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Visualizzazione dei post da Ottobre, 2011

E tu che numero sei?

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Nel mondo è nata la 7 miliardesima persona (si dice così? boh!!!). Voi a quale numero appartenete? Io so di essere stata la numero 3.042.264.493. Come faccio a saperlo? La BBC ha pubblicato uno strumento di analisi statistica intitolato 7 billion people and you: What’s your number?
Cliccando sull'immagine potete accedere a questo servizio. Vi basterà inserire la vostra data di nascita, la nazione in cui siete nati e il vostro genere. Saprete così non solo che numero siete tra i nati nel mondo, ma otterrete anche dati riguardo la popolazione mondiale e sulla vostra nazione (tasso di crescita, immigrazione, aspettative di vita secondo il sesso, ecc.).

Il caso o Dio?

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«Il caso è lo pseudonimo di Dio quando non si firma personalmente» (Jules Renard)
Chi crede sa che Dio parla attraverso la realtà.Nulla di ciò che accade è senza senso.
Dietro i fatti che ci capitano c'è sempre qualcosa che dobbiamo capire, prendere sul serio, e vivere appassionatamente. Se non sentiamo Dio, non è che Lui ha smesso di parlare, ma siamo noi ad aver cambiato frequenza.
Il caso, per chi crede, non esiste. E di destino ce ne è uno solo: l'incontro con Lui.

Prof, ma sono adulti o bambini?

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Noi adulti non siamo sempre di buon esempio per i nostri ragazzi. Eppure loro ci guardano, ci osservano, assorbono i nostri comportamenti. Non si può non educare e purtroppo a volte educhiamo male.  Mi indigno (ma il mio indignarsi non ha nulla a che fare con indignazioni viste qua e là), quando vedo la maleducazione, la prepotenza, l'inciviltà.
Vi lascio questa testimonianza tratta da Avvenire del 27 ottobre, con l'avvertenza di evitare comunque le generalizzazioni, che ci fanno vedere il peggio tutto da una parte, e ci fanno invece dimenticare il bene che vi si può trovare, anche da quella parte.
«Allora ragazzi, qui siamo in un luogo sacro, capite vero?
Non parlate, state attenti e siate educati...». Ligia al dovere, la professoressa di lettere Anna Eugenio catechizza i suoi alunni prima di salire sulle tribune di Montecitorio e assistere alla seduta dell’Aula. Ma poi... «Grida, risse, cordoni di sicurezza, e non mi faccia ricordare quelle facce livide dei deputati, arrabbia…

Ad Assisi, insieme per la pace

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Dopo 25 anni, dalla prima Giornata di preghiera voluta da Giovanni Paolo II, Benedetto XVI ha convocato ad Assisi rappresentanti delle varie religioni per una giornata di riflessione, dialogo e preghiera per la pace e la giustizia nel mondo. Sono stati invitati anche tutti coloro che, pur non riconoscendosi in un cammino religioso, sono sinceramente impegnati nella ricerca della verità, nella promozione del vero bene dell'umanità e nella costruzione della pace. "Pellegrini della verità, pellegrini della pace" è il titolo dato a questa Giornata. Dice il papa che "Chi è in cammino verso Dio non può non trasmettere pace, chi costruisce pace non può non avvicinarsi a Dio".
Nella città di Francesco, umile e povero, apostolo della fratellanza universale, i cercatori della verità e della giustizia, uomini e donne di buona volontà, si ritroveranno insieme come pellegrini per testimoniare che la pace è una fatica comune, che richiede capacità di dialogo, rispetto per l…

Cristiani e indù insieme per la libertà religiosa

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In occasione della festa indù di Deepavali, che viene celebrata oggi, vi riporto un articolo di AVVENIRE, pubblicato il 21 ottobre 2011.
«La libertà religiosa è annoverata tra i diritti umani fondamentali, che si radicano nella dignità della persona umana. Quando essa viene messa a repentaglio o negata, tutti gli altri diritti umani sono in pericolo». Lo sottolinea il messaggio del Pontificio Consiglio per il dialogo interreligioso in vista della festa indù di Deepavali, che quest’anno verrà celebrata il 26 ottobre. Quando è rispettata e promossa – aggiunge il testo firmato dal presidente del dicastero vaticano, il cardinale Jean-Louis Tauran e dal segretario, l’arcivescovo Pier Luigi Celata – «la libertà religiosa consente ai credenti di collaborare con maggior entusiasmo, con i propri concittadini, nella costruzione di un ordine sociale giusto ed umano». Di qui anche l’invito a collaborare insieme, cristiani e indù, per «dare un contributo specifico al bene comune». I campi non manc…

Clip Art Gallery

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Se avete bisogno di abbellire le vostre presentazioni o i vostri lavori con word od altri programmi, vi suggerisco di visitare il sito Discovery Education. All'interno vi trovate la sezione Clip Art Gallery che offre una enorme quantità di immagini di libero utilizzo per la didattica e il tempo libero.
Le immagini sono divise in varie categorie tra cui Arte, Lettere e Numeri, Musica, Scienze, Stagioni, Storia, Eventi speciali, Sport, Studenti, Insegnanti,Tecnologia. Per prelevare le Clip Art bisogna cliccare sopra la miniatura per ingrandirle e poi salvare con il tasto destro del mouse.
Se volete dare un'occhiata cliccate sull'immagine.

Abituarmi ad una vita senza te

Si può vivere senza Dio?
Sicuramente sì, ma a quale prezzo?
Non ho intenzione di entrare in polemica con nessuno, nè tanto meno di giudicare chi il problema Dio lo ha risolto, arrivando alla conclusione che non esiste nulla oltre questa realtà.
Mi ha colpito la canzone di Vasco Rossi "Manifesto Futurista Della Nuova Umanità". Il tono è ironico, ma vale la pena riflettere su alcune parole.
L'umanità nuova di cui parla la canzone si è liberata di Dio, riconosce la vita come una combinazione di fattori casuali, non ha bisogno di cercare certezze assolute nelle religioni, vive la sua esistenza giorno per giorno, facendo un patto con le proprie emozioni.
Eppure Dio, per come l'ho conosciuto io, non toglie nulla alla vita, nè chiede di essere dei poveri illusi. "Avete capito - dice Benedetto XVI - che Dio non vi toglie nulla, ma vi dà il “centuplo” e rende eterna la vostra vita, perché Dio è Amore infinito: l’unico che sazia il nostro cuore" (da un discorso del…

Amare le catene

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Leggendo il Mattutino di Gianfranco Ravasi pubblicato su Avvenire del 16 ottobre 2011:
"Tutto il mondo aspira alla libertà, e tuttavia ciascuna creatura è innamorata delle proprie catene. Tale è il primo paradosso e il velo inestricabile della nostra natura". Così scriveva il filosofo mistico indiano Sri Aurobindo (1872-1950).
Attorno alla parola «libertà», che è sulle labbra di tutti, in particolare di quelli che cercano di ferirla e piegarla, si consumano molti equivoci e contraddizioni.
La libertà autentica è impegnativa perché è sinonimo di rigore, di carità, di creazione. L’uomo preferisce seguire l’onda, non trovarsi solo con sé stesso e con le scelte da compiere, desidera essere quietamente condotto per mano dal suo istinto o dalla guida di un altro così da accomodarsi senza pensieri e domande. È questo «il velo inestricabile della nostra natura» nel quale ci avvolgiamo e ci sentiamo protetti dal rischio che la libertà comporta.
«Vincere l’intima servitù è più important…

I giovani e la fede

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Qual è ragazzi il vostro rapporto con la fede?
"Io, prof, non so a cosa serva la religione".
"Sa, prof, a volte mi vengono tanti dubbi sulla religione".
"Io credo, prof. Senza la religione mi mancherebbe qualcosa".
Ecco i dubbi e le certezze dei "miei" alunni.
Alla loro età la questione religione incomincia a farsi problematica. Dubbi ancora nascosti, non formalizzati, ma che incominciano a farsi strada. L'adolescenza, l'età in cui tutto viene messo in discussione, come potrebbe ignorare questo aspetto della vita?
Nel libro di Luciano Zanini, Adolescenti e la religione e la vita, EDB, trovo scritto:
"Credere in Dio aiuta a dare un senso alla vita, ad avere un punto di riferimento. Penso che credere in qualcuno che è più grande di te, come gli uomini fin dall'antichità hanno fatto, sia utile per stare meglio, per vivere con meno preoccupazioni e più serenità; aiuta a superare i problemi che si presentano davanti anoi. E' un…

L'amicizia nei film

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Ho proposto ai ragazzi di seconda di leggere la trama di alcuni film che parlano di amicizia, per poi andare a ricercare la concezione cristiana di amore e amicizia. Ecco alcune scene dei film su cui i ragazzi hanno lavorato e su cui hanno individuato alcune idee chiave. Spero a breve di proporre la sintesi del loro lavoro che dovrebbe essere realizzata con tagxedo.
Ecco alcune scene tratte dai film oggetto della loro ricerca.


Il bambino con il pigiama a righe


Un ponte per Terabithia


Red e Toby nemiciamici


L'ottavo giorno


La gabbianella e il gatto



Stand by me

Sull'adolescenza

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Ho proposto alle classi terze un lavoro sull'adolescenza. L'intenzione è quella di riflettere su questo particolare momento della vita, di affrontare alcune tematiche, come l'amicizia o la sessualità alla luce della proposta cristiana.
Dal braistorming iniziale, è emerso come ogni classe veda questo momento della vita in modo diverso. Chi sottolinea le delusioni, la crisi, gli amori, le varie problematiche, chi, invece, considera l'adolescenza come l'età del divertimento, della spensieratezza, del gioco.
Ho pensato di provocare  i miei alunni proponendo la scena delle porte dal film Labyrinth, che penso esprima efficacemente la difficoltà nello scegliere, i cambiamenti continui, i dubbi e le false certezze che attraversano questa fase della vita.
A voi la scena.

Dal "testamento"di Steve Jobs

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Non sto qui a dirvi chi era Steve Jobs. Ne hanno parlato in tanti in questi giorni. Vorrei invece proporvi alcune frasi tratte da quello che può essere definito il suo "testamento spirituale". Mi sono ritornate in mente quando, qualche giorno fa, un alunno mi diceva che la scuola non gli piaceva e che non aveva voglia di fare niente. Ho provato tristezza nel vedere quel ragazzo completamente arreso. Anche un po' di rabbia, a dir la verità, perchè non si può, a dodici anni, non avere sogni e progetti per il futuro.
«Ra­gazzi, siate affamati. Siate folli», disse Steve Jobs ai neolaureati dell’Università di Stanford, il 12 giu­gno 2005, aggiungendo «Ab­biate il coraggio di seguire il vostro cuore e la vostra intuizione. In qual­che modo loro sanno che cosa vole­te realmente diventare».
E parlando di sé, già malato, disse: «Ricordarmi che morirò presto è il più importan­te strumento che io abbia mai in­contrato per fare le grandi scelte del­la mia vita. Perché quasi tutte l…

Tre donne premio Nobel per la Pace

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Il contributo delle donne allo sviluppo della pace sta diventando sempre più evidente e fecondo. Il premio alla presidente della Liberia Ellen Johnson Sirleaf, alla connazionale Leymanh Gbowee e all’attivista yemenita Tawakkul Karman è un segnale forte del riconoscimento dell’impegno costante e coerente di tante donne che sono particolarmente coinvolte nel processo della costruzione della pace e riconciliazione nei loro Paesi.
Le tre donne sono state premiate per «la loro battaglia non violenta per la sicurezza delle donne e per i diritti delle donne alla piena partecipazione all’impegno per la costruzione della pace». Ellen Johnson Sirleaf è la prima presidente donna di un Paese africano, Leymanh Gbowee è una costruttrice di pace che ha mobilitato donne cristiane e musulmane per superare le divisioni e gli odi tra i gruppi etnici del proprio Paese contribuendo così alla conclusione della lunga e sanguinosa guerra della Liberia e assicurando la partecipazione delle donne alle elezioni…

Storicamente modificato

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Prendo in prestito il titolo del post dall'articolo di Potus del 6 ottobre.
Leggete qui:
"Si scrive C.E. e sta per «Common Era», «era comune». È un modo per contare gli anni dalla nascita di Gesù… senza nominare Gesù. Sì, avete capito bene. Una soluzione un po’ strana, che diventa addirittura stranissima se ad adottarla è la Bbc, il famoso «servizio pubblico» della radiotelevisione britannica. Finora nei programmi della Bbc tutti si riferivano agli anni del calendario con le sigle A.D. («Anno Domini»: viene dal latino e vuol dire «anno del Signore») oppure A.C. («After Christ», che equivale al nostro «dopo Cristo»).
D’ora in poi, secondo le disposizioni dell’emittente, presentatori e opinionisti sono invitati ad adoperare una definizione più neutra: C.E., appunto. Poco importa se, per qualcuno, la stessa sigla potrebbe essere interpretata come «Christian Era» (era cristiana). Il punto è che la Bbc preferisce evitare qualsiasi riferimento al cristianesimo. Perché?
Perché in Gra…

Le prove d'ingresso

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Non sono per principio contraria alle prove di ingresso, ma non le amo molto. A volte mi sembrano una sorta di accanimento contro gli alunni. Basta vedere i registri di classe della prime settimane e sembra di essere a fine quadrimestre: ogni giorno una o due prove. Penso comunque che il docente debba pur rendersi conto della classe che ha davanti, per poter progettare al meglio il suo lavoro. E' importante verificare le conoscenze pregresse, sondare le eventuali lacune, cogliere i punti di forza e di debolezza degli alunni. Fossi in voi, ragazzi, affronterei queste prova con la dovuta serietà, ma anche con altrettanta leggerezza (una prova d'ingresso non pregiudica nulla!).
Io, in genere, mi affido molto all'osservazione. Mi interessa vedere quanto i mei alunni sono capaci di ascoltare, cosa riescono a cogliere da quanto detto o letto, la loro capacità di farsi domande, di interpretare e rielaborare. Comunque qualche prova classica, quella cioè a crocette, per intenderci,…

Imparare ad ascoltare

Da Prof 2.0 , il blog del professore e scrittore Alessandro d' Avenia, una provocazione su cui riflettere:
"Troppo spesso diamo per scontato che gli studenti ci ascoltino. Uno dei cinque sensi, quello più legato alla comprensione del mondo, è invece in crisi. E quando un senso si usa male, si perde anche il senso delle cose. Mi piace il fatto che in italiano usiamo la stessa parola per indicare i 5 sensi e il senso della vita, della realtà, delle cose… Solo chi usa bene i sensi trova un senso, perché la realtà parla forte e chiaro. Ma se i sensi sono chiusi prenderemo il senso a prestito da ciò che magari sensato non è: l’idea dominante, il così fan tutti, il così mi dicono di fare (conformismi e totalitarismi nascono da qui)".
Guardate il video.

Rallenta il ritmo

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Ho letto su Avvenire che SpongeBob, un cartone animato molto diffuso negli Usa (e apprezzato anche in Italia), che ha per protagonista una sorta di spugna, è sotto accusa. Da un esperimento condotto in Virginia su 60 bambini di 4 anni, divisi a sorte in tre gruppi, è emerso che chi aveva guardato questo cartone animato per 9 minuti, di fronte ad alcune attività, come contare all'indietro, raggiungeva punteggi più bassi di chi aveva impiegato quei minuti in altro, come disegnare o vedere un altro genere di cartoni. Secondo i ricercatori, ciò dipende dalla velocità con cui nel cartone animato si svolgono le azioni e si alternano le scene.
Sembrerebbe quindi che pochi minuti di un cartone animato "ad alta frequenza" (e sono moltissimi i cartoni veloci come SpongeBob) fanno peggiorare, almeno nell’immediato, le capacità cognitive ed esecutive dei bambini di 4 anni, che subiscono un rallentamento non solo nell’eseguire i compiti, ma anche nell’adottare le decisioni, e hanno d…