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domenica 31 marzo 2013

Fare Pasqua. Tutti i giorni

La Pasqua non è solo una festa celebrata una volta all’anno, per ricordare la morte e la risurrezione del Signore, ma anche la possibilità di vivere tutti i giorni come i due discepoli che la sera di Pasqua lasciavano Gerusalemme, la grande città, per tornarsene a Emmaus, il loro piccolo villaggio.
I due uomini, entusiasmati dal suo messaggio di pace, di giustizia e di amore fraterno, avevano seguito Gesù, convinti che la loro vita sarebbe diventata bella ed entusiasmante come l’avevano sempre desiderata. Con la morte del Maestro, svaniti i loro sogni, si erano rassegnati a tornare alla vita di sempre.Tutti noi siamo quei due discepoli. Come loro nutriamo desideri e sogni di cose belle e buone, straordinarie. Invece c’è sempre qualcosa che si mette di traverso, e che ci spinge a rinunciare.
Vivere la Pasqua significa reagire, come i due di Emmaus, alle difficoltà, alle delusioni, agli insuccessi.
A loro si accostò un pellegrino. Parlò con loro e fece ardere il loro cuore di nuovo entusiasmo, tanto che, arrivati al villaggio, lo pregarono di restare con loro. Era troppo bello ascoltarlo!
Durante la cena, il misterioso compagno di viaggio spezzò il pane, come fanno il papà e la mamma in famiglia, come fanno gli amici quando cenano insieme. Quel gesto aprì i loro occhi.
L’avevano tante volte vissuto con il Maestro e i suoi amici.
Allora: «È Gesù! È risorto!», esclamarono.
E, partiti stanchi e delusi, ritornarono di corsa a Gerusalemme.
Avevano capito che per superare le difficoltà che si oppongono ai nostri desideri è necessario non lasciarsi spaventare dagli ostacoli, ma camminare in compagnia di Colui che, avendo vinto la morte, può aiutarci a superare qualsiasi difficoltà.
Questo è vivere la Pasqua ogni giorno, che la festa di Pasqua ci ricorda una volta all’anno.

Tonino Lasconi in Popotus del 28 marzo 2013

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