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lunedì 28 novembre 2011

Fare il male non è segno di potenza

Gli essere umani sono proprio strani! Riflettevamo su questo qualche giorno fa a scuola, dopo che un ragazzo aveva dato della secchiona ad una compagna che era stata in grado di rispondere alle domande che rivolgevo alla classe. E' proprio strano, facevo notare ai ragazzi, come riusciamo a rivoltare il mondo con le nostre parole. A pensarci bene, infatti, a scuola si dovrebbe venire per imparare, e il "secchione", che non fa altro che fare il suo lavoro, dovrebbe essere lodato, ma invece viene preso in giro. Chi batte la fiacca, e quindi non fa il suo dovere, al contrario, è preso d'esempio dai compagni o comunque ammirato, perchè non è un secchione. Stiamo costruendo un mondo alla rovescia, dove il male diventa bene, e il bene è qualcosa di cui vergognarsi. A questo proposito vi offro una storia che riguarda il Buddha. Leggete:
Buddha s’era imbattuto in un criminale che voleva ucciderlo. Gli chiese solo di esaudire un suo ultimo desiderio: «Taglia un ramo da quest’albero!». Quello lo accontentò e disse: «E ora?».«Riattaccalo!», ordinò Buddha. Il bandito sghignazzò: «Sei pazzo a volere questo!».«No, lo sei tu: uccidere e far del male è una cosa da bambini e non un segno di potenza. Lo è, invece, creare e risanare!».
E' proprio vero: i prepotenti si illudono di essere forti perchè minacciano e usano la forza. Tutti i loro sforzi di trasformare il male nel loro bene non riescono però a celare un'amara verità: fare il male è roba da bambini e non è un segno di potenza.
Meditate gente, meditate!

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