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Visualizzazione dei post da 2019

Che bella testimonianza d'amore!

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Abbiamo spesso parlato di Liliana Segre durante le nostre ore di lezione. Ci siamo fatti accompagnare dalla sua testimonianza, attraverso video o frasi tratte dalle sue interviste, per riflettere sulla grande tragedia della Shoa.
Probabilmente conosciamo meno gli aspetti della sua vita dopo il ritorno dal'inferno del campo di concentramento. In questa intervista che condivido con voi, la signora Segre ci racconta il ritorno alla vita "normale" e ci apre il suo cuore, parlandoci del marito.



La signora Segre ci riconsegna l’immagine di un  uomo che, per amore, diventa capace di ingoiare il proprio dolore, di mettersi da parte quasi morendo a sé stesso per offrirsi a lei, per custodirla e amarla.
Lui è un uomo di fede, vi è stato condotto soprattutto dalla madre. La sua fede e devozione si intensificano ancora di più alla morte della mamma; Liliana non crede, invece, ma anche a questo penserà lui. Se non è un vero sposo costui…
Le dirà spesso negli ultimi tempi, racconta…

Io sono l'altro

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Vorrei cominciare il nuovo anno scolastico con questa canzone.
Il confronto con l'altro ci appartiene, nel bene e nel male. A questo confronto dobbiamo essere pronti per fare un "giro con i vestiti dell'altro", perché solo così possiamo aprirci, guardare il mondo senza preconcetti, assumerci le nostre responsabilità. Tante delle situazioni raccontate nella canzone fanno parte del quotidiano, anche di quello che viviamo a scuola.
Il mio augurio è di sentirci pronti a questo "rispecchiamento", disponibili ad accogliere e a comprendere, per fare "un giro" che ci permetta di crescere. Mente, Cuore e Spirito.


Ecco il testo.

Io sono l’altro
sono quello che spaventa
sono quello che ti dorme nella stanza accanto
Io sono l’altro
puoi trovarmi nello specchio
la tua immagine riflessa
il contrario di te stesso
Io sono l’altro
sono l’ombra del tuo corpo
sono l’ombra del tuo mondo
quello che fa il lavoro sporco
al tuo posto

Sono quello che ti anticipa al parch…

Superficiali? No grazie

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«La vita non è abbastanza. Allora cosa voglio? Voglio una decisione per l'eternità, qualcosa da scegliere e da cui non mi allontanerò mai, in nessuna oscura esistenza o qualunque altra cosa accada. E qual è questa decisione? Una qualche tipo di febbre della comprensione, un'illuminazione, un amore che andrà oltre, trascenderà questa vita verso nuove esistenze, una visione seria, finale e immutabile dell'universo. 
Questo è ciò che intendo quando dico che "voglio degli Occhi". Perché dovrei volere tutto questo? Perché qui sulla terra non c'è abbastanza da desiderare, o meglio, qui non esista una singola cosa che io voglia. Perché non voglio una vita terrena? Perché non mi basta? Perché non mi illumina l'anima, non mi riempie il cervello di eccitazione e non mi fa piangere di felicità. Perché vuoi provare queste cose? Perché la ragione e le questioni di fatto, la scienza e la verità non me le fanno provare e non mi conducono verso l'eternità, anzi, mi so…

Khalif che voleva andare in Europa per studiare e lavorare

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«Vado in Europa». Con questa pazzia nel cuore Khalif si è messo a camminare, da solo. Passo dopo passo, lasciandosi alle spalle madre e padre, facendosi inghiottire dal deserto, senza paura, senza voltarsi indietro. Ci vuole coraggio, per noi adulti occidentali che senza navigatore ci sentiamo sperduti anche nel mezzo di una metropoli affollata, ma il viaggio di Khalif, cittadino del Mali, iniziava un anno fa quando di anni ne aveva otto.
«Vado in Europa perché voglio studiare e lavorare», ha detto a se stesso prima che agli altri, ma cos'era questa Europa nemmeno lo sapeva. Come un Eldorado o l’America dei nostri nonni, l’Europa di Khalif doveva essere la fine di ogni tribolazione, il luogo in cui si mangia tutti i giorni, la gente non si uccide per strada, i piccoli vanno a scuola e non a fare il soldato, se stai male ti curano. «Studiare e lavorare». È questa la benzina che lo ha fatto marciare per un anno, tra gli stenti, il lavoro forzato per pagarsi il viaggio, le botte, i r…

Settembre, si prega per gli Oceani

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In questo mese di settembre il Papa esorta i credenti a pregare perché i politici, gli scienziati e gli economisti lavorino insieme per la protezione dei mari e degli oceani.
 «La creazione è un progetto dell'amore di Dio all'umanità», ricorda Francesco. Ma oggi gli oceani, che custodiscono «la maggior parte dell'acqua del pianeta e anche la maggior varietà di esseri viventi, sono minacciati da diverse cause». «La nostra solidarietà con la "casa comune" - aggiunge il Papa - nasce dalla nostra fede».

Chi sono i profeti: alcune riflessioni

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Riprendo alcuni passi da "E la preghiera divenne corpo" di L. Bruni su Avvenire del 25/08/2019 .
Ci possono aiutare a capire qualcosa in più sui profeti.

[...] Nonostante tutta la rivelazione biblica e poi il cristianesimo che ci ha detto che Dio è agape, anche noi continuiamo ancora a leggere le disgrazie come colpa –'se lo avessi accompagnato', 'se gli avessi detto di no', 'è la punizione per la mia vita sbagliata'... I sensi di colpa sono la prima moneta con cui paghiamo i conti dei nostri funerali. Arrivano da soli, sono iscritti nei nostri cromosomi culturali. La religione economico- retributiva è infatti molto più antica e quindi radicata nel cuore individuale e collettivo della religione dell’amore e della grazia. Ecco perché ci servono i profeti. I profeti si mettono accanto a noi. Fanno silenzio, non ci fanno prediche né discorsetti consolatori, ci donano un Dio liberato dalle colpe e dai meriti, tutto grazia e misericordia. Lo fanno con la p…

Giocatevela bene, la vita

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«Ragazzi, ragazze, questo io vorrei dirvi: la vita giocatevela bene, non perché la si vive una volta soltanto, ma vi dico giocatevela bene perché spesso correte il rischio che in questa smania di libertà, di grandezza, di orizzonti larghi, invece che raggiungere gli orizzonti larghi vi incastriate in una “strada senza uscita”». (don Antonio Bello)

Imparare a vivere per saper morire

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Vi riporto la riflessione di don Maurizio Patriciello su Nadia Toffa (Avvenire del 20 agosto 2019).
In questi giorni ci siamo commossi per la scomparsa di questa conduttrice televisiva e giornalista italiana che non ha fatto mistero della sua malattia, ma che anzi, con il suo coraggio e la sua determinazione ha cercato di dare forza e coraggio a chi come lei doveva lottare per la guarigione. Don Patriciello, che ha officiato i suoi funerali, con le parole che seguono ci aiuta ad andare più in profondità e a scoprire la testimonianza lasciata da questa giovane donna.

«Voglio imparare. Il tempo stringe e io debbo imparare. Imparare a vivere per saper poi morire». Nella vita non sempre ci rendiamo conto dell’importanza del dover imparare a vivere. Si vive e basta. Un fatto scontato, istintivo, naturale. E questo è grande errore. Sono passati pochi giorni dalla morte di Nadia Toffa, la giornalista e conduttrice tv bresciana, che ha scosso l’Italia. In tanti ci siamo chiesti il perché. Qua…

Le stelle e un ragazzo a pancia in giù

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Da Avvenire del 14 agosto 2019 ho tratto spunto per una riflessione, in vista dell'avvio (tra poco ci siamo) del nuovo anno scolastico.

Gentile direttore, campo scuola giovanissimi di Azione Cattolica. Una cinquantina di ragazzi tra i sedici e i diciassette anni. Tema del campo: la libertà.
Una sera, quasi a mezzanotte, si decide di andare sul greto sassoso di un torrente in secca a vedere le stelle. Il cielo è sgombro, la luna assente, la temperatura tiepida. Torcia alla mano e felpa attorno alla vita, ragazzi ed educatori aggrediscono il breve tratto di bosco che separa la casa dal torrente. Quando arrivano, si sistemano accampandosi sulle pietre e sull'argine. Stendono le coperte e vi si adagiano, in una sorta di albergo notturno. «Che bello!», «Ma quello è un pianeta?», «E la luna quando sorge, don?», «Com'è che si chiama quella stella così bianca?», «Guarda un satellite, ci sta fotografando!».
Li osservo in silenzio. Passo in mezzo a loro, invitandoli al silenzio e al…

Quanta bellezza tra scienza e Dio

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Di sicuro Matteo Benedetto fa un lavoro affascinante: è ricercatore all'osservatorio astronomico della Valle d’Aosta, ed è anche membro dell’Azione cattolica, e questo fa sì che la nostra chiacchierata riproponga, al contempo, nuove ed antiche domande.
È possibile una conciliazione tra fede e scienza? O invece, come affermava qualcuno, lentamente la scienza arriverà a fare chiarezza su tutto quello che noi per ora non ci spieghiamo?
o credo che fede e scienza possano tranquillamente e serenamente convivere. Ricordo che tempo fa in un momento di formazione che feci in parrocchia uscì che «la scienza ci spiega il come e il dove, la fede parla del chi e del perché». Mi piace immaginare fede e scienza come due treni che viaggiano su binari paralleli, ciò che li accomuna è il carburante che li muove: la curiosità, la ricerca, la voglia di crescere. I problemi nascono quando si tenta di farli andare sullo stesso binario.
Il principio di indeterminazione di Heisenberg, assieme alla teoria …

No a facce da funerale. Parola di Papa Francesco

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Si sa, le barzellette che si raccontano i preti sulle “cose di Chiesa” sono tra le più divertenti. E le più autoironiche.
Fede, preghiera, cibo, ritiri spirituali, c’è chi perfino riesce a fare la voce perfetta del proprio vescovo: e infatti i parrocchiani di “ogni dove” le tramandano di padre in figlio, di catechista in catechista. Umorismo per fortuna sdoganato da papa Francesco che fin dall'inizio del suo pontificato ha messo in guardia il fedele dall'essere troppo triste e dall'avere «facce sfiduciate, da funerale».
In un’omelia a Santa Marta riservata a un gruppo di dipendenti dei Servizi economici del Vaticano e alcuni collaboratori delle Guardie svizzere, Francesco, ad esempio, ha ricordato l’insegnamento di Paolo VI e ha parlato della gioia cristiana che nasce anche «perdendo tempo a lodare Dio».
«Tante volte i cristiani – disse a braccio il papa nell'omelia con quel suo slang un po’ latinoamericano – hanno la faccia di andare più a un corteo funebre che di and…

Non siate pecore o pecoroni (Omaggio a mio padre)

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Imparare a scegliere è un’arte difficile a cui occorre allenarsi sin da piccoli. È esercizio di una libertà che ci dimentichiamo di avere ogni volta che ci “accodiamo” alla folla.
Come tante pecore seguiamo il leader del momento, che spesso è del tutto inadeguato, tanto per non sentirci diversi dagli altri. Ma siamo così sicuri che ne valga la pena? Non potremmo pensare che essere fuori da un gruppo con valori inadatti possa essere un privilegio? Si. Un privilegio. Il privilegio di pensare con la nostra testa, di non essere condizionati dalle mode di turno. È faticoso, lo so. È certamente più facile lasciarsi trasportare dalla corrente. Ma a quale prezzo? Rinunciando a essere noi stessi perderemmo la nostra autenticità e unicità. Perché siamo unici e irripetibili, non siamo cloni.
Quante volte vi dico che potete essere meglio di quel che fate vedere, specialmente quando vi nascondete tra tante altre "pecore"?
Mio padre,diceva a me e ai miei fratelli che per non essere pecor…

Andiamo oltre l'odio e il rancore: riconosciamoci fratelli in umanità!

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Di fronte alle tante divisioni che alimentano sospetti, odio, indifferenza, è bello vedere che c'è chi crede che possiamo riconoscerci fratelli, al di là di ogni differenza.
 A scuola abbiamo avuto modo di parlare della Dichiarazione comune sulla fratellanza umana firmata ad Abu Dhabi da papa Francesco e dall’imam di al Azhar al Tayyeb e proprio ieri un'alunna musulmana che frequenta Religione ricordava quanto fosse stato importante per lei questo richiamo alla comune fratellanza che ci permette di andare oltre ogni divisione.
Siamo fratelli in umanità - aggiungeva - e per questo dobbiamo sentirci impegnanti alla costruzione di un mondo più giusto, dove nessuno debba sentirsi guardato con sospetto per la sua religione.
A lei. che è una delle migliori alunne che ho avuto per conoscenze, capacità riflessive e disponibilità al dialogo educativo, ma anche a tutti gli altri, indipendentemente dalla frequenza o meno all'Ora di Religione e dal loro credo, dedico un video, realizz…

Il Papa ai giovani

Ho realizzato un video che riporta alcune frasi che il Papa ha rivolto ai giovani in diverse occasioni. Lo condivido.


Papa Francesco ai giovani from profrel on Vimeo.

Credo

Non potevo non condividerlo.



«Credo nello sguardo della Gioconda e nei disegni dei bambini.
Nell'odore dei panni stesi, e in quello delle mani di mia madre.
Credo che quando la barbarie diventa normalità, la tenerezza è l’unica rivoluzione.
Credo che la vera gioia sia sentirsi parte di un paesaggio incantevole, pur non essendo altro che un minuscolo granello di sabbia.
Credo che la lingua di Dio è il silenzio, e il suo corpo la Natura.
Credo alla potenza del soffione, quel minuscolo fiore selvatico che cresce ostinato tra le pieghe dell’asfalto e pure in mezzo a mille difficoltà, riesce comunque a germogliare e a diventare fiore. Credo che chi non vive il presente, sarà sempre imperfetto. Pure da trapassato.
Perché la vera sfida è debuttare ogni giorno, tutto il resto è repertorio.
Credo che non sia la bellezza che salverà il mondo, ma siamo noi che dobbiamo salvare la bellezza
e che non c’è peggior peccato che non stupirsi più di niente
e che tutta la scienza, la cultura e l’in…

Sognate! Il mio saluto ai ragazzi

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A conclusione di questo anno scolastico, ecco il mio saluto e augurio.



E come ha detto Papa Francesco «...I sogni sono importanti. Tengono il nostro sguardo largo, ci aiutano ad abbracciare l’orizzonte, a coltivare la speranza in ogni azione quotidiana. E i sogni dei giovani sono i più importanti di tutti. Un giovane che non sa sognare è un giovane anestetizzato; non potrà capire la vita, la forza della vita. I sogni ti svegliano, ti portano in là, sono le stelle più luminose, quelle che indicano un cammino diverso per l’umanità. Ecco, voi avete nel cuore queste stelle brillanti che sono i vostri sogni: sono la vostra responsabilità e il vostro tesoro. Fate che siano anche il vostro futuro! E questo è il lavoro che voi dovete fare: trasformare i sogni di oggi nella realtà del futuro, e per questo ci vuole coraggio...» (Circo Massimo, Sabato, 11 agosto 2018)

Legami H2O: il mio saluto ai ragazzi del V

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Non siamo stati insieme per un percorso intero - e per questo qualcuno di voi potrebbe essere ben contento 😁, ma per me questo tempo è stato molto significativo. Mi avete fatto sgolare, ma siete stati anche capaci di stupirmi; con voi ho provato la trepidazione dei miei primi anni di insegnamento (mai avevo insegnato in una scuola superiore) e la soddisfazione di vedere che per alcuni di voi quanto vi andavo proponendo era interessante.
Vorrei lasciarvi prendendo in prestito le parole di D'Avenia:
«Due atomi di idrogeno e uno di ossigeno (...). Nella molecola H2O ciascun elemento dà all'altro ciò di cui ha bisogno per costruire il legame più semplice e compiuto dell’universo. È da questa relazione che dipende la vita. La formula dell’acqua diventa così la più cristallina lezione sulle relazioni: esse danno vita, sono generative e rigenerative, solo quando uno dà all'altro ciò di cui l’altro ha bisogno, altrimenti sono degenerative.[...]
Siamo immersi in tanti tipi di rela…

La religione racconta l'uomo

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L'ultima proposta per il 1° Liceo. Una sorta di caccia al tesoro con i qrcode.
Cliccare sull'immagine.



Siamo tutti "parenti"

Quanti antenati ha ciascuno di noi? Se si risale indietro nel tempo si arriva presto a cifre da capogiro: miliardi di miliardi di miliardi di avi. Possibile? No, in realtà sono molti meno, come spiega il cartone animato di Bruno Bozzetto e Piero Angela. La conclusione a cui giungere, dopo questa efficace e chiara spiegazione è che siamo in fondo tutti un po' parenti.  ).
Alla faccia, insomma, di chi crea steccati tra noi e gli altri. 😉
PS. Vi invito a rivedere il il post del 9/03/2017, che giunge per strade diverse alla stessa conclusione, cliccando qui.

L'amore che fa bene: proposta per il IV LSS

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L'ultima proposta per i ragazzi del IV Liceo. Cliccate sull'immagine.

Diversamente giovani: proposta per il 3LSS

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Inserisco la proposta didattica per i ragazzi del Terzo Liceo e lo faccio attraverso un'immagine.
Se volete saperne di più cliccate sull'immagine.

Dai Sikh un milione di alberi piantati come dono al Pianeta Terra

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Nell'aprile di 550 anni fa, 1469, nasceva nel sultanato di Delhi, parte dell’attuale India, Sri Nanak Dev, mistico e fondatore del Sikhismo di cui è stato il primo guru.
Attorno a Nanak si raccolse una comunità di discepoli (Sikh significa proprio "discepolo"), tra i quali egli scelse il proprio successore, Guru Angad. In tutto, i successori del primo guru furono dieci.
Il decimo guru, Gobind Singh (1666-1708), fondò l'ordine militante dei Khalsa ("i puri") e decretò che, dopo di lui, non ci sarebbe stato un altro guru in quanto l'autorità religiosa veniva trasferita al testo sacro, l'Adi Granth, raccolta di quasi seimila inni, composti dai primi cinque guru, curata da Arjan Dev (il quinto guru) nel 1606.
I principi fondamentali si ispirano ad alcuni principi dell’Induismo e dell’Islam, pur mantenendo un’ampia autonomia rispetto ai precetti di fondo.
I Sikh, monoteisti, sono oggi almeno 25 milioni in India e vari altri milioni nel resto del mondo.
P…

Gesù e la felicità

Un video sulle parole di Giovanni Paolo II:
«In realtà, è Gesù che cercate quando sognate la felicità; è Lui che vi aspetta quando niente vi soddisfa di quello che trovate; è Lui la bellezza che tanto vi attrae; è Lui che vi provoca con quella sete di radicalità che non vi permette di adattarvi al compromesso; è Lui che vi spinge a deporre le maschere che rendono falsa la vita; è Lui che vi legge nel cuore le decisioni più vere che altri vorrebbero soffocare. E' Gesù che suscita in voi il desiderio di fare della vostra vita qualcosa di grande, la volontà di seguire un ideale, il rifiuto di lasciarvi inghiottire dalla mediocrità, il coraggio di impegnarvi con umiltà e perseveranza per migliorare voi stessi e la società, rendendola più umana e fraterna».
(XV Giornata Mondiale della Gioventù, Tor Vergata, sabato 19 agosto 2000)

Aleteia Italiano

Non si è mai troppo piccoli per fare la differenziata!!!

Video carinissimo che chiede a tutti noi di fare qualcosa per l'ambiente.
I grandi devono fare la loro parte, ma anche voi, cari studenti.
Nessun alibi ma, al contrario, maggiore attenzione a quello che facciamo (o dimentichiamo di fare). A scuola, allora, impegniamoci  nella raccolta differenziata ed evitiamo di lasciare le classi sporche. Per non parlare dei corridoi alla fine della ricreazione. Forza, insieme ce la possiamo fare!!!

Ho bisogno di credere

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Fabrizio Moro commenta così il suo nuovo singolo: «Credo nelle buche dove sono inciampato, e credo nei giorni in cui ho sbagliato perché ogni mio errore, nel bene e nel male, mi ha reso quello che sono oggi… un essere umano con tanti limiti ma, consapevole che nella vita, oltre alla libertà, va ricercata la fede… qualsiasi essa sia, la fede ti dà la forza di continuare a camminare anche se le tue ginocchia sono ormai rotte. “Ho bisogno di credere” racconta questo, racconta ogni passo fatto con la speranza che le scarpe di “ferro pesante” che portiamo, un giorno possano diventare più leggere in un percorso di totale scetticismo.»

Pier Giorgio Frassati: la storia in un video

Video su Pier Giorgio Frassati
Aleteia Italiano "La Fede datami nel battesimo mi suggerisce con voce sicura: da te non farai nulla, ma se Dio avrai per centro di ogni tua azione, allora sì, arriverai fino alla fine". (Pier Giorgio Frassati) Oggi,...

Collocazione provvisoria

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«Collocazione provvisoria! Penso che non ci sia formula migliore per definire la croce: la mia, la tua, non solo quella di Cristo».
Dalle parole di don Tonino Bello al video di un gruppo musicale "Diolovuole band".
La Pasqua è la risposta ad ogni angoscia.

Alcune attività sull'esortazione apostolica «Christus vivit»

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Ne «Lo Spazio di Profrel» ho inserito alcune attività sull'esortazione che ha concluso il Sinodo dei Giovani.
Vi lascio i link.

Leggiamo l’esortazione «Christus vivit”

Giovani nella “Christus vivit” (capitolo 1)

Giovani citati nel capitolo 2 della «Christus vivit»

Il nostro peggior nemico: la mediocrità

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Alberto Caprotti scrive su Avvenire del 4 aprile che
«Una delle più grandi povertà del mondo è quella delle persone che non sono mai contente di nulla. Galleggiano nel limbo, non sanno mai se ridere o piangere, e nel dubbio non fanno né l’uno né l’altro. Non rischiano, non vivono, confondono la felicità con quello che desiderano senza apprezzare il bello e il buono che hanno a portata di mano ogni giorno. Invece è sempre valida e forte la convinzione che sia meglio la delusione rispetto al rimpianto, se non altro perché regala la consolazione di averci provato. E la consapevolezza di sapere che chi si accontenta forse gode, ma solo un po’».
Il nostro peggior nemico ha detto Papa Francesco, rivolgendosi ai giovani, «non sono i problemi concreti, per quanto seri e drammatici: il pericolo più grande della vita è un cattivo spirito di adattamento che non è mitezza o umiltà, ma mediocrità, pusillanimità”.
Due pensieri molto simili, perché ci invitano a considerare che non ci si può rassegn…

Siete l'adesso di Dio. L'appello del Papa ai giovani.

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«Cristo vive» e tutto ciò che tocca «diventa giovane, nuovo, si riempie di vita».
Il Papa ha scelto lo stile della lettera per parlare ai ragazzi all'indomani del Sinodo che ha messo al centro i lori sogni e i loro desideri, così come le ansie e le preoccupazioni per il futuro che verrà. «Christus vivit» è l’Esortazione apostolica, cioè il documento pubblicato a conclusione della grande assemblea svoltasi a ottobre sul tema: “I giovani, la fede, il discernimento vocazionale”.
Al centro – dei lavori di allora e oggi del testo di Francesco – la consapevolezza che i ragazzi non rappresentano solo il domani del mondo, ma lo devono vivere già oggi da protagonisti.
Sono, secondo un’immagine usata durante la Gmg di Panama, «l’adesso di Dio».
In proposito il Papa affronta tutti i problemi e le speranze dei giovani, dall'ambiente digitale «che ha creato un nuovo modo di comunicare», alla disoccupazione, questione che la politica deve mettere al primo posto. Dai migranti, con un no chia…

Il Papa in Marocco

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Viaggio lampo quello del Papa in Marocco, ma significativo. Non se ne è parlato molto, ma i miei studenti marocchini ne erano informati. Un altro segno di dialogo rispettoso e sincero di cui questi ragazzi mi parlavano con gioia.
Vi riporto alcuni passaggi del discorso tenuto dal Papa nell'incontro con il Popolo Marocchino, con le Autorità, con la Società Civile e con il Corpo Diplomatico. Saranno occasione di riflessione e confronto, specialmente con voi, ragazzi delle seconde, che state riflettendo sul valore del dialogo.

«Qui su questa terra, ponte naturale tra l’Africa e l’Europa, desidero ribadire la necessità di unire i nostri sforzi per dare un nuovo impulso alla costruzione di un mondo più solidale, più impegnato nello sforzo onesto, coraggioso e indispensabile di un dialogo rispettoso delle ricchezze e delle specificità di ogni popolo e di ogni persona. Questa è una sfida che tutti siamo chiamati a raccogliere, soprattutto in questo tempo in cui si rischia di fare delle d…

Yo Teach! - Una grande alternativa a TodaysMeet

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Vi presentai molto tempo fa Todays Meet un servizio completamente gratuito per ospitare discussioni via back-channel. Mi è venuto in mente di "rispolverare" questa funzione per i ragazzi del Liceo. Avete presente quando cercate una cosa inutilizzata da tempo e che in questo momento, proprio adesso, vi sarebbe utile? E vi è mai capitato che non la riuscite a trovare, o vi ricordate di averla buttata, in uno di quei momenti, che definirei devastanti, in cui decidete di liberarvi di tutte le cianfrusaglie? Beh, io mi sono sentita così, quando ho scoperto che Todays Meet è stato chiuso a giugno.
Partita la ricerca all'alternativa mi sono imbattuta in Backchannel Chat e Yo Teach. Quest'ultimo mi ha incuriosito in quanto ne ho trovato la recensione nel sito di Richard Byrne https://www.freetech4teachers.com. 
Yo Teach! consente di creare spazi di backchannel online per facilitare le discussioni.
Per iniziare su Yo Teach! si va al sito e si dà un nome alla room. Questo già …

Disconnessi si può

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Impresa "epica" per 429 studenti che hanno partecipato al progetto Challenge4me. Di che si tratta?
Vi riporto in parte l'articolo di Paolo Ferrario, che lo racconta su Avvenire del 30 marzo.

Per tre giorni (il 5, 6 e 7 marzo) sono stati sfidati a spegnere lo smartphone e a scollegarsi da Internet, prendendo parte a uno tra i primi esperimenti sociali del genere in Italia. Il campione era composto da studenti che, in media, hanno ricevuto il primo cellulare a 11 anni e lo utilizzano per almeno cinque ore al giorno (con punte anche di 10 ore per il 6% degli intervistati).
Il 54% non spegne mai il telefono durante la giornata e il 67% lo tiene acceso anche mentre dorme. Eppure, il 71% degli alunni (304 su 429) ha dichiarato di aver superato la prova, riuscendo a stare senza cellulare e collegamento Internet per i tre giorni della prova. Il 75%, inoltre, ha superato «molto bene» il disagio della disconnessione e il 78% ha detto di «stare bene» anche senza cellulare. Rispost…

Allegria o felicità? proposta per le classi terze

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Inserisco la nuova proposta didattica per le classi terze.
Allegria o felicità? Terze

#cambiareXcrescere: la proposta per la classe prima

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La nuova proposta per gli alunni di prima. Cliccare sull'immagine.



#cambiareXcrescere-classe prima

Se vogliamo che un altro mondo sia possibile, l’unica cosa da fare è vivere come se già esistesse

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Leggo su Avvenire del 24 marzo la storia di una donna in carriera che, dopo 40 passati a ricoprire alte cariche nelle maggiori banche, un giorno ha dato le dimissioni per continuare a fare quello che sapeva fare bene (dirigere aziende) con un obiettivo diverso: cambiare il mondo in meglio.
Vi propongo alcuni stralci dell'articolo che racconta la storia di questa donna, il cui nome è Tiziana Bernardi.
«Ho lasciato il mondo dei miliardi ma non il mestiere: ora l’impresa che gestisco è ancora più grande e richiede la stessa managerialità, solo che è sperduta nella savana e ha un obiettivo altissimo, cambiare il mondo». Almeno quello intorno al monastero benedettino di Mvimwa, incontrato durante un viaggio avventuroso in Tanzania e diventato la sua sfida imprenditoriale più ambiziosa.
Ci accoglie nel salone della sua villa storica, a Cornaredo, dove ha convocato i collaboratori più stretti, com'era solita fare nella sua vita precedente: «Ho scritto un enorme progetto affinché il m…

Dialogare: la proposta per la classe seconda

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Sarà con molta probabilità l'ultima proposta di questo anno scolastico per le classi seconde.
Siamo partiti dal verbo "incontrare" per approfondire la figura di Gesù e per confrontarci con il suo stile comunicativo. Abbiamo proseguito con il verbo "condividere" che ci ha permesso non solo di conoscere la prima comunità cristiana, la figura di Luca e passi di alcune lettere di san Paolo, ma anche di riflettere sul nostro modo di utilizzare i social. Ora è la volta del verbo "dialogare". Cliccando sull'immagine verrete indirizzati alla solita lavagna linoit con le proposte utili al percorso didattico.





Difendiamo la Terra

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Oggi è il giorno del Global Strike for future. Adolescenti di tutto il mondo stanno rispondendo all'appello di Greta, la sedicenne svedese che ha invitato tutti gli studenti a rivolgere il loro appello ai Grandi della Terra perché si prendano finalmente provvedimenti seri e concreti per salvare il nostro Pianeta dal riscaldamento globale. Come partecipazione "morale" all'evento questo è quanto proporrò oggi alle mie classi.






La bellezza vi salverà!

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Camerino, città ducale marchigiana, ubicata in quell'ampia zona definita il "cratere" del terremoto che ha sconvolto l'Italia centrale, è praticamente una città fantasma.
Il centro storico è inaccessibile e segnato da ferite che non guariscono. I puntelli e le imbragature che cercano di trattenere gli edifici dal collasso testimoniano una ricostruzione che ancora non parte. Una città ferita Camerino, che ci ricorda la devastazione di cui può essere capace la forza della natura, ma anche la difficoltà che gli uomini incontrano nel gestire le conseguenze di simili eventi.
A tutto questo si aggiunge purtroppo anche l'atto vandalico perpetrato da ignoti ai danni della Chiesetta di Fonte San Venanzio. Alcuni balordi, a conclusione probabilmente di una serata all'insegna della noia e degli eccessi, si sono introdotti all'interno del piccolo luogo di culto dedicato a Sant'Anastasio, nell'area dell'omonimo quartiere, infrangendo i vetri delle finestre…

L'evangelista Luca e l'uso consapevole dei social

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Avreste mai pensato che Luca, l'evangelista e l'autore degli Atti degli Apostoli, potrebbe farci da guida ad un uso consapevole dei social?
Proprio quando avevo pensato di introdurre gli alunni delle classi seconde medie al Libro degli Atti degli Apostoli e alla conoscenza della vita della prima comunità cristiana, è accaduta la tragedia che si è consumata in una discoteca in provincia di Ancona. Tutti siamo rimasti sconvolti per quelle vite perse in una serata che doveva essere di allegria. Molti come me sono venuti anche a scoprire l'esistenza di un mondo musicale che affascina i nostri ragazzi ma che non si fa certo scrupolo di diffondere messaggi tutt'altro che edificanti.
In quei giorni postavo proprio una riflessione sui rischi di una condivisione poco critica e avveduta che permette a vari personaggi, dal dubbio talento, se non quello di utilizzare furbescamente il richiamo del proibito, di acquisire notorietà. Ma Luca, l'evangelista, in tutto questo che c&…

Per una quaresima ecologica

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Per i 40 giorni che precedono la Pasqua, il Papa propone quest’anno di «entrare nel deserto del creato» perché torni ad essere «quel giardino della comunione con Dio» per portare «la speranza di Cristo anche alla creazione» e liberarla dalla schiavitù della corruzione.
Come ci si può riuscire?
Nel suo Messaggio per la Quaresima 2019 Francesco torna a proporre i 3 strumenti dei periodi di crescita spirituale: il digiuno, la preghiera e l’elemosina.
- Digiunare, cioè imparare a cambiare il nostro atteggiamento verso gli altri e le creature: dalla tentazione di ‘divorare’ tutto per saziare la nostra ingordigia, alla capacità di soffrire per amore, che può colmare il vuoto del nostro cuore;
- Pregare per saper rinunciare all'idolatria e all'autosufficienza del nostro io, e dichiararci bisognosi del Signore e della sua misericordia;
- Fare elemosina per uscire dalla stoltezza di vivere e accumulare tutto per noi stessi, nell'illusione di assicurarci un futuro che non ci apparti…

La montagna fa scuola

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Poiché sono sempre più convinta che dobbiamo educarci al bello e alla verità di ciò che siamo, vi riporto alcuni passi dell'articolo di PAOLO FERRARIO che ho letto su Avvenire del 17 febbraio e che racconta di una bella iniziativa attivata da una scuola.

La prima volta si sono persi nel bosco, tornando a casa, a sera inoltrata, stanchi, fradici e infangati, ma «felici come non li avevamo mai visti al rientro da scuola», hanno raccontato i genitori. Dai quali si aspettava magari un rimbrotto e non certo complimenti e, men che meno questa richiesta: «Lo farete ancora, vero? ». Quella prima volta, sul finire dell’autunno del 2007, rimarrà una pietra angolare del progetto “Le classi delle montagne”, promosso dal professor Stefano Piana: «Dovevamo imparare a orientarci nel bosco e abbiamo clamorosamente fallito. Ma abbiamo raggiunto un altro obiettivo, ancora più bello perché inaspettato: quel giorno abbiamo fatto nascere il gruppo classe».
 A più di dieci anni di distanza, quando lo r…