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martedì 15 settembre 2009

In ricordo di Padre Pino Puglisi


Esattamente 16 anni fa veniva ucciso Padre Pino Puglisi, 3P come lo chiamavano in molti. Era il giorno del 56° compleanno e Cosa nostra ne decise l'assassinio, perchè togliendo i ragazzini dalla strada, sottraeva nuova manovalanza alla mafia.
E' riduttivo pensare a lui solo come un prete antimafia, perchè l'impegno che profuse nell'offrire ai bambini e ragazzi di Brancaccio la possibilità di crescere nella legalità e nell'accoglienza, nasceva dalla fedeltà al Vangelo e dal suo ministero sacerdotale. Il suo non era quindi solo un impegno di carattere sociale, ma la risposta a ciò a cui il Signore lo chiamava. "Se ognuno facesse qualcosa - era solito dire - si realizzerebbe quello che il Signore vuole da ciascuno di noi".
In uno dei suoi discorsi così esprimeva il progetto per il quartiere in cui svolgeva il suo ministero:
"Dobbiamo riuscire a far capire ai bambini perchè esistono, per che cosa vivono, ma senza fare discorsi filosofici. Il bambino di quelle famiglie capirà i gesti che si faranno: il gioco, la convivenza, intesi come modelli di comportamento. Nel gioco, si deve far loro vedere che ci sono delle regole da seguire, che non è giusto barare: nell'ambiente mafioso chi bara ha più consenso, perchè esprime doti particolari come la furbizia. Diventa una controproposta anche per loro, uno stile di vita. Per loro lo scopo della vita è guadagnare. A qualsiasi costo. Un volontario e una suora che vanno lì, nelle loro case, con senso di solidarietà, di gratuità, di amore cristiano, rappresentano una controproposta che potrà avere un'efficacia in seguito".
Nessun cambiamento può avvenire se nessuno di noi fa la sua parte. La testimonianza di uomini come don Giuseppe ci deve stimolare a dare il meglio di noi stessi, perchè il mondo cambi.
Il male, come la mafia, sembra invincibile, potente, e trova terreno fertile nelle nostre indecisioni, nel nostro essere indifferenti, se non cinici e sprezzanti.
Ogni sera, prima di andare a dormire, chiediamoci che cosa abbiamo fatto di buono durante la giornata. Non parlo mica di cose grandi, ma del proprio dovere a scuola, di un aiuto a casa, di una parola buona. Se a quella domanda non riusciamo a dare risposte, allora vuol dire che non abbiamo fatto la nostra parte.
Meditate gente, meditate!