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Visualizzazione dei post da 2019

Czeslawa Kwoka, morta a 15 anni

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Quando i tuoi occhi incontrano gli occhi del'altro come fai a non riconoscervi te stesso?
Non sto vaneggiando, ragazzi, ma non faccio altro che ripetere, questa volta in modo diverso, quanto diceva la canzone con cui abbiamo aperto l'anno scolastico. Ricordate? "Io sono l'altro" è il brano di un cantautore italiano che, in un certo senso, sta facendo da sfondo a tutte le proposte dell'ora di religione di questo anno scolastico.
"L'altro" che oggi vi propongo è una persona reale: una ragazzina poco più grande di voi.
Una ragazza poco più grande, al tempo della foto, anche di Liliana Segre, che già conosciamo e che allora di anni ne aveva tredici (come molti di voi, oggi).
Le cronache di questi giorni continuano, purtroppo, a raccontarci di intimidazioni, minacce e commenti indegni rivolti alla signora Segre, come se la barbarie di allora non avesse rinunciato ad appestare i pensieri di tanta gente.
Come si fa, guardando gli occhi di questa ragazz…

Libertà è fiducia. Come sul trapezio.

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Cos'è la libertà? Cosa significa essere liberi? Provo ad adattare un bellissimo articolo pubblicato su Avvenire del 6 novembre 2019, tratto dall'ultimo volume del sociologo Mauro Magatti (Non avere paura. La libertà al tempo dell’insicurezza, Mondadori) per i "miei" alunni più grandi.

 Abbiamo imparato a raccontare la libertà come qualcosa da conquistare una volta per tutte o, peggio ancora, da «possedere». E invece, per sua intima natura, la libertà è proprio ciò che sfugge alla presa. Se la fermassimo, se la stabilizzassimo, non ci sarebbe più. Uccisa dalle pretese del controllo. Ciò però non significa che la libertà possa esistere solo nel magico istante della scelta; al contrario, riducendola all'ebbrezza di questo suo momento primo, d’esordio, le si impedisce di compiere il suo vero scopo: rigenerare il mondo facendolo sempre nuovo e, per questa via, affezionarsi. Così da trasfigurare – pur senza eliminare – la sua originaria solitudine.
La libertà sa ingag…

Abigail, l’accoglienza che costruisce la pace

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Se pensiamo ai personaggi della Bibbia possono venirci in mente alcuni nomi. Difficilmente saranno di donne. Peccato che la Storia in generale racconti tanto di uomini e poco di donne. Le donne sono sempre rimaste in ombra, oppure, nella storia scritta dagli uomini, hanno rivestito ruoli ambigui o poco edificanti.
La Bibbia sembrerebbe in linea con questa posizione, ma solo per chi ne avesse una conoscenza scarsa o frammentaria.
Leggiamo cosa ha scritto in proposito Matteo Liut in Popotus del 17 ottobre 2019.
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Nelle Scritture le donne hanno un posto rilevante e molto spesso sono loro, attraverso le scelte che fanno, a permettere al progetto di Dio di realizzarsi. L’elenco dei personaggi femminili nei racconti biblici è molto lungo e contiene circa 150 nomi (senza contare le numerose donne che vengono citate solo nel loro ruolo, per esempio, di mogli) e tra di esse alcune sono protagoniste di storie affascinanti, che ancora oggi hanno molto da insegnare sulla bellezza e sulla comple…

L'ora di religione è anche per chi non crede

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Se è messa alla prima o all'ultima ora forte è la tentazione di entrare dopo o uscire prima. Oppure non avvalersi diventa una presa di posizione contro il prof che non ci sta a non fare niente o a permettere che i suoi studenti facciano quello che vogliono. Disciplina debole richiede alunni forti. Forti nella consapevolezza che eliminare è sempre privarsi di qualcosa, che il confronto (come a volte lo scontro) è sempre meglio dell'indifferenza, che, se proprio non se ne condivide l'impostazione, si può chiedere un'alternativa culturalmente significativa.
Scegliere religione a scuola, anche se non si è credenti, è una buona scelta.
In questo video vengono elencate 7 buone ragioni.

La conoscenza arricchisce. Anche quella religiosa.

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Alcuni giorni fa appariva la notizia di un imam che, laureato in teologia, avrebbe potuto insegnare religione cattolica. Come al solito, o meglio, come qualche volta capita, i giornalisti prendono lucciole per lanterne. La notizia è imprecisa, ma messa così ha avuto senz'altro risonanza tanto da essere ripresa anche oltralpe.
 Hamdan Al Zeqri ha 33 anni, è un ex profugo yemenita arrivato in Italia 16 anni fa ed è diventato dottore in Scienze religiose. Un titolo che non gli serve per fare l'imam, ruolo che già ricopre nel carcere fiorentino di Sollicciano dopo aver fatto il mediatore culturale. Ma neanche per fare l'insegnante di religione, come invece sostiene il giornalista che riporta la notizia, perché le competenze richieste ad un docente di religione vanno oltre l'acquisizione di un titolo accademico.
L'iscrizione di Hamdan Al Zeqri alla Facoltà teologica, come egli stesso riferisce al Corriere Fiorentino e a Repubblica edizione Firenze, è stata voluta dalla …

Alla scoperta delle radici: proposta per il Primo Liceo

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E' affascinante la ricerca delle prime esperienze del sacro nella storia dell'umanità.
Il sacro, che è legato alla capacità simbolica dell'uomo, è anche espressione della nascita del pensiero umano. Tanti ciottoli di pietra tagliata solo da un lato, scoperti accanto a crani umani di due milioni di anni fa nella regione di Olduvai in Tanzania e a est del lago Turkana in Kenia, sono le tracce più antiche dell' Homo habilis. Le tracce primordiali del pensiero.
«La scelta del materiale per solidità, qualità e colore dimostra che quest' uomo sa progettare, sa come fabbricare un utensile, ha un' idea di simmetria e quindi ha una nozione del simbolico», spiega Julien Ries, antropologo di fama mondiale, studioso del sacro, sacerdote e docente per tre decenni alla Università cattolica di Nuova-Lovanio. Dove c'è coscienza simbolica, c'è anche la prima esperienza del sacro: l' Homo symbolicus è Homo religiosus.
Symbolon in greco è una tessera spezzata in due p…

Giada e la vita

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Giada Mulazzani ha 33 anni ed è da 15 anni che è paralizzata dal collo in giù.
«Questi sono i regali che ci fa il sabato sera in discoteca», disse il primario dell’ospedale di Treviglio, in provincia di Bergamo, la notte del 16 gennaio 2005, quando l’automobile guidata dal suo amico Charlie sfrecciò fuori strada uccidendolo sul colpo e sbalzando fuori Giada, allora 19 anni.
«Passo le giornate intere a chiedere. Apro gli occhi la mattina e aspetto di essere girata, quindi mi lavano, mi coprono di crema, mi vestono... successivamente mi ridanno la voce che, per motivi sanitari, mi viene tolta poco prima di addormentarmi. Ci sono una cinquantina di operatori che ormai conoscono il mio corpo meglio di me. Vivo in questo centro con altre 39 persone disabili gravi come me che, a differenza di chiunque di voi, io non ho scelto...».
Ha scritto un libro, Ricomincio dal mio sorriso, che è stato presentato al Teatro Nuovo di Treviglio, «la città dove ho vissuto gli anni veri della mia vita, dici…

Credere in qualcosa o in qualcuno?

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Dobbiamo credere in qualcosa, dice Steve Jobs. In qualcosa o Qualcuno? aggiungo io.
Una frase, attribuita a Gilbert Keith Chesterton, recita così: «Chi non crede in Dio non è vero che non crede in niente perché comincia a credere a tutto».
Ma in quale Dio credere? Non è assolutamente irrilevante per la nostra vita come pensiamo o non pensiamo Dio. Forse è anche per questo che la ricerca del volto di Dio accompagna da sempre l'uomo, tanto che dalla visione antropomorfa comune a tante esperienze religiose (come quelle, ad esempio, dell'antica Grecia o dell'antica Roma), siamo passati per un divieto assoluto, come nelle religioni ebraica e islamica, di rappresentare il divino. La ricerca del volto di Dio è espressione del desiderio di conoscere Dio come egli realmente è.
Pensate che nell'Antico testamento il termine "volto" ricorre ben 400 volte e di queste ben 100 sono riferite a Dio.
Cosa vorrei proporvi attraverso questo percorso? Un cammino per certi versi p…

C'è un tempo per ogni cosa

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Mio padre mi diceva sempre: "Chi ha tempo non aspetti tempo".
Da militare che era, mio padre sapeva chiaramente che lo spreco di tempo non è una strategia vincente e che anzi anticipare i tempi a volte ti consente di ottenere i risultati che speri. Sprecare il tempo, insomma, per lui era un crimine che non aveva scusanti. L'idea che si potesse perdere tempo era mille miglia lontana dalla sua formazione umana e professionale.
Devo dire che ho introiettato questo suo pensiero e adesso che ho alle mie spalle tanto tempo vissuto non voglio assolutamente buttare via quello che mi rimane. Ma cosa fare del tempo che abbiamo a disposizione? Che senso ha questo tempo che passa? Che senso ha il desiderio di eternità che ci portiamo dentro?
Ricordate? La vita non è abbastanza, scriveva Kerouac. A dirla in altra maniera possiamo aggiungere che il tempo non basta mai. Oppure che non passa mai, se ciò in cui siamo intenti non ci appassiona ma anzi ci annoia a morte.
Se provate a cerca…

Parlare di Gesù oggi ha senso?

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Alla mia richiesta di individuare delle tematiche da affrontare nel corso dell'anno alcuni alunni del Secondo Sportivo mi chiedono di parlare di Gesù. Chiesto il  perché, nessuno proferisce parola. Sgamati! 😀
Si scopre che era così, tanto per scrivere qualcosa.
A provocazione, rispondo con altrettanta provocazione, sollevando la domanda:
Parlare di Gesù, oggi, ha ancora senso? 😏 Duemila anni fa, il messaggio di Gesù si diffuse con una velocità impressionante, forse anche perché corrispondeva alle esigenze più profondamente culturali e antropologiche del tempo. E oggi? Assistiamo allo svuotarsi delle chiese, ad una "corrosiva" secolarizzazione che sta rendendo l'Europa un Paese scristianizzato.
Possibile che il Vangelo non abbia più nulla da dire?
O siamo noi ad essere diventati ciechi e sordi?
La proposta che vi faccio, ragazzi del secondo, si propone di riflettere proprio sulla figura di Gesù per interrogarsi sul senso che il Vangelo può avere anche per l'uomo…

Che faremo quest'anno? la proposta per il Primo Liceo

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Che faremo quest'anno? Il video "promozionale" per questo anno scolastico con il primo Liceo delle Scienze Umane.


Cliccando sull'immagine potete vedere il percorso che, a grandi linee, seguiremo.

Non rubiamoci il futuro!!!

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L'accorata denuncia di Greta è come un pugno allo stomaco. Questo è l'effetto che fa a me. Bisogna essere proprio ciechi per non rendersi conto che il mondo sta lanciando segni di grande sofferenza e quel futuro di distruzione che pensavamo non ci dovesse riguardare, in realtà si sta compiendo a ritmi vertiginosi. Non tutto il mondo scientifico è concorde nel ritenere che i cambiamenti climatici siano conseguenza dell'aumento di CO2 nell'atmosfera, ma è indubbio che l'uomo stia sfruttando questo pianeta come se non dovesse esserci un domani da consegnare alle future generazioni. Non so se ve ne siete accorti, ma il 29 luglio scorso è stato l'Earth Overshoot Day, cioè il giorno in cui la Terra ha esaurito le sue risorse naturali annuali. Preciso il concetto: il 29 luglio, le risorse naturali della Terra per il 2019, come l’aria, l’acqua e il cibo, sono terminate. Significa quindi che la nostra domanda di aria, acqua e cibo ha superato la capacità del pianeta di…

Classe terza: Faccio quello che voglio. Strategia efficace o fallimento assicurato?

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Tutti noi siamo consapevoli che l'appartenenza ad un credo religioso si esprime anche attraverso il rispetto di una serie di regole, che vanno da alcune limitazioni alimentari (per alcune religioni) alla celebrazioni di riti in precisi momenti del giorno o della settimana. In un certo senso ogni religione propone alla persona un percorso di purificazione per avvicinarla al proprio dio ma anche per rendere possibile la convivenza umana. La certezza di ciò che è buono e di ciò che è malvagio è come se fosse inscritta nel cuore di ogni uomo. Per i cristiani è Dio stesso ad aver consegnato, nel profondo di ogni essere umano, il senso di ciò che è buono e di ciò che è male.
Effettivamente è interessante come in tutte le religioni, al di là di norme più o meno particolari e specifiche, ce ne sia una presente in tutte.
Si tratta della cosiddetta Regola d'oro delle religioni.
Vedete come alla base di essa c'è il riconoscimento della dignità di ogni essere umano che va riconosciuto…

Classe seconda: Incontrare l’altro. Quando si è capaci di andare oltre le apparenze e i pregiudizi o di dominare sull'altro

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Quanti incontri nella nostra vita! A volte belli, altre volte meno. Alla vostra età sentite la necessità di cercare nuovi amici, di aprirvi agli altri e, nello stesso tempo, vi chiedete se sarete accettati, se potrete rimanere delusi e feriti. Con questa proposta cercheremo di analizzare il nostro modo di relazionarci agli altri confrontandoci con lo stile di Gesù che scopriremo attraverso l’analisi di alcuni passi dei Vangeli. Rifletteremo anche, sempre con l’aiuto di brani dell’Antico e del Nuovo Testamento, sullo stile che permette l’incontro, per arrivare a confrontarci su un problema molto attuale come quello dell’immigrazione che ci costringe a dover fare i conti proprio con i pregiudizi e l’accoglienza del diverso.
In sintesi, questa proposta ci aiuterà a
• Cogliere lo stile di incontro di Gesù attraverso l’analisi di alcuni passi del Vangelo
• Acquisire consapevolezza che il vero incontro, quello cioè che fa crescere le persone, richiede la capacità di andare oltre i pregiud…

Classe prima: Chi sono, chi siamo. Riconoscere la propria unicità e aprirsi agli altri.

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Quando arriviamo in un nuovo ambiente normalmente ci presentiamo.
Con questa proposta didattica andremo un po’ più a fondo di quella che potrebbe essere una semplice presentazione di noi stessi.
Al termine del percorso, avremo  approfondito la visione dell’uomo che scaturisce dal testo biblico e saremo più consapevoli della dignità di ogni persona umana.
La Bibbia, in sintesi, ci avrà fatto scoprire cosa ci accomuna tutti, bianchi e neri, italiani e non, maschi e femmine, belli e brutti, ecc….
Il nostro cammino seguirà le tracce che troverete cliccando sull'immagine.


Come stai messo ad empatia?

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Se vi dicessi che lo stile comunicativo di Gesù ha a che fare con l'empatia penso che mi guardereste perplessi. Prima di tutto vediamo cosa si intende per empatia. In qualunque dizionario trovate più o meno questa definizione:
«capacità di immedesimarsi nelle condizioni di un altro e condividerne pensieri ed emozioni».
A questo punto riuscirete a seguirmi meglio perché, chi più chi meno, sapete che con la sua vita, Gesù ci insegna a vedere gli altri in un modo diverso, condividendo i loro sentimenti e sostenendoli nei momenti di delusione.
Sin dal principio, i discepoli hanno potuto testimoniare la sensibilità di Gesù: la sua capacità di mettersi nei panni degli altri, la sua delicata comprensione di ciò che accade nel cuore dell’essere umano, la sua acutezza nel percepire il dolore degli altri.
Provo ad elencarvi un paio episodi in cui si coglie questo immedesimarsi di Gesù: arrivando a Nain, senza che sia stata pronunciata parola, si fece carico della tragedia della vedova che …

Che bella testimonianza d'amore!

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Abbiamo spesso parlato di Liliana Segre durante le nostre ore di lezione. Ci siamo fatti accompagnare dalla sua testimonianza, attraverso video o frasi tratte dalle sue interviste, per riflettere sulla grande tragedia della Shoa.
Probabilmente conosciamo meno gli aspetti della sua vita dopo il ritorno dal'inferno del campo di concentramento. In questa intervista che condivido con voi, la signora Segre ci racconta il ritorno alla vita "normale" e ci apre il suo cuore, parlandoci del marito.



La signora Segre ci riconsegna l’immagine di un  uomo che, per amore, diventa capace di ingoiare il proprio dolore, di mettersi da parte quasi morendo a sé stesso per offrirsi a lei, per custodirla e amarla.
Lui è un uomo di fede, vi è stato condotto soprattutto dalla madre. La sua fede e devozione si intensificano ancora di più alla morte della mamma; Liliana non crede, invece, ma anche a questo penserà lui. Se non è un vero sposo costui…
Le dirà spesso negli ultimi tempi, racconta…

Io sono l'altro

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Vorrei cominciare il nuovo anno scolastico con questa canzone.
Il confronto con l'altro ci appartiene, nel bene e nel male. A questo confronto dobbiamo essere pronti per fare un "giro con i vestiti dell'altro", perché solo così possiamo aprirci, guardare il mondo senza preconcetti, assumerci le nostre responsabilità. Tante delle situazioni raccontate nella canzone fanno parte del quotidiano, anche di quello che viviamo a scuola.
Il mio augurio è di sentirci pronti a questo "rispecchiamento", disponibili ad accogliere e a comprendere, per fare "un giro" che ci permetta di crescere. Mente, Cuore e Spirito.


Ecco il testo.

Io sono l’altro
sono quello che spaventa
sono quello che ti dorme nella stanza accanto
Io sono l’altro
puoi trovarmi nello specchio
la tua immagine riflessa
il contrario di te stesso
Io sono l’altro
sono l’ombra del tuo corpo
sono l’ombra del tuo mondo
quello che fa il lavoro sporco
al tuo posto

Sono quello che ti anticipa al parch…

Superficiali? No grazie

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«La vita non è abbastanza. Allora cosa voglio? Voglio una decisione per l'eternità, qualcosa da scegliere e da cui non mi allontanerò mai, in nessuna oscura esistenza o qualunque altra cosa accada. E qual è questa decisione? Una qualche tipo di febbre della comprensione, un'illuminazione, un amore che andrà oltre, trascenderà questa vita verso nuove esistenze, una visione seria, finale e immutabile dell'universo. 
Questo è ciò che intendo quando dico che "voglio degli Occhi". Perché dovrei volere tutto questo? Perché qui sulla terra non c'è abbastanza da desiderare, o meglio, qui non esista una singola cosa che io voglia. Perché non voglio una vita terrena? Perché non mi basta? Perché non mi illumina l'anima, non mi riempie il cervello di eccitazione e non mi fa piangere di felicità. Perché vuoi provare queste cose? Perché la ragione e le questioni di fatto, la scienza e la verità non me le fanno provare e non mi conducono verso l'eternità, anzi, mi so…

Khalif che voleva andare in Europa per studiare e lavorare

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«Vado in Europa». Con questa pazzia nel cuore Khalif si è messo a camminare, da solo. Passo dopo passo, lasciandosi alle spalle madre e padre, facendosi inghiottire dal deserto, senza paura, senza voltarsi indietro. Ci vuole coraggio, per noi adulti occidentali che senza navigatore ci sentiamo sperduti anche nel mezzo di una metropoli affollata, ma il viaggio di Khalif, cittadino del Mali, iniziava un anno fa quando di anni ne aveva otto.
«Vado in Europa perché voglio studiare e lavorare», ha detto a se stesso prima che agli altri, ma cos'era questa Europa nemmeno lo sapeva. Come un Eldorado o l’America dei nostri nonni, l’Europa di Khalif doveva essere la fine di ogni tribolazione, il luogo in cui si mangia tutti i giorni, la gente non si uccide per strada, i piccoli vanno a scuola e non a fare il soldato, se stai male ti curano. «Studiare e lavorare». È questa la benzina che lo ha fatto marciare per un anno, tra gli stenti, il lavoro forzato per pagarsi il viaggio, le botte, i r…

Settembre, si prega per gli Oceani

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In questo mese di settembre il Papa esorta i credenti a pregare perché i politici, gli scienziati e gli economisti lavorino insieme per la protezione dei mari e degli oceani.
 «La creazione è un progetto dell'amore di Dio all'umanità», ricorda Francesco. Ma oggi gli oceani, che custodiscono «la maggior parte dell'acqua del pianeta e anche la maggior varietà di esseri viventi, sono minacciati da diverse cause». «La nostra solidarietà con la "casa comune" - aggiunge il Papa - nasce dalla nostra fede».

Chi sono i profeti: alcune riflessioni

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Riprendo alcuni passi da "E la preghiera divenne corpo" di L. Bruni su Avvenire del 25/08/2019 .
Ci possono aiutare a capire qualcosa in più sui profeti.

[...] Nonostante tutta la rivelazione biblica e poi il cristianesimo che ci ha detto che Dio è agape, anche noi continuiamo ancora a leggere le disgrazie come colpa –'se lo avessi accompagnato', 'se gli avessi detto di no', 'è la punizione per la mia vita sbagliata'... I sensi di colpa sono la prima moneta con cui paghiamo i conti dei nostri funerali. Arrivano da soli, sono iscritti nei nostri cromosomi culturali. La religione economico- retributiva è infatti molto più antica e quindi radicata nel cuore individuale e collettivo della religione dell’amore e della grazia. Ecco perché ci servono i profeti. I profeti si mettono accanto a noi. Fanno silenzio, non ci fanno prediche né discorsetti consolatori, ci donano un Dio liberato dalle colpe e dai meriti, tutto grazia e misericordia. Lo fanno con la p…

Giocatevela bene, la vita

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«Ragazzi, ragazze, questo io vorrei dirvi: la vita giocatevela bene, non perché la si vive una volta soltanto, ma vi dico giocatevela bene perché spesso correte il rischio che in questa smania di libertà, di grandezza, di orizzonti larghi, invece che raggiungere gli orizzonti larghi vi incastriate in una “strada senza uscita”». (don Antonio Bello)

Imparare a vivere per saper morire

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Vi riporto la riflessione di don Maurizio Patriciello su Nadia Toffa (Avvenire del 20 agosto 2019).
In questi giorni ci siamo commossi per la scomparsa di questa conduttrice televisiva e giornalista italiana che non ha fatto mistero della sua malattia, ma che anzi, con il suo coraggio e la sua determinazione ha cercato di dare forza e coraggio a chi come lei doveva lottare per la guarigione. Don Patriciello, che ha officiato i suoi funerali, con le parole che seguono ci aiuta ad andare più in profondità e a scoprire la testimonianza lasciata da questa giovane donna.

«Voglio imparare. Il tempo stringe e io debbo imparare. Imparare a vivere per saper poi morire». Nella vita non sempre ci rendiamo conto dell’importanza del dover imparare a vivere. Si vive e basta. Un fatto scontato, istintivo, naturale. E questo è grande errore. Sono passati pochi giorni dalla morte di Nadia Toffa, la giornalista e conduttrice tv bresciana, che ha scosso l’Italia. In tanti ci siamo chiesti il perché. Qua…

Le stelle e un ragazzo a pancia in giù

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Da Avvenire del 14 agosto 2019 ho tratto spunto per una riflessione, in vista dell'avvio (tra poco ci siamo) del nuovo anno scolastico.

Gentile direttore, campo scuola giovanissimi di Azione Cattolica. Una cinquantina di ragazzi tra i sedici e i diciassette anni. Tema del campo: la libertà.
Una sera, quasi a mezzanotte, si decide di andare sul greto sassoso di un torrente in secca a vedere le stelle. Il cielo è sgombro, la luna assente, la temperatura tiepida. Torcia alla mano e felpa attorno alla vita, ragazzi ed educatori aggrediscono il breve tratto di bosco che separa la casa dal torrente. Quando arrivano, si sistemano accampandosi sulle pietre e sull'argine. Stendono le coperte e vi si adagiano, in una sorta di albergo notturno. «Che bello!», «Ma quello è un pianeta?», «E la luna quando sorge, don?», «Com'è che si chiama quella stella così bianca?», «Guarda un satellite, ci sta fotografando!».
Li osservo in silenzio. Passo in mezzo a loro, invitandoli al silenzio e al…

Quanta bellezza tra scienza e Dio

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Di sicuro Matteo Benedetto fa un lavoro affascinante: è ricercatore all'osservatorio astronomico della Valle d’Aosta, ed è anche membro dell’Azione cattolica, e questo fa sì che la nostra chiacchierata riproponga, al contempo, nuove ed antiche domande.
È possibile una conciliazione tra fede e scienza? O invece, come affermava qualcuno, lentamente la scienza arriverà a fare chiarezza su tutto quello che noi per ora non ci spieghiamo?
o credo che fede e scienza possano tranquillamente e serenamente convivere. Ricordo che tempo fa in un momento di formazione che feci in parrocchia uscì che «la scienza ci spiega il come e il dove, la fede parla del chi e del perché». Mi piace immaginare fede e scienza come due treni che viaggiano su binari paralleli, ciò che li accomuna è il carburante che li muove: la curiosità, la ricerca, la voglia di crescere. I problemi nascono quando si tenta di farli andare sullo stesso binario.
Il principio di indeterminazione di Heisenberg, assieme alla teoria …

No a facce da funerale. Parola di Papa Francesco

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Si sa, le barzellette che si raccontano i preti sulle “cose di Chiesa” sono tra le più divertenti. E le più autoironiche.
Fede, preghiera, cibo, ritiri spirituali, c’è chi perfino riesce a fare la voce perfetta del proprio vescovo: e infatti i parrocchiani di “ogni dove” le tramandano di padre in figlio, di catechista in catechista. Umorismo per fortuna sdoganato da papa Francesco che fin dall'inizio del suo pontificato ha messo in guardia il fedele dall'essere troppo triste e dall'avere «facce sfiduciate, da funerale».
In un’omelia a Santa Marta riservata a un gruppo di dipendenti dei Servizi economici del Vaticano e alcuni collaboratori delle Guardie svizzere, Francesco, ad esempio, ha ricordato l’insegnamento di Paolo VI e ha parlato della gioia cristiana che nasce anche «perdendo tempo a lodare Dio».
«Tante volte i cristiani – disse a braccio il papa nell'omelia con quel suo slang un po’ latinoamericano – hanno la faccia di andare più a un corteo funebre che di and…

Non siate pecore o pecoroni (Omaggio a mio padre)

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Imparare a scegliere è un’arte difficile a cui occorre allenarsi sin da piccoli. È esercizio di una libertà che ci dimentichiamo di avere ogni volta che ci “accodiamo” alla folla.
Come tante pecore seguiamo il leader del momento, che spesso è del tutto inadeguato, tanto per non sentirci diversi dagli altri. Ma siamo così sicuri che ne valga la pena? Non potremmo pensare che essere fuori da un gruppo con valori inadatti possa essere un privilegio? Si. Un privilegio. Il privilegio di pensare con la nostra testa, di non essere condizionati dalle mode di turno. È faticoso, lo so. È certamente più facile lasciarsi trasportare dalla corrente. Ma a quale prezzo? Rinunciando a essere noi stessi perderemmo la nostra autenticità e unicità. Perché siamo unici e irripetibili, non siamo cloni.
Quante volte vi dico che potete essere meglio di quel che fate vedere, specialmente quando vi nascondete tra tante altre "pecore"?
Mio padre,diceva a me e ai miei fratelli che per non essere pecor…

Andiamo oltre l'odio e il rancore: riconosciamoci fratelli in umanità!

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Di fronte alle tante divisioni che alimentano sospetti, odio, indifferenza, è bello vedere che c'è chi crede che possiamo riconoscerci fratelli, al di là di ogni differenza.
 A scuola abbiamo avuto modo di parlare della Dichiarazione comune sulla fratellanza umana firmata ad Abu Dhabi da papa Francesco e dall’imam di al Azhar al Tayyeb e proprio ieri un'alunna musulmana che frequenta Religione ricordava quanto fosse stato importante per lei questo richiamo alla comune fratellanza che ci permette di andare oltre ogni divisione.
Siamo fratelli in umanità - aggiungeva - e per questo dobbiamo sentirci impegnanti alla costruzione di un mondo più giusto, dove nessuno debba sentirsi guardato con sospetto per la sua religione.
A lei. che è una delle migliori alunne che ho avuto per conoscenze, capacità riflessive e disponibilità al dialogo educativo, ma anche a tutti gli altri, indipendentemente dalla frequenza o meno all'Ora di Religione e dal loro credo, dedico un video, realizz…

Il Papa ai giovani

Ho realizzato un video che riporta alcune frasi che il Papa ha rivolto ai giovani in diverse occasioni. Lo condivido.


Papa Francesco ai giovani from profrel on Vimeo.

Credo

Non potevo non condividerlo.



«Credo nello sguardo della Gioconda e nei disegni dei bambini.
Nell'odore dei panni stesi, e in quello delle mani di mia madre.
Credo che quando la barbarie diventa normalità, la tenerezza è l’unica rivoluzione.
Credo che la vera gioia sia sentirsi parte di un paesaggio incantevole, pur non essendo altro che un minuscolo granello di sabbia.
Credo che la lingua di Dio è il silenzio, e il suo corpo la Natura.
Credo alla potenza del soffione, quel minuscolo fiore selvatico che cresce ostinato tra le pieghe dell’asfalto e pure in mezzo a mille difficoltà, riesce comunque a germogliare e a diventare fiore. Credo che chi non vive il presente, sarà sempre imperfetto. Pure da trapassato.
Perché la vera sfida è debuttare ogni giorno, tutto il resto è repertorio.
Credo che non sia la bellezza che salverà il mondo, ma siamo noi che dobbiamo salvare la bellezza
e che non c’è peggior peccato che non stupirsi più di niente
e che tutta la scienza, la cultura e l’in…

Sognate! Il mio saluto ai ragazzi

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A conclusione di questo anno scolastico, ecco il mio saluto e augurio.



E come ha detto Papa Francesco «...I sogni sono importanti. Tengono il nostro sguardo largo, ci aiutano ad abbracciare l’orizzonte, a coltivare la speranza in ogni azione quotidiana. E i sogni dei giovani sono i più importanti di tutti. Un giovane che non sa sognare è un giovane anestetizzato; non potrà capire la vita, la forza della vita. I sogni ti svegliano, ti portano in là, sono le stelle più luminose, quelle che indicano un cammino diverso per l’umanità. Ecco, voi avete nel cuore queste stelle brillanti che sono i vostri sogni: sono la vostra responsabilità e il vostro tesoro. Fate che siano anche il vostro futuro! E questo è il lavoro che voi dovete fare: trasformare i sogni di oggi nella realtà del futuro, e per questo ci vuole coraggio...» (Circo Massimo, Sabato, 11 agosto 2018)

Legami H2O: il mio saluto ai ragazzi del V

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Non siamo stati insieme per un percorso intero - e per questo qualcuno di voi potrebbe essere ben contento 😁, ma per me questo tempo è stato molto significativo. Mi avete fatto sgolare, ma siete stati anche capaci di stupirmi; con voi ho provato la trepidazione dei miei primi anni di insegnamento (mai avevo insegnato in una scuola superiore) e la soddisfazione di vedere che per alcuni di voi quanto vi andavo proponendo era interessante.
Vorrei lasciarvi prendendo in prestito le parole di D'Avenia:
«Due atomi di idrogeno e uno di ossigeno (...). Nella molecola H2O ciascun elemento dà all'altro ciò di cui ha bisogno per costruire il legame più semplice e compiuto dell’universo. È da questa relazione che dipende la vita. La formula dell’acqua diventa così la più cristallina lezione sulle relazioni: esse danno vita, sono generative e rigenerative, solo quando uno dà all'altro ciò di cui l’altro ha bisogno, altrimenti sono degenerative.[...]
Siamo immersi in tanti tipi di rela…

La religione racconta l'uomo

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L'ultima proposta per il 1° Liceo. Una sorta di caccia al tesoro con i qrcode.
Cliccare sull'immagine.



Siamo tutti "parenti"

Quanti antenati ha ciascuno di noi? Se si risale indietro nel tempo si arriva presto a cifre da capogiro: miliardi di miliardi di miliardi di avi. Possibile? No, in realtà sono molti meno, come spiega il cartone animato di Bruno Bozzetto e Piero Angela. La conclusione a cui giungere, dopo questa efficace e chiara spiegazione è che siamo in fondo tutti un po' parenti.  ).
Alla faccia, insomma, di chi crea steccati tra noi e gli altri. 😉
PS. Vi invito a rivedere il il post del 9/03/2017, che giunge per strade diverse alla stessa conclusione, cliccando qui.

L'amore che fa bene: proposta per il IV LSS

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L'ultima proposta per i ragazzi del IV Liceo. Cliccate sull'immagine.

Diversamente giovani: proposta per il 3LSS

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Inserisco la proposta didattica per i ragazzi del Terzo Liceo e lo faccio attraverso un'immagine.
Se volete saperne di più cliccate sull'immagine.

Dai Sikh un milione di alberi piantati come dono al Pianeta Terra

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Nell'aprile di 550 anni fa, 1469, nasceva nel sultanato di Delhi, parte dell’attuale India, Sri Nanak Dev, mistico e fondatore del Sikhismo di cui è stato il primo guru.
Attorno a Nanak si raccolse una comunità di discepoli (Sikh significa proprio "discepolo"), tra i quali egli scelse il proprio successore, Guru Angad. In tutto, i successori del primo guru furono dieci.
Il decimo guru, Gobind Singh (1666-1708), fondò l'ordine militante dei Khalsa ("i puri") e decretò che, dopo di lui, non ci sarebbe stato un altro guru in quanto l'autorità religiosa veniva trasferita al testo sacro, l'Adi Granth, raccolta di quasi seimila inni, composti dai primi cinque guru, curata da Arjan Dev (il quinto guru) nel 1606.
I principi fondamentali si ispirano ad alcuni principi dell’Induismo e dell’Islam, pur mantenendo un’ampia autonomia rispetto ai precetti di fondo.
I Sikh, monoteisti, sono oggi almeno 25 milioni in India e vari altri milioni nel resto del mondo.
P…

Gesù e la felicità

Un video sulle parole di Giovanni Paolo II:
«In realtà, è Gesù che cercate quando sognate la felicità; è Lui che vi aspetta quando niente vi soddisfa di quello che trovate; è Lui la bellezza che tanto vi attrae; è Lui che vi provoca con quella sete di radicalità che non vi permette di adattarvi al compromesso; è Lui che vi spinge a deporre le maschere che rendono falsa la vita; è Lui che vi legge nel cuore le decisioni più vere che altri vorrebbero soffocare. E' Gesù che suscita in voi il desiderio di fare della vostra vita qualcosa di grande, la volontà di seguire un ideale, il rifiuto di lasciarvi inghiottire dalla mediocrità, il coraggio di impegnarvi con umiltà e perseveranza per migliorare voi stessi e la società, rendendola più umana e fraterna».
(XV Giornata Mondiale della Gioventù, Tor Vergata, sabato 19 agosto 2000)

Aleteia Italiano

Non si è mai troppo piccoli per fare la differenziata!!!

Video carinissimo che chiede a tutti noi di fare qualcosa per l'ambiente.
I grandi devono fare la loro parte, ma anche voi, cari studenti.
Nessun alibi ma, al contrario, maggiore attenzione a quello che facciamo (o dimentichiamo di fare). A scuola, allora, impegniamoci  nella raccolta differenziata ed evitiamo di lasciare le classi sporche. Per non parlare dei corridoi alla fine della ricreazione. Forza, insieme ce la possiamo fare!!!