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mercoledì 28 luglio 2010

Il Paradiso e gli animali

Prof, ma gli animali vanno in Paradiso?
Domanda legittima, risposta non facile, tanto che l'Università dei Cappuccini di Münster, in Germania, ha aperto un Istituto di Zoologia teologica. Quale ne è lo scopo? Far sì che la dottrina si occupi di più degli animali, e vagli teologica­mente la possibilità che alcune specie siano effettivamente do­tate di anima.
Certamente chi è credente e nutre verso gli animali affetto e rispetto, come i miei alunni, fa fatica a pensare che per loro sia precluso il Paradiso, o che nel piano salvifico di Dio gli animali non abbiano posto.
Nel Capitolo 9 della Genesi, appena dopo la narrazione del diluvio universale, si legge: "Ec­co che io stabilisco la mia alleanza con voi e con la vo­stra progenie dopo di voi, e con ogni essere vivente che è con voi: con i volatili, con il bestiame e con tutte le fie­re della Terra che sono con voi, con tutti gli animali u­sciti dall’Arca". Gli animali, quindi, parteciperebbero all'alleanza con Dio e perciò entrano a far parte di una teologia, nel senso che non si può parla­re, in modo completo, degli animali senza parlare di Dio; e non si può parlare, in modo completo, del gene­re umano se non si parla anche degli animali. Per tutto questo, alcuni teologi pensano che gli animali ci accompagneranno anche nell'altra vita, perchè se tutto ciò che ha avuto da Dio la vita non l’a­vrà di nuovo, la morte sarà più potente di Dio. Per chi crede, ciò non è possibile. Bisogna però essere attenti a ogni esagerazione animalista, perchè, se è giusto riconoscere agli animali la loro dignità, non bisogna dimenticare che solo l’uomo è in gra­do di pensare all’eternità e quindi a Dio.

sabato 24 luglio 2010

Facciamo festa

Un'attività pensata per gli alunni stranieri.
Cliccare sull'immagine per avviare il libro interattivo.


Vi rimando al sito in cui ho inserito altre risorse per l'integrazione. Cliccate qui.

lunedì 19 luglio 2010

Vacanze ... vacanze

I miei interventi nel blog in questo periodo si ridurranno, perchè sono in vacanza. Ho bisogno anch'io, come tutti noi, di staccare un po' la spina, di rallentare i ritmi della giornata, di rilassarmi. Confesso di non amare le vacanze "strillate", quelle cioè dell'esagerazione, del divertimento a tutti i costi. Che volete, sarà che mi avvicino al mezzo secolo, ma neanche da ragazza amavo la confusione, i luoghi affollati, i ritmi martellanti della musica a tutto volume. Se vado al mare cerco posti poco frequentati, un po' spartani (è sempre più difficile trovarli), e se non vado a fare qualche gita all'estero, me ne sto a casa, prendo il sole in terrazza, mi leggo un buon libro.
Voglio proporvi cosa ha detto ieri il Papa, proprio in merito elle vacanze:
"Siamo ormai nel cuore dell’estate, almeno nell’emisfero boreale. E’ questo il tempo in cui sono chiuse le scuole e si concentra la maggior parte delle ferie. Anche le attività pastorali delle parrocchie sono ridotte, e io stesso ho sospeso per un periodo le udienze. E’ dunque un momento favorevole per dare il primo posto a ciò che effettivamente è più importante nella vita, vale a dire l’ascolto della Parola del Signore. (...)la persona umana deve sì lavorare, impegnarsi nelle occupazioni domestiche e professionali, ma ha bisogno prima di tutto di Dio, che è luce interiore di Amore e di Verità. Senza amore, anche le attività più importanti perdono di valore, e non danno gioia. Senza un significato profondo, tutto il nostro fare si riduce ad attivismo sterile e disordinato. E chi ci dà l’Amore e la Verità, se non Gesù Cristo? Impariamo dunque, fratelli, ad aiutarci gli uni gli altri, a collaborare, ma prima ancora a scegliere insieme la parte migliore, che è e sarà sempre il nostro bene più grande".
Che la vacanza non sia allora priva di buon senso, ma che diventi occasione per ridare senso a tutto ciò che facciamo.

sabato 17 luglio 2010

Genio della matematica rifiuta un milione di dollari

Sarà un genio, dirà qualcuno, ma non della finanza!
A 44 anni d’età, Grigorij Perelman, matematico ed “eremita” di San Pietroburgo, è uno dei più grandi geni della matematica. È l’unico scienziato al mondo che sia riuscito a dimostrare per esempio, la «congettura di Poincaré», definita dagli esperti «un’impresa ai limiti dell’impossibile». Una soluzione, quella trovata dal nostro Grisha, che potrà avere enormi ricadute anche economiche. Ma non per lui, che del denaro non sa che farsene.
Perelman infatti ha rifiutato il premio da un milione di dollari che gli era stato assegnato dal Clay Mathematics Institute per essere riuscito a risolvere uno dei sette Problemi del Millennio, quello appunto della "congettura di Poincaré".
Negli anni passati ha rifiutato anche la prestigiosissima Medaglia Felds: un premio che è molto più arduo da conseguire di un premio Nobel in quanto viene assegnato all’unanimità, e solo ogni quattro anni,dalla comunità mondiale dei matematici al migliore di loro che abbia meno di 40 anni.
Dall'editoriale di Gabriella Sartori, pubblicato su Avvenire del 7 luglio, leggo:
"Uno studentello che l’ha fotografato col suo cellulare in un angolo della metro cittadina, si duole oggi di non aver saputo “vendere” a dovere quella preziosa foto. Perché così gli è stato insegnato: che fama e denaro sono i soli valori che contano. Però non tutti i suoi coetanei gli somigliano. Nella bellissima San Pietroburgo, ci si può imbattere in giovani che indossano magliette con la foto di Grisha commentate dalla scritta «Non tutto si può comprare». Noi ci auguriamo che molti giovani, e non giovani, di tutto il mondo, li imitino. La a lungo “impossibile” «congettura di Poincaré», l’aveva formulata nel 1904 questo grandissimo matematico francese che così scriveva: «Lo scienziato non studia la natura perché è utile, ma perché ne prova piacere perché è bella: se la natura non fosse bella,non varrebbe la pena di studiarla per tutta la vita e la vita non varrebbe la pena di essere vissuta». Parole vicine a quanto scriveva Einstein distinguendo, nel «tempio della scienza» coloro che vi entrano per fama, per orgoglio, per soldi, da quelli che lo fanno per l’inesausta ricerca dell’«armonia prestabilita», per una passione tanto pura quanto intensa non diversa da quella che – per lui – anima i mistici, i santi, i veri filosofi, poeti e artisti".
Non sarà un genio della finanza, ma Grisha è un esempio da non dimenticare, in un mondo che pensa solo al denaro, al potere, al successo. Fare le cose con passione e per passione vale più dei soldi.
"Non tutto si può comprare". E' proprio vero; non si può comprare l'entusiasmo, la meraviglia, l'armonia, la speranza.

mercoledì 14 luglio 2010

Scienza e religiosità: un connubio possibile

A chi continua a sostenere l'inconcialibilità assoluta tra scienza e religione suggerisco di dare un'occhiata alla ricerca condotta dalla ricercatrice
della texana Rice University, Elaine Howard Ecklund. Il suo studio, raccolto nel libro Science vs Religion, smonta il pregiudizio per cui un uomo o una donna di scienza debbano considerare la religione come qualcosa di inconciliabile con il proprio lavoro. La giovane sociologa statunitense ha contattato, con un questionario apposito, oltre 1200 scienziati a vario livello – ricercatori, docenti universitari o professori di scuola – per domandare loro qualcosa in più di come si rapportassero con Dio. Il quadro che ne è venuto fuori è notevolmente in controtendenza con il pregiudizio, purtroppo molto comune, che ritiene che la maggior parte degli scienziati sia atea.
Anzitutto, coloro che affermano di avere una religione rappresentano il 50% del campione di ricerca della Ecklund, mentre gli atei o gli agnostici dichiarati arrivano al 30%. Il restante 20% si qualifica come aventi un «rapporto individualizzato e non convenzionale» con l’Assoluto.
Ancora più interessante è che solo la metà di quanti si dichiarano atei pensano che religione e scienza siano inevitabilmente in conflitto.
L'altra sorpresa è rappresentata dal fatto che gli scienziati più giovani risultano essere più religiosi di quelli con i capelli più bianchi e considerano meno antagoniste ricerca scientifica e indagine spirituale.
In conclusione, mi sembra di poter dire che, sulla base di questo studio, le posizioni antireligiose risultano essere minoritarie nel mondo della scienza.
Come dice Carlo Rubbia, Premio Nobel per la fisica: "Parlare di origine del mondo porta inevitabilmente a pensare alla creazione e, guardando la natura, si scopre che esiste un ordine troppo preciso che non può essere il risultato di un "caso", di scontri tra "forze" come noi fisici continuiamo a sostenere. Ma credo che sia più evidente in noi che in altri l'esistenza di un ordine prestabilito nelle cose. Noi arriviamo a Dio percorrendo la strada della ragione, altri seguono la strada dell'irrazionale".

martedì 13 luglio 2010

Riscopriamo il silenzio

"La sottrazione del silenzio è una delle violenze della modernità. Ai bambini andrebbe insegnato il silenzio. Hanno troppi stimoli e non sanno più concentrarsi. Devono imparare a entrare in contatto con la parte più profonda di sè. La maggior parte degli uomini non vive la conversione folgorante di San Paolo. La fede è un dono, ma non cade dal cielo come un pacco".

Susanna Tamaro, scrittrice 
(a Pistoia, Premio giornalistico "Sentinella del Creato")

lunedì 12 luglio 2010

Bravo!

La Comunità di Sant’Egidio ha dato vita al programma BRAVO! per la registrazione anagrafica dei bambini. In questo modo si vuol rispondere alla sfida crescente di tanti bambini non registrati e alle conseguenze della mancata registrazione sulla pace e la stabilità di molti paesi in via di sviluppo. Le stime dell’UNICEF confermano che il numero di bambini che ogni anno non vengono registrati al momento della nascita è cresciuto dai 48 milioni del 2003 ai 51 milioni del 2007. Il programma BRAVO! ( acronimo di Birth Registration for All Versus Oblivion) vuole garantire la registrazione dei bambini al momento della nascita, promuovendo lo sviluppo dei sistemi di registrazione anagrafica, sensibilizzando genitori e figli, collaborando con i ministeri e le istituzioni governative coinvolte.Il programma è già attivo in alcuni paesi dell'Africa.
La mancata registrazione anagrafica alimenta i conflitti ed è fonte di instabilità – nuoce sia ai bambini che agli adulti, e i giovani ne sono particolarmente colpiti. La registrazione alla nascita è un diritto sancito dall’articolo 7 della Convenzione sui Diritti del Fanciullo (CRC) del 1989, la più ratificata delle Nazioni Unite.
Tuttavia, il quadro globale della registrazione anagrafica nel mondo è purtroppo piuttosto triste e l’indifferenza continua ad alimentare il problema: ogni anno 51 milioni di bambini nel mondo non vengono registrati, e sono resi quindi vulnerabili, fin da piccoli - e poi più avanti nell’età, da adulti. Per questo hanno maggiori probabilità di rimanere coinvolti in abusi di diverso tipo – dagli abusi sessuali al reclutamento nelle forze armate, dal lavoro giovanile ai matrimoni precoci, ecc – rispetto a quelli che invece sono registrati alla nascita. La registrazione anagrafica è quindi un’efficace strumento per la protezione dei bambini.

FONTE: www.santegidio.org

domenica 11 luglio 2010

Effetti interessanti alle nostre foto

Come poter dare effetti interessanti alle nostre foto?
Vi propongo di andare a  visitare Clipyouphotos. E' simpatica l'applicazione che permette di modificare la vostra faccia con effetti strani, oppure quella che vi permette di inserire delle cornici alle vostre foto digitali.

sabato 10 luglio 2010

Il crocifisso e la libertà religiosa

Alla Corte per i diritti dell'uomo, alla fine di giugno, ha preso le mosse il riesame della sentenza del novembre scorso, secondo cui il simbolo cristiano della croce dovrebbe essere rimosso dalle aule scolastiche. Ho avuto modo di leggere su Avvenire alcuni stralci dell'intervento di Joseph Weiler, noto giurista ebreo, che con la kippah sul capo ha argomentato sulla legittimità della presenza del crocifisso. Vi riporto alcuni passaggi del suo intervento.
Secondo Weiler uno Stato non è obbligato nel sistema della Convenzione dei diritti umani a sposare la laicità. Egli evidenzia anche come dall’altra parte del Canale c’è l’Inghilterra nella quale c’è una Chiesa di Stato, in cui il capo dello Stato è anche il capo della Chiesa, i leader religiosi sono membri, di diritto del potere legislativo, nel quale la bandiera reca la croce e l’inno nazionale è una preghiera a Dio di salvare il monarca, e concedergli vittoria e gloria.
Il giurista statunitense non pensa che «tutti coloro che cantano 'Dio salvi la regina' credano in Dio», ma pensa che «sarebbero scioccati se si dicesse che questa frase va cambiata o tolta perché offende qualcuno». Magari un giorno la Gran Bretagna deciderà di cambiare o togliere questa frase, ma questa non è una decisione che può essere presa dalla Corte, obietta Weiler.
Se si affermasse il principio della rimozione dei simboli religiosi dalle aule scolastiche, cosa dovrebbero fare ebrei, cattolici, e musulmani di fronte alla foto della regina appese nelle classi?
Il giurista prosegue sostenendo che «è giuridicamente falso adottare una posizione politica che divide la nostra società, e rivendicare che in un certo senso è neutrale».
Credo che sia molto significativa questa difesa del crocifisso che viene da un uomo non cristiano, ma profondamente convinto della necessità di difendere le radici giudeo-cristiane dell'Europa.
Non vorrei che nel nome di una presunta laicità e della difesa della libertà religiosa, si finisca con l'assumere atteggiamenti di intolleranza e negazione del pluralismo. La libertà religiosa deve essere libertà dalla religione?

Libertà religiosa

venerdì 9 luglio 2010

San Francesco e l'agnellino

L'avervi parlato del pallio mi ha fatto venire in mente un episodio che riguarda la vita di San Francesco e la terra in cui vivo.
"Attraversando una volta la Marca d'Ancona, dopo aver predicato nella stessa città, e dirigendosi verso Osimo, in compagnia di frate Paolo, che aveva eletto ministro di tutti i frati di quella provincia, incontrò nella campagna un pastore, che pascolava il suo gregge di montoni e di capre. In mezzo al branco c'era una sola pecorella, che tutta quieta e umile brucava l'erba. Appena la vide, Francesco si fermò, e quasi avesse avuto una stretta al cuore, pieno di compassione disse al fratello: "Vedi quella pecorella sola e mite tra i caproni? Il Signore nostro Gesù Cristo, circondato e braccato dai farisei e dai sinedriti, doveva proprio apparire come quell'umile creatura. Per questo ti prego, figlio mio, per amore di Lui, sii anche tu pieno di compassione, compriamola e portiamola via da queste capre e da questi caproni". Frate Paolo si sentì trascinato dalla commovente pietà del beato padre; ma non possedendo altro che le due ruvide tonache di cui erano vestiti, non sapevano come effettuare l'acquisto; ed ecco sopraggiungere un mercante e offrir loro il prezzo necessario. Ed essi, ringraziandone Dio, proseguirono il viaggio verso Osimo prendendo con sé la pecorina. Arrivati a Osimo si recarono dal vescovo della città, che li accolse con grande riverenza. Non seppe però celare la sua sorpresa nel vedersi davanti quella pecorina che Francesco si tirava dietro con tanto affetto. Appena tuttavia il servo del Signore gli ebbe raccontato una lunga parabola circa la pecora, tutto compunto il vescovo davanti alla purezza e semplicità di cuore del servo di Dio, ne ringraziò il Signore.

giovedì 8 luglio 2010

Convertire diversi tipi di file

Che ne dite di un'applicazione online che permette di convertire diverse tipologie di file?
Con Online-ConVert basterà selezionare il formato target in cui convertire il nostro file, caricare quest'ultimo dal nostro PC (max 100 MB) e dare il via alla conversione, terminata la quale potremo scaricare il nostro file ormai convertito nel formato da noi richiesto.
Via | Geekissimo

mercoledì 7 luglio 2010

I 10 migliori siti per creare presentazioni online

Maestro Roberto segnala degli ottimi strumenti di presentazione non a pagamento. Vi rimando al suo post per conoscerli e provarli.
Cliccate sull'immagine e buon lavoro!

martedì 6 luglio 2010

Le notti di Nicodemo: quando la religione arriva in spiaggia

Ho letto di una bella iniziativa dei giovani di Azione Cattolica della diocesi di San Benedetto, che stanno organizzando in spiaggia degli incontri di preghiera e adorazione eucaristica per i più giovani, ma anche per gli adulti.
A partire dalle 21.30, nella spiaggia libera tra le concessioni 92 e 93, (lungomare di Porto d’Ascoli), si trova un ombrellone dove si può sostare per qualche momento di preghiera e adorazione, per potersi confessare o parlare con un sacerdote.
L’evento che si chiama Le notti di Nicodemo, adorare sotto l'ombrellone, a celebrare il personaggio evangelico che va a parlare con Gesù durante la notte, permette a giovani e adulti di incontrare Dio sotto gli ombrelloni della spiaggia.
«Per noi – ha dichiarato Laura Pulsoni, vicepresidente del settore giovani di Ac – è un piccolo segno nella nostra rumorosa estate, uno spazio di annuncio sulla strada, un’occasione per costruire ponti nei luoghi dove viviamo e vivono i giovani».
Le notti di Nicodemo ha avuto inizio il 30 giugno e si svolgerà anche il 21 luglio, il 10 e il 25 agosto, dalle 21.30 alle 22.30.

FONTE: ilsegnale.it, quotidiano online di San Benedetto del Tronto e della Provincia di Ascoli Piceno

domenica 4 luglio 2010

Siamo i primi. Che tristezza!

Non sto parlando dell'esito del Mondiale di calcio, ma di quanto emerge dal rapporto "Bambini e adolescenti in Italia: un quadro degli ultimi dieci anni" realizzato da Eurispes e Telefono azzurro.
Leggete:
"Tra i giovani italiani si va diffondendo sempre di più la moda del bere in maniera compulsiva, con l’apposito intento di ubriacarsi (Binge Drinking): l’effetto ricercato è quello dello stordimento, i ragazzi arrivano a consumare quantità di alcool nettamente superiori alle loro capacità fisiologiche di assorbimento.
Secondo l’Oms (Organizzazione Mondiale della Sanità) l’alcol è la prima causa di morte tra i giovani uomini europei: determina un decesso su 4 tra i ragazzi dai 15 ai 29 anni; 55.000 morti l’anno per incidenti automobilistici causati dall’alcol, avvelenamento, suicidio indotto dalla dipendenza, omicidi causati dal consumo di alcol. È inoltre la causa del 10% dei decessi delle ragazze.
L’Italia detiene il primato negativo dell’età più bassa del primo contatto con l’alcol. L’età media in cui avviene l’iniziazione all’alcol è 12 anni e mezzo, rispetto ai 14,6 della media europea e il 54,6 per cento dei ragazzi tra 15 e 19 anni ha già sperimentato, almeno una volta, l’ubriachezza".
Un primato di cui fare volentieri a meno!!!
(su ispirazione di una vignetta della Settimana Enigmistica e con i personaggi di Toondoo)

venerdì 2 luglio 2010

Il Pallio

In occasione della solennità dei santi Pietro e Paolo, il Papa ha presieduto una solenne concelebrazione eucaristica assieme agli arcivescovi metropoliti nominati nel corso dell’anno passato ai quali ha imposto il Pallio.
Di che si tratta?
È una sottile fascia di lana bianca, con sei croci di seta nera ricamate sopra, lastrine metalliche ricoperte di tessuto nero alle estremità. È il paramento liturgico proprio degli arcivescovi metropoliti e, in una foggia diversa, del Papa stesso (nel caso del Pontefice la forma è diversa e le croci sono di colore rosso). La stola si indossa sulle spalle, a ricordare un agnello portato dal pastore, che guida la Chiesa. Un agnello immolato, con le croci di seta a rappresentare i segni delle piaghe di Cristo salvatore.
Ho letto che la lana utilizzata per confezionare i palli viene da due agnelli. Secondo la tradizione, i due animali sono offerti dall’Abbazia trappista delle Tre Fontane, a Roma. Anticamente era il Capitolo Lateranense a procurare gli ovini, ma una volta successe che il Capitolo non ne aveva. Così fu chiesto ai trappisti di offrire due animali dei loro allevamenti, perché a quel tempo l’Abbazia aveva un’immensa proprietà agricola. 
Oggi i Trappisti non allevano più gli animali, ma sono loro che continuano ad offrirli, dopo averli acquistati.
I trappisti, quindi, consegnano i piccoli ovini al Capitolo Lateranense che li presenta al Papa per la benedizione, nel giorno della festa di Sant’Agnese, il 21 gennaio. Come da tradizione, vengono portati in due ceste: una è decorata con nastri bianchi su cui si leggono le iniziali 'A. V.', che stanno per 'Agnese Vergine'; l’altra con nastri rossi con la scritta 'A. M.', per ricordare il martirio della santa.
Dopo la benedizione del Papa gli agnelli passano nelle mani delle benedettine del monastero di Santa Cecilia in Trastevere. Le suore – su mandato dell’Ufficio delle celebrazioni liturgiche del Sommo Pontefice – si occupano di cucire le stole, utilizzando antichi telai a mano.
Il Pallio viene consegnato durante la solennità dei santi Pietro e Paolo, come segno della comunione pastorale del successore di Pietro con i successori degli altri apostoli.

giovedì 1 luglio 2010

21 dicembre 2012

Confesso che non mi piace dare spazio a notizie più o meno catastrofistiche. Ho ormai una certa età e ricordo di essere "scampata" a diverse fini del mondo preannunciate da questo o quell'altro profeta di sventure. Ma sul dicembre 2012 qualcosa vorrei proprio dire, anche perchè, con l'avvento del web, la possibilità di suggestionare si è fatta ancora più potente. Ecco perchè, a incrinare le granitiche certezze di chi ci dà tutti per spacciati e di chi gli crede, vi propongo quanto è stato fatto vedere a SuperQuark, che ha dedicato una trasmissione al 2012.