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mercoledì 14 settembre 2011

Mi è stato donato un corpo

"Mi è stato donato un corpo: che farò di questo dono unico e mio? A chi dovrò essere grato di questa sommessa gioia di respirare ed esistere? Il mio respiro si posa già sui vetri dell'eternità, sì, il caldo del mio fiato - Scola via la fanghiglia dell'istante, rimane il caro disegno del mio essere". (Osip E. Mandel'-tam, poeta russo, nato a Varsavia nel 1891 e morto in un lager staliniano presso Vladivostok forse nel 1938)
Alla vostra età ci tenete molto al corpo. A volte vi piace, altre volte meno. L'aspetto fisico incomincia a diventare una cura quasi ossessiva. Qualcuno si convince di dover dimagrire, qualcun altro di doversi rifare il naso nuovo, oppure di essere troppo basso o troppo alto.
Il corpo è una realtà che ci illudiamo di possedere, tanto da poterne fare ciò che vogliamo. A pensarci bene, però, il corpo è un dono divino che possiamo purtroppo sciupare, fino a buttarlo via. Pensate
al volto devastato di un drogato, o di chi si è imbruttito dietro una vita di eccessi. Questo corpo, che ci ricorda il passare inesorabile del tempo, è chiamato all'eternità. Chi crede sa che in questo corpo c'è l'impronta profonda di un "disegno" divino e trascendente, che ci rende "immagine" di Dio, come dice la Bibbia. Che fare, allora, di questo dono unico?
A noi la scelta: viverlo secondo l'immagine di Dio, oppure....
Meditate, ragazzi, meditate!

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