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martedì 5 aprile 2011

La ricchezza del silenzio

"Prof, a quale religione appartiene questo simbolo?"
Mentre continuavamo il nostro lavoro di ricerca sui segni delle religioni monoteiste, ci siamo imbattutti in questa strana scritta.
Su Wikipedia si legge che è un termine indeclinabile sanscrito che con il significato di solenne affermazione è posto all'inizio di buona parte della letteratura religiosa indiana.
  • Come sillaba sacra viene pronunciata all'inizio o al termine di una lettura dei Veda.
  • Come mantra, il più sacro e rappresentativo della religione induista, è oggetto di riflessioni teologiche e filosofiche, nonché strumento di pratica religiosa e meditativa.
Per pronunciarlo, le labbra devono arrivare a chiudersi, ed è come se questo suono contenesse un richiamo all'importanza del conservare le labbra chiuse, che si toccano l’un l’altro.
Certo che è  piuttosto difficile per voi conservare le labbra chiuse, mantenere il silenzio! Eppure nel silenzio c'è una grande ricchezza.
La lingua del silenzio è una lingua difficile, tipica della fede. Le parole 'mistica' e 'mistero' hanno una comune radice. Derivano, infatti, dal verbo greco myein che, per essere pronunciato, costringe a chiudere le labbra — come accade per la sillaba sacra indiana om — e che significa appunto «tacere».
Incominciate ad apprezzare il valore del silenzio. Imparate a chiudere un po' più spesso le labbra, così che possa interrompersi il chiacchiericcio continuo che disperde il pensiero e le emozioni. Imparerete così a scoprire e a salvaguardare la ricchezza che è in voi.
Meditate, ragazzi! Meditate!

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