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mercoledì 16 dicembre 2009

Il velo islamico


Sull'obbligo di indossare il velo (higab, in arabo) non c'è unicità di vedute nel mon­do islamico.
La discordanza deriva dall'in­terpretazione che si dà ai precetti del Cora­no, fonte primaria della fede e del diritto musulmani, ed esprime solitamente, ma non necessariamente, una contrapposizio­ne tra islam moderato e fondamentalista. Semplificando, da un lato c'è chi sostiene che l'uso del velo non dovrebbe essere mes­so in discussione: il Corano si esprimereb­be esplicitamente in tal senso nelle sure XXIV, 31 e XXXIII, 59. Dall'altro lato c'è chi invece ritiene che lo higab non abbia rnai costituito un dogma.

II velo è simbolo di obbedienza a Dio, di modestia e pudore. Alle donne sarebbe consentito mostrare soltanto il viso, le mani e i piedi considerati non sessualmente provocanti. Ma è anche vero che in alcuni paesi musulmani, come I'Afghanistan, le donne sono nascoste sot­to tuniche che le rivestono completamente dalla testa ai piedi.

Non è facile indicare con certezza quanti siano i veli islamici, diversi per cultura e tra­dizioni anche all'interno dello stesso pae­se.
Questi i più comuni: burqa, chador; ha'ik, higab, jalabiya, niqab.
Il burqa, diffuso in Af­ghanistan, è un velo integrale dai colori ge­neralmente accesi (arancione, verde, az­zurro) che copre completamente la don­na, dalla testa ai piedi, lasciando aperta so­lo una finestrella a rete davanti agli occhi per consentirle di vedere il mondo esterno.
Lo chador è nero e avvolge il corpo completamente, lasciando scoperto l'ovale del viso. È usato soprattutto in Iran, dove è obbligatorio dalla rivoluzione del 1979 gui­data dall'ayatollah Khomeini.
L' ha'ik è una stoffa tessuta in maniera tradizionale, di la­na (in Marocco) o seta (Algeria), che av­volge il capo e il corpo.
L' higab è composto da due pezzi: un copricapo che nasconde la testa e un velo che, appoggiato sopra, scende sulle spalle ed è legalo sotto al men­to o appuntato con una spilla. E utilizzato in Egitto, Siria, Giordania e Marocco.
Lo jalabiya è un lungo camice di tela, usato an­che dai più antichi coltivatori del Nord Africa, i fellahin dell'Egitto (coltivatori insediati lungo la valle e il Delta del Nilo).
Il niqab è un velo che copre la testa e il viso della donna lasciando scoperti gli occhi e può essere molto raffinato ed elegante o pesante e nero.

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