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venerdì 5 febbraio 2010

La logica del potere

Torre di Babele e racconto di Pentecoste. A scuola, con le classi seconde, sono stati analizzati questi due brani, mettendo in evidenza come siano espressione di due logiche: quella del potere, nel primo brano, quella dell'amore, che va oltre le differenze, che fa sentire famiglia, nel secondo.
In questo lavoro che ci ha portato poi a riflettere sulla Chiesa, così come l'ha pensata Dio, ci siamo soffermati un po' di più sul discorso legato alla logica del potere, che porta divisione, discriminazione, prevaricazione.
Coloro che si sentono potenti, molte volte lo sono e lo diventano per l'indifferenza di chi dovrebbe invece sentire orrore per un potere che si fa violenza, che discrimina, che toglie dignità all'altro, che fa dell'altro un "diverso" da emarginare, se non annientare. La riflessione era dovuta, anche perchè ci stavamo avvicinando alla Giornata della memoria.
Sento di dovere in qualche modo lasciarvi alcuni momenti di quelle riflessioni, invitandovi a vedere la puntata di Ottoemezzo trasmessa in occasione di quella Giornata. Vedrete Liliana Segre, di cui ho avuto modo di parlarvi e Moni Ovadia (il rabbino del film su Anna Frank, trasmesso dalla RAI), e soprattutto sentirete, dalla viva voce di chi ha vissuto sulla sua pelle il disprezzo, la discriminazione e il rifiuto, di cosa è capace la logica del potere.

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