let­terari, artistici; ma soprattutto non si potrebbe capire la motivazione profonda che spinge tante persone a condurre la propria vita in nome dei principi e dei valori annunciati duemila anni fa da Gesù di Naza­reth. È per questo che vogliamo an­cora una volta invitare ogni stu­dente e ogni genitore a guardare con fiducia e con simpatia al servi­zio educativo offerto dall’insegna­mento della religione cattolica.
Per rendere tale servizio sempre più qualificato e adeguato alla realtà scolastica, con l’Intesa stipulata nel 2012 tra la Conferenza episcopale italiana e il ministero dell’Istruzio­ne, dell’Università e della Ricerca sono stati fissati livelli sempre più elevati di forma­zione accademi­ca degli inse­gnanti di religio­ne cattolica, al­meno pari a quelli di tutti gli altri insegnanti e spesso anche superiori. Rin­graziamo questi insegnanti, oggi in gran parte laici, che con la loro passione educativa testimoniano nella scuola il valore della cultura religiosa, attraverso il cui servizio cerchiamo di venire incontro alle esigenze più autentiche degli a­lunni che oggi frequentano le scuole italiane, alle loro domande di senso, alla loro ricerca di una valida guida. Tutto questo è ben espresso nelle Indicazioni didattiche recente­mente aggiornate e attualmente in vigore nelle scuole di ogni ordine e grado. In quelle specifiche per il pri­mo ciclo di istruzione si dichiara in maniera impegnativa che «il con­fronto con la forma storica della re­ligione cattolica svolge un ruolo fondamentale e costruttivo per la convivenza civile, in quanto per­mette di cogliere importanti aspet­ti dell’identità culturale di apparte­nenza e aiuta le relazioni e i rapporti tra persone di culture e religioni dif­ferenti ».
Nella fase storica che at­tualmente stiamo vivendo il contri­buto dell’insegnamento della reli­gione cattolica può essere determi­nante per favorire la crescita equi­librata delle future generazioni e l’a­pertura culturale a tutte le manife­stazioni dello spirito umano. Con questi sentimenti, e conforta­ti dall’elevata adesione fino ad og­gi registrata, vi rinnoviamo l’invi­to a scegliere l’insegnamento del­la religione cattolica per comple­tare e sostenere la vostra forma­zione umana e culturale».

E adesso guardate quello che pensano gli alunni, attraverso i volantini che hanno preparato (per ora ve ne presento alcuni), come compito conclusivo dell'unità di lavoro di cui vi ho parlato (cliccare qui).

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