Premetto che con la parola "vocazione" non dobbiamo intendere solo la chiamata alla vita religiosa, cioè il farsi prete o suora, ma la risposta personale al progetto che Dio ha su ognuno di noi. Alla base di ogni vocazione c'è il sentirsi chiamati verso qualcosa (come la terra promessa ad Abramo) che realizza in pieno la nostra vita. Si tratta di riconoscere che c'è un sogno di Dio su di noi e aderire a questo sogno, farlo diventare il proprio. E' una questione di fede, di consegnare la nostra vita ad un Altro, senza che questo comporti però un venir meno alle proprie responsabilità o all'impegno personale, come se dovesse fare tutto Dio. Certo che la scelta di una vita di clausura sembra, ad una lettura superficiale, una rinuncia a vivere, quasi una sorta di deresponsabilizzazione , visto che si rimane chiusi tra quattro mura e si trascorre la giornata nella preghiera e nella contemplazione. Ma non è per nulla così. Anzi, abbiamo bisogno di chi si assume la ...