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domenica 24 aprile 2011

Buona Pasqua di Risurrezione

Nelle tradizioni popolari, che si esprimono nelle tante processioni del venerdì santo, si dà molto risalto alla passione e morte di Gesù. Nel mio paese la processione è accompagnata da uomini incappucciati che portano in spalla una croce e trascinano catene a piedi nudi. Ai miei occhi di bambina quelle figure mi inquietavano, come il suono sinistro delle catene.
Sarà per questo che alle processioni preferisco le Via Crucis, per riflettere sul mistero di quella morte che anticipa la gioia della risurrezione. Perchè Pasqua è Gesù che risorge, è la vittoria sul male, è il Destino a cui siamo chiamati.
Mi piace pensare, con un po' di orgoglio femminile, che nulla vuol togliere ai maschi, che noi donne forse siamo più pronte a cogliere la gioia che può nascere dalla sofferenza. Non è un caso che siano state le donne a dare il primo annuncio della Risurrezione e che gli angeli alle donne siano apparsi quando erano sveglie, mentre agli uomini lo hanno fatto solo in sogno. E' che noi donne siamo capaci, ma non per merito nostro, di andare oltre la realtà, pur rimanendo nella realtà. Forse la dimensione spirituale ci è più facile, forse è la nostra stessa struttura fisica e psichica che ci porta all'attesa e alla speranza. In fondo, soprattutto chi di noi è mamma, ha conosciuto il travaglio del parto e ha sperimentato la gioia di una nuova vita donata al mondo. Accettare la sofferenza, abbandonarcisi nella fiducia che è un passaggio verso la gioia: questa è un'esperienza che solo a noi donne è data.
Mi piace concludere con l'immagine di Maria Maddalena che si reca alla tomba. Ha preparato gli unguenti profumati ed è partita. Non teme per la sua vita e nel buio si incammina per porgere l'ultimo saluto a quel Gesù da cui si era sentita apprezzata, riconosciuta, amata. La notte è stata come un travaglio: paura, delusione, sconcerto hanno attraversato la mente e il cuore dei discepoli. Ma Maria, la madre di Gesù, la Maddalena e le altre donne hanno preparato gli unguenti, si sono fatte forza, perchè nel loro intimo sentivano che ci sarebbe stata una via d'uscita. Non potevano sapere come, perchè ancora tutto era confuso, ma si sono lasciate attraversare dal dolore per lasciare spazio alla speranza. Ecco, in questo noi donne siamo capaci, più forti degli uomini nel sostenere la sofferenza e più disponibili alla speranza.
E Gesù compare alle donne perchè attraverso di esse e con loro, anche gli uomini Lo possano trovare. 
Una bella responsabilità, ma anche una gioia, perchè a noi donne Dio ha riservato il compito di portare alla vita. Ma una vita fisica da sola non basta. Che questa Pasqua faccia riscoprire a noi donne il compito di accompagnare i nostri figli alla vita anche spirituale e ai nostri compagni l'impegno di esserci accanto con il loro senso di realtà e la loro concretezza.
Buona Pasqua a tutti!

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